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FUORIPAGINA
17/09/2009
  •   |   Francesco Paternò
    Kabul inghiotte anche la ragione

    L'immenso cratere aperto da un'autobomba nel centro di Kabul non si è portato via tutto. Ha  inghiottito dieci militari italiani uccidendone sei e ferendone quattro, più un'ottantina di civili afghani. Non ha inghiottito la volontà del governo Berlusconi di dire qualche se e qualche ma, mentre americani, inglesi e tedeschi almeno si fanno domande. In Afghanistan il contingente italiano resta, ha detto il ministro della difesa in parlamento, la pace si fa con la guerra e così sia.
    I paracadutisti della Folgore sono stati spazzati via insieme ai loro due blindati, i Lince costruiti dall'Iveco e venduti ad altri otto paesi europei perché considerati molto efficaci. I migliori, non gli invulnerabili come Nembo Kid purtroppo per questi ragazzi e per gli abitanti della disgraziata Kabul. Dove bisognerà capire perché anche questo nuovo immenso cratere inghiotte a discrezione. La povera gente afghana, oggi i soldati italiani, domani chissà. Ha inghiottito pure la manifestazione indetta dalla Federazione della stampa italiana di sabato 19 a Roma, organizzata per far capire al paese che la nostra democrazia è davvero in pericolo. Che Berlusconi non ha nessuna exit strategy come non ce l'ha nessuno in Afghanistan, per cui il rischio può soltanto salire di giorno in giorno. Tacca rossa su tacca rossa, finché salta tutto per aria o arriva qualcuno a disinnescare. Nei film succede. Ma disgrazia non dovrebbe mai cancellare disgrazia. L'appuntamento della Fnsi è rimandato a sabato 3 ottobre, sempre a piazza del Popolo, sempre alle 16.
    La disgrazia più grande oggi è toccata ai nostri parà della Folgore, corpo scelto, storia, simboli, ragazzi, «in questo giorno triste per le notizie che arrivano da Kabul, si è riacceso in me l'orgoglio di Parà», scrive Dade '67 sul sito della Folgore, «cerco fratelli di naja del 7° '86 della compagnia ripiegatori di Pisa». Alle 19, è però il solo a provare a cercarsi e ritrovarsi con i commilitoni in un giorno di lutto. Magari per una volta ha ragione Antonio Di Pietro, quando dice che «in Afghanistan a forza di starci, e di restarci, abbiamo perso anche la conoscenza delle ragioni per le quali ci siamo andati».


      


I COMMENTI:
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  • Quando muore qualcuno, di qualsiasi nazionalità, a me dispiace sempre. La vita non si può riavere indietro.
    Detto questo, però vorrei ricordare che in Afghanistan si sta combattendo una guerra condotta dagli alleati di Karzai (americani, britannici, canadesi, tedeschi, italiani ecc), tutti uniti contro i talebani. Io non condivido mai le ragioni di una guerra, tanto più quando si va ad invadere un altro paese.
    Un paese in cui vogliamo esportare la nostra democrazia (peccato che il nostro “beniamino” Karzai abbia vinto le ultime elezioni con pesantissimi brogli, in confronto il “super-cattivo” Ahmadinejad appare come un principiante), distruggere le piantagioni dove si produce oppio (peccato che l’eroina prodotta lì è in costante aumento), addirittura imporre la nostra visione sul burqa (peccato che di donne coperte se ne vedano ancora tantissime). Insomma perdiamo su tutti i fronti.
    I talebani useranno anche bombe piazzate sui cigli delle strade ed attacchi suicidi ma loro d’altra parte non possiedono sofisticati bombardieri e/o droni e neppure le “mitiche” bombe intelligenti. Perché poi questi “gioiellini” dell’aeronautica militare ogni volta che bombardano (o credono di bombardare o che hanno solo la sensazione di bombardare) le postazioni di “sanguinari terroristi” finiscono puntualmente con il fare 40, 50, 60, 80, 100, 150 (a seconda delle fonti di informazione) vittime civili: tanto queste ultime sono solo afghani senza volto. E questi “eroi”, che sganciano i loro ordigni da altezze notevoli ed al riparo da pericoli, sanno benissimo che, statistiche alla mano, finiranno comunque, colpiscano o meno l’obiettivo dichiarato, con il fare numerose vittime civili.
    Per cui finiamola di raccontare balle!
    Finiamola di parlare di danni collaterali di “bombardamenti inevitabili” e di vittime innocenti di “terroristi super-cattivi”.
    Quando si uccide una bambina afghana ad un posto di blocco non ce la si può cavare dicendo che si tratta “forse” di un errore e che gli italiani stanno lì a costruire non so che cosa o a portare viveri a non so chi. Perché gli italiani, esattamente come gli altri, fanno appunto posti di blocco, rastrellamenti, perquisizioni, scorte armate, e continui scontri armati con i talebani o con altri gruppi. Tutto questo alla faccia di Rambo La Russa che continua a sostenere, ormai con sempre meno convinzione, che siamo lì per portare la pace.
    Si sarà capito che io sono contrario alla partecipazione italiana a questa guerra.
    Ma i partiti politici (sicuramente PDL, PD, UDC, Lega e Radicali) sono contenti di come vanno le cose; i militari, che prendono stipendi notevoli per le missioni all’estero, sono pure loro contenti di restare; gli italiani, che votano in massa questi partiti, sono pure contenti.
    Quindi che ne parliamo a fare?............Contenti loro! 18-09-2009 00:42 - Sandro Leone
  • E' possibile che anche in questa circostanza ci sia il solito funzionarietto del Pcl che recita la solita litania anti Pd anche a proposito della manifestazione revocata del 19? Ma che se la facciano pure la loro manifestazione, duri e puri come sono. Rimarrà nella storia. 17-09-2009 23:47 - Giorgio
  • Totalmente d'accordo con il Partito Comunista dei Lavoratori. Ci sarò. 17-09-2009 23:29 - Laura
  • Mi sento preso in giro dalla FNSI. Avevo già fatto il biglietto per Roma, so di persone che hanno affittato pullman e vagoni di treno per essere presenti e a poche ora dalla manifestazione si rinvia tutto. Perchè non so, cosa c'entra l'attentato in Afganistan con la manifestazione per la libertà di stampa? Perchè rinviarla? Forse i signori della FNSI, alla fine, non erano tanto convinti oppure hanno paura della loro ombra. Di certo il 3 ottobre non mi ritrovano, basta con le prese in giro. 17-09-2009 23:26 - Mauro
  • L'Afghanistan è un incubo senza fine. Che cosa ci stiamo a fare là? La mia pietà va innanzitutto alle centinaia di civili afghani che soccombono ogni settimana sotto le bombe. Di fronte alle migliaia di civili già ammazzati solo nell'anno 2009, l' uccisione dei militari della " Folgore " è come una goccia nel mare, ma brucia lo stesso come il fuoco. Speriamo solo che che questi morti non vengano strumentalizzati come al solito per salvare i politici al potere. Quanti altri nostri soldati dovranno morire per niente ? 17-09-2009 22:37 - gianni
  • mantenere la manifestazione del 19 Settembre.
    Non subordinarsi al PD.

    (17 Settembre 2009)


    La revoca della manifestazione prevista per il 19 Settembre è profondamente negativa e rivelatrice.
    La morte dei militari italiani in Afghanistan avrebbe dovuto aggiungere una ragione in più alla manifestazione, saldando le ragioni democratiche dell'opposizione a Berlusconi con la denuncia di una missione coloniale e di guerra che proprio il suo governo vuole ulteriormente rafforzare: una missione e un governo che sono i veri responsabili politici e morali dell'accaduto.
    Viceversa, la revoca della manifestazione, voluta dagli ambienti liberali del PD, ha di fatto un solo significato: ribadire l'unità nazionale a sostegno di una guerra appoggiata e finanziata per quasi 10 anni dalle stesse forze di centrosinistra; e addirittura sacrificare all'unità nazionale militare la stessa battaglia democratica contro Berlusconi: col risultato di fargli un grande e insperato regalo.
    E' l'ennesima riprova che il liberalismo borghese è del tutto incapace di condurre, con coerenza, la stessa battaglia democratica.
    Per questo chiediamo a tutte le sinsitre un atto forte di autonomia dal PD: confermando unilateralmente la manifestazione del 19 Settembre, e trasformandola anche nel primo appuntamento di lotta per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.


    Partito Comunsta dei Lavoratori (PCL) 17-09-2009 22:30 - marco
  • cosi' sia. cosi'sia.In questo modo, con queste parole termineranno le esequie dei nostri ragazzi.Invece cosi' non deve essere, non doveva essere,non dovra'mai piu' essere.Dal 2003 tante parole per quelle vite spezzate in quella caserma e cosa è cambiato? Assolutamente niente, la ragion d'essere si riduce ormai ad un misero tentativo di parole e discorsi rigettati da lifting male eseguiti...da bagattelle ben addestrate...mentre mogli e figli piangono i loro mariti urlando "voglio morire"...basta guerre,basta truppe,basta marce verso l'aldila'. 17-09-2009 22:27 - nicola maiello
  • da quando ho appreso la notizia che a kabul sono morti 6 parà caduti in missione di pace mi sono detto e allora ? fanno differenza da tutte le altre vittime che crepano per cause di guerre ? sono diversi da migranti respinti e fatti annegare ? da anonimi operai che tutti i giorni crepano sul lavoro? da coloro che arrivano al suicidio per averlo perso , si erano e sono diversi per essere andati consapevolmente e ben retribuiti a casa d'altri a giocare alla guerra , ma a volte la guerra vera fa molto male e quasi sempre inutile e un vero peccato ma non riesco a commuovermi. ulisse 17-09-2009 21:48 - Ulisse Rossi
  • Ascoltando questa mattina alla radio , in diretta , i commenti di vari generali addetti alle operazioni , ho avuto l'impressione che sussiste una determinata feudalità nella gestione , competenza , controllo e responsabilità sul territorio Afghano . Probabilmente nella nuova strategia militare , ciò è normale . Il feudo di competenza è scontato . La richiesta di risorse per foraggiare tale macchina bellica , anche . Nella strategia geopolitica che regola i delicati equilibri di questo territorio martoriato dai signori della guerra , quali finalità vogliamo raggiungere . Il problema regolatore è rendere partecipe la gente alle decisioni ed i motivi di tali decisioni . La guerra è uno di questi .A mio avviso , l'informazione in generale pecca su intenti e finalità , trascurando problemi e motivi . I motivi ed i veri problemi vengono confusi o non del tutto compresi . E' facile scambiare la vittima per carnefice e viceversa . E nella non facile informazione a tal proposito il problema diventa ancor più grave . Non basta domandarsi che ci stiamo a fare . Ma perchè questa nazione da secoli è il crocevia strategico di guerra e non solo . Quale ruolo gioca il traffico di oppio . Che partita gioca l'Islam nelle fasi alterne di Imperi dominanti . Quali gli alterni rapporti . Quale importanza strategica rappresenta questa lontana e povera regione nei nostri equilibri internazionali . Chi sono i talebani . Chi li arma . Che rappresentano . A chi servono . E' legittimo il futuro governo Afghano . Chi ha interesse a concentrare l'opinione pubblica su questo conflitto . Credo che il compito di un giornale alternativo ed indipendente come il vostro ci possa illuminare su queste ed altre questioni . Fornendo una più ampia prospettiva che non sia solo politica , sul problema , che aggiungo , viene ad insinuarsi nei nostri contesti sociali quasi ad hoc , nel difficile dibattito politico , e non solo . credo che i tempi siano maturi affinché il mercato della guerra ceda il passo ad una lenta conversione di intenti , che possono essere mossi scardinando i meccanismi regolatori che legano innanzitutto alla produzione di droga . In tal senso vorremmo essere informati sui difficili intenti raggiunti nella guerra all'oppio , ed agli interessi regolatori , non visibili , ma ben quantificabili in ragione di una determinata economia .
    La mafia è un utilizzatore finale dei beni commerciali prodotti nei vasti campi afghani .
    I produttori di armi , altrettanto . 17-09-2009 21:43 - pietro autier
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