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FUORIPAGINA
30/09/2009
  •   |   Angela Pascucci
    La Cina festeggia, molti cinesi no

    Le celebrazioni per i 60 anni della Repubblica popolare cinese avranno oggi la loro apoteosi nella grande parata militare che, percorrendo la Chang’an Jie, il viale della Pace eterna, raggiungerà piazza Tiananmen dove sfilerà davanti a 30mila invitati accuratamente prescelti. Mentre carri armati e mezzi pesanti avanzeranno flotte di aerei da guerra e elicotteri d’assalto sfrecceranno nel cielo, che si spera limpido e azzurro. Ogni nuvola sarà bombardata da speciali ordigni per dissolverla. Subito dopo la parta militare, la maestosa sfilata civile composta da 100 mila cittadini con 60 carri allegorici, seguiti da circa 80mila ragazzi delle scuole elementari e medie.
     Non potrà partecipare Qi, bambina di 11 anni, figlia del dissidente Qi Zhiyong, alla quale le autorità hanno impedito di essere presente insieme al resto della sua classe. E pensare che lei lo desiderava. Come è prassi nelle grandi occasioni dissidenti, attivisti per i diritti umani e altri soggetti ritenuti pericolosi sono stati costretti agli arresti domiciliari,  mentre altri hanno dovuto lasciare la città. Il governo ha esortato anche i 15 milioni di abitanti di Pechino a starsene a casa e guardare lo spettacolo in tv. Agli abitanti delle case che si affacciano sul percorso della parata è stato intimato di non affacciarsi, pena essere cecchinati da tiratori scelti. Ai cittadini sarà permesso solo di partecipare alle manifestazioni collaterali in programma in diversi parchi della capitale. Alla vigilia della celebrazioni, il centro di Pechino era un luogo fantasma. Le forze di sicurezza lo hanno completamento bloccato. La città proibita è inaccessibile. Una vasta zona intorno a piazza Tiananmen, di solito pulsante, era semideserta. Tutti gli alberghi e i ristoranti che si trovano sulla Chang’an Jie sono stati chiusi. Tutta l’arteria che taglia la capitale in due, da est a ovest, è pattugliata dalle squadre speciali, le Swat, con le loro divise nere di foggia fantascientifica. Un fantasmagorico programma di fuochi d’artificio, ideato e diretto dal famoso regista Zhang Yimou, chiuderà con mezz’ora filata di pirotecnie  la giornata. Si chiuderanno così le celebrazioni dei 60 anni ma anche un anno di anniversari sensibili e di eventi interni e internazionali che hanno a messo a dura prova la capacità di governo dei vertici cinesi. Dalla crisi finanziaria ed economica globale  alle rivolte interne. Il Xinjiang sconvolto da rivolte sanguinose, ma anche la ribellione delle famiglie dei bambini avvelenati dal piombo e di quelli morti sotto le macerie delle scuole di cartapesta in seguito al devastante terremoto che ha colpito il Sichuan nel maggio del 2008.
    Il Manifesto in edicola giovedì 1 ottobre conterrà uno speciale di tre pagine dedicato all’anniversario.


I COMMENTI:
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  • jangadero: hai subito per questo un processo a porte chiuse e una condanna a 10 anni di lavori forzati?
    Io direi un po' di legnate (che ben ti stanno se ti sei permesso di rovinare la macchina posteggiata, di prooprietà di qualche operaio).

    Ci vuole un equilibro tra la certezza della pena che esiste in Cina, e che va bene, e l'esagerazione della pena che esiste sempre in Cina e che non va bene.

    Non si può andare mesi e mesi in carcere per aver tagliato un albero che non dovevi tagliare, o rischiare la condanna a morte per motivi assolutamente futili. 01-10-2009 18:01 - Massimiliano
  • mi sono trovato un paio di volte il 2 giugno gli anni passati a fare la controparata pacifista in compagnia devo dire non numerosissima ma non ricordo esattamente se 2 o 3 anni fà fummo bloccati e caricati dalle guardie perchè c'era uno striscione che poteva essere interpretato come un insulto a pisanu allora ministro degli interni
    gli stati ci tengono alle loro parate militari 01-10-2009 14:32 - jangadero
  • purtroppo sappiamo come è finita e non solo in Cina e questo anche per ambizioni personali che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia degli interessi e dei diritti degli ultimi ma esclusivamente per un egoismo di cui il Capitalismo e le società corrotte che produce si è reso responsabile.Dispiace dirlo e da vecchio comunista so quanto mi costi ma come in Italia rischia di morire soffocata la sinistra sparsa e persa così,da anni,in questo grande Paese con una cultura millenaria,il Comunismo,non ha saputo penetrare le coscienze a cominciare dal gruppo dirigente che lo ha condotto sulla china pericolosa del capitalismo più sfrenato e dei diritti della povera gente...chi ne parla più visto che quanti con coraggio cercano di farlo rischiano il carcere,quando va bene e quando va meno bene,rischiano la sparizione tanto...milione più,milione meno...chi se ne accorge.Pensiamo per un attimo quanto sarebbe stato bello festeggiare il 60 esimo della Rivoluzione con dirigenti nominati dal Popolo e non elite di governo che continuano a fare solo i loro sporchi interessi e quanto sarebbe stato bello festeggiare questo anniversario con i Partiti Comunisti,forti ed uniti invece di tutta questa serie continua di appendici che non contano niente e che creano tanta sfiducia in quanti ancora hanno innati nel proprio dna il gene del Comunismo.Chiudiamo gli occhi e sogniamo,questo ancora non ce lo possono togliere.Giorgio Bendelari 01-10-2009 13:58 - Giorgio Bendelari
  • Credo che in Cina la rivoluzione sia finita da un pezzo. Mi chiedo se, visto che il risultato finale è stato lo stesso il capitalismo sfrenato dentro ad una dittatura, tanto valeva che avessero vinto i nazionalisti e magari qualche morto in meno ci sarebbe stato 01-10-2009 11:14 - Andrea
  • ah Franco, cos'è allora, se non è un pranzo di gala: vetro al posto dello zucchero? 01-10-2009 10:11 - Massimiliano
  • 30000 spettatori accuratamente prescelti, innumerevoli forze dispiegate per l'ordine e la sicurezza, arresti domiciliari a giornata, "cecchinaggio" per chi osa affacciarsi da casa, evacuazione della città per i dissidenti.. se il resto dell'articolo non è contestabile, lasciatemi dire che questa retorica è assurda: ho assistito alla parata dello scorso anno e posso assicurarvi che le cose non stanno così. Io, occidentale, ho potuto tranquillamente assistere alla parata dal balcone di una famiglia cinese con appartamento sulla Chang'an Jie. Ho dovuto logicamente sottomettermi alle più bizzarre tecniche di sicurezza, ma infine ho potuto tranquillamente assistere alla manifestazione.
    La questione dei dissidenti è delicata. È vero che vengono discriminati in tutte le salse, però per quanto concerne la parata, che interesse hanno ad andarci? non è anche questa una misura di sicurezza "degna" di una dittatura? appunto perché dittatura, la sicurezza, la polizia e l'esercito devono essere dispiegati nella loro integrità. Si permettono di fare ciò che vogliono si, ma non senza logica come qui sopra sembra esser presentato.
    Mi spiace notare che Il Manifesto ostenti con questa retorica figlia della propaganda statunitense dell'era Bush, dove la logica è solo buttare fango sul diverso per trasformarlo nel male assoluto e nel nemico numero uno. All'articolo manca soltanto di citare una presenza massiva di poliziotti in borghese, di telecamere spia con le quali poi condannare eventualmente anche a morte qualcuno, di repressione sanguinosa di qualche studente, di corruzione dell'esercito, di arresti preventivi, di censura totale dell'informazione e incorniciare il tutto in uno scenario assurdamente brutale. E potrebbe avere ragione, ma è questo il senso del giornalismo? far inasprire le emozioni e scatenare l'istinto, o, tuttalpiù, fornire un'informazione equilibrata.. nella quale gli aspetti negativi vengono si raffigurati (il più oggettivamente possibile), ma vengono anche accompagnati dalla presentazione di aspetti positivi. Come farsi un'idea oggettiva di una nazione se quando ci si reca non si ha che un immenso muro di pregiudizi dinanzi a noi.. a tal punto da rendersi conto di esser così mal informati.. invito tutti voi a recarvi in Cina, Corea del Nord e osservare con i vostri occhi!
    Rammento Gramsci: la propaganda si rifà alle emozioni, all'istinto ("informazione" soggettiva, i.e. l'esempio della bambina 11 o dei dissidenti); l'informazione è invece una questione unicamente intellettuale. 01-10-2009 09:56 - Roch
  • Spesso l'occidente critica la Cina ed il suo governo per una serie di ragioni: appartenenza religiosa (soprattutto quella cattolica), estremo filoamericanismo o per le cosiddette convenienze sui diritti umani (soprattutto sulla libertà di spacciare droghe o di gettare veleno sul governo comunista e magari instaurane uno filo capitalista-occidentale). Non so se questo mio commento verrà pubblicato oppure no, ma comunque vada, bisognerebbe guardarsi un po allo specchio prima di giudicare gli altri. L'Italia è un paese che ha una caduta del pil pari al 6%, un tasso di disoccupazione che arriva al 12-13%, sebbene l'ISTAT abbia dato altri numeri. Il problema droga, che colpisce soprattutto i più poveri e gli emarginati, non è stato risolto, ed anzi è diventato un sistema per lucrarci sopra. La Cina è un nobile paese, che cresce del 10% l'anno, che oltre a dare lavoro ai cinesi, aiuta anche altri stati, quelli occidentali compresi. L'invidia degli occidentali sul sistema cinese, viene espressa attraverso i media in tutte le forme, anche usando la demagogia. Io ho visto le celebrazioni dell'anniversario questa mattina sulla TV cinese CCTV, e posso assicurare che gli spalti erano pieni e la gente si affacciava dappertutto. Nella celebrazione hanno lavorato più di 100.000 civili, non solo i militari. Detto questo, credo che sia doveroso fare una riflessione politica sul nostro sistema politico/mediatico, piuttosto di biasimare altri paesi. 01-10-2009 09:23 - K
  • mi domando come si potesse essere maiosti vedendo dove e' finita adesso la cina...
    vero manifesto? 01-10-2009 09:00 - pietro
  • Viva la Grande Cina!!! 01-10-2009 07:54 - Berto
  • La Cina festeggia il 60° anno di socialismo.
    Soldati in assetto di guerra e tutti in parata da far sembrare la truppa un solo corpo.
    Tutti uniti e spediti a salutare il Capo dello Stato.
    Sempre in queste ore, ci sono gente con la stessa pelle,che pieni di fango e senza soldati,vagano alla ricerca di un famigliare disperso in mezzo alle distruzioni.
    Due facce della stessa popolazione. Una capitalista dove la libertà è sovrana.
    Dove sei libero perfino di morire sotto un mare di fango,e un'altra che lotta per la libertà e per i diritti civili.
    Quale è meglio?
    Personalmente non mi piacciono nessuna delle due,preferisco un centro sociale a una dittatura,ma devo riconoscere che dalla parte delle libertà ci sono troppi morti.
    Troppa gente sta a dimostrare che la società delle libertà è peggiore della società delle garanzie.
    Un uomo ha bisogno di garanzie.
    Lo Stato per un proletario, dovrebbe essere lo Stato che garantisce a tutti uno spazio e una parte giusta del tutto.
    La destra,ma anche la sinistra italiana, da quando anche lei ha demolito lo Stato,ci ha resi a tutti più poveri.
    Una compagnia dei telefoni ai privati è meno garanzie al popolo.
    Una televisione ai privati è meno garanzie al popolo.
    Quì in Italia è sovrano solo chi ha i soldi.
    Infatti se sei malato e vuoi una visita specialistica la asl te la da ma dopo mesi e anche anni.
    Se invece paghi allora subito e nella stessa struttura pubblica dove dovresti andarci gratis tra due anni.
    Questo non è un popolo garantito,ma un popolo libero.
    Si libero di morirti di fame! 01-10-2009 07:38 - mariani maurizio
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