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Emanuele Giordana*
Anche con Obama, civili nel mirino
Quanto vale in Afghanistan la vita di un uomo? Dipende come sempre dal colore della sua pelle e dal passaporto. Ma anche dall'abito.
In Afghanistan si muore ogni giorno anche se in modo diverso. E non è consolante sapere che la fetta più grossa è da imputare ai talebani. Si muore di raid aerei, di mine disseminate sul terreno, di «errori» come quando una sventagliata di mitra uccise una bambina - era primavera - che viaggiava su una macchina che non si era fermata allo stop dei soldati italiani. Incidenti. Così tanti da far dire al nuovo responsabile della Nato in Afghanistan, l'americano Stanley McChrystal, che la «priorità» sarà - da Obama in poi - la protezione dei civili.
Ma paradossalmente è proprio l'era McChrystal quella maggiormente segnata da nuove stragi di innocenti. La prima si consuma agli inizi di maggio a Farah: McChrystal non è affettivamente ancora a capo di Isaf e anzi, proprio quel giorno, il presidente Obama deve incontrare negli Usa Karzai e il suo omologo pachistano Zardari.
Il raid aereo americano colpisce indiscriminatamente l'area di Bala Bolok. Il numero preciso dei morti non si riesce a sapere: 90-100-130? L'unica cosa certa è che sono civili, sepolti sotto il peso delle bombe.
Infine la strage di Kunduz, agli inizi di settembre. I tedeschi chiedono l'aiuto dell'aviazione per colpire gli autori di un furto di autocisterne di gasolio della Nato. Arrivano i caccia e colpiscono nel mucchio. Mc Chrystal - è la prima volta che accade - si reca subito sul posto e striglia i tedeschi. Le vittime? Forse 40. Un'altra stima dice 70. Ancora una volta civili.
Solo nella prima settimana dello scorso mese di agosto nel sud del paese le Nazioni unite registrano 64 vittime civili (uccise soprattutto da ordigni artigianali) e, nella stessa area, vengono certificati 79 diversi «incidenti», il 14% in più rispetto alla settimana precedente. Il rapporto dell'Onu diffuso negli stessi giorni a Kabul dice che il numero delle vittime civili nei primi mesi del 2009 è aumentato del 24% rispetto allo stesso periodo del 2008, con un bilancio di oltre mille innocenti uccisi.
A far la parte del leone sono i talebani (400 vittime) ma il dato non è consolante visto che 200 morti sono imputabili a raid aerei occidentali e 289 sono stati i civili uccisi negli scontri tra forze anti governative ed eserciti (afgano e occidentali). È un trend in ascesa.
Human Rights Watch denuncia nel 2008 che nei primi sette mesi di quell'anno sono almeno 540 i civili afgani uccisi dal conflitto: 367 per via degli attentati guerriglieri e 173 per attacchi Nato o americani; di questi 116 sono imputabili ai soli bombardamenti aerei. Un'arma, dice Hrw, scelta perché consente di non esporre i nostri eserciti. Ma paragonando questi dati al passato più remoto, le stragi di civili per operazioni dell'aviazione sarebbero addirittura triplicate (nel 2006 almeno 929 civili furono uccisi di cui 699 per attacchi talebani e circa 230 per attacchi delle coalizioni; nel 2007, 1633 afgani persero la vita, di cui 950 per mano della guerriglia e 321 uccisi dai bombardamenti).
Una situazione che, ben lungi dall'indicare la famosa «svolta politica» da più parti invocata, continua a portare il conflitto - ieri come oggi - su un pericolosissimo crinale: quello di un sempre più debole consenso sociale al governo Karzai e ai suoi alleati occidentali.
Il conto sembra sempre per difetto e la somma totale è a tre zeri soprattutto se si sommano anche le vittime dei bombardamenti del 2001 e quelle straziate, subito dopo, dalle micidiali cluster bomb, le bombette che escono da una bomba madre e che, inesplose, uccidono come mine.
*Lettera22
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Si quello che doveva dare la sanità a tutti i poveri americani.
Quello che voleva lottare contro le ingiustizie della America repubblicana e che aveva preso tutti per mano.
Neri e bianchi verso un radioso futuro.
Che fine ha fatto?
Dopo aver dato i soldi alle banche in rosso e aiutato gli industriali ,che altro ha fatto?
A si ha mandato più uomini in Afganistan e ha fatto fare quella farsa elettorale che ha visto tutti vincitori,anche se non ha votato nessuno.
Altro che oggi le comiche.
Ma purtroppo non sono comiche e nemmeno stanno scrivendo un film.
Questa gente sono fatti di carne e di ossa come noi.
Pazzi che parlano di libertà,mentre con le mani sporche di sangue allontanano i curiosi dai crateri delle bombe.
Con il fucile senza sicura e la mano tremante,gridano poesie di pace a popoli che hanno orrore a vederli.
Come i nazisti nell'invasione della Polonia,dell'Austria,Francia,Italia, sono nelle loro uniformi e gridano parole di pace.
Pace eterna a tutti!
Dove sta quel pagliaccio con la faccia nera?
Lo voglio ringraziare per averci mandato altre bare.
Le donne italiane ringraziano il grande presidente nero di averci fatto altri sei eroi.
Ci vogliono tutti eroi.
Ma facciamoli diventare loro eroi.
Gli facciamo anche un busto sul Giannicolo di Roma. 18-09-2009 17:06 - mariani maurizio