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FUORIPAGINA
22/09/2009
  •   |   Guglielmo Ragozzino
    Le Regioni non vogliono l'atomo

    Una corsa contro il tempo. La legge 99 del 23 luglio 2009, su «Sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia», pubblicata il 31 luglio, poteva essere impugnata dalle Regioni entro due mesi. Trascorso il periodo, il governo avrebbe deciso in totale autonomia dove collocare le sue otto/dieci centrali nucleari, i famosi siti, oggetto di preoccupazioni dei cittadini. Non finirà così. Cinque Regioni: Calabria, Toscana, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna hanno impugnato la legge e nelle prossime ore altre lo faranno.
    Nella dichiarazione di Vasco Errani, governatore dell'Emilia Romagna che si è unito per ultimo alla lista dei ricorrenti compare il concetto di «intesa forte» che si deve stabilire tra Stato e Regione, nel rispetto del ruolo e della funzione di entrambi, in via preliminare a ogni autorizzazione. «Non è possibile che l'eventuale contrarietà di una Regione ad accogliere un impianto possa essere considerata alla stregua di un semplice parere non vincolante. Per questo abbiamo deciso il ricorso alla Corte». Iinsomma, in tema specifico nucleare l'Emilia Romagna non dice né sì né no. Gli ambientalisti avranno il loro da fare per orientare e convincere tutti.
    Il governo ha fatto un errore di faciloneria. Si è fidato troppo della disattenzione delle ferie. Non ha tenuto conto della presenza delle associazioni ambientaliste, Wwf, Legambiente, Greenpeace che l'11 settembre hanno inviato una lettera di 12 righe ai presidenti delle Regioni e agli assessori all'Energia e all'Ambiente per ricordare loro che la legge avrebbe escluso i territori da loro amministrati dalla scelta dei siti; e che avrebbero anche dovuto sopportare l'affidamento a imprese private senza avere voce in capitolo, tranne un parere non vincolante in sede di Conferenza unificata Stato Regioni.
    Il Governo aveva anche pensato di sondare il terreno con una serie di indiscrezioni sulle aree da utilizzare per le centrali e per la discarica finale delle scorie nucleari, facendo seguire a ogni indiscrezione una smentita. Pensava di causare sufficiente sconcerto, evitando contrasti da parte delle Regioni: seminare il dubbio e irridere alle preoccupazioni «immotivate», mettendo tutti contro tutti.
    La sollecitazione degli ambientalisti conteneva due punti chiave: per legge, l'iter avrebbe scavalcato il «territorio», ridotta la possibilità d'informazione dei cittadini, rischiato di militarizzare gli impianti la cui localizzazione sarebbe stata decisa, prevedibilmente, nei fatti, da operatori privati. Con il secondo punto si richiamavano le Regioni a decidere rapidamente, perché i termini di un possibile ricorso da parte loro alla Corte costituzionale erano in scadenza. Comunque la pensassero, in ordine alle centrali nucleari, toccava a esse Regioni il compito di tutelare la democrazia del paese e la trasparenza della procedura.
    La decisione della Corte nel conflitto sollevato dalle Regioni non sarà presa in un lasso di tempo breve. Non, con tutta probabilità, prima delle elezioni regionali di primavera. Al momento del voto vi saranno candidati contrari al nucleare in Regione e altri favorevoli, oppure accusati - e questo sarà ancora peggio - di non avere aperto bocca, di non avere difeso il territorio con abbastanza coraggio. Ma si pensi al caso della Sardegna, dove si è già votato per le elezioni regionali. Nell'isola circolano le voci più feroci, riportate per esempio da La nuova Sardegna del 9 settembre. Partendo dal presupposto che la Sardegna è l'area più stabile dal punto di vista sismico, le si attribuiscono tre se non quattro centrali nucleari, tutte «quelle che il governo intende costruire, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell'energia». ma come è ovvio la Sardegna, a partire dalla sua amministrazione regionale di destra, non accetta il ruolo di sfogo nucleare ed elettrico per tutta l'Italia continentale.


I COMMENTI:
  • Chiedo...sarebbe possibile raccogliere le firme per indire un nuovo referendum sul nucleare?
    Non credo che coloro che hanno votato per questo governo accetterebbero volentieri di rischiare di trovarsi una centrale nucleare vicino alla propria casa. 23-09-2009 15:09 - Gian
  • Le centrali nucleari devono metterle dove la popolazione ha deciso che vuole il nucleare. Dato che il ritorno al nucleare era nel programma del PDL, le centrali andranno nelle regioni in cui governa il PDL, semplice. In questo modo tagliamo ogni polemica, chi non lo vuole non lo avrà, chi ha votato per averlo, coerentemente, se lo prenderà, lo pagherà e ne gestirà scorie per i prossimi 50000 anni e benefici per 25-30 anni (durata media di una centrale nucleare). 23-09-2009 15:02 - Carlo
  • vorrei dire a vincenzo (ieri alle 16:59) che se è cosi' sicuro del consenso sul nucleare può alimentare questo con la costruzione delle stesse nelle regioni governate dalla destra , magari dentro all'arena di verona o di fianco a san siro .......noi non saremo invidiosi .....N.B. uno dei più contrari alle centrali nucleari è carlo rubbia , premio nobel x la fisica e non si interessa di politica 23-09-2009 13:53 - mauro
  • Per vincenzo : meno male che ci sono persone come te in italia. Altrimenti non si spiegherebbe la deriva assurda che sta' prendendo questo paese. Complimenti per la profondita' di analisi politica. Auguri anche a te (ne hai davvero bisogno). 23-09-2009 11:24 - giuliano
  • ma perchè con i soldi che occorrono per la costruzione, manutenzione e smaltimento delle scorie, non si incentiva ancora di più la costruzione di fotovoltaici sui tetti delle case? sarò ignorante sull'argomento, ma sembra più economico, anche a lumgo termine. 23-09-2009 11:12 - alessandro
  • NO AL NUCLEARE..SIAMO UN PAESE AD ALTO RISCHIO SISMICO.
    MAGARI QUESTI FENOMENI AVRANNO SCELTO SITI SU FAGLIE!!!
    POVERA ITALIA 23-09-2009 10:39 - Dado
  • il nucleare non lo vogliamo, vogliamo il solare o eolica.
    Il nucleare c'è il pericolo delle scorie di dove metterli hanno pensato questo i nostri bravi è intelligentoni al governo, 23-09-2009 06:21 - pasquale
  • La Sicilia, invece, terra di vento, di mare e di sole - dunque di forze naturali - ha ben pensato di offrire la propria disponibilità. In altre parole la Sicilia è pronta a ricevere gli impianti nucleari. Roba da matti. Ma è mai possibile che siano sempre i soliti quattro gatti a comandare spacciandosi per maggioranza? Mi chiedo dov'è finita la coscienza politica, civile e ambientale... 22-09-2009 18:56 - Riccardo Gervasi
  • La questione energetica e' centrale nell' attuale momento storico ed e' UNA UNICA QUESTIONE che comprende il prossimo picco petrolifero, il cambiamento climatico, la mobilita' e ogni altro singolo aspetto della questione stessa. E' necessaria una attenzione maggiore di tutti e anche del Manifesto ed una unica strategia del "movimento/i" che tratta la materia. Il rischio nucleare e le altre campagne vengono affrontate invece in maniera separata tra loro. Dovrebbe esserci una grande rete tematica che metta in relazione tutti i soggetti e tutti gli aspetti del problema energetico. 22-09-2009 16:59 - marco
  • Io anche consiglio ad Ernani e agli amici delle regioni rosse,Calbria,toscana,liguria,piemonte,emilia romagna,contestate su tutto:nucleare,piano casa,clandestini,ronde,sanità,scuola,lavoro,ecc.Speriamo che i sondaggi non siano veri,altrimenti tra poco più di 6 mesi,non potete farlo più,perchè andrete via da tutte le regioni.Un consiglio non mancate ad ottobre di recarvi a Roma,la piazza vi aspetta.Auguri. 22-09-2009 16:59 - vncenzo
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