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FUORIPAGINA
15/09/2009
  •   |   Adriana Pollice
    La scuola di Bagnoli (e Assalti Frontali)

    Incatenati da oltre dieci giorni alla decima municipalità di Bagnoli, ultimo quartiere di Napoli prima di Pozzuoli. Sono le famiglie degli alunni della scuola materna ed elementare Madonna Assunta, lottano perché la loro esperienza di istituto modello non venga cancellata per coprire sprechi, frodi e una catena di incomprensioni, di cui fanno le spese i circa cinquecento bambini, di cui 39 disabili, che ancora attendono di cominciare il nuovo anno scolastico. L’edificio, un parallelepipedo beige a pochi passi dall’ex stabilimento Ilva, era stato sottoposto a lavori di adeguamento e messa in sicurezza, cominciati nel 2003 e terminati nel 2007, 600mila euro il costo finale, grazie a circa 200mila euro di varianti la cui utilità suscita molti sospetti. Ad aggiudicarsi l’appalto la ditta Corleone di Quarto, in provincia di Napoli. Secondo molti nel quartiere, l’impresa da circa vent’anni agisce quasi in regime di monopoli nella zona, a sottoscrivere che l’opera è stata svolta a regola d’arte il geometra del comune, Antonio Dati. Tutto è perfetto, quindi, però i bambini studiano sotto squarci nel soffitto da cui si vede il tubo della fecale, i bagni perdono, le porte si aprono dalla parte sbagliata, gli infissi cadono a pezzi e il teatro è un cumulo di rottami, da cui un’estate spariscono i costosi pannelli fonoassorbenti. L’ascensore nel cortile, poi, è un monumento allo sfascio, costruito senza zincature a due passi dal mare, ha resistito a salsedine e pioggia lo spazio di una settimana. Risultato, i bambini disabili arrivano in aula a forza di braccia.
    Diversi direttori avviano indagini, nel 2007 l’ultimo, commissionato dalla preside Marcella Raucci, snocciola una lunga serie di «non conforme»: dai pavimenti alle porte, pareti, bagni, scale, finestre, impianto elettrico. Inviato agli organi competenti ma, questa volta, anche alla Procura della Repubblica. Da allora le pressioni sulle famiglie e sulla scuola aumentano, la vicenda sarebbe stato meglio risolverla senza tanto clamore, ma al Madonna Assunta da questo orecchio non vogliono sentire, si tratta di legalità, diritti fondamentali e spreco di denaro pubblico, tutte cose non negoziabili.
    Così occupano la municipalità: il centro sociale Iskra fa animazione ai bambini, mentre i genitori si incatenano a turno al parlamentino a forma di esedra, i ragazzi dell’Onda danno una mano con le notti mentre i nonni, spesso ex caschi gialli dell’Ilva, arrivano di giorno, quando i genitori dei piccoli alunni vanno a lavoro. «Domenica – raccontano - abbiamo montato la parabola per guardare Genoa-Napoli, sono arrivati anche i ragazzi di Bagnoli. Jeans griffati e mutande Dolce&Gabbana a vista, seduti accanto a quelli del movimento. Se ci vediamo la partita occupiamo con voi, ci hanno detto. Alla fine eravamo in duecento».
    Ad aprile scorso una squadra del comune è arrivata all’improvviso e, con un vero e proprio blitz, ha buttato giù la controsoffittatura perché perdeva: «Qualsiasi idraulico sa che basta riparare i tubi – racconta Costanza Boccardi, presidente del Consiglio di Circolo –. Quello che volevano, secondo molti, era chiudere la scuola per provare a cancellare le prove dei lavori fatti male». Da allora gli alunni sono dispersi, costretti ai doppi turni in differenti strutture. Sabato primo agosto arriva un gruppo e prova a occupare l’edificio. Le famiglie si attivano: «Le istituzioni ci hanno risposto: se ne parla lunedì. La Digos aveva avuto l’ordine di non intervenire, ci hanno detto in confidenza – racconta ancora Costanza -. Sono dovuta intervenire io a fotografarli per farli andare via. Quando siamo entrati abbiamo scoperto che avevano cominciato a sfasciare tutto, un comportamento strano per chi cerca un posto dove vivere».
    Intanto la denuncia procede, affidata alla settima sezione «Sicurezza sul lavoro». Il pm Valeria Gonzales a maggio prescrive una serie di adeguamenti, da effettuare per il primo settembre 2009, e multa di 2.400 euro l’architetto Maurizio Perna, dirigente del servizio di manutenzione urbana della X Municipalità, poi destinato ad altro incarico, per non aver eliminato le numerose irregolarità rilevate circa la vivibilità del plesso scolastico, in palese violazione del decreto legislativo 81/2008, in attesa di girare la pratica alla sezione competente per i reati relativi allo spreco di denaro pubblico.
    Neanche questo basta a fare chiarezza. Dopo il terremoto de L’Aquila, con l’avvio della mappatura delle scuole italiane, al comune di Napoli il Madonna Assunta risulta a rischio crollo, nonostante lo stesso edificio ospiti un istituto superiore, di competenza provinciale, e un cral per i quali nessuno chiede lo sgombero, «anzi a noi risulta che gli esami sui solai abbiamo dato buon esito. In quanto poi al rischio sismico, dovrebbero chiudere tutti gli edifici costruiti prima della nuova normativa», spiegano i genitori dei bambini. Tutti preoccupati che gli alunni vengano mandati in altri edifici, magari in quartieri lontani, in modo che la struttura possa cambiare destinazione d’uso, ennesima speculazione in un quartiere dove i costi delle abitazioni lievitano di anno in anno.
    «Nei lavori effettuati dalla ditta Corleone ci sono molte anomalie, molte cose non vanno anche a livello della Municipalità – concorda il presidente della commissione scuola del comune di Napoli, Alessandro Fucito – e la stessa amministrazione all’inizio non ha compreso bene i confini del problema, spostando l’attenzione sul rischio sismico, che in questa caso non c’entra». Venerdì prossimo si riunirà la commissione, invitate tutte le parti in causa per risolvere la questione: «Per quanto mi riguarda – prosegue Fucito – nessun cambio di destinazione d’uso dell’edificio è ipotizzabile, sono già disponibili sei milioni di euro di provenienza regionale per provvedere agli interventi necessari al Madonna Assunta e in un’altra ventina di scuole. Intanto si dovranno trovare altri plessi dove mandare i ragazzi a studiare, per tempi breve e nello stesso quartiere».

     

    Nella foto di Riccardo Siano un momento della occupazione della scuola

     

     

     

    E qui tovate il video girato con il rap degli Assalti Frontali e la partecipazione di molti bambini della scuola elementare Iqbal Masih di Roma che oltre a lottare in difesa della loro scuola si sono trasformati in attori e gli è riuscito benissimo. Il video è girato dal giovane regista Marcello Saurino con veri attori che si sono tutti prestati gratuitamente. Prodotto grazie al coordinamento genitori-insegnanti della scuola, al consiglio di circolo e all’associazione amici di “Iqbal Masih”

     

    www.youtube.com/watch


I COMMENTI:
  • Adriana, grazie e complimenti per l'articolo, che dettaglia con novizia di particolari, le vicende passate e il presente di questa incredibile vicenda di mal gestione di denaro pubblico e non solo. Sono uno dei genitori che per garantire al proprio figlio un diritto sancito dalla nostra Costituzione si è visto costretto ad incatenarsi. La nostra è stata una modalità di lotta dal primo giorno, civile, festosa, incisiva e condivisa.
    Questa esperienza, che al momento è ancora viva, deve essere di esempio ai tanti che si sentano defraudati. 16-09-2009 18:51 - Giansandro
  • Mi sento parte in causa e mi sento in colpa. I miei figli hanno entrambi avuto la fortuna di frequentare scuole materne ed elementari alla Madonna Assunta e nessuno più di loro (come ogni altro bambino/a che ha frequentato e/o frequenta "Quella Scuola Pubblica" potrebbe testimoniare l'energia positiva che emana e l'efficacia di quel modello didattico e comunitario.
    Ecco, sono stato fino allo scorso anno parte di quella COMUNITA' e meschinamente non ho trovato ancora il tempo di andare a trovare coloro che stanno cercando non solo di difendere "un diritto" ma una delle poche COMUNITA' che ancora sopravvivono in quel territorio, dimostrando nei fatti che un mondo diverso E' POSSIBILE. Grazie al Manifesto e grazie soprattutto a coloro che stanno difendendo la storia ed il futuro di Madonna Assunta. 16-09-2009 15:41 - Antonio Simone
  • Grazie Adriana,
    splendido articolo.
    Oggi lasciando la municipalità (siamo al decimo giorno) osservavo genitori che aspettavano i loro figli all'uscita di scuola. Io no, non posso ancora; per ora accompagno i miei figli alla Municipalità!
    Mi manca vederli correre felici per raggiungere le loro rispettive classi. Sì, perché a Madonna Assunta i bambini fanno a gara (N.B.: parlo al presente) a chi arriva prima in classe e rientrano a casa sempre con qualcosa da raccontare, SEMPRE.
    Tempo pieno (una rarità a Napoli), Laboratori, biblioteca, interclasse, tutorato, campi scuola, integrazione, acculturazione, GIOIA. Ecco cos'è la SCUOLA PUBBLICA "Madonna Assunta".
    Noi continuiamo, veniteci a trovare vi offriamo volentieri un caffé
    Roberto 16-09-2009 13:26 - Roberto
  • LETTERA D’AMORE AD UNA SCUOLA
    Chi come me e l’associazione che rappresento ha avuto la sorte, il piacere, l’onore e le qualità per poter lavorare “dentro” Madonna Assunta si sarà sicuramente accorto che in quella scuola si respira un’ altra aria.
    Appena ti aggiri per i corridoi e le aule l’ avverti subito quest’ aria particolare, densa, tangibile e sensibilmente percettibile. Non riesci immediatamente a capire cosa sia, ma istintivamente percepisci che si tratta di qualcosa che difficilmente ti aspetteresti di respirare entrando in un’ “istituzione scolastica”; è un’ aria, un soffio lieve, che avverti già solcando il suo cancello, attraversando il suo non-cortile, salendo le scale e che senti rafforzarsi intorno a te, avvolgerti ancor più fortemente quando incroci e sfiori gli insegnanti. A quel punto inizi a renderti conto che più che di aria si tratta di un “clima”, di un insieme forse di componenti umane e ambientali, psicologiche e culturali, che tutto impregna, tutto intride, le aule e le parole delle maestre, i corridoi e gli sguardi dei collaboratori, la palestra e le corse dei bambini, tutto impregna, tutto intride, il cemento e la carne.
    Dopo poco ti diventa chiaro: Madonna Assunta ha un suo accogliente “microclima”. Lo percepisce e vi trova agio anche il visitatore occasionale, colui che giunge dentro per la prima volta; è una sensazione piacevole, di benessere...e qui scatta la seconda riflessione: quante volte nella vita percepiamo “benessere” anche solo attraversando fugacemente i corridoi di una scuola o di altri “edifici istituzionali” come ospedali e uffici pubblici?
    A Bagnoli questo accade, a Madonna Assunta è quotidianità.
    Ma da dove si sprigiona questa fonte di benessere, chi sono dentro Madonna Assunta i “portatori” di questa straordinaria e positiva forza vitale? Le bambine ed i bambini, i ragazzi e le ragazze che “vivono” in quella scuola. E vivere è il verbo giusto perché Madonna Assunta non si frequenta, la si vive, accumulando giorno per giorno esperienze, impregnandosi di quel clima, vivendo la propria infanzia con un elevato tenore di vita scolastica e sociale, di appagamento psichico e fisico, in condizione di agiatezza, dunque sperimentando “benessere”.
    E tutto questo in una scuola pubblica del Mezzogiorno d’Italia.
    Quando poi hai la fortuna di frequentarli questi ragazzi, di dialogare con loro, di lavorarci e vivere insieme, di stargli gomito a gomito, allora ti accorgi che quel “microclima” della scuola ha anche un suo profumo, intenso, forte, passionale, che sempre dai suoi giovani abitanti si sprigiona, impregna e intride: i ragazzi di Madonna Assunta profumano di libertà. Una libertà che ogni istituto scolastico dovrebbe garantire ai suoi studenti: la libertà di imparare senza dogmi, la libertà di comprendere a partire dalle esperienze dirette, la libertà di poter essere individui e non scolari, la libertà di ottenere tutti gli strumenti utili per divenire domani adulti consapevoli in grado di costruire una società più giusta e più equa, un mondo e un modo di viverlo migliori di quelli che gli adulti lasceranno loro in eredità.
    A Bagnoli questo accadeva, a Madonna Assunta questo era quotidianità.
    A me, che di paesaggi e territori vivo, piace pensare che una parte della libertà di Madonna Assunta passi anche attraverso il contributo dell’incantevole sua posizione: quel mare che fisicamente abbraccia la scuola, diviene giorno dopo giorno visione familiare per ognuno dei ragazzi che passa da lì; una “madre liquida” che rasserena o rabbuia, ma che sempre è presente e ti abbraccia.
    A Madonna Assunta il “mare è dentro”, insieme con la libertà che lo accompagna.
    Tutto questo rischia di non esserci più, perché Madonna Assunta è malata. I suoi tetti, le sue mura, il cemento di Madonna Assunta è malato. Ma anziché aiutarla a guarire, i suoi “dottori”, responsabili per anni di non aver guarito i suoi acciacchi lasciandoli aumentare e peggiorare, oggi le prescrivono la morte anziché la cura. Ed è paradossale, o tragica realtà di questa martoriata terra nostra, che quegli stessi “dottori” che stanno lasciando morire Madonna Assunta, siano gli stessi che vogliono “curare” la rinascita di Bagnoli e dell’ intera città: che te ne fai del futuro, se poi non hai nessuno in grado di poterlo vivere a pieno.
    La chiusura di Madonna Assunta non è solo una porta in faccia chiusa alla speranza di un futuro migliore per centinaia di bambini e ragazzi napoletani, è l’ennesima porta in faccia chiusa al futuro dell’ intera città, sempre più massacrata, sempre più lasciata sola da chi ha il dovere di difenderla, curarla, amministrarla.

    Luigi D’Aponte (ArticoloNove, Napoli) 16-09-2009 13:05 - Luigi D'Aponte
  • La scuola è cominciata e già la gente si è incatenata.
    Ma fino a quando ci dobbiamo fare del male da soli.
    Mi ricordo un vecchio film (Ceravamo tanto amati) quando il grande attore Manfredi con il megafono fa una riflessione davanti alla scuola dove la moglie e tutto il quartiere stava ad aspettare per iscrivere i figli a scuola.
    Sono passati più di trenta anni e ancora stiamo nella stessa situazione.
    Germini,Berlusconi,Prodi e tutti i mascalzoni che ci comandano e ci hanno comandato,non sono stati in grado di migliorare la scuola.
    Però le loro case si sono migliorate.
    I loro conti in banca si sono gonfiati e le loro barche si sono ingrandite.
    Propongo di non incatenarsi più,ma di incatenare questo sistema che marcia sempre contro di noi.
    Invece di incatenare i nostri figli andiamo a incatenare il ministero dell'istruzione,i municipi,le sedi urbanistiche,i uffici del potere che ha stancato.
    Siamo troppo stanchi per continuare a giocare,ora bisogna fare sul serio.
    Il gioco si fa duro e ora devono giocare chi sa reggere le botte più pesanti.
    Creare un cordinamento nazionale del disagio.
    Un comitato di protesta nazionale che coordina una lotta nazionale e non di territorio.
    Ci dobbiamo unire,come diceva l'attore del film.
    Tutti abbiamo il diritto alla scuola.
    Il diritto non è di chi arriva primo o chi conosce il deputato.
    Il diritto è di tutti!
    Entriamo tutti insieme e vedrete che questa Germini la spaziamo via con il suo capo. 16-09-2009 09:37 - mariani maurizio
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