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FUORIPAGINA
10/09/2009
  •   |   Norma Rangeri
    L'anno zero della televisione

    Negli uffici di Borgo S.Angelo, con il cupolone di S.Pietro che sembra caderti addosso, Michele Santoro aspetta. C'è via vai di facce note viste nei collegamenti del giovedì sera, segretarie, fattorini, sembra una giornata come le altre, alla vigilia di un nuovo inizio. E invece no.
    Tra due settimane su Raidue vedremo Annozero. Quali servizi state preparando?
    Nessuno, le nostre troupe sono ferme.
    Ferme?
    Ferme perché ancora i contratti dei collaboratori non sono stati firmati. Non abbiamo i contratti per far lavorare la squadra. Se andremo in onda sarà con Travaglio. Altro non so dirti.
    In tutti questi anni era mai successa una cosa del genere?
    Mai.
    Ma la Sipra ha venduto la pubblicità, anzi vi propongono di inserire nel programma il terzo break.
    Confermo. Ogni 30 secondi da noi costa dai 56 ai 66 mila euro, Ci ripaghiamo i costi, senza utilizzare un euro del canone, con un ampio margine di guadagno per l'azienda.

    Dunque dov'è il problema?
    I
    l problema si chiama Travaglio.

    Vi chiedono di affiancargli un giornalista di destra?
    Il testo di Travaglio viene letto dal direttore generale e di rete. Così gli esponenti del centrodestra che ospitiamo possono prepararsi a controbattere. Più di questo... Cosa diversa è mettere in trasmissione due persone che dicono cose opposte. Significa cancellare il punto di vista della trasmissione. Travaglio è il simbolo della persistenza di una censura verso tutti quelli (Guzzanti, Luttazzi, Grillo...) banditi dalla tv. Si dà per scontato che ci siano autori proibiti, artisti e giornalisti che non possono avere un rapporto con il pubblico. E' questo che fa diventare deflagranti, simboliche, le poche voci che restano. C'è un confine del proibito che si sposta e si allarga continuamente.
    Sei tornato sul piccolo schermo dicendo ai telespettatori che si sarebbero dovute ascoltare tutte le voci. Avete perso la battaglia e ora rischiate di perdere anche i pezzi pregiati di Annozero?
    L'editto bulgaro non è mai finito, è diventato la legge della comunicazione in Italia. Ho letto con interesse l'intervista di Agnes alla Stampa. Raccontava il legame tra la vecchia lottizzazione e i partiti di massa. Quella lottizzazione, che escludeva la destra culturale, bisogna riconoscerlo, tuttavia manteneva una corrispondenza tra chi faceva la tv e il pluralismo politico. Oggi non si fa riferimento a idee, ideologie, partiti, ma solo a questo o quel singolo politico. D'Alema, Franceschini, Bersani per parlare della sinistra. Persone, personalismi ma in nome di quale cultura? Raitre è l'ultima barriera perché rappresenta ancora una linea editoriale, un punto di vista, più o meno forte, ma un punto di vista.
    Fuori c'è la monocultura berlusconiane, ma dentro la Rai?
    Si va sempre di più verso un'azienda di funzionari che comprano i format, i produttori dei quali, a loro volta, vendono quello che non crea fastidi al funzionario. Niente quadri, via la gente che sa fare televisione. Dentro velinismo e becerume. Oltretutto questo funzionariato senza idee si professa anche cattolico. Bel risultato!
    Rai e Mediaset hanno ancora due pubblici diversi?
    Onestamente questa storia è finita. E non solo per colpa di Berlusconi, ma anche delle gestioni precedenti affidate alla sinistra. Vedi l'asse tra la sinistra e Saccà con allegata teorizzazione che la tv si può fare in un solo modo.
    Mentana al Tg3 e Minoli a Raitre, perché no?
    Con tutta la stima per Mentana, dovesse dirigere il Tg3 è naturale che vi porterebbe la sua esperienza del Tg5. Si può pensare tutto del Tg3, chiamala pure Telekabul, ma è un telegiornale diverso dagli altri. Delegittimare tutte le diversità per fare che cosa? Una televisione-omnibus, una televisione-Longanesi, una tv che non si può permettere un vero pluralismo ma solo una sorta di frondismo televisivo.
    Descrivi l'evoluzione, la tappa finale, del conflitto di interessi: ammazzare creatività, pluralismo, professionalità. Ridurre la Rai a contenitore di format, sviluppare una parvenza di dialettica dentro il centrodestra. Senza via d'uscita?
    Cerco di fare il mio lavoro, ma i contrappesi a Berlusconi si sono impoveriti. Sul piano del potere economico la debolezza delle banche è sotto gli occhi, e il vuoto di leadership della sinistra anche.
    Lo scenario lascia intravedere una Rai con un bilancio in deficit pesante sommato all'omologazione del prodotto, alla scomparsa di pluralismo. A che cosa (o a chi) serve questa Rai?
    A farne un'azienda a rischio-Alitalia, da privatizzare. Che non sarebbe un male in se, ma in questo contesto a pilotarla sarebbe Berlusconi e questo sarebbe un male di sicuro, visto che il nostro concorrente non dovrebbe essere Sky, ma Mediaset. E non mi pare che le strategie messe in campo rispondano a una logica di concorrenza con le tv di Berlusconi. Vedremo cosa accadrà con il digitale, ma finora Rai non ci ha guadagnato a scendere dal satellite, mentre Mediaset ora ha la sua pay tv nelle case di tutti gli italiani. Vedremo se le cose cambieranno.
    Il 19 a Roma ci sarà una manifestazione per la libertà di stampa. Il manifesto e la sinistra radicale fino a ieri erano tacitati come fonti di sterile antiberlusconismo. Poi anche Repubblica si è convinta che il paese è segnato da un regime, e qualcuno teme lo spettro del «fascismo».
    Posso dire? il fascismo aveva più rispetto per le intelligenze culturali, nel teatro, nel cinema. Non faceva dell'ignoranza e dell'incompetenza la sua bandiera. Siamo a un funzionariato servile, come del resto è emerso dalle telefonate tra Berlusconi e un dirigente della Rai. La mancanza di un dinamismo culturale, sociale, economico è devastante.
    Va di moda la real-politik. Si fa quel che si può, il mondo non si cambia. A tenerci buoni ci pensa la tv?
    Non è una situazione irreversibile, non penso a una dittatura imbattibile, ma la cosa grave è che in questa situazione se ci fosse un Obama, anche senza la tv, le cose potrebbero cambiare. Purtroppo da noi non esiste competitività, l'intellettuale è schiacciato, prima di fare bisogna pensare a cosa è possibile. Niente sogni per chi sta alla base della piramide sociale, né speranze di migliorare domani, come era per i nostri padri e come ancora la nostra generazione vorrebbe credere.
    Se la tv non aiuta, ci sono sempre i giornali.
    Ma guarda il
    Corriere della Sera! Oggi Berlusconi è tra i proprietari della testata, la crisi finanziaria ha indebolito le banche, e la linea politica è cambiata. Non è un piccolo dettaglio. Oppure guarda cosa è successo al direttore di Avvenire. Chi predica il culto della privacy poi ha un giornale dedicato al massacro del privato di tutti quelli che si permettono di criticare Berlusconi, senza rispetto per i tempi della cronaca dei fatti che si raccontano. O vogliamo dire che Feltri ha fatto uno scoop?
    Giuliano Ferrara scrive che sei un kapataz, meglio persino la terribile Gabanelli con le sue inchieste-bomba, passi pure Fabio Fazio, ma Santoro proprio non gli va giù. Che gli hai fatto?
    Ferrara ha provato a fare il mio stesso mestiere e i risultati non sono stati esaltanti, ricordo che a Mediaset gli inserzionisti scappavano quando si trattava dei suoi programmi. Io ho sempre difeso la sua libertà, ma in nessun paese le polemiche tra i giornalisti arrivano a chiedere tagli e censure politiche. Purtroppo Ferrara non concepisce che qualcuno possa operare in proprio, senza grandi chiese di riferimento, come ha sempre avuto lui.
    Mike Bongiorno è morto fuori dalla tv, proprio lui la storia e il simbolo della televisione, mandato in pensione senza una telefonata...
    Con il trattamento riservato a Mike è stato come se la tv espellesse se stessa. La televisione che manca di rispetto alla televisione. Mike aveva scelto di affiancare Fiorello, numero uno dell'intrattenimento Rai, e proprio per questo a sua volta espulso dalla tv generalista. E' questo il problema: non solo i talenti scomodi, ma anche il talento in genere trova sempre meno spazio nella tv generalista. Fino a una televisione senza televisione e senza talento. E' la nuova legge del conflitto di interessi.


I COMMENTI:
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  • Spero propio che l'eccellente trio Santoro, Travaglio, Vauro, continui ad andare in TV come è stato fino ad ora. Non capisco la RAI, che vuole cambiare un programma di grande successo e che fa incassare bei soldi di pubblicità. Si sono venduti l'azienda alla concorrenza? 10-09-2009 14:12 - fede
  • Ora e per Sempre Resistenza! 10-09-2009 13:45 - Davide
  • Vi sbagliate, il problema non è berlusconi in se per se ma il berlusconismo, che attraverso le tv ha cambiato la società e Tutto il mondo politico: il leaderismo berlusconizzato dei partiti di centro sinistra lo abbiamo dimenticato? Tutti a caccia del salotto di Vespa, partiti senza più linea politica ma contenitori dove dentro può esserci tutto. Per cambiare questo modo di pensare, di agire, per una controrivoluzione culturale ci vuole del tempo... anni. E da ventenne dico che non vedo miglioramenti, anzi... Dal punto di vista strettamente politico-elettorale invece dico che per la sinistra ci vuole di nuovo un partito che abbia un'idea alternativa del mondo, dello sviluppo e dei processi di produzione. La sinistra dovrebbe battersi per un mondo senza sfruttamento. Questi sono i diritti. Scusate se sono uscito un pò fuori tema. 10-09-2009 13:43 - Mirko
  • ...resisti e lotta caro Santoro. In tanti i seguono. sei uno dei pochi giornalisti che ci illustra NELLA REALTA' la nostra "felice italia",a dispetto di tutta l'informazione camuffata che ci ruota intorno dalla mattina alla sera.grazie 10-09-2009 13:19 - ciro - napoli -
  • ora e sempre resistenza! 10-09-2009 12:59 - Enzo
  • Resistere resistere resistere! 10-09-2009 12:58 - Enzo
  • L'italiano medio è invece molto stupido. Cosa ci si può aspettare da un Paese che ha eletto per la quarta volta consecutiva un fuorilegge, bugiardo ed estremamente arrogante? Un fuorilegge che alla festa dei giovani PdL invita questi ultimi a non leggere i giornali? Gli italiano dovrebbero passare un pò di tempo all'estero, in un Paese realmente democratico e avanzato per poter fare un confronto; un Paese in cui si investe nella Cultura, nei giovani (il capitale umano), nella ferrovia anziché nella strada, nei libri anziché nella tv, nelle scuole pubbliche anziché in quelle private. Ma non cambierà mai niente... gli italiani sono contenti così...gente semplice che si fa inbambolare da certi personaggi. Quanto a tutti quelli che cercano di cambiare, forza e coraggio !! 10-09-2009 12:56 - Fabio C.
  • resisti Santoro siete rimasti in pochi a fare dei programmi interessanti. NON VOGLIO MANDARE IN PENSIONE LA MIA MENTE 10-09-2009 12:29 - nic
  • Non abbiamo impareto bene la lezione, che Berlusconi ci ha dato.Se il consenso politico con il quale il premier si sente legittimato a fare di tutto e di più, si forma (dati ocse)in ragione del 80% attraverso le televisioni, probabilmente dovremmo opporgli un'altra televisione , magari con meno lustrini e veline , ma con più Cultura e Contenuti.
    L' italiano non è stupido, e solo diseducato alla quqlità.Autotassiamoci , e combattiamolo con le sue stesse armi. 10-09-2009 12:19 - francesco
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