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Antonio Sciotto
Precari scuola, il Tar commissaria la Gelmini
Vittoria per i precari della scuola: il Tar del Lazio chiede che vengano inseriti in graduatoria, al posto che spetta loro di diritto, tutti quei docenti a termine che erano stati esclusi da un recente provvedimento della ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Il decreto - già bocciato nei mesi scorsi dal tribunale amministrativo, e contro cui il ministero aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma ottenendo una nuova bocciatura - riservava gli ultimi posti a tutti quei precari che cambiavano provincia: una misura in cui si è vista una chiara impronta leghista, visto che la gran parte dei docenti che cambiano regione sono quelli diretti dal Sud al Nord Italia. Adesso, dunque, il Tribunale amministrativo del Lazio chiede che il ministero iscriva i precari esclusi «a pettine», cioè nei posti loro spettanti per punteggio, inserendoli tra i colleghi già presenti in graduatoria, e togliendoli perciò dalla coda: la correzione dovrà essere realizzata entro il termine di 30 giorni, altrimenti il Tar commissarierà il ministero, ovvero invierà un commissario con poteri speciali che provvederà a modificare le graduatorie.
Il ricorso presso il Tar era stato presentato da diverse decine di docenti e dall'Associazione degli insegnanti Anief. Il Tar ha già nominato un commissario, il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi, che dovrà realizzare quanto deciso. E non basta, perché sono in fase di definizione (si attende la calendarizzazione delle udienze) numerosi altri ricorsi proposti: dunque la questione potrebbe complicarsi ulteriormente. Il ministero, infatti, potrebbe essere bombardato non solo dalle richieste di altri precari esclusi, ma da eventuali nuovi ricorsi di chi è attualmente in graduatoria e dovesse ritenersi danneggiato dal prossimo aggiornamento «a pettine» degli elenchi ufficiali. Il Tar, dunque, considerando «fondata» la richiesta di esecuzione della sua precedente ordinanza che accoglieva i ricorsi dell'Anief e dei singoli insegnanti, ha assegnato «30 giorni entro i quali l'amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all'ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento 'a pettine' dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d'appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione». In caso di non ottemperanza, sarà il dirigente generale della Funzione pubblica a provvedere «in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale».
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Buon anno collega, col cuore! 11-10-2009 11:53 - Daniela
Di fronte alle risorse (a fondo perduto, poiché di questo si tratta) utilizzate per il sussidio di disoccupazione (che non nasce certo con il decreto “salva – precari” della Gelmini) non sfiora il dubbio che si potrebbero usare, con pochi euro in più, per favorire la continuità didattica, l’individualizzazione degli apprendimenti, la fine della dispersione scolastica, adottando in ogni scuola una équipe di lavoro di supporto alla qualità dell’insegnamento, che affianchi giovani docenti e tutor di esperienza, sicché la scuola possa cominciare a respirare e a veder concretizzata la possibilità di essere non il parcheggio di chi “potrebbe fare altro”, ma qual centro di formazione e ricerca quale la prefigura la nostra Costituzione. 11-10-2009 09:40 - Ketty
l'anief non è un sindacato ma una corporazione di sissini e per inciso le siss nopn esistono piu' qui non si vuole fare giustizia ma solo lucro se veramente il decreto dell'8 aprile che ha dato la possibilità di inserirsi in coda a tutti e la possibilità di aggiornarsi nella provincia di appartenenza lede i diritti dei docenti tutti non ha senso che ora solo un piccolo gruppo si inserisca a pettine se mai questa è la soluzione al problema scuola che trova in vece in una paolitica di tagli di posti e democrazia la ragione della sua sofferenza e inefficenza grazie ai tagli ci sono scuole che non funzionano a pieno regime alla faccia della tanto glorificata scuola di qualità annarosa 11-10-2009 02:38 - anna
La legge del 2007 prevedeva l'iscrizioni in UNA SOLA GRADUATORIA PROVINCIALE, A SCELTA! e poi basta inserimenti, basta immissioni ulteriori. Ognuno di noi precari aveva la scelta davanti, trasferirsi dove meglio credeva, oppure restare nella propria provincia. Su questa scelta sono basate migliaia di vite come la mia che hanno sofferto anni di precariato, di conquista dell'abilitazione, di difficile convivenza con l'incertezza di una nomina. Ed ora? Tutti a casa, surclassati da docenti del sud che per necessità hanno spinto la loro voce fino alle nostre provincie. Vero che è un loro diritto, ma vero anche che andava esercitato quando potevano scegliere.
Io non avrei affrontato due anni d'inferno per l'abilitazione a 40 anni suonati se avessi saputo che da primo in graduatoria mi sarei trovato 18mo e senza alcuna prospettiva di lavoro. Non avrei aperto un mutuo se avessi saputo che il mio posto conquistato in 17 anni di servizio, in attesa del ruolo, difeso perentoriamente da una legge che mi garantiva la chiusura della graduatoria, sarebbe stato invece messo in forse dalla precarietà generale oramai diffusa a tutto, anche alla certezza del diritto. 11-10-2009 00:07 - Pier