sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
08/09/2009
  •   |   Ester Nemo
    Pechino inasprisce la repressione contro gli uiguri

    Le autorità cinesi hanno ordinato la demolizione di tre edifici a Urumqi appartenenti alla famiglia di Rebiya Kadeer, leader del Congresso mondiale uiguro, che riunisce gli esiliati all’estero dell’etnia turcofona del Xinjiang. L’annuncio è stato dato ieri dall’agenzia Xinhua ma già da mesi pendeva la minaccia di abbattimento su questi palazzi al centro della capitale, un tempo floridi centri commerciali e oggi piuttosto cadenti. A simboleggiare la disgrazia politica della ricca famiglia di commercianti di quella che viene definita «il Dalai Lama» dei musulmani uiguri, e invisa a Pechino quanto il capo spirituale buddista. Uno degli edifici, l’Akida Trade Center di proprietà della Akida Industry and Trade Co, fondata dalla Kadeer, è ancora oggi affollato di negozi uiguri anche se già da tempo era stato colpito da un ordine di demolizione per alcune crepe nei muri e i pavimenti sconnessi. Ad affrettare la rasa al suolo, con tutta evidenza, i disordini che da mercoledì della settimana scorsa scuotono la capitale della travagliata regione al confine nord occidentale cinese.

    La nuova ondata di proteste, dopo le violenze che il 5 luglio scorso avevano provocato la morte di quasi 200 persone (130 delle quali appartenenti all’etnia han), è stata innescata dalla comunità cinese han, da tempo oggetto di misteriosi attacchi portati con siringhe ipodermiche, finora rivelatesi non letali. Sotto accusa gli uiguri e la stessa Kadeer, accusata da Pechino di voler destabilizzare la regione. Cinque persone sono morte nel giorno dei disordini più gravi, giovedì scorso. Le migliaia di cinesi scesi nelle strade, oltre a prendersela fisicamente con gli uiguri, chiedeva anche le dimissioni dei governanti, soprattutto del governatore della provincia del Xinjiang, Wang Lequan, accusato di non fare abbastanza per proteggere gli han. Una situazione paradossale e grave, alla quale il governo centrale ha risposto rapidamente, con una serie di misure. Ha gettato ai manifestanti le teste di due pesci più piccoli del potente Wang, il segretario del Pcc e il capo della polizia di Urumqi, e poi ha inasprito le misure di sicurezza. Carcere duro per chi diffondeva allarmi infondati, pena di morte per i «siringatori», demolizioni a titolo intimidatorio. Nonostante ciò, tra domenica e lunedì la polizia ha ricevuto 77 nuove denunce di attacchi con siringhe (che si aggiungono agli oltre 500 denunciati finora). Lunedì una folla di han ha cercato di linciare un uiguro sospettato di aggressione. Sempre lunedì le autorità hanno ordinato la chiusura anticipata dei negozi a Urumqi. Per gli attacchi la polizia ha finora arrestato quattro persone, tutti uiguri. Solo il nome di una è stato diffuso, quello di Abdurusul Abdukdale. Si preparano tutti ad affrontare un processo per «diffusione di false sostanze pericolose», singolare capo d’accusa sul quale le autorità non hanno dato ulteriori chiarimenti.


I COMMENTI:
  • credo che una difesa a spada tratta degli uiguri mettendo in ridicolo tutte le accuse degli han solo perché sono cinesi come le autorità di pechino non serva a far conoscere quella realtà. I cinesi che vengono mandati nello Xinjang sono spesso i più sfruttati, anche dagli uiguri. 09-09-2009 15:45 - giuliana
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI