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FUORIPAGINA
02/10/2009
  •   |   Eleonora Martini
    Disastro a Messina: tagliati i fondi contro il dissesto idrogeologico

    «O c’è un piano serio che investa, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del paese, o si  potranno avere altre sciagure». Parole sante, quelle del presidente  della Repubblica Giorgio Napolitano che ieri ha lanciato l’allarme sulla «situazione di diffuso dissesto idrogeologico, in gran parte causato da abusivismo, nel messinese e in tante altre parti d'Italia». Peccato che ad ispirarle sia stato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso il quale da anni ormai emette solo flebili lamenti generici sulla mancanza di un’efficace politica nazionale contro il rischio idrogeologico accusando indistintamente i governi di centrodestra e di centrosinistra. Mai una parola contro, per esempio, il taglio drastico operato dal governo Berlusconi nella finanziaria 2008 ai «fondi, già insufficienti, per la protezione del territorio che sono passati dai 510,5 milioni di euro nel 2008 ai 93,2 previsti per il 2011», come ha spiegato ieri il responsabile Ambiente del Pd, Ermete Realacci. O contro quel taglio, come spiega meglio Loredana De Petris, del Coordinamento
    nazionale dei Verdi ed esponente di Sinistra e Libertà, «di 241,4 milioni di euro al programma di mitigazione del rischio idrogeologico per quest’anno, di cui – attenzione – 151 milioni sottratti proprio agli interventi specifici previsti in Sicilia e Calabria».
    Ovviamente stiamo parlando di spiccioli, o poco più, se si pensa che ogni anno si spendono miliardi di euro per riparare i danni causati dal dissesto idrogeologico. Senza parlare del costo in vite umane. «A fatica eravamo riusciti a far passare un emendamento alla finanziaria 2007 per stanziare 730 milioni di euro in due anni in un programma ad hoc – racconta De Petris – e invece la prima legge finanziaria del governo Berlusconi ha ridotto il budget per il 2009 a 269,1 milioni di euro».
    L’ex senatrice verde snocciola i dati: «Per l’attuazione dei piani strategici nazionali ci sono 66 milioni di euro in meno ma la particolarità di questi tagli sta nel fatto che la maggior parte dei risparmi sono stati fatti sottraendo risorse per la tutela della sicurezza proprio in Calabria e in Sicilia, in quei territori cioè più fragili e sottoposti alla continua aggressione dell’abusivismo e della
    speculazione».
    Dunque, a parole tutti d’accordo: anche Bertolaso all’inizio del 2009, certo non al cospetto di Berlusconi, inaugurando i campionati italiani di sci a Roccaraso indicava non a caso la «tutela del territorio» come «la grande opera principale per il nostro Paese». In pratica invece si è lavorato solo per sottrarre risorse e sicurezza alle popolazioni dei territori più a rischio. «La Sicilia, come la Calabria – continua De Petris – sono tra le aree più a rischio d’Italia anche perché le loro particolari caratteristiche morfologiche richiedono costanti interventi di manutenzione». Ma sono opere che costano varie centinaia di milioni di euro l’anno. Certo, niente a che vedere col Ponte sullo stretto che ci costerà 4.732 milioni di euro. Però, poi, ad ogni annunciata tragedia, con il ponte sarà più facile far arrivare i soccorsi della protezione civile.


I COMMENTI:
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  • Scusate se intervengo di nuovo.
    Volevo solo dire, per inciso, che mi piacerebbe che in tv e sui giornali si parlasse di queste cose e dei veri problemi del nostro paese.
    Ha ragione Alessia. Da domani non solo i politici, ma anche i media, torneranno a guardare altrove, a parlare di Noemi, D'Addario e se ha Silvio gli tira o meno.
    Questioni di rilievo, per carità, ma delle quali, sempre per inciso, me ne frega proprio poco. 04-10-2009 15:26 - Pietro Micca
  • @Alessia:
    sono d'accordo con te, quello che volevo dire era appunto che non accetto si tiri in ballo il ponte per coprire le responsabilità della politica tutta, da destra a sinistra.
    Al di là delle opinioni al riguardo (personalmente non ne sono contrario a priori, ma non è lo spazio per parlarne), è assurdo spostare attenzione su qualcosa che non esiste dimenticando lo schifo che già c'è e che è lì da anni. Il problema è sotto gli occhi di tutti, è allucinante vedere Bertolaso e Prestigiacomo assolutamente tranquilli nel dire: "beh , che volete, se uno costruisce sul letto del fiume quando piove e il fiume si ingrossa fa il suo mestiere e le case vengono giù".
    Trovo insopportabile il fatto che si sappia tutto, non esistono emergenze, eppure nulla cambia, nulla si fa, si tira avanti sperando che non succeda il disastro, e se succede, beh, è la fiumana verghiana, i morti sono nel conto.
    E' come l'atteggiamento inerme di fronte allo strapotere della mafia in certe zone (e sappiamo che in questi abusi e scempi del territorio la mafia c'entra e come), si sa tutto ma si lascia correre, quasi a voler dire: "è l'Italia bellezza, cosa ci vuoi fare?" 04-10-2009 15:19 - Pietro Micca
  • @pietro:purtroppo anche se l'argomento ponte viene strumentalizzato anche da certa sinistra che poi declina le responsabilità locali (e sono d'accordo con te) purtroppo è necessario parlare comunque del ponte. cosa c'entra il ponte??per costruire il ponte si dovranno attivare enormi cave (da cui ricavare i materiali) su entrambe le sponde, cave che non solo deturperebbero in modo irrimediabile il meraviglioso stretto che vedo ogni giorno, ma renderebbero quelle stesse sponde ancora più vulnerabili dal punto di vista idrogeologico. inoltre il tema del ponte è usato spesso, ma è pertinente, perchè è l'esempio emblematico dell'opera più inutile e dannosa mai prevista per il sud in una zona già fragile dal punto di vista ambientale (una delle zone a più alto rischio in italia su tutti i versanti) aggravata anche dalla speculazione e abusivismo edilizio, dalla concussione tra politica e malavita, dai condoni e tutte quelle belle cose che sappiamo già..è ovvio che non possa essere l'unico argomento da tirare in ballo in questa situazione..chi parla solo di questo (vedi i nostri politici) lo fa per ignoranza, per omertà, per incompetenza..perchè non vogliono saper fare il loro lavoro, perchè davanti a questo devono avere la risposta pronta per fare bella figura..ma siccome nel quotidiano non gliene mai fottuto niente del nostro territorio (calabria e sicilia in questo caso) non sanno neanche che argomenti portare nelle loro risposte perchè non si sono mai occupati delle nostre terre, non le conoscono, non ne conoscono i veri problemi, e quando si prova a farglieli conoscere fanno finta di interessarsi ma in realtà un minuto dopo si girano dall'altra parte e si sono già dimenticati tutto..troppo impegnati a occuparsi dei loro eventi mondani e del prossimo talk show a cui dovranno partecipare! 04-10-2009 01:56 - Alessia
  • non mi pare di avere sentito che la mafia sia intervenuta celermente ,anzi saranno contenti visto che vivono sulle disgrazie altrui ,sono loro che controllano il territorio e con i voti di scambio fanno di tutto e di più ,adesso e un pò tardi per quella povera gente lamentarsi e poi contro chi ? magari non sanno neanche il nome del DON di turno . ulisse 03-10-2009 21:45 - ulisse rossi
  • Da messinese chiedo solo una cosa...Non dimenticateci..siamo italiani anche noi..Non solo gli abbruzzesi, non solo i campani...anche Messina, anche la Sicilia fa parte dell'Italia..Fa male vedere il menefreghismo delle televisioni in questi giorni..Fa male vedere che il Paese fa finta che nulla sia successo..Noi piangeremo i nostri morti, i nostri fratelli, i nostri amici, i nostri figli..Ma sono anche morti, fratelli, amici, figli vostri..d'Italia..Non siamo cittadini di serie B!!! Per cui per favore..quando le (poche) telecamere si spegneranno..ricordatevi di noi..perchè da soli non potremo farcela..Mi sento scoraggiata ed umiliata, ma siamo un popolo forte e, checchè se ne dica, unito... 03-10-2009 20:51 - Lisa
  • Troppo facile dare sempre colpa al governo, a Berlusconi e alla banda dei quaranta ladroni! Dalla speculazione edilizia che ha sventrato e violentato il nostro paese ci hanno guadagnato tutti, anche parecchi amministratori di "pseudosinistra" al nord come al sud. Gli italiani hanno comunque la "caratteristica" di avere la memoria corta e quindi fra qualche mese, dopo vari piagnistei dei politici al governo e rarefatte recriminazioni della criptopposizione, saremo tutti pronti ad una nuova catastrofe annunciata. La società civile deve impegnarsi per cambiare questa classe politica corrotta ed incompetente a tutti i livelli. Organizziamoci al di fuori dei partiti. 03-10-2009 19:54 - Daniele D.P.
  • Penso che l'articolo sia incompleto. Ve bene denunciare i tagli dello Stato ai piani di intervento contro il dissesto idrogeologico, ma dare la colpa al Ponte per quello che è successo mi pare abbastanza ridicolo.
    Se è da denunciare che tutti quei soldi, per ora, meglio spenderli in queste opere di manutenzione improrogabili e indispensabili piuttosto che per opere faraoniche che possono aspettare un altro po', beh, accusare il Ponte dello smottamento di una montagna non ha senso.
    Ma come si può construire sul letto di un fiume e poi stupirsi se lì ci passa l'acqua quando piove? Chi costruisce abusivamente? Chi ci guadagna? Chi lo permette? Il ruolo della mafia? Le amministrazioni locali sono non-vedenti o cosa?
    Decentrare signori. Ognuno si prenda le proprie responsabilità. Non si può sempre dire "piove governo ladro". Qualcuno che governa Messina e la Sicilia, prima dello Stato centrale, avrà pure un nome e un cognome??? 03-10-2009 17:39 - Pietro Micca
  • i morti sono ancora sotto le macerie ed il ministro Matteoli
    dichiara che entro Gennaio inizieranno i lavori per la costruzione del ponte sulla stretto. 03-10-2009 13:21 - antonio cordiani
  • Roma, 03-10-2009

    "Spero che al massimo per gennaio i primi lavori a terra possano partire, spero anzi che il via possa esserci gia' a dicembre". Il ministro delle Infrastrutture e trasporti Altero Matteoli annuncia per la fine dell'anno, al massimo per gennaio 2010, il via ai lavori per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

    I contratti infatti con il contraente generale, il gruppo Impregilo, sarebbero in procinto di essere firmati, annuncia il ministro a margine della celebrazione dei 170 anni della linea ferroviaria Napoli-Portici.
    "Hanno trovato gli accordi" ha detto il ministro riferendosi all'accordo tra la Stretto di Messina e la societa' Impregilo.

    NO COMMENT............. 03-10-2009 13:14 - Walter Pivetta
  • Condivido lo scritto di Eleonora M., inoltre da geologo che si occupa di cartografia geologica aggiungo che i tagli per la tutela del territorio non solo hanno interrotto il progetto Carta Geologica d’Italia alla scala 1.50.000 uno strumento conoscitivo di fondamentale importanza per una corretta pianificazione e gestione del territorio, per la tutela dell’ambiente e per la riduzione e prevenzione del rischio idrogeologico, ma hanno anche tagliato molti posti di lavoro e reso il Servizio Geologico Italiano un fantasma !
    in un paese in cui il rischio idrogeologico, sismico e vulcanico è ai massimi livelli noi geologi non contiamo niente ... bisogna aspettare un'altra immane catastrofe (il terremoto in Abruzzo non è bastato ....) per vedere in questo senso un cambiamento di rotta ?! 03-10-2009 12:20 - andrea bollati
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