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FUORIPAGINA
19/09/2009
  •   |   Sara Menafra
    Pochi ma buoni per la libertà di stampa

    Non era facile intercettare in poche ore tutti quelli che avrebbero voluto mantenere la manifestazione per la libertà di stampa, convincerli ad andare in strada lo stesso e spostare l’appuntamento in piazza Navona. Per questo a fine serata gli organizzatori del sit-in «per la libera informazione e il ritiro delle truppe» si dicono comunque soddisfatti.
    Nell’angolo di piazza Navona assediato dai turisti del sabato si sono avvicendate alcune centinaia di persone per tutto il pomeriggio. Non molte, ma sufficienti per far dire alle redazioni di Liberazione, Terra, Radio città aperta, Left ed Erre che sì, «ne valeva la pena».
    Quotidiani periodici e radio - insieme a Rifondazione comunista, Pdci, Sinistra critica, Partito comunista dei lavoratori e Sinistra popolare (l’organizzazione fondata da Marco Rizzo, ex pdci)- venerdì sera hanno deciso di confermare l’appuntamento fissato da settimane per il pomeriggio di ieri. Poco convinti della scelta fatta dalla Federazione della stampa, che ha invece scelto di spostare la propria iniziativa due settimane più in là, per preservare il lutto nazionale di queste ore: «Proprio il rispetto per le vittime dell’attentato avrebbe dovuto indurre il sindacato a riconfermare con forza la manifestazione, perché è proprio nelle zone di guerra che l'informazione paga e ha pagato il prezzo più alto con la vita di decine e decine di giornalisti», hanno spiegato al megafono gli organizzatori. Che, nonostante le divergenze di queste ore, sono già pronti a tornare in piazza il 3 ottobre, assieme alla Fnsi. «Siamo partecipi del cordoglio per le vittime dell’attentato - dice il direttore di Radio città aperta Marco Santopadre - ma in noi resta la rabbia per una informazione ostaggio dei poteri forti».
    L’emergenza c’è, dice il regista Citto Maselli, pure lui in piazza: "Siamo in un momento terrificante ed è per questo che annullare la manifestazione è stato uno sbaglio. Davanti all’impressionante atmosfera repressiva che si respira in queste ore, possiamo solo tentare di renderci visibili". La scorsa settimana, prima di scoprire il complotto della sinistra di cui si parla nell’articolo che apre questa pagina, era stato lui, Citto Maselli il principale bersaglio del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Accusato, assieme a Michele Placido, di aver intascato denaro pubblico per realizzare film «che al botteghino incassano 3 o 4mila euro»: «Mi sembra di essere tornato all’epoca di Scelba, quando il piccolo teatro di Strehler non poteva andare all’estero per non dare un’immagine negativa del paese», spiega mentre una piccola processione di spettatori si avvicina spiegando che il suo «Ombre rosse» è «proprio un bel film»: «Andreotti diceva le stesse cose che oggi urla Brunetta. Solo, lo faceva con più garbo».


I COMMENTI:
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  • Penso anch'io che la manifestazione andasse fatta. 20-09-2009 18:30 - Stefano
  • La libertà di stampa ha senso solo se accompagnata dal dovere di saper leggere. 20-09-2009 18:00 - GiorgioVisconti
  • La giornata del 3 ottobre non ho ancora capito cosa succedera' a Roma con le due manifestazioni (che si annunciano di proporzioni non piccole),una dei precari e l' altra per la liberta' di informazione.E' opportuno comunque fare iniziative contro la guerra, qualcosa sara' discusso nei prossimi giorni, ma si dovrebbe allargare la discussione a tutti (anche se in un panorama cosi' frammentato e' un problema non da poco). 20-09-2009 14:39 - marco
  • Perchè non fare della manifestazione del 3 ottobre una grande manifestazione anche contro la guerra?
    Anche i giornalisti hanno pagato un grosso tributo in termini di vite umane sui vari fronti in questi anni.
    Ma hanno i giornali anche grosse responsabilità : mistificano la realtà spacciando una guerra per missione di pace e non danno spazio al dissenso se non “istituzionalmente ” antiberlusconiano.
    Occorre rendere la ” loro ” manifestazione una manifestazione caratterizzata da parole d’ordine che superino lo sterile antiberlusconismo.
    Libertà di informazione , Libertà di dissenso, Contro la guerra tutti il 3 ottobre a Roma.
    Non lasciamo la piazza al PD e alle loro lacrime ipocrite.
    Chiediamo a tutti i partiti della sinistra e ai sindacati di organizzare una presenza significativa il 3 per il ritiro delle truppe da tutti i fronti. 20-09-2009 11:09 - riccardo
  • Rimandare la manifestazione è stato un errore,non era una festa in sardegna,ma un momento di ribellione contro questo governo o no.I nostri militari sono in guerra alla faccia dell'art.11 nessuno sia ipocrita citando la copertura Onu x la guerra di Bush 20-09-2009 09:52 - paolo
  • Cari compagni.
    Non è più il tempo delle manifestazioni oceaniche della sinistra. Bisogna avere in coraggio di continuare ad insistere a lottare per una causa giusta, ed andare in piazza anche quando ci si trova in quattro gatti. 20-09-2009 06:55 - gianni
  • L'avevo detto subito - a compagni ed amici - che era uno sbaglio rimandare la manifestazione, che - comunque - non era una festa e sarebbe stato il miglior modo per rendere onore ai soldati caduti nell'inutile (e truffaldina) missione afghana. Dure settimane sono poche e sono tante, anche se - leggendo oggi D'Avanzo su Repubblica - penso ci siano in arrivo nuove grane per il nano crapulone. Però oggi la manifestazione si sarebbe dovuta fare: c'é stata troppa precipitazione nel rimandarla. Il "pochi ma buoni", mi sembra un po' consolatorio, sottintende la stessa logica che porta - da sempre - la sinistra a polverizzarsi ed a non contare mai niente, nonostante le enormi potenzialità, che però vengono disperse in mille rivoli. Non impareremo mai! 20-09-2009 00:27 - SALVATORE
  • Volete la libertà di stampa?
    Liberate l'individuo:informatelo.
    Iniziate a scrivere delle tecniche di condizionamento mentale in opera in parti delle intellighenzie politiche.
    Se reputate ovvio che esista un subdolo condizionamento del pensiero individuale tramite i mezzi di informazione(monopolio,preponderanza),necessariamente questo implica l'esistenza della manipolazione del pensiero (e approssimativamente atti)sugli individui spontanei.
    Esiste,quindi un tipo di plagio socialmente ineffabile,per economia di mondo. 19-09-2009 23:51 - t.o.
  • In effetti la manifestazione andava fatta.
    Se ci fermassimo per celebrare tutte le morti ingiuste, non faremmo mai nulla 19-09-2009 22:50 - Vito A.
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