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FUORIPAGINA
03/09/2009
  •   |   Loris Campetti
    Se le Poste ci strangolano

    Ci sono tanti modi per tagliare la testa ai giornali fuori dal coro. Il presidente del consiglio ha i suoi, oggi ci prova persino con la magistratura. Anche le Poste sembrano avere lo stesso obiettivo, o quanto meno la loro strategia mette in conto la possibilità di lasciarsi cadaveri editoriali alle spalle. Per il manifesto, che oltre a essere fuori dal coro è anche fuori da Piazzaffari e dai Palazzi e Palazzetti della politica – più semplicemente: non ha padroni, padrini e partiti alle spalle pronti a metter mano al portafogli - la filosofia che governa le scelte del sistema postale italiano rischia di essere fatale. In una situazione difficile a livello mondiale per la carta stampata, e dentro una crisi nostrana della sinistra che produce un'anestesia diffusa, è per noi essenziale fidelizzare i lettori,  scuotere pigri e depressi, allargare la nostra «base». Lo strumento più naturale è l'abbonamento, sempre più spesso vanificato, però, dal (dis)servizio postale: se il giornale non arriva al mattino con il caffé, e magari neanche la sera ma soltanto il giorno dopo, che quotidiano è?

    Ma c'è di più. Da qualche mese sono stati ridotti i voli postali utilizzati per trasporto dei giornali, quelli sopravvissuti viaggiano in ritardo con la conseguenza di rendere oltremodo difficile la normale distribuzione verso tutti i punti vendita. Addirittura, sono stati soppressi i voli della domenica. Il risultato è che chi abita in Sicilia, o in Sardegna, o in tante isole «minori», la domenica non ha la possibilità di leggere il manifesto. Ciò ha spinto alcune testate a rinunciare a distribuire il giornale in questi luoghi – stiamo parlando di milioni di abitanti e potenziali lettori – con un'ulteriore conseguenza negativa per noi: i costi di distribuzione salgono paurosamente, perché un onere ieri suddiviso tra molti, oggi ricade interamente sulle nostre fragili spalle. Direte: e perché non stampate in Sicilia e in Sardegna? Domanda retorica: perché non ce lo possiamo permettere, in passato abbiamo provato a farlo in Sicilia e, anche quest'estate, in Sardegna. Il rapporto costi-benefici, cioè tra le spese di stampa e le copie vendute è negativo, rendendo così la scelta economicamente insostenibile.

    Seconda domanda, tutt'altro che retorica: perché le due isole maggiori, che giustamente rivendicano pari diritti e opportunità con le altre regioni italiane, non aprono dei centri stampa per i giornali nazionali che non hanno santi alle spalle? C'è un problema di pluralismo e, insieme, un diritto dei siciliani e dei sardi di poter leggere il giornale che preferiscono. Pluralismo e diritti oggi negati. Questa domanda la giriamo direttamente alle due Regioni e a chi fa politica, in maggioranza o all'opposizione, in Sicilia e in Sardegna.

    Tutto ciò detto, e confermata la nostra ostinata volontà a non rassegnarci, resta il problema nell'immediato. Sabato è l'ultimo giorno in cui stamperemo il giornale in Sardegna. Ai nostri lettori che vivono in Sicilia e in Sardegna proponiamo di affrontare l'emergenza abbonandosi al manifesto. Quello cartaceo, sapendo che talvolta lo riceveranno in ritardo a causa del disservizio postale, come del resto capita anche agli abbonati piemontesi o napoletani. Con una tariffa molto speciale per le isole, a partire da lunedì prossimo: 100 euro l'anno invece di 240. Proponiamo anche il tandem: l'abbonamento cartaceo più quello on-line a 120 euro invece di 329. Infine, offriamo a sardi e siciliani il solo abbonamento on-line a 70 euro invece di 130.

    E' un sacrificio che facciamo per difendere e rafforzare la nostra rete di lettori. E' un pezzetto della battaglia politica per la libertà di informazione di cui ci facciamo carico. Senza abbassare la guardia, sapendo che le Poste e le Regioni Sicilia e Sardegna hanno il dovere di fare la loro parte. Da voi, lettrici e lettori, ci aspettiamo moltissimo.


I COMMENTI:
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  • La nuova sardegna non ha interesse a stampare e distribuire il Manifesto !?
    Saluti 04-09-2009 23:26 - Agostino
  • se come quotidiano volete sempre scrivere ciò che a voi piace sentirvi dire e trattate lo stato come una star da gossip non posso che rallegrarmi 04-09-2009 18:16 - lino
  • Io credo che non ci sia una soluzione di fronte a questo sfascio. Del resto l'avete scritto anche voi del Manifesto che la carta stampata è alla canna del gas. E i giornali, differentemente da libri e riviste, sono oggetti ingombranti e deperibili: li compri un giorno, e poi ci involti le patate. Io sono anni che vi leggo, ma quasi sempre attraverso internet. In fondo ci guadagnate anche voi, perché i vs sponsor dovrebbero tenere conto del numero degli accessi..

    E sopratutto mi piace, perché rileggere notizie vecchie di una settimana fa riflettere PROFONDAMENTE su quanto sta accadendo attualmente, cose di cui si sente la mattina e ci si dimentica la sera. Così almeno ho una coscienza 'storica' della cronaca, che è francamente parlando, di molto aiuto. Per il futuro, dato il boicottaggio, mi sembra naturale che il Manifesto divenga quasi esclusivamente o esclusivamente un E-journal. Così si può evitare di passare attraverso a tutto lo sconcio dei distributori e le loro spese e costi esosi, magari per un servizio schifoso. 04-09-2009 18:07 - Graziano
  • DOMANI "MANIFESTO" SARA' PER L'ULTIMA VOLTA NELLE EDICOLE DELLA SARDEGNA... Proprio nel periodo in cui la sete di informazione libera è enorme, la nostra regione perde un altro pezzo di libertà, vera. Ciao Manifesto, spero di poterti toccare di nuovo un giorno, sentire il profumo della libertà tra le tue grandi pagine, magari in un mondo migliore. 04-09-2009 17:11 - Maurizio
  • Il problema è sempre all'origine. Leggo è compro 'Il Manifesto' da 30 anni. Ma in 30 anni il giornale è rimasto uguale se non addirittura peggiorato. E' un giornale troppo romano con troppa politica istituzionale e poco sociale. Continuo a comprarlo per abitudine, ma ormai leggo si e no un paio d'articoli.
    Il punto di domanda è: è così difficile diventare un giornale che vende almeno 40 mila copie al giorno? E' colpa di chi non lo compra o di chi lo fa il giornale?
    P.S. Anch'io abito in Calabria è più volte ho segnalato che 'Il Manifesto' in edicola arriva a singhiozzi. 04-09-2009 16:15 - Pino
  • MA PERCHE' NON LANCIARE UN'ULTERIORE SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA PER MIGLIORARE UNA VOLTA PER TUTTE LA DISTRIBUZIONE.
    ANCHE IO SONO MERIDIONALE E HO DIFFICOLTà, SPECIE IN CALABRIA, A TROVARE IL GIORNALE.
    MA PERCHè CAZZO IN EDICOLA SI TROVANO GIORNALACCI COME IL RIFORMISTA ED IL MANIFESTO NO?

    DAI VALENTINO RITORNIAMO CON LA SOTTOSCRIZIONE

    anselmo 04-09-2009 13:22 - anselmo
  • Abito in provincia di Crotone e ho un abbonamento postale + web; vi posso garantire che la situazione di distribuzione è davvero drammatica. Il giornale lo ricevo quasi sempre il giorno dopo o non lo ricevo proprio, in edicola non arriva (quindi non posso fare nemmeno quello coupon), riesco a tamponare con il web, ma vi posso garantire che la lettura sul pc non ha lo stesso fascino di avere il giornale nelle proprie mani. Sono sicuro che nei paesi di provincia del SUD ITALIA, siete tutti nelle mie condizioni. Ma non per questo dobbiamo demoralizzarci e gettare la spugna, IL MANIFESTO dovrà continuare a vivere. Fare l'abbonamento è un forte segnale e sta ad indicare che NOI CI SIAMO, in più magari - ognuno nelle proprie possibilità - chi compra il giornale in edicola, ogni tanto può comprarne due copie invece di una, e magari come faccio io, anche se ho l'abbonamento, quando mi trovo in una città dove lo distribuiscono ne compro una ulteriore copia. 04-09-2009 11:42 - Ivan Bissoli
  • non ha senso continuare in una battaglia irrimediabilmente persa
    i giornali ormai devono dedicarsi solo al web 04-09-2009 11:25 - barone nero
  • Grazie dalla Sardegna 04-09-2009 10:02 - Maurizio
  • Venendo a vivere in sardegna, 20 anni fà, ero cosciente che avrei avuto tutte le difficoltà di abitare un'isola per quanto grande, ma mai avrei pensato che un giorno non avrei potuto più leggere il manifesto per definitiva chiusura della distribuzione. Ci sono stati tempi in cui ritardi e mancate consegne ne hanno la regolare presenza nelle edicole ma ultimamente era sempre presente tutte le mattine bello fresco come il buon pane.
    Mala tempora currunt e sembra non ci sia mai fine al peggio.
    Che tristezza !!
    Odio leggere il giornale di due o tre giorni prima e per quello non mi sono abbonato se non negli anni '80, ma allora vivevo a milano e pure allora lo ricevevo sempre 1 o 2 giorni dopo.
    Mndatemi le indicazioni per l'abbonamento on line, mi abituerò al manifesto virtuale
    Un vero abbraccio
    francesco 04-09-2009 09:53 - francesco
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