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Giovanni Impastato
La Lega e la memoria di Peppino Impastato
C’era da immaginarselo, mancava solo la scintilla e la bomba del contrasto tra la nostra realtà e la Lega sarebbe scoppiata. Il Sindaco di Ponteranica con la sua decisione autoritaria e antidemocratica di cancellare dalla Biblioteca del paese il nome di Peppino ha avvicinato il cerino alla miccia. Da tempo non riuscivamo a tollerare l’atteggiamento di questo partito di esaltati che ha finito per condizionare le sorti della nostra democrazia.
Sembra quasi paradossale che un paese come il nostro destinato anche dalla sua posizione geografica all’accoglienza e agli scambi interculturali, alla fusione delle etnie e ad essere la porta d’Europa verso l’Oriente e l’Africa sia finito nelle redini di questi nuovi barbari senza radici e senza cultura.
E’ logico che tali soggetti non conoscano affatto l’importanza della memoria storica e delle battaglie civili condotte in terra italiana e considerino Peppino e la sua lotta come un rifiuto ingombrante da eliminare che ricorda troppo un vecchio passato politico fatto di ideali, di sogni, di sconfitte e piccole rivoluzioni. Un passato che, in realtà, non ha mai smesso di esistere, ma che rivive nella determinazione di quanti continuano ad impegnarsi perché credono nell’alternativa possibile alla degenerazione sociale e politica e vengono continuamente calpestati da questi politicanti populisti, ignoranti, incapaci di democrazia. Sembra quasi che il mondo politico oggi raccolga quanto di peggiore ci sia nella società e soprattutto la Lega funziona perfettamente da pattumiera, riciclando anche qualche fascista che già puzza di marcio. Immaginate un Borghezio o un Calderoli qualsiasi ricoprire un qualsiasi altro ruolo o occupazione lavorativa, chessò all’ufficio postale o alla bancarella del mercato, come cameriere al ristorante o come addetto alla reception di un albergo; come autista di un autobus o ancora come infermiere che accolga al pronto soccorso: riuscirebbero a dimostrare quella minima comprensione, quella minima pazienza o tolleranza che sono necessari per relazionarsi con le persone e superare anche le piccole difficoltà? Immagino di no.
Ecco, Peppino era l’esatto contrario, aveva sì grinta da vendere e forza d’animo, ma sapeva investirla in operazioni costruttive, la nutriva con i suoi sogni, che trasmetteva anche agli altri al contrario di chi sparge invece incubi e angoscia. Peppino ascoltava, recepiva, accoglieva a braccia aperte, come fece con l’unico ragazzo mulatto che girava a Cinisi negli anni ’60, figlio di una relazione di una cittadina del paese con un soldato afro-americano che da giovane disadattato ed emarginato divenne uno dei suoi migliori compagni di lotte e divertimenti al mare.
Possibile che il popolo italiano sia caduto così in basso da accordare il proprio appoggio a chi sta compiendo ancora oggi nel 2009 terribili atti razzisti e criminali, costringendo migliaia di nostri simili ad una sicura morte nelle acque del Mediterraneo o all’abbandono nei campi di segregazione libici e nelle prigioni dove la tortura è il pane quotidiano? Possibile che siamo così pronti a portarci sulla coscienza il peso di così tante vite spezzate o distrutte?
Sono contento che un partito come la Lega sia contrario alla memoria di mio fratello, perché in effetti nulla ha a che fare con loro e con la loro voglia di sopraffazione e di violenza, con la vergognosa segregazione consumata ai danni non solo dei migranti, ma anche dei cittadini del meridione, degli omosessuali e di quanti non rientrino nei loro standard: alto, biondo, camicia verde e spirito folle e sadico. Cos’è questo, il nuovo hitlerismo, oltre che il nuovo fascismo? Davvero è cambiato solo il colore delle insegne?
Non ci rendiamo nemmeno conto che questi che si dicono conservatori e tutori delle tradizioni e delle culture locali, in realtà, stanno cancellando tutto lo spirito tradizionale che animava le nostre comunità, tutte le nostre sonorità, il nostro bagaglio di culture e di gioie, sostituendolo con stronzate sulla falsa origine celtica dei padani, simboli e bandiere senza radici storiche e leggende che sembrano inventate da un sceneggiatore di film di serie c o di scarse fiction televisive.
Voglio ancora sperare che tutto questo possa sparire, che gli Italiani abbiano ancora un briciolo di orgoglio per ribellarsi, per liberare il paese da quelle storture che sono la mafia al sud e la lega al nord, rifacendoci all’ignoranza di quanti sostengono che la criminalità organizzata sia un problema esclusivamente meridionale.
Per questo invito tutti il 26 settembre a Ponteranica, non solo per difendere la memoria di Peppino, ma anche la dignità di questo paese.
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Il suo impegno esempio per tutti noi.Giorgio Lai 16-09-2009 21:34 - giorgio
Si potrebbe con ciò concludere che la memoria è un processo intimamente legato alla costituzione individuale e pertanto indipendente da eventuali commemorazioni che sembrano per questo rivestire un carattere del tutto esteriore e formale: la targa, il nome, la celebrazione più o meno ufficiale delle istituzioni o di questa o quella associazione (intesa in senso lato di individui che si riconoscono in qualcosa) e così via. Eppure una simile conclusione è un errore. La targa e il nome di una biblioteca non sono affatto un semplice ricordo ma sono il riconoscimento da parte della 'civitas' di un insieme di valori che attraverso una figura specifica della nostra storia viene proposto e accettato come condivisibile e costitutivo dell’essere sociale e individuale. Attraverso la targa e il nome di una biblioteca io stesso e ogni altro cittadino che voglia condividere gli stessi valori di cui si è fatto portatore Peppino, veniamo riconosciuti e ci riconosciamo come parte attiva di questo sistema di valori. L’atto di rimuovere la targa e cancellare così il nome della biblioteca pertanto non è un atto diretto contro la memoria (nessun atto potrà mai impormi di dimenticare ciò che non voglio dimenticare), ma è un atto politico diretto al misconoscimento di tutti coloro che oggi si riconoscono nella storia e nei valori di Peppino. Esso perciò non è un atto rivolto al passato bensì pienamente rivolto al presente e a coloro che abitano questo presente. Per questo preciso motivo, per la volontà di rimozione che la caratterizza, la decisione del sindaco di Ponteranica assume un carattere estremamente violento: con essa si vuole cancellare o comunque marginalizzare una parte del Paese, che è la parte ovviamente e logicamente avversa al sistema di valori promosso dalla Lega, ma anche da tutto il centrodestra attualmente al governo. Questo semplice gesto compiuto in un piccolo paese della bergamasca non è per niente qualcosa di trascurabile bensì un ulteriore passo di un processo complessivo volto alla cancellazione di tutta una cultura e un modo di essere sociale e politico che è oggi, e ormai da un po’ di anni, sotto gli occhi di tutti. A questo e a ogni altro atto simile (e con ciò penso ad esempio all’opera di revisione che è in corso a proposito della Resistenza) è necessario rispondere con atti concreti di opposizione politica e civile. Ogni fascismo prima di imporsi ha bisogno di distruggere il sistema culturale che in qualche modo contiene gli anticorpi democratici e antifascisti e che dovrebbe vigere in ogni società democratica. Alla violenza fascista, sotto qualunque veste essa si presenti (contro gli immigrati, contro gli omosessuali, contro la parte più debole e meno protetta della società ecc.), è necessario rispondere e non ritirarsi su un Aventino qualsiasi. 16-09-2009 00:33 - Luca Moiraghi
Questo basta a farmi pensare che continuare sulla "cattiva strada" sia la scelta migliore. 15-09-2009 16:45 - Antonella
Esaltati siete voi,che avte culturalmente sostenuto il terrorismo verognatevi ( questa è la memproa storica ).
La Lega Non ha mai fatto male a nessuno, non è mai andata a disturbare le manifestazioni dell'opposizione a differenza dei vostri pseudo democratici buona parte di lettori.
La lega raccoglie fondi per le popolazioni extracomunicarie e li ditribusice veramente vedi le iniziative di Sara Fumagalli dell'umanitaria Padana.
Mi dispisce vedere persone che forse sono animate da nobili intenzioni ma sicuramente sonooffuscate mentalmente dall'ideologia perchè difendere CASTRO o Chavez o Arafat significa non avere gli occhi o peggio non voler vedere il disastro che questi hanno fatto ai loro popoli
Castro uno degli uomini più ricchi del Mondo i cubani i penultimi
Arafat con un capitale di diversi milioni di Euro investiti in un fondo ebraico.I palestinese sono in guerra civile trà loro
Chavez vuole modificare la costituzione come quel pazzo del nord cooreano ( bel comunista della serie compagno tu la vora che io magno
Non Vale la pena seguirvi io vi ho seguito per anni poi ho visto la lotta per la cadrega che nel nostro partito è stata fatta e vi posso dire che ho sciupato anni di militanza ( da un partito comunista alle ultime elezioni ve ne erano 5 )sapete perchè perche ci sono 5 pseudo classi dirigenti comuniste ma la torta oggi ne consente forse 1/2 gli altri devono andare a lavorare seriamente come voi lettori non a cazzeggiare come i nostri politici e allora che fanno si scannanao tra comunisti , che spettacolo indegno dovremmo azzerarvi e ripartire .
io l'ho fatto.
quando non ci sarete più ritorno a fere il comunista n non prima
saluti
Mauro 14-09-2009 22:42 - Mauro Marco
Resistere 14-09-2009 22:17 - francesco
Dici che non conoscono la mafia?
Non conoscono le cronache. Ma ne praticano l'elemento fondante: la violenza barbara.
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/udc-soli/botte-leghisti/botte-leghisti.html 14-09-2009 21:23 - Antonella
Lega, Mafia, Ignoranza, Fascismo... la nostra cultura, la nostra società non può e non deve essere questa, no! 14-09-2009 20:25 - Simone
Consiglio all'esimio ministro Maroni di cominciare la battaglia CONTRO LA MAFIA partendo dal suo partito e dalla sua coalizione di governo. 14-09-2009 19:50 - vincenzoQ.