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FUORIPAGINA
12/09/2009
  •   |   Andrea Palladino
    Ritrovata la nave dei veleni

    E' stato filmato oggi pomeriggio a 483 metri di profondità, a 20 miglia al largo di Cetraro (Cosenza), il relitto della nave fantasma, il cui naufragio non era mai stato dichiarato.

    Si tratterebbe della Cunski, uno dei vascelli dei veleni affondati nel Mediterraneo, carichi di rifiuti tossici e radioattivi. La conferma del ritrovamento
    è appena arrivata dall'assessore regionale Silvestro Greco. “Ora vogliamo la verità, vogliamo che il governo ci dica dove sono le altre navi”, ha commentato Greco a il manifesto che per primo ha rivelato l'esistenza della nave sul fondo del mare.
    I dati della nave Cunski – ufficialmente smantellata il 23 gennaio 1992 – sono assolutamente compatibili con quanto documentato dal robot sceso oggi nelle acque calabresi.
    C'è infine una storia libanese che lega le quattri navi coinvolte nel racconto del pentito Fonti: la Jolly Rosso – che si è arenata ad Amantea il 14 dicembre 1990 – la Cunski e le altre due navi fantasma, la Voriais Sparadis e la Yvonne A. I quattro vascelli furono utilizzati tra il 1988 e il 1989 per una operazione di recupero di rifiuti tossici nella zona cristiana del Libano, con la supervisione del governo e i soldi della cooperazione.
    Elementi che il manifesto racconterà sul numero in edicola il 13 settembre, aggiungendo nuovi tasselli alla storia delle navi dei veleni, che in molti vorrebbero dimenticare.


I COMMENTI:
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  • Secondo un’inchiesta del giornalista Gianni Lannes, pubblicata il 23 febbraio 2007 su “Left Avvenimenti" n8, anche nel mare prospiciente il Gargano ci sarebbe un cimitero di navi “affondate” per disfarsi del loro carico di rifiuti nocivi. Nel silenzio delle autorità preoccupa l’ipotesi del collegamento tra gli scarichi e la maggiore incidenza del cancro tra la popolazione della zona rispetto alla media del territorio regionale.
    Vi posto il link del
    Gargano nuovo aprile 2009 apertura ( a pag. 1) e inchiesta Lannes (pag2):

    http://files.splinder.com/b290d2f30d7a78df716d80fd46c5c4d3.pdf 15-09-2009 09:09 - Teresa Rauzino
  • Che strano, MONTECITORIO non mi risulta sia MAI sparito 15-09-2009 07:58 - walter Dimatteo
  • Facciamo un po' di spazio nella zona perchè ci apprestiamo ad un'altra nuova stagione di Nucleare in Italia... 14-09-2009 18:43 - angelo
  • ciao a tutti, come sempre solo qui si possono leggere le notizie vere. Nessuno da risalto ad una notizia simile, siete i migliori 14-09-2009 10:30 - giacomo del core
  • Incredibile! Il Manifesto è l'unico giornale che informa i cittadini. Gli altri quotidiani parlano solo di gossip: ma chi se ne frega! Complimenti al Manifesto. COMPLIMENTI!!! 13-09-2009 23:08 - gastone
  • Sono pienamente d'accordo con Luigi sul fatto che è assurdo non dare spazio ad una notizia così grave presso i quotidiani e i telegiornali... Vogliamo dimenticarcene prima ancora di venirne a conoscenza? 13-09-2009 17:13 - Caterina
  • Anche il quotidiano la Repubblica, con un articolo di Anna Maria De Luca, descrive le complesse vicende delle navi Cuski e Jolly Rosso che solo oggi, è il caso di dire,"vengono a galla".
    Il caso clamoroso è affidato al Procuratore Capo della Repubblica di Paola, Giordano Bruno.
    Chiedo se può essere utile una pubblica sottoscrizione a sostegno delle indagini in corso, visto che già si scrive di un aumento, in questi ultimi anni, delle patologie tumorali della popolazione delle coste calabresi. 13-09-2009 16:11 - enrico monzatti
  • Tantissimi complimenti per avermi fatto riscoprire come è fatto il giornalismo di inchiesta.
    Grazie anche per questo, Manifesto. 13-09-2009 16:00 - Stefano
  • Questa vicenda è inquietante.Sto male.Mi viene da piangere.Porci che si arricchiscono,danni ambietali perpetui.Questi criminali al "potere" hanno la fetta più grande dei profitti.Se mai dovessero mettere mano alla costruzione delle centrali nucleari-truffa,mi farò scannare se necessario pur di manifestare e impedire questa truffa assassina.Con questa gente non si scherza. 13-09-2009 14:23 - Antonio Orlando
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