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Manuela Cartosio
Il corteo per Impastato Castelli: è razzista
Ponteranica conta 7 mila abitanti, il 60% ha votato per il sindaco leghista Cristiano Andegani che, rimuovendo dalla biblioteca comunale la targa che l'intitolava a Peppino Impastato, ha aggiunto un tocco di balordaggine alle tristi prodezze del Carroccio. Questo pomeriggio la popolazione del paese alle porte di Bergamo quasi raddoppierà. Sono attese 5 mila persone alla manifestazione contro il malfatto del primo cittadino e, più in generale, contro la «cultura» leghista. L'hanno indetta il Comitato Peppino Impastato (costituito a Ponteranica prima che il sindaco svitasse la targa), Libera, la Casa memoria di Cinisi, dove Peppino, militante della sinistra extraparlamentare, si ribellò con coraggio e sarcastica ironia alla mafia che, nel 1978, l'uccise.
Tra autoctoni e forestieri saranno scintille? Fa di tutto per suscitarle l'ex ministro della giustizia Roberto Castelli che alla vigilia ha definito quello di Ponteranica «un corteo razzista contro la Lega Nord» e ha invitato il sindaco Aldegani «a resistere nel suo intento di valorizzare le personalità del territorio». La «personalità» locale sarebbe l'incolpevole padre Baggi, morto per cause naturali quasi dieci anni fa. La Congregazione dei Sacramentini, di cui faceva parte, ha reso noto di non aver sollecitato onori e di non condividere il cambio d'intitolazione della biblioteca.
La Casa memoria di Cinisi replica per le rime a Castelli. Il vice ministro sfonda la barriera del ridicolo, «aspettiamo la prossima dichiarazione dove definirà la Lega il partito dell'accoglienza e della fratellanza». «Siamo al puro delirio, al goebbelsiano rovesciamento propagandistico della verità», rincara Ugo Boghetta, fresco segretario del Prc lombardo. Al corteo ci saranno il segretario nazionale di Rifondazione Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena che, da membro della Commissione antimafia, molto si batte per far emergere la verità su delitto Impastato. Per Sinistra e Libertà sarà presente il coordinatore nazionale Claudio Fava, sceneggiatore del film I cento passi (quelli che separavano la casa di Impastato da quella del boss Tano Badalamenti, sbeffeggiato come Tano Seduto dalla radio libera animata da Peppino). «Agli atti di squadrismo della memoria non si può rispondere solo con la testimonianza», dice Fava. «Andiamo a Ponteranica non solo per ricordare che Peppino Impastato è storia e patrimonio di tutto il paese, ma anche per rimettere al suo posto la targa che gli intitola la biblioteca. La lotta contro le mafie e per i diritti si combatte anche rispettando il sacrificio dei nostri caduti e difendendolo dall'imbecillità di certa politica».
Il corteo partirà alle 14,30 da via Matteotti e terminerà nei pressi del campo sportivo. Sul palco, tra gli altri, Giovanni Impastato, fratello di Peppino. E' previsto un collegamento telefonico con Salvatore Borsellino.
Alla manifestazione hanno aderito l'Arci (di Bergamo e della Lombardia) e la Cgil provinciale. «L'educazione alla legalità non ha colore, è un bene comune», afferma l'Arci, che ricorda le varie forme di illegalità dilaganti in Lombardia: mafie, caporalato, evasione fiscale, scarsa attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro. La lotta alla mafia riguarda anche i lombardi, fa eco la Cgil, è arcinoto che l'economia illegale ripulisce il denaro sporco nelle imprese e nei cantieri del Nord. Una verità che stenta a far breccia nelle zucche padane che sul blog di Bergamonews invitano «terroni» e «stalinisti» a starsene a casa loro.
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slogan sulla spilla,presa alla manifestazione,che riprendeva "la mafia è una montagna di merda" di Peppino Impastato. 27-09-2009 20:00 - graziano
Non sbagliano a parole, ma nei fatti si. Nel senso che sono legati al popolo della libertà, che non solo professa ma attua tutto l'opposto. La parodia sul ritiro delle truppe di Bossi ne è un esempio. In merito alla targa, serve di più al nord che al sud, e secondo me questi atteggiamenti urtano molto anche nella sostanza. Paolo 27-09-2009 11:43 - Paolo
Il tempo ci darà ragione e la loro cultura da vaccari sarà seppellita dalla storia che va avanti anche senza di loro.
Basta vedere i grandi passi fatti in avanti dalla popolazione di colore degli Stati Uniti.
W la liberta' basta con i mafiosi Leghisti da cortile. 27-09-2009 09:20 - sALVATOREINGHES
La tua domanda merita un approfondimento:
- è possibile che la lotta alla
mafia non faccia piu' parte
dei valori condivisi ?
Come l'antifascismo, del resto. Era un valore condiviso di destra e sinistra, fino agli anni '70 ed '80 e poi è tramontato, insieme alle generazioni che l'avevano vissuto (ricordo un vecchio programma Rai che, già diversi anni fa, faceva rivivere questo tema riprendendo i discorsi ufficiali del 25 aprile dal dopoguerra in poi. I toni via via si affievolivano, e poi sono scomparsi addirittura).
Il Pd (un terzo degli elettori) non si schiera piu:
- ne' contro la mafia (almeno
in quest'occasione),
- ne' contro i licenziamenti,
- ne' con coloro che non hanno
un contratto di lavoro
(Sepulveda, olgre 10 anni fa,
parlando del suo paese, il
Cile, diceva: vi pare un
paese realmente democratico
quello dove non esiste un
contratto di lavoro ? - noi
ne abbiamo tanti, tutti a
termine e precari: non vedo
grossa differenza con il
Cile).
Semplicemente IL PD "annaspa", non ha un progetto, e non ha perchè non puo' averlo, perchè i progetti richiedono autonomia decisionale, capacità di spesa, di impegno di risorse.
Queste funzioni lo Stato le ha perse, le ha demandate alla Comunità Europea. Chiunque governi agirà da semplice ragioniere, impegnandosi a mantenere il bilancio entro quei "parametri" inderogabili.
Per questo il dibattito si è impantanato sull'antiberlusconismo.
Perchè se si sposta su un terreno piu' serio, che riguarda la costruzione di un progetto di società, nessuno ha poi la forza politica per provare a realizzarlo:
- aumento delle pensioni
- recupero del potere
d'acquisto dei salari (sono
fermi da 15 anni)
- aumento della spesa sociale
Ce lo dice la Bce come agire sui questi temi, non è roba da politici.
Ma li sentite quando aprono bocca che non dicono altro che:
- moderazione salariale,
- aumento dell'eta' pensionabile
- riduzione della spesa sociale
Avete mai sentito qualcuno nel PD che alza un dito contro questi "imperatori" che, neanche da casa, ma da fuori di casa, ci dicono, gli dicono, ai politici, che cosa debbono fare ?
Il prossimo a parlare da quella poltrona sarà Draghi; cosi' lo capiremo anche meglio chi in realtà ci "comanda" (comandare, non governare): lui parla italiano. 27-09-2009 07:55 - maxr
Posso capire le differenze, ma anche se il PD non è più un partito "di sinistra" e lo dichiara orgogliosamente (liberi di farlo, per carità), è mai possibile che nemmeno la difesa della memoria infangata di un martire (lui si, perché Peppino Impastato è martite a pieno titolo, non come i caduti dell'Afghanistan che lo sono per retorica mediatica fasciopatriottica) della lotta contro la mafia non faccia più parte dei valori condivisi tra il PD e la sinistra che ancora si proclama tale? 27-09-2009 00:13 - Alessandro B.