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FUORIPAGINA
15/10/2009
  •   |   Loris Campetti
    Metalmeccanici, un finale sciagurato

    Il contratto separato firmato oggi dai sindacati metalmeccanici della Cisl e della Uil è il capitolo finale nella cronaca di tre morti annunciate: la morte dell'istituto stesso del contratto nazionale di lavoro, la morte dei diritti di un milione e mezzo di lavoratori interessati, la morte della democrazia sindacale.

    La Fiom, che rappresenta la maggioranza delle tute blu, proponendo di rinviare il confronto su un rinnovo insensato (tranne che per la parte salariale) e invece trovare un accordo sul blocco dei licenziamenti e sull'estensione a tutti degli ammortizzatori sociali, ha tentato fino all'ultimo di evitare questo esito sciagurato, foriero di ulteriori e definitive rotture sindacali e di crescenti conflitti nei luoghi di lavoro. Conflitti che saranno innanzitutto contro l'antagonista – il padrone – ma inevitabilmente anche contro chi al padrone regge bordone firmando un contratto-bidone.

    Il contratto precedente, siglato unitariamente da Fim, Fiom e Uilm e votato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, è stato unilateralmente stracciato con due anni di anticipo da due organizzazioni minoritarie. Senza deleghe da parte degli interessati, ai quali ora, stando alle pretese di Fim e Uilm, si vorrebbe negare persino il diritto di esprimersi con un referendum sull'ipotesi di accordo firmato ai loro danni.

    Siamo alla dittatura della minoranza attraverso la cancellazione di ogni regola democratica, siamo al dominio di alcune burocrazie sindacali che si ritengono legittimate dai padroni e dal governo Berlusconi a decidere sul lavoro, i salari, i diritti di un milione di uomini e donne in tuta blu.

    Il merito viene addirittura dopo queste considerazioni generali. E nel merito, l'accordo separato di oggi è un bidone: prevede 112 euro di aumenti medi mensili scaglionati nell'arco di tre anni. Ciò significa che un operaio di terzo livello, quello inchiodato alla catena di montaggio, avrà un aumento salariale di meno di 20 euro al mese. Si capisce che Fim e Uilm si rifiutino di far votare il loro contratto dall'insieme degli avanti diritto.

    Il contratto separato è  la diretta conseguenza del nuovo sistema contrattuale, imposto anch'esso con un accordo separato siglato da Cisl e Uil con le organizzazioni imprenditoriali e la sponsorizzazione del governo, con l'opposizione della Cgil e il silenzio delle forze parlamentari d'opposizione. Un silenzio assordante, tornato in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici di venerdì scorso indetto dalla sola Fiom nel tentativo di fermare lo scempio della democrazia: per la prima volta dal secondo dopoguerra uno sciopero della Cgil o di una sua categoria non ha il sostegno della principale forza d'opposizione.

    Chi invece non ha intenzione di bere l'accordo avvelenato è, insieme alla Fiom (che adirà a via legali e comunque non ne riconoscerà la validità)  la maggioranza dei lavoratori metalmeccanici: già un'ora dopo che le agenzie e i telefonini avevano diffuso la notizia della firma del contratto, sono partiti i primi scioperi nelle fabbriche torinesi e in molti stabilimenti del nord. Altre proteste sono già state annunciate per le prossime ore.

    La Cgil, che per bocca del suo segretario Guglielmo Epifani ha criticato l'accordo separato chiedendo un referendum in tutti i posti di lavoro, è alla vigilia del congresso nazionale in cui si confronteranno ipotesi strategiche diverse sul futuro del sindacato. O prenderà atto della fine dell'unità sindacale, certo non voluta dalla Cgil, e lavorerà alla costruzione, con i tempi necessari, di nuovi rapporti con Cisl e Uil, oppure cercherà di rientrare nel gioco, a costo di adeguersi al nuovo sistema di regole che non sono compatibili con le sue regole, la sua storia, il comune sentire del suo popolo. Dal canto suo la Fiom ha una grande colpa: aver deciso che nessun accordo, patto o contratto può essere siglato senza il consenso dei lavoratori.


I COMMENTI:
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  • Ma l'opposizione dov'è?Forse a recitare Essere non essere.Forse son tutti d'accordo.Il sindacato sarà un sindacato di servizio e basta,in pochi si potrà decidere cio che è bene per chi deve lavorare e basta.L'opposizione nel partito o sindacato è solo parcellizzazione di assetti organizzativi, alias un modo per far carriera personale e di cordata. La nostra economia è diventata un optional. 19-10-2009 13:15 - maria
  • mi sono sempre chiesto cosa ha da difendere in più un baracchino di destra rappresentato da dei lacchè come Bonanni e Angeletti regolarmente a libbro paga dei padroni, confronto al sindacato di sx che fa di tutto per ottenere il massimo tutelabile dei suoi isritti CGIL E FIOM . Non mi risulta che gli eventuali aumenti facciano delle distinzioni tra dx e sx i soldi non puzzano e allora banda di stronzi non avete ancora capito che più vi frammentate più fate il gioco del padrone ? il sindacato forte e l'unica via democratica che vi rimane per ottenere il giusto , non l'elemosina ,vorrete anche voi donne e scampagne , o vi accontentate di seghe e gazzoze ? ulisse 16-10-2009 21:26 - ulisse rossi
  • niente panico! per noi della F.i.o.m. è una situazione a cui siamo oramai abituati. Forza e coraggio compagni,si riparte, abbiamo un contratto nazionale da riconquistare! 16-10-2009 18:32 - Donà Luca r.s.u. Grimeca
  • La democrazia sta lentamente uscendo dalle nostre prerogative sia civili che politiche ed e' ostaqggio dei padroni, e i suoi lacche' che supportano la loro voglia di potere assoluto. Perche' il lavoratore non puo' esprimersi sulle questioni sindacali che lo riguardano direttamente, come il contratto di lavoro.. La FIOM CREDE NELLA FORZA DEL LAVORATORE E NELLA SUA MATURITA' DI SCEGLIERE CON UN REFEFRENDUM ,QUELLO CHE SARANNO PER TRE ANNI LE NORMATIVE ,CHE REGOLANO LA VITA LAVORATIVA NEL POSTO DI LAVORO E LA SUA SUSSISTENZA CHE E' NELLA CONTRATTAZIONE DEL SALARIO. La scelta di CISL E UIL DI NON ADERIRE ALLA RICHIESTA DELLA FIOM DI FARE DECIDERE AL LAVORATORE CON UN REFERENDUM LA ACCETTAZIONE O NO DEL CONTRATTO . QUESTI RIFIUTI NON SONO ALTRO CHE UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA E AI LAVORATORI. OPPURE C'E' UN DISEGNO DI ISOLARE LA FIOM-CGIL DAL CONTESTO NEI RAPPORTI DI DEMOCRAZIA INDUSTRIALE. QUESTA FIRMA CIRCOSPETTA DI CISL,UIL HA QUALCOSA DI DIABOLICO CHE VERRA' A PESARE MOLTISSIMO SULLA VITA LAVORATIVA DEGLI STESSI LAVORATORI.Oppure hanno concordato con i padroni un "do ut des" che sara' la fine dell'unita' sindacale presente e futura. 16-10-2009 18:17 - eracle
  • Purtroppo ormai possono permettersi qualunque cosa perchè i lavoratori o sono totalmente rimbecilliti e non vedono più in là del proprio naso, oppure hanno paura e sopravvivono alla giornata salvaguardando solo i loro piccoli interessi personali. Nella mia azienda (circa 700 dipendenti) avremo scioperato forse in tre o quattro e alla manifestazione ho partecipato solo io. 16-10-2009 13:38 - fabio
  • Ora c'è soltanto da consultare seriamente le assemblee di tutti i lavoratori, iscritti ai confederali, ai sindacati di base, e non iscritti, dare slancio ad una piattaforma condivisa al massimo possibile, e mettere in campo un conflitto senza precedenti negli ultimi 30 anni.
    Se non gli facciamo ingoiare indietro questo ulteriore attacco alla dignità e alle condizioni di vita dei lavoratori, immediatamente, la mannaia padronale passerà facilmente su tutti gli altri diritti dei lavoratori (pensione, welfare, ecc..)
    Solo unendo tutti gli operai che vogliono lottare, a prescindere dalle appartenenze sindacali e politiche, possiamo vincere!
    Murgo M. delegato RSU FLMU-CUB Marcegaglia Buildtech Milano 16-10-2009 13:28 - Massimiliano Murgo
  • La Fiom non avrebbe mai dovuto partecipare alla trattativa nè accettare la linea concertazionistica degli aumenti salariali con monetine di rame che dal 93 impoverisce e fa dei lavoratori italiani gli straccioni d'Europa.
    Ora siamo al capolinea. 16-10-2009 11:52 - pietro ancona
  • E' l'ultimo atto di ciò che iniziò con il documento CGIL-CISL-UIL dell'EUR NEL '77.
    Laddove la questione cominciò a non essere più il "come fare il meglio possibile l'interesse dei lavoratori" ma il "come apparire compatibili con il sistema produttivo ".
    Comunque la strada giusta mi pare l'abbiano tracciata, quest'estate, le battaglie dei lavoratori per la difesa dei posti di lavoro.
    Chi si accoda a loro è vero sindacato, chi pensa ad altro, è altro. 16-10-2009 11:25 - nino58
  • Esigo una risposta dal "il manifesto": voi avete fatto una manifestazioen per la liberta' di stampa, insime a quelli di "la repubblica". Andate ora, in questo momento, nella loro homepage; non ci sta un ca... di notizia ne degli scioperi spontanei, ne dell'accordo separato! Ecco cosa non va nella stampa: non e' la liberta', ma l'assenza di NOTIZIE che proprio non scende giu'. Comunque bravo Campetti. 16-10-2009 11:06 - Antonio
  • " ... I sindacati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti colletivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce." (Art. 39 dela Costituzione)
    A questa norma non è mai stata data applicazione. Tutti i contratti, non solo quello dei metalmeccanici, non possono quindi che essere applicati ai soli iscritti ai sindacati firmatari. Gli altri lavoratori possono contestare l'applicazione erga omnes da parte delle aziende, se necessario ricorrendo al giudice del lavoro.
    Naturalmente, si porrebbe il problema di quale trattamento economico e normativo applicare a coloro ai quali non si applica il contratto.
    Però, una forte iniziativa nel senso sopra indicato, magari da parte della FIOM o di tutta la CGIL, farebbe esplodere il problema; e forse costringerebbe il Parlamento a fare finalmente una legge che dia applicazione alla Costituzione. 16-10-2009 11:03 - pieroeffe
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