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Marina Forti
Tehran, oppositore condannato a morte
Non ha ancora conferme ufficiali la notizia pubblicata ieri da un sito web vicino ai riformisti iraniani: dice che un uomo è stato condannato a morte con l'accusa di aver concorso a organizzare le proteste seguite alle elezioni del 12 giugno. Se confermata, sarà la prima sentenza di cui si abbia notizia.
Mohammad-Reza Ali-Zamani, 37 anni, è uno dei numerosi imputati comparsi in tribunale in agosto, durante il processo di massa a decine di attivisti politici legati all'opposizione. Il sito Mowjcamp, che non cita alcuna fonte, riferisce che Ali-Zamani, attualmente detenuti nel carcere di Evin, è stato informato lunedì scorso della sentenza emessa dal tribunale rivoluzionario nei suoi confronti. Non precisa le motivazioni della sentenza. Nei giorni del processo, in agosto, l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr aveva riferito che Ali-Zahmani era accusato di propaganda e attività contro le istituzioni della Repubblica islamica, e aver partecipato a manifestazioni per minare la sicurezza nazionale. In aula lui stesso aveva confessato: in particolare di appartenere a un movimento poco noto, Anjoman-e Padeshahi-e Iran, o «comitato per la monarchia costituzionale», che il regime considera un gruppo terrorista. E poi di aver incontrato nel febbraio-marzo scorso degli agenti americani a Erbil, nel Kurdistan iracheno, che gli hanno «insegnato a fabbricare bombe», e di aver passato loro informazioni utili a complittare contro il regime, e di essere poi tornato in Iran per «causare disordine durante e dopo le elezioni».
Molti degli imputati in quel processo hanno pronunciato confessioni pubbliche, in aula o in televisione. E quelle confessioni, ottenute in stato di isolamento e in condizioni di grande pressione, sono molto criticate da voci autorevoli: dall'ex presidente Mohammad Khatami all'anziano grand ayatollah Hossein Montazeri, che le ha definite «non valide».
Nel caso di Ali-Zahmani, la sua appartenenza al movimento monarchico è stata confermata ieri dalla portavoce del gruppo, Dordaneh Fouladvand, che però respinge le accuse di complotto con l'intelligence americana e dice che lui lavorava solo alla radio del gruppo, Radio Tondar.
Gran parte delle persone arrestate dopo le elezioni del 12 giugno sono state poi rilasciate; in galera resta un centinaio di persone, intellettuali e figure di rilievo dell'opposizione riformista. Nel frattempo ha causato grande polemica la denuncia di violenze e abusi, compreso abusi sessuali, subiti da molti dei giovani arrestati durante le proteste, in particolare quelli portati nel centro di detenzione di Kahrizak, fuori Tehran, gestito dalle guardie della rivoluzione. Lo scandalo è scoppiato alla fine di luglio, dopo la morte di un giovane detenuto: allora la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ne ha ordinato la chiusura. Poi sono filtrate le denunce di stupri. Una settimana fa il capo della polizia iraniana, Esmal Ahmadi Moghaddam, ha negato che siano avvenuti abusi sessuali a Kharizak: era stato lui, giorni prima, a confermare che tra 7 e 10 ufficiali di polizia sono sotto inchiesta per la violazione dei diritti di detenuti.
Un segnale che il sistema politico iraniano sta cercando un'uscita dalla crisi nata dalle elezioni di giugno è la notizia pubblicata il 29 settembre dall'agenzia Fars, semiufficiale (vicina alla corrente del presidente Ahmadi Nejad): dice che un gruppo di consiglieri vicini alla guida suprema e all'ex presidente Hashemi Rafsanjani sta mettendo a punto un «progetto di intesa nazionale», un comitato di saggi che indagherà sulle accuse di brogli elettorali e sugli eventi seguiti al 12 giugno. Si tratta per ora di una bozza, non molti dettagli sono noti (anche se sono circolati alcuni nomi). Nessun commento per ora da parte del campo riformista.
- Ho visto il film della figlia di Makhmalbaf a Venezia sui fatti del dopo elezioni iraniane. A confronto con loro qui da noi sembra roba da niente. ma non si puo' mai sapere , percio' bisogna unirsi e lottare contro il modello mafioso globale di questo sistema!! 09-10-2009 18:43 - Agostino
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