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FUORIPAGINA
09/10/2009
  •   |   Antonio Sciotto
    Precari scuola, il Tar commissaria la Gelmini

    Vittoria per i precari della scuola: il Tar del Lazio chiede che vengano inseriti in graduatoria, al posto che spetta loro di diritto, tutti quei docenti a termine che erano stati esclusi da un recente provvedimento della ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Il decreto - già bocciato nei mesi scorsi dal tribunale amministrativo, e contro cui il ministero aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma ottenendo una nuova bocciatura - riservava gli ultimi posti a tutti quei precari che cambiavano provincia: una misura in cui si è vista una chiara impronta leghista, visto che la gran parte dei docenti che cambiano regione sono quelli diretti dal Sud al Nord Italia. Adesso, dunque, il Tribunale amministrativo del Lazio chiede che il ministero iscriva i precari esclusi «a pettine», cioè nei posti loro spettanti per punteggio, inserendoli tra i colleghi già presenti in graduatoria, e togliendoli perciò dalla coda: la correzione dovrà essere realizzata entro il termine di 30 giorni, altrimenti il Tar commissarierà il ministero, ovvero invierà un commissario con poteri speciali che provvederà a modificare le graduatorie.
    Il ricorso presso il Tar era stato presentato da diverse decine di docenti e dall'Associazione degli insegnanti Anief. Il Tar ha già nominato un commissario, il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi, che dovrà realizzare quanto deciso. E non basta, perché sono in fase di definizione (si attende la calendarizzazione delle udienze) numerosi altri ricorsi proposti: dunque la questione potrebbe complicarsi ulteriormente. Il ministero, infatti, potrebbe essere bombardato non solo dalle richieste di altri precari esclusi, ma da eventuali nuovi ricorsi di chi è attualmente in graduatoria e dovesse ritenersi danneggiato dal prossimo aggiornamento «a pettine» degli elenchi ufficiali. Il Tar, dunque, considerando «fondata» la richiesta di esecuzione della sua precedente ordinanza che accoglieva i ricorsi dell'Anief e dei singoli insegnanti, ha assegnato «30 giorni entro i quali l'amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all'ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento 'a pettine' dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d'appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione». In caso di non ottemperanza, sarà il dirigente generale della Funzione pubblica a provvedere «in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale».


I COMMENTI:
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  • Caro Collega Fabrizio, io sono del Sud,della Campania, tu dici cose giuste, per carità, però devo dirti che non è vero che tutti per accumulare punti, imbrogliano. LA mia, è una famiglia di insegnanti e mai nessuno ha fatto qualche gioco poco pulito per avere quel punto in più che scavalca gli altri, anzi...tutto ciò che abbiamo sempre ottenuto ce lo siamo sudati, credo come te lo sia sudato tu. Purtroppo destra, sinistra, è tutta la stessa follia,noi abbiamo l'Italia, tutta intera, che è una terra meravigliosa, che potrebbe essere govertata e potrebbe dare pane onesto a tutti, invece, politiche poco illuminate, l'hanno fatta ripiegare su sè stessa. E vedi, sempre di più, ci stanno mettendo sempre di più contro, noi del sud e voi del nord. Sinceramente io mi adopero come posso per essere un'educatrice e ti dico la verità, prego anche Dio, affinchè illimini i nostri ministri verso politiche che rispettino l'ambiente e l'uomo. Cerchiamo di unirci per ottenere ciò che la Costituzione ci assicura come diritto, IL LAVORO, non facciamoci la guarra!
    Buon anno collega, col cuore! 11-10-2009 11:53 - Daniela
  • Vittoria? E' una vittoria di pochi contro la stragrande maggioranza dei precari contraria all'inserimento a pettine; anzi, molti fra coloro che hanno presentato ricorso lo hanno fatto solo per non essere scavalcati dagli altri ricorrenti. La vicenda purtroppo ora sta diventando politica. Questo sindacato ha trovato il modo di fare soldi (parecchi) a colpi di ricorsi e carte bollate, sbandierando la storia del punteggio di merito e dell'anticostituzionalità delle code. Ma merito di cosa? Vorrei sapere qual è il merito nel fare 12 punti ogni anno insegnando fittiziamente in una scuola privata... 11-10-2009 11:34 - Luca
  • insegno a roma da tre anni i primi due anni sono stato chiamato dalle graduatorie d'istituto quest'anno dall'u.s.p ,vorrei sapere chi non ha aderito al ricorso che fine farà grazie 11-10-2009 11:15 - aldo rivieccio
  • No, non è una vittoria dei precari. Ancora una volta l’incapacità di inserire la scuola in un progetto complessivo di riforma e di gestione razionale delle risorse favorisce coloro che speculano (avvocati e quant’altro) sul bisogno di lavorare di quanti si sono formati, hanno investito tempo e risorse per “fare l’insegnante”. E “fare l’insegnante” non è ruolo scambiabile con altri. Mi dispiace ma sarebbe ora di smetterla di pensare che in fondo “i precari della scuola potrebbero fare altro”. Certamente, il governo che ci ritroviamo, che apostrofa con epiteti ingiuriosi e malevoli, minaccia “chiusura di rubinetto” a quanti non la pensano come il “premier”, non può che guardare con sospetto un luogo così poco controllabile come la scuola pubblica, che fa del principio del pluralismo e del confronto lo strumento della crescita culturale e critica delle giovani generazioni. Cosa c’è di meglio allora che il caos?! Di fronte all’impossibilità di gestire un meccanismo di reclutamento e di assunzione non ci sarà che la via della “chiamata diretta” – che sia questo il disegno di tanto pressappochismo? Dovremo sperare in dirigenti, novelli “despoti illuminati”...
    Di fronte alle risorse (a fondo perduto, poiché di questo si tratta) utilizzate per il sussidio di disoccupazione (che non nasce certo con il decreto “salva – precari” della Gelmini) non sfiora il dubbio che si potrebbero usare, con pochi euro in più, per favorire la continuità didattica, l’individualizzazione degli apprendimenti, la fine della dispersione scolastica, adottando in ogni scuola una équipe di lavoro di supporto alla qualità dell’insegnamento, che affianchi giovani docenti e tutor di esperienza, sicché la scuola possa cominciare a respirare e a veder concretizzata la possibilità di essere non il parcheggio di chi “potrebbe fare altro”, ma qual centro di formazione e ricerca quale la prefigura la nostra Costituzione. 11-10-2009 09:40 - Ketty
  • Una situazione paradossale che sposta semplicemente gli effetti drammatici dei tagli da un aspirante all'altro, determinando situazioni anche di forte tensione. 11-10-2009 09:19 - giuseppe
  • Il comportamento ,in toto ,della gelmini è vergognoso. A partire dai tagli sulla ricerca all'inserimento in coda di insegnanti che per lavoro o altri motivi sono andati in un'altra regione. Tutto ciò che vuol dire? Non significherà,per caso, che questi insegnanti non potranno più riunirsi alle loro famiglie o che ,per farlo avrebbero dovuto fare il ricorso? Chi non ha potuto, anche per questioni finanziarie, che deve fare? Ma al miur non c'è un diverso posto libero per la gelmini? Scusate la rabbia e l'astio. Grazie Vanda 11-10-2009 09:16 - vanda teodonno
  • Non è vero che i trasferimenti toglieranno lavoro al nord, ricordate che fino alla trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento il problema non esisteva proprio! Il punto focale che crea il problema di mancanza di lavoro è rappresentato dai tagli scellerati agli organici, la conseguente "guerra fra poveri" di cui leggo nei vostri messaggi e che vedo alle convocazioni è il risultato, voluto, della cara mariastar; in questo modo si perde di vista il problema e il responsabile centrale di questa situazione. Colleghi, spero che riusciremo a mantenere la nostra dignità personale e professionale evitando di litigare tra noi e concentrandoci nella richiesta di rispetto per i nostri diritti e per il nostro lavoro a chi di dovere. 11-10-2009 09:06 - Silvia
  • ma vi rendete conto che questi ricorsi sono una farsa gestiti da una corporazione che fa pagare profumatamente ai loroclienti cifre elevate e ricordiamoci che hanno fatto pagare il ricorso al presidente della rebubblica che deve avere patrocinio gratuito
    l'anief non è un sindacato ma una corporazione di sissini e per inciso le siss nopn esistono piu' qui non si vuole fare giustizia ma solo lucro se veramente il decreto dell'8 aprile che ha dato la possibilità di inserirsi in coda a tutti e la possibilità di aggiornarsi nella provincia di appartenenza lede i diritti dei docenti tutti non ha senso che ora solo un piccolo gruppo si inserisca a pettine se mai questa è la soluzione al problema scuola che trova in vece in una paolitica di tagli di posti e democrazia la ragione della sua sofferenza e inefficenza grazie ai tagli ci sono scuole che non funzionano a pieno regime alla faccia della tanto glorificata scuola di qualità annarosa 11-10-2009 02:38 - anna
  • Il bello che siamo in realtà di un mondo di lecchini senza dignità che difendono questo governo corrotto ed elitario che favorisce solo i pochi e per di più prof del nord forma di razzismo ...come lo si può capire siamo in oieno fascismo ...ed oltre ad essere precari e farsi il culo per ottenere un titolo e pagare per la sis che la moratti governo di destra a messo pere rubare soldi uletriori che i porci si son magnati al governo...poichè oggi se vuoi lavorare deviu aver il sngue blu ed appartenere ad uin partito del porco in persona berlusca che continuamente sodomizza gli italiani e continuamente e beneamato il porco ...dobbiamo dire che l'unica via per il cambiamento sarebbero le dimissioni di berlusca e di questi ministri fantocci e razzisti che ci ritroviamo ....poichè stanno portando l'italia al tracolllo ..quindi non resta che dire di andarvene a casa che non è arte vostra il governo ...che il popolo a bisogno di lavoro non di sfruttamento e di oppressione ... 11-10-2009 01:15 - filosofo
  • MA COME FATE A PARLARE COSI' SENZA ALCUNA INFORMAZIONE?
    La legge del 2007 prevedeva l'iscrizioni in UNA SOLA GRADUATORIA PROVINCIALE, A SCELTA! e poi basta inserimenti, basta immissioni ulteriori. Ognuno di noi precari aveva la scelta davanti, trasferirsi dove meglio credeva, oppure restare nella propria provincia. Su questa scelta sono basate migliaia di vite come la mia che hanno sofferto anni di precariato, di conquista dell'abilitazione, di difficile convivenza con l'incertezza di una nomina. Ed ora? Tutti a casa, surclassati da docenti del sud che per necessità hanno spinto la loro voce fino alle nostre provincie. Vero che è un loro diritto, ma vero anche che andava esercitato quando potevano scegliere.
    Io non avrei affrontato due anni d'inferno per l'abilitazione a 40 anni suonati se avessi saputo che da primo in graduatoria mi sarei trovato 18mo e senza alcuna prospettiva di lavoro. Non avrei aperto un mutuo se avessi saputo che il mio posto conquistato in 17 anni di servizio, in attesa del ruolo, difeso perentoriamente da una legge che mi garantiva la chiusura della graduatoria, sarebbe stato invece messo in forse dalla precarietà generale oramai diffusa a tutto, anche alla certezza del diritto. 11-10-2009 00:07 - Pier
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