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Stefano Milani
Razzismo 20 anni dopo
«Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un’accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto». Così, vent’anni fa, parlava Jerry Masslo. Rifugiato sudafricano e bracciante ucciso il 24 agosto 1989 a Villa Literno, in provincia di Caserta, per aver difeso i diritti degli altri stagionali di tutti i colori dai caporali. Se fosse ancora vivo di quel discorso, siamo sicuri, Masslo non cambierebbe una virgola. Perché nulla è cambiato in Italia. Il razzismo non solo è rimasto ma si è radicato. Tra la gente e nelle istituzioni. La legge Bossi-Fini è ancora in vigore, il pacchetto sicurezza che criminalizza e inasprisce le pene ai clandestini è fresco di approvazione, i centri di identificazione ed espulsioni sono sempre sempre lì e sono sempre più inumani, gli sgomberi dei campi rom pressoché quotidiani, così come le aggressioni agli omosessuali e agli stranieri di ogni credo e latitudine. Razzismo di pelle, di orientamento sessuale, di culture, di religione non fa nessuna differenza. «Il diverso è diverso, sempre», certifica un’enorme scritta nera su un muro di Roma. Una volta città aperta, ma ora sempre più chiusa in se stessa, nella propria «identità».
Ed è proprio per le strade della Capitale che il prossimo 17 ottobre ci sarà una
manifestazione nazionale in difesa del «diritto ad esistere». Lo chiedono i migranti che vivono nel nostro paese, in balìa ogni giorno di pregiudizi e intolleranze. Mancano ancora più di tre settimane all’iniziativa, ma in molti hanno già risposto all’appello che si può sottoscrivere andando sul sito www.17ottobreantirazzista.org. Tra i firmatari un vastissimo cartello di associazioni nazionali (laiche e religiose) e comitati locali, da Libera alle Comunità di accoglienza del Cnca, dall’Auser a Pax Christi, alle associazioni Glbt ai partiti e gruppi della sinistra radicale, Prc, Pdci, SL, Sinistra critica, Pcl sotto la regia dell’Arci e con l’adesione della Cgil e delle diverse sigle del sindacalismo extraconfederale, Fiom e Cobas.
In Italia si è persa la spinta all’accoglienza, «ma se fosse andata così ai migranti italiani all’estero, oggi non avremmo personaggi come Nancy Pelosi, la
speaker democratica del Congresso americano, o l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani», ha sottolineato ieri Abu Sumaoro, uno dei promotori, durante la conferenza stampa di presentazione del corteo. E Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, ha ricordato la pluralità dei soggetti coinvolti, «tutti con un solo obiettivo dire no al razzismo». Perché «è responsabilità di tutti scendere in piazza e demolire le bugie istituzionali
che ogni giorno ci vengono raccontate».
E così non c’è da stupirsi se il pregiudizio ha messo radici anche dietro ai banchi
di scuola, tra gli studenti. Alle superiori, sei ragazzi su dieci nutrono grande diffidenza nei confronti di rom, omosessuali e disabili. Lo dice una ricerca nazionale della «fondazione intercultura» condotta sui 1.432 studenti di liceo e istituti professionali in otto città di quattro regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Puglia). Dal rapporto, presentato ieri a Reggio Emilia, emerge una «forte carenza di informazione sull’immigrazione» che fa sì che la strada dell’integrazione «è ancora lunghissima e più difficile in tempi di crisi», sintetizza il segretario generale della onlus Roberto Ruffino. E più pericolosa, aggiungiamo noi, in tempi dove a sedere sulla poltrona più alta della Pubblica Istruzione c’è un ministro, Mariastella Gelmini, che tra un taglio e l’altro, pensa bene di introdurre un tetto del 30% di alunni stranieri per classe.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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l'omicidio fu perpetrato a causa di una rapina... i ragazzi che la eseguirono, non avevano legami con clan o palesi cose del genere.
Erano due balordi con la pistola... e basta.
Nessun sano di mente pensa di poter cavare un soldo rapinando dei braccianti in una baracca!
La voglia di provare la potenza che un'arma subdolamente ti dona li ha spinti lì, ed un tafferuglio li ha portati all'insensato gesto.
Va bene ricordare che la lotta alle discriminazioni di ogni genere deve essere imperitura, ma il razzismo a Villa Literno non esiste. O esiste in una forma più lieve di quanto la si trovi altrove.
Conviviamo con polacchi, rumeni, ucraini, nord-africani e gente di ogni tipo che spesso calpesta i nostri diritti di cittadini civili.
Venite a Villa Literno, troverete tanti problemi, molta sofferenza, ma nessun razzismo. 25-09-2009 03:24 - Giancarlo
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Catania, 23 settembre 2009
Manifestazione Nazionale antirazzista 17 ottobre
Oggetto: Adesione alla Manifestazione nazionale del 17 ottobre
L’A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - di Catania, nel richiamare i riferimenti fondamentali della Lotta di Liberazione contro i nazi-fascisti che determinarono la costruzione della nuova Italia, retta dai valori fondanti della Costituzione che proclamano libertà, giustizia, eguaglianza, rispetto delle persone senza diversità, aderisce alla manifestazione nazionale del 17 ottobre e agli obiettivi rivendicati.
Contro il razzismo che con violenza è tornato in primo piano nel nostro Paese, le norme discriminatorie e persecutorie del “pacchetto di sicurezza e i respingimenti dei migranti
Per costruire un’ Italia accogliente e solidale, rispettosa degli inalienabili diritti umani da rendere operativi, sempre e comunque, nei riguardi chi cerca sostegno e diritto alla vita.
La Segreteria Provinciale ANPI di Catania 24-09-2009 16:36 - domenico stimolo
Una presisazione: una persona come Rudolph Giuliani non va certo a vanto della emigrazione Italiana, ma tante', tutto fa brodo. 24-09-2009 14:46 - murmillus