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FUORIPAGINA
04/10/2009
  •   |   Leo Lancari
    Un paese in bilico tra alluvioni e frane

    Un paese in bilico. Quando non è per l’alluvione, è per le frane, per non parlare dei casi in cui il pericolo si deve a tutte e due assieme. La tragedia di Messina, con i suoi morti e gli appelli inascoltati sui pericoli derivanti da un territorio devastato avrebbe potuto accadere, pressoché uguale, in qualsiasi altra zona d’Italia, al nord come al sud. Il 70% dei comuni italiani, infatti, è a rischio
    idrogeologico, per una volta drammaticamente uniti senza alcuna distinzione geografica. La denuncia sul dissesto in cui versa la gran parte del territorio, è contenuta nel rapporto «Ecosistema rischio 2008» messo a punto da Legambiente insieme al Dipartimento della protezione civile. Pagine e pagine di denunce che rischiano, ancora una vota, di restare inascoltate e dalle quali si scopre che degli 8.101 comuni esistenti nel nostro paese, ben 5.581 sono a rischio idrogeologico, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Ma non solo. Esistono intere regioni che non possono vantare neanche un comune in sicurezza. E’ il caso della
    Calabria, dell’Umbria e della Valle D’Aosta, considerate dal dossier come le tre regioni in assoluto più a rischio di tutta la penisola con il 100 per cento dei comuni classificati ad alto rischio. Seguono le Marche, con il 99% dei comuni a rischio, e la Toscana, con il 98%.
    Colpisce, infine, la posizione di due comuni del messinese colpiti dall’alluvione, Ucria e Ali, che, «pur avendo interi quartieri e aree industriali in zone a rischio - è scritto nel rapporto - non hanno messo in campo praticamente nessuna azione di mitigazione del rischio idrogeologico».
    Basta scorrere le cronache per capire che non si tratta di allarme esagerato. Negli ultimi 50 anni si sono verificate in Italia qualcosa come 470 mila frane, che hanno provocato in tutto 2.552 vittime. Per chi ama le statistiche, fa quattro morti al mese. Inoltre stando a uno studio messo a punto dall’ex Agenzia per la protezione dell’ambiente (Apat) che prende in esame l’indice di franosità, ovvero il rapporto tra l’area in frana e il territorio totale, le province maggiormente colpite dalla frane sono quelle di Sondrio, Lecco, Chieti, Pesaro, Urbino e Ancona.
    Di fronte a quanto accaduto a Messina, adesso Legambiente e l'Ordine dei
    geologi siciliani chiedono alle istituzioni della regione «un atto di  responsabilità» allestendo un progetto «manutenzione straordinaria» del
    territorio al posto del «piano casa». «Le violenze subite dal nostro territorio negli ultimi decenni, fatte di incendi boschivi, abusi edilizi e piani regolatori dissennati che hanno consentito di edificare in aree a rischio, hanno creato - hanno detto il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana e il presidente dell’Ordine dei geologi della regione, Gianvito Graziano - le condizioni perché si
    compisse il disastro».
    «Proprio in questi giorni - hanno proseguito Fontana e Graziano - l'Assemblea regionale sta esaminando il testo del Piano casa siciliano proposto dal governo. Chiediamo un atto di responsabilità e di rispetto per le vittime: la Sicilia rinunci ad approvare una norma che prevede un considerevole aumento delle cubature edilizie e di consumo di suolo in una realtà già pesantemente pregiudicata, in cui l'80 per cento dei comuni è a rischio di dissesto idrogeologico».


I COMMENTI:
  • Beh,il territorio cerca di stare faticosamente dietro alla politica,facendo la sua parte. 05-10-2009 23:03 - Stefano
  • Vorrei rispondere a Maurizio mariani...Le contestazioni di fronte alla Prefettura ci sono state ed anche belle rumorose...Solo che nessun "giornalista" televisivo si è degnato di trasmetterle..Anzi...Hanno deciso di spostarsi dentro la Prefettura proprio per evitare di inquadrarli durante le dirette...Guardi su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=qZ6q3rCEOMM

    Insabbiano tutto... 05-10-2009 18:36 - Lisa
  • La ggente si è un pò arrabbiata:

    http://www.unita.it/news/italia/89322/la_gente_grida_assassini

    Per la Padania Messina vale l'ultima pagina:

    http://www.unita.it/news/italia/89323/su_la_padania_messina_fa_notizia_solo_in_ultima_pagina

    A parte questo, se Grillo dice che si tratta di una strage di Stato, penso che ci prenda in pieno. La cosa schifosa è come ai massà-media gliene fotta, come per la morte di sei folgorini si sia rimandata la manifestazione in segno di lutto, per due settimane; mentre adesso non vale nemmeno un minuto di silenzio. Sembra che oramai ce ne fottiamo di quello che ci succede, navi dei veleni, mafia, Fondi ecc. ecc. E invece la gente è in piazza e incazzata, sabato scorso è stato un segnale fortissimo. Infatti Napolitano si è affrettato a firmare lo scudo. E chissà, domani vedremo il Dolo Alfano (perché NON è un lodo) diventare ufficialmente costituzionale, chissà quanti giudici Berlusconi ha invitato a casa sua? E la scelta di Fini, dimostra che il lodo è costituzionale, oppure che si può governare anche senza di esso?

    Bah. Difficile prevedere qualcosa di buono. Sopratutto grazie al Pd, che è abbardicato alla difesa dei suoi interessi. E Napolitano, tra un sonnellino e l'altro, dimostra chiaramente come egli difenda solo la casta. Mentre il Pd fa muro contro chi, essenzialmente di Pietro, osi dire a Napo-capo una frazione di quello che questa mummia della politica si merita. E se i mass-media volessero scavare, dovrebbero davvero linciarli questi del governo: Berlusconi, Prestigiacomo e Tremonti in primis, più Bertolaso. Nessuno di loro ha fatto nulla pur sapendo che i soldi per la prevenzione non ci sono? Ma il Ponte lo vogliono, no? Non è beffardo che una cosa simile succeda proprio a Messina? E che l'inizio dell'anno ha visto lo stesso in Calabria? Ma a loro interessa il Ponte. Ecco in che stato siamo messi: quello delle banane. 05-10-2009 15:59 - Graziano
  • vorrei sapere se qualcuno ha intenzione di parlare di ciò che il presidente della regione sicilia ha detto, scaricando la colpa della sciagura di Giampilieri, esclusivamente ai cittadini e non alle istiuzioni, che adesso0 continueranno a mangiarsi i soldi che arriveranno.....POVERA GENTE che per avere una casa, si è sacrificata per una vita!! 05-10-2009 14:38 - nicoletta vietri
  • Berlusconi è sceso dall'elicottero.
    Ho perso la scommessa che avevo fattoo con i compagni del bar.
    E' sceso e ha promesso un suo intervento.
    La gente invece di ammazzarlo di botte a lui e a tutti gli amministratori locali,si sono messi intorno a lui nella speranza che li possa aiutare.
    Che vergona,vedere tutta quella gente piena di fango,intorno a questo divo cinematgrafico vestito di azzurro e con una pettinatura di plastica in testa.
    Questo venditore di auto usate,subito ha dettoo che nn devono pagare nulla.
    Ma pòi pageranno perche non può impedire a una banca di riscuotere i crediti.
    Tutte chiacchiere e auto usate!
    Ma perche le persone buone devono essere sempre prese in giro?
    Non ne posso più di tutta questa ipocrisia. 05-10-2009 07:41 - maurizio mariani
  • la verità che ne al centro-sinistra ,e maggiormente al centro-destra delle questioni ambientali non gli interessa nulla;sono soltanto costi che toglierebbe risorse ai loro rapporti clientelari o li porterebbe ad aumentare le tasse.
    ma vuoi mettere quanto è più popolare non aumentarle invece di qualche disgrazia ogni tanto qui o là?
    e di come venivano considerate le istanze ambientaliste nei governi di centro-sinistra ne vogliamo parlare?soltanto un fastidioso ronzio per i grandi capi del centro-sinistra.
    le uniche politiche ambientaliste ,poi del governo berlusconi sono gli incentivi alle auto; quelle che inquinano un poco meno invece di1500,2000 euro 3000,4000 euro.
    che vergogna,con la complicità silente di questo popolo imbrogliato e succube.su questo anche la stragrande maggioranza del popolo di centro -sinistra.
    questaputroppo è la verità.
    ciao da angelo 04-10-2009 19:28 - angelo
  • Se lo avevano previsto perchè non hanno evacuato prima? perchè non controllano anche lo scempio che è stato fatto da Messina a Palermo con la benedizione degli amministratori raccomandati da Berlusconi,ma loro lo sanno l'azione criminale che stanno attuando costruendo il ponte?In un territorio fragile e pericoloso come la mia Sicilia,abbiamo bisogno di strade,ferrovie,infrastrutture solide lotta all'abusivismo il mare in erosione è continuamente violentato da palazzinari mafiosi e senza controllo fatevi un giro in macchina sull'autostrada che va da Palermo a Cefalù e guardate come in pochi anni hanno combinato sapete quante villette sono state costruite su fiumare secche da tempo ma che potrebbero riempirsi da un minuto all'altro?Fatalità o tragedie annunciate,anche se i soldi del ponte non sono pubblici teste di minchia non è questo il problema,il problema è la vostra caparbietà chissà per quali fini. 04-10-2009 18:11 - maria giulia
  • Il ritorno dei Beati Paoli. Rosario Amico Roxas

    Non si tratta di una previsione, ma solo di un auspicio, un desiderio, un sogno forse.
    Nel sec. XII i Vendicosi si riunirono in una setta segreta che la storia, diventata leggenda, identificò come i Beati Paoli. Lo scopo era quelle di raddrizzare i torti che le fasce più deboli della popolazione dovevano subire. Il solo storico che si occupò di quel fenomeno significativo dello spirito genuinamente siciliano, fu Francesco Maria Emanuele Gaetani marchese di Villabianca, nel XVIII secolo; ma la memoria popolare ne ricorda bene le gesta.
    Si volle anche attribuire ai Beati Paolo la prima formazione di quella che sarebbe stata la mafia, ma si tratta di una mezza verità, contraddetta, oggi, dalla reale consistenza dell’attuale mafia, che è proprio quella che opera per commettere i torti e non certo per combatterli.
    La mafia perse presto l’originario spirito rivendicativo dei diritti dei più deboli, per affiancarsi al potere dei ricchi aristocratici, specialmente con l’annessione della Sicilia alla Savoia, con la piratesca spedizione dell’avventuriero Garibaldi.
    Anche Buscetta cercò di salvare la faccia tentando di identificarsi nella prioritaria immagine di una mafia “pulita”, ma già quando il fenomeno mafioso aveva ampiamente dimostrato di avere superato il Rubicone che divideva, contrapponendole, le classi.
    In una delle sue tante deposizioni affermò:
    «La mafia non è nata adesso, viene dal passato. Prima c'erano i Beati Paoli che lottavano coi poveri contro i ricchi […]: abbiamo lo stesso giuramento, gli stessi doveri».
    Peraltro già ai tempi dell'inchiesta sull'uccisione di Joe Petrosino era emerso che alcune organizzazioni legate alla malavita si erano impadronite del mito dei Beati Paoli intesi come una sorta di Robin Hood siciliani, riunendosi negli stessi luoghi in cui, secondo dicerie popolari, nel passato si riunivano i membri di tale setta, vera o leggendaria che fosse (cfr. G. Montemagno, Luigi Natoli e I Beati Paoli, Palermo, Flaccovio, 2002, pp. 51-53).
    Oggi la mafia si identifica sempre più con la politica, mentre la politica si serve della mafia per consolidare il proprio potere.
    Mafia e politica rappresentano, oggi, mandanti ed esecutori materiali dei torti che subisce l’intera Sicilia.
    Per questo la politica, specialmente questa politica attuale, non combatterà mai la mafia, così come la mafia resterà al servizio di questa politica per ottenerne la legittimazione.
    Cos’altro è lo scudo fiscale che permette il rientro in Italia del denaro sporco, frutto dei traffici illeciti (droga, armi, prostituzione, pizzo, ricatti, truffe, ) se non una palese legittimazione dei reati ?
    La mafia non si combatte legalizzando i reati e facendoli scomparire dalle pagine del Codice Penale, come è accaduto con il falso in bilancio, depenalizzato con conseguente assoluzione di Berlusconi da quei reati “per sopravvenuta modifica delle leggi”.
    Oggi la depenalizzazione riguarda l’evasione fiscale, i traffici illeciti che producono illeciti profitti,
    le grandi opere con cemento depotenziato, il traffico di armi ed esplosivi barattati con la droga afgana dentro una ignobile guerra.
    Tornerà l’originaria aspirazione dei Beati Paoli di raddrizzare i torti con lo spirito di giustizia che oggi viene negato e sopraffatto dal malaffare difeso e sostenuto dalle istituzioni ? 04-10-2009 16:59 - Rosario Amico+Roxas
  • Tutti gli organi di governo a vari livelli hanno giocato con
    la città di Messina .In realtà nella città non c'è alcuna regola, è una città abbandonata che sempre più si ripiega sulla sue numerose ferite.Analoghe situazioni a rischio sono presenti nelle "baracche"infinite piaghe di periferie senza speranza.Tali strutture malsane , fatiscenti e mal piantate sulla terra.Sarebbero spazzate via da una stagione di pioggia e vento.CHIEDO| QUANTI VOTI COSTA AI I BARACCATI LA SPERANZA DI AVERE UN ALLOGGIO NELLE SCARSE CASE POPOLARI?. Comunque a MESSINA tutto questo non ha rilevanza campiamo finchè va, ai prossimi morti si vedrà.Grazie ai politicanti di ogni parte maldestri"rattoppatori ".Ottimi gestori degli affari propri incapaci a gestire i problemi pubblici.

    04-10-2009 12:03 - falcone
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