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FUORIPAGINA
16/09/2009
  •   |   Anna Maria Merlo
    Coltellate all'Unesco

    La diplomazia della cultura è riunita da lunedì all’Unesco, per preparare il voto dei 58 membri del Consiglio esecutivo dell’organizzazione dell’Onu per l’istruzione, la scienza e la cultura, che deve designare il successore del giapponese Koïchiro Matsuura alla direzione dell’istituzione, che ha sede a Parigi. Malgrado le forti polemiche, resta favorito l’eterno ministro della cultura egiziano, Faruk Hosni. Occupa questa carica da 22 anni e in Egitto è praticata la censura, che in questo periodo sta colpendo con particolare rigore Internet. Il premio Nobel Elie Wiesel gli rimprovera una serie di affermazioni antisemite. Hosni ha definito la cultura isrealiana “inumana, razzista, pretenziosa”. Sul settimanale egiziano Rose al-Yussef ha sostenuto che la propaganda israeliana si propaga nel mondo attraverso la presenza di ebrei nei media internazionali. Rispondendo a un’interrogazione di un deputato dei Fratelli musulmani che criticava la presenza di libri israeliani nella biblioteca di Alessandria, ha affermato nel 2008: “Bruciamo questi libri, se ci sono, li brucerò io stesso di fronte a voi”. Adesso Hosni denuncia una “campagna basata sulla menzogna” e che la frase che ha ormai fatto il giro del mondo è presa “fuori contesto”. Ha anche pubblicato un articolo di contrizione su Le Monde, che non ha fatto che gonfiare la polemica, perché il consigliere speciale dell’Eliseo, Henri Guaino, ha ammesso di averlo letto prima della pubblicazione (e molti pensano che ci abbia anche messo mano, dopo averne avuto l’idea). Come mette in luce l’episodio dell’articolo di contrizione, Faruk Hosni ha l’appoggio di molti paesi che contano. La Francia è “ufficialmente” neutrale, come paese ospite, ma Nicolas Sarkozy avrebbe promesso il suo appoggio a Hosni Mubarak. Sarkozy ha bisogno di Mubarak, per tenere in vita l’Unione per il Mediterraneo, istituzione pressocché fantasma creata all’inizio della presidenza per ridare blasone alla diplomazia francese in Medioriente. Anche Israele è molto discreto sulle critiche a Hosni. Secondo il quotidiano Al Quds al-Arabi, Benyamin Netanyahu avrebbe negoziato con Mubarak la levata del veto israeliano contro Faruk Hosni in cambio dell’impegno del Cairo a lottare contro il traffico d’armi a favore di Gaza. Gli Usa sono imbarazzati. La candidatura di un egiziano va bene a Obama, perché conferma la linea del discorso del Cairo di apertura la mondo musulmano. Ma il personaggio è problematico e gli Usa conservano riserve nei confronti dell’Unesco, dove sono rientrati solo nel 2003 dopo 25 anni di boicottaggio, poiché rimproveravano all’organizzazione di sostenere un nuovo ordine mondiale, considerato di sfida al potere occidentale. Gli europei avanzano, come al solito, in odine sparso. La presidenza svedese dell’Unione europea avrebbe voluto una chiara posizione comune, visto che, tra i candidati, c’è anche la commissaria europea alle relazioni esterne, l’austriaca Benita Ferrero-Waldner. Ma i grandi paesi sono imbarazzati da questa proposta. Faruk Hosni si è detto sicuro di passare al primo turno, perché avrebbe l’appoggio di più di 30 paesi, anche se non ha voluto citare quali. Solo il Brasile lo appoggia chiaramente, oltre all’Unione africana, l’Organizzazione della conferenza islamica e la Lega araba (con le riserve dell’Algeria, che non vede di buon occhio un successo diplomatico di Mubarak e che ha un candidato semi-occulto, un giurista algerino presentato però dalla Cambogia). Contro Hosni, ci sono altre otto sfidanti, ma nessuno sembra emergere. La Russia ha candidato, senza crederci troppo, l’ex vice-ministro degli esteri, Alexandre Iakovenko.


I COMMENTI:
  • Non vedo cosa abbia di pro-sionista questo articolo. Ha giustamente criticato le parole antisemite di Faruk Hosni (cioè la volontà di bruciare alcuni libri solo perche di scrittori ebrei), ma subito dopo ci informa di come comunque il governo Netanyahu strizzi l'occhio segretamente all'elezione di questo personaggio che mi pare indifendibile anche per altre sue uscite sia razziste che censorie.
    Quindi non mi pare il caso di attaccare qualunque cosa che non sia direttamente e al 200% anti-israeliano sempre e comunque. La volonta di bruciare libri che vengano da qualunque parte del mondo è sbagliata punto e basta ed una persona che propaghi certe idee sicuramente non è idoneo a una posizione del genere.
    Caro Lorenzo, purtroppo oltre al bianco e al nero esiste anche il grigio....avvolte! 17-09-2009 17:50 - Oscar Panzadoro
  • Cari compagni, non vi sembra inappropriato un articolo pro sionista sul vostro giornale in vista delle elezioni all'UNESCO? Leggo L'Unita' che riporta il rapporto Goldstone come fosse un rapporto sugli "opposti estremismi" ed ora questo sul manifesto in cui Faruk Hosni viene presentato come un trinariciuto antisemita e non semplicemente un antisionista (che e' cosa spero il manifesto almeno riconosca ben diversa) o e' proprio vero che la propaganda israeliana si e estesa perfino ad un giornale comunista? 17-09-2009 15:51 - Lorenzo Savioli
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