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Emanuele Giordana*
Così Karzai fa il taleban
Vietata la musica nei luoghi pubblici. E, se il volume è troppo alto, anche nelle case private. Vietato non osservare la tradizione del velo e vietato, pena una multa, che un uomo e una donna si stringano la mano se non sono parenti. Vietato offrire un passaggio notturno a una fanciulla che non sia accompagnata da un consanguineo o dal marito. E stia ben attento chi affitta una stanza per la notte a una donna e un uomo che non sono sposati perché, in questi casi, si rischia anche il carcere: da tre mesi a un anno.
Non è purtroppo uno dei funesti editti che hanno resa famosa la più oscurantista tra le interpretazioni del dettato religioso islamico. Non è una legge dei taleban che, sino al 2001, fecero dell'Afghanistan un emirato ispirato alla purezza delle origini.
È una legge «taleban» che il parlamento attuale di Kabul sta discutendo nella Commissione che ha il compito di licenziarla per poi sottoporla alla firma del presidente della repubblica.
La legge per la «Lotta alla corruzione etica e per la salvaguardia sociale» non è ancora un caso ma presto lo diventerà. C'è altro da occuparsi al momento e poi, con qualche morbido emendamento, si è appena chiuso il capitolo della famosa legge sul diritto privato degli sciiti. Ma è questione di settimane, forse di giorni. Il testo gira, creando imbarazzo e disappunto, sui tavoli della ambasciate dei paesi occidentali, gli sponsor della democrazia da laboratorio fabbricata per l'Afghanistan dopo il 2001. Con questi risultati?
È una bomba a tempo destinata a creare nuove polemiche e, una volta per tutte, a squarciare il velo (è il caso di dirlo) delle ipocrisie: nel parlamento afghano siedono deputati la cui ideologia non differisce granché da quella di mullah Omar. Sono i vecchi mujaheddin della resistenza anti sovietica, non meno islamisti degli uomini in turbante che assaltano i convogli della Nato. Hanno solo fatto una diversa scelta di campo su cui, per convenienza, a lungo si è chiuso un occhio.
La legge in discussione prevede la nascita di una Commissione etica guidata dal ministero per l'Haj (il pellegrinaggio alla Mecca), nei cui uffici dovrebbe nascere un segretariato operativo col compito di individuare e punire. Preludio forse a una polizia del vizio su modello iraniano. Ed è molto chiara negli obiettivi: intende combattere la «corruzione» ma non quella del portafoglio. Quella «etica e sociale» ossia «atti contro la Sharia islamica...che minano lo sviluppo sociale». E' contro le «trasmissioni devianti...contrarie ai valori islamici» e riguarda l'«osservanza religiosa del velo (Sharia)», il codice ittraverso cui vestirsi e la protezione di tutti i luoghi pubblici (dai parchi agli i autobus, dalle scuole ai bazar - praticamente ogni spazio comune) in cui si cammina, si entra o si staziona.
Le punizioni sono variabili: è punito con tre mesi o un anno chi vende e compra alcolici o video cassette in cui si vedano anche solo «corpi mezzi nudi» e l'albergatore che non si assicuri se i suoi ospiti sono marito e moglie. Sei mesi o un anno vengono comminati a chi organizza danze femminili, pena prevista anche per la ballerina professionista che danzi davanti a un pubblico di maschi. Un anno e una multa a chi prepara corsi di palestra per uomini e donne. Tre mesi o un anno a chi permette a una femmina o a un bambino di ballare, mentre una multa tocca a chi dà un passaggio di notte a una donna non accompagnata da parenti o a chi si «travesta» con abiti dell'altro sesso. Ma persino una donna o un uomo che si stringano la mano senza essere parenti andranno incontro a un'ammenda. Che diventa più alta per chi organizza feste miste.
C'è inoltre un monito allarmante alle ong: non potranno far viaggiare il personale femminile senza il compagno legale e non potranno, nei loro locali, ospitare donne che non siano regolarmente impiegate. Come organizzare dunque riunioni con le donne senza mariti o fratelli al seguito? Vengono anche puniti il gioco d'azzardo, il fumo in pubblico e la lotta tra animali (quest'ultima una piaga assai diffusa - dai galli alle quaglie - anche a Kabul). Ma viene anche vietata la musica all'aperto e, se ad alto volume, persino in casa. Come ai tempi del mullah Omar.
* Lettera 22
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anche chi gioca a CIVILIZATION, sa che per raggiungere la democrazia, devi esser passato per alcuni passaggi indispensabili.
Il resto...sono tutte chiacchere...
Ciao a tutti 22-09-2009 12:36 - cataniap
mi dispiace per quella parte di afgani che vorrebbero vivere in maniera diversa. mi dispiace per tutti i nostri fratelli.
che questo possa avere almeno la funzione di mantenere distante i poteri clericali, ma non credo nemmeno nei miracoli di questo tipo. comunque che democrazia stanno importando gli eroi?(italiani e non) quelli dell'arricchimento dell'industria bellica?
gas e petrolio cercano i grandi capi degli ""eroi".
ricordiamoci che la vita di un soldato italiano non è più preziosa di un civile afgano.
quella gente va aiutata non con gli eserciti, ma con un idea dell'economia distante anni luce da quella che c'è adesso. se vuole l'occidente può portare benefici, ma evidentemente guerre e regimi fanno molto comodo a molti industriale e a molti "potenti" occidentali, orientali, mediorientali, etc 22-09-2009 11:41 - Marco
Per il resto, che volete, le mafie internazionali hanno voluto il Kosovo indipendente e centro mondiale di smistamento delle varie droghe e l'Afghanistan in piena produzione di oppio che i famigerati talibani avevano proibito. E poi, se Karzietta vuol fare il talibano e' perche la popolazione sostiene i talibani e allora... 22-09-2009 02:54 - murmillus