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FUORIPAGINA
18/09/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Rinvio della manifestazione per la libertà di stampa. Tanti gli scontenti

    La conferenza stampa inizia con un'ora di ritardo, dalle stanze della federazione della stampa ogni tanto sbuca un funzionario e chiede pazienza. Il fatto è che sulla scelta di rimandare la manifestazione sull'informazione «senza guinzaglio», presa in una riunione concitata, convocata a pochi minuti dalla tragedia in Afghanistan, non si allineano subito tutti gli organizzatori. Né tantomeno chi - sono migliaia - aveva già organizzato il viaggio. La situazione è delicata, sabato potrebbe essere il giorno del rientro in Italia dei sei soldati morti. Sulla decisione più che l'imbarazzo dei partiti che hanno aderito - Pd e Idv in primis - ora impegnati nella gara a chi è più in lutto, pesa il rischio di non sintonizzarsi sull'ondata di emozione che investe il paese. E quello di essere bollati dal premier - pronto, come a L'Aquila, a fare delle tragedie l'occasione dei suoi macabri show - e dalla sua corazzata mediatica come «antitaliani».
    Quando arriva, il segretario Franco Siddi parla del rinvio come di «un atto sensibile ed immediato», di «rispetto a una grande ferita che tocca le famiglie dei caduti e di tutti coloro che sentono il peso di questo dolore», una risposta di «sensibilità, rigore, amore per il paese». E all'obiezione che il messaggio rischia di essere che il conflitto di interessi - il cuore dell'anomalia italiana, il motore della videocracy berlusconiana - ritorna una variabile dipendente, come in questi ultimi quindici anni, replica: «La manifestazione non si archivia, i problemi non sono archiviati». Gli organizzatori (oltre alla Fnsi, la Cgil, le Acli, l'Arci, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace) danno subito il nuovo appuntamento per il 3 ottobre, sempre a Roma in piazza del Popolo. Nessuna smobilitazione. «Il problema della libertà di informazione non è possibile che magicamente si dissolva», rassicura Roberto Natale, presidente Fnsi. Anzi, giura Beppe Giulietti (Art.21), il rinvio servirà per far crescere il «brontolio democratico». Per «allargare il numero di coloro che possano rendersi conto della gravità di quello che sta accadendo in Italia», rincara Andrea Olivero, presidente delle Acli. Per preparare altre iniziative: Giulietti e Vincenzo Vita (Pd) hanno inviato un esposto alle authority sull'ultimo Porta a Porta. È già pronto il ricorso alla Corte di Strasburgo contro la legge sulle intercettazioni: partirà appena il testo sarà approvato.
    Ma il ragionamento non convince molti. Per esempio, Paolo Flores d'Arcais, direttore di Micromega: «Il cordoglio e l'umana pietà per i militari italiani morti sono incompatibili con la difesa della libertà di stampa? Solo a chi coltiva a una follia del genere poteva venire in mente di spostare la manifestazione di sabato, quasi che essa, in quanto di denuncia dell'attuale governo (anzi regime) debba essere vissuta come anti-nazionale, anziché in sommo grado patriottica, poiché con l'obiettivo di salvare il paese dall'abiezione in cui il berlusconismo lo sta precipitando». Il malumore serpeggia in rete: su Facebook nascono due gruppi di quelli che «sabato manifestano lo stesso», qualche centinaio di iscritti per una lettera alla Fnsi: «Perché avete rinviato la manifestazione? In segno di lutto: come fosse un festino». Radio città aperta, storica voce dell'antagonismo romano, alza il volume: «La morte dei sei militari semmai amplifica le motivazioni di chi chiede che in questo paese i cittadini possano essere informati correttamente, ad esempio su una realtà, quella afgana, descritta dalla maggior parte dei media in termini di propaganda guerrafondaia». Paolo Ferrero, segretario Prc, chiede di trasformare l'appuntamento in una manifestazione «non solo per la libertà di stampa ma anche a favore delle ragioni della pace». Siddi replica che i giornalisti sono «uomini di pace», ma il tema del ritiro delle truppe è un altro paio di maniche, e non solo - aggiungiamo noi - per la presenza nella mobilitazione di qualche redazione vicina al governo. Marco Ferrando, Pcdl, infatti stringe di parecchio il campo e fa appello alla sinistra di usare quella data per «una mobilitazione nazionale contro tutte le missioni di guerra, sotto i palazzi del governo».


I COMMENTI:
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  • Concordo con Piero Sansonetti di manifestare contro il triopolio Rcs-mediaset-gruppo espresso. La liberta' di stampa e' qualcosa di piu' che appoggiare solo Repubblica, e' parlare anche delle guerre,della fame,delle risorse limitate. 18-09-2009 18:09 - marco
  • Non capisco il rinvio,anzi sarebbe stata una buona occasione per manifestare contro la nostra presenza in un paese che non gliene frega nulla dell'occidente e della nostra democrazia magari loro la interpetrano in un altro modo e ritengono giuste le loro leggi,l'evoluzione la devono fare loro e sono loro che devono creare la loro crescita e la loro democrazia.Mi dispiace per i giovani morti laggù,per quelli feriti e per quelli che lo saranno ancora, tutto per un orgoglio ed una dignità che non vale un tubo.Gli infami che hanno ucciso i nostri come dice il nostro sublime ministro alla difesa non lo sanno mica di essere infami o vigliacchi quelli sono nella loro terra e combattono contro gli estranei che si sono avvicendati in questi ultimi 40 anni senza risolvere i loro problemi anzi al contrario per complicarli,piuttosto perchè non mettevano un fermo alla rielezione di Karzai dato che su quella poltrona l'hanno messo loro,gli occidentali o tacere quando nella costituzione è stato scritto che i mariti possono fare quel che vogliono alle loro mogli dallo stupro alle torture. 18-09-2009 18:08 - maria giulia
  • Quali sono le vere ragioni di questo rinvio? Stanno solo nel mondo di una politica di palazzo separata dalla società e dai movimenti reali. Ma si sa, chi, come i giornalisti (a parte quelli del Manifesto) guadagna quattro volte lo stupendio di un precario, sono ben attenti, alla fine, a non mettere veramente in discussione certi equilibri. 18-09-2009 17:47 - Franco
  • Sono molto deluso da questo rinvio, di cui non capisco le ragioni. E avevo già iol biglietto per Roma....
    Il 3 ottobre sono convocate già altre manifestazioni, quella dei precari e altre sui teni dell'ambiente, ma forse la FNSI nemmeno lo sa. Intellettuali a cui dei lavoratori che vivono con 1000 euro al mese e dei movimenti reali non importas poi molto. Andate a vedere il fil "Le ombre rosse", eccoli li ben dipinti. 18-09-2009 17:41 - Mauro
  • Con una opposizione così pavida non ci libereremo mai del berlosconismo. Persa un'altra buona occasione per riaprire lo scontro sul ritiro delle truppe. che tanto ci costano . 18-09-2009 17:33 - alessandro
  • il 3 era stata convocata, molto tempo fa, la manifestazione dei precari della scuola ma questo alla fnsi, alla cgil e all'arci evidentemente non interessa e non avevo dubbi a riguardo 18-09-2009 16:54 - bi
  • il 3 ottobre ci sara' ancora piu' gente in piazza 18-09-2009 16:10 - giuliano
  • Perfettamente d'accordo con Marco Ferrando. Ci sarò. 18-09-2009 15:09 - Laura
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