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FUORIPAGINA
16/10/2009
  •   |   Antonio Sciotto
    Meccanici in sciopero: i Iavoratori non sono merce

    «Invitiamo Federmeccanica, Fim e Uilm a riflettere perché non è possibile imporre un contratto nazionale, riducendo le lavoratrici e i lavoratori alla dimensione di merce. La dignità del lavoratore e della lavoratrice non è in vendita per nessuno». E’ deciso Gianni Rinaldini, all’indomani della firma dell’accordo separato. Il segretario generale della Fiom parla nel giorno in cui si moltiplicano le proteste in tantissime fabbriche: i lavoratori dicono no al contratto siglato dalle altre due organizzazioni, e chiedono di poter esprimersi con il voto. Il referendum, d’altra parte, è richiesto da tutta la Cgil: il segretario Guglielmo Epifani si era espresso a poche ore dalla firma, sollecitando «un atto di responsabilità» a Cisl e Uil.
    I fiommini sono determinati: adesso il conflitto è destinato a salire, un po’ in tutta Italia, e quel che è certo è che i metalmeccanici della Cgil agiranno almeno su due fronti. Il primo è quello legale: la Fiom intende fare causa alla controparte per il fatto che il contratto firmato unitariamente da Fim, Fiom e Uilm è ancora vigente, e la stipula di quello separato non basta di per sè stesso a farlo decadere. Al momento, tecnicamente, i lavoratori avrebbero così due contratti: uno firmato da tutte le organizzazioni rappresentative, e l’altro dalle sole categorie di Cisl e Uil. Un bel rompicapo che, ovviamente, le imprese intendono risolvere ignorando l’attuale contratto vigente (quello firmato anche dalla Fiom).
    Il secondo fronte su cui combattere è quello dei conflitti in fabbrica, per evitare l’applicazione del contratto separato e magari riuscire a ottenere un accordo migliorativo, più coerente con la piattaforma per il rinnovo che la Fiom ha presentato insieme a quella di Fim e Uilm (e che le imprese non hanno neppure voluto cominciare a discutere). Insomma, agire come fu per i cosiddetti «pre-contratti», esperienza abbastanza fruttuosa che, qualche anno fa, accompagnò l’ultima divisione tra le tre sigle: in quell’occasione la Fiom spuntò nelle singole aziende, o anche in realtà di gruppo, aumenti ragguardevoli.
    Riportiamo dunque alcuni (solo alcuni, per ovvi motivi di spazio) degli scioperi effettuati venerdì, dopo quelli spontanei di giovedì. Secondo Rinaldini, «mandano un messaggio all’intero Paese: Non siamo disponibili all’esproprio della democrazia, al diritto di parola e di voto sul nostro contratto».
    L’iniziativa di lotta – segnala la Fiom – si è estesa con particolare ampiezza in Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. A Pontedera, nel pisano, 1.500 lavoratori della Piaggio hanno scioperato per 3 ore, dando vita a un corteo che, partendo dai cancelli della fabbrica, ha raggiunto il centro della città.
    Ad Ancona, i lavoratori Fincantieri, in sciopero per oltre 2 ore, sono usciti dallo stabilimento improvvisando un corteo che ha percorso l’intera area portuale. In Fincantieri sono stati effettuati scioperi anche a Marghera, Sestri Ponente e Monfalcone (Gorizia).
    In Lombardia abbiamo scioperi che vanno dalla mezz’ora attuata alla Abb di Vittuone, nei pressi di Legnano, alle 2 ore di blocco dello stabilimento brianzolo della Candy. Stop anche nei siderurgici della Marcegaglia, gruppo che fa capo alla famiglia della presidente di Confindustria: un’ora di sciopero giovedì a Milano e un’altra ora venerdì a Mantova.Ferme pure la Magneti Marelli di Legnano (2 ore), la Peg Perego (Brianza-Monza), la Abb e la BTicino a Bergamo, la Whirlpool di Cassinetta (Varese) e la Faema di Milano. A Brescia hanno scioperato più di 60 stabilimenti.
    Un’ora di sciopero è stata realizzata alla Sevel di Atessa (Chieti), del gruppo Fiat. Scioperi e presidi anche nel ternano e nel perugino: si è fermata pure la Thyssenkrupp di Terni.


I COMMENTI:
  • Dispiace che si sia firmato un contratto separato, forse, il peggiore di questi ultimi anni.Non c'è comunque da stupirsi che sia stato firmato da chi in questi anni ha condiviso il patto per l'Italia e la legge 30. Se coloro i quali dicono che sono d'accordo basta che vadano a leggersi a pagina tre il contratto stipulato. Recepisce in toto quello che hanno firmato il 15 aprile e condiviso con l'esecutivo di questo governo, che non è sicuramente dalla parte dei lavoratori.Auspico che gli stessi lavoratori facciano pressioni sulla loro classe dirigente per questo contratto in modo tale che vada votato da tutti i lavoratori in un referendum unico. Se ciò non fosse saremmo al punto finale della democrazia.Con questo contratto sparisce in modo definitivo la figura del delegato sindacale di fabbrica per lasciar posto al burocrate d'ufficio pagato dagli enti bilaterali.
    Fa comodo a lor signori, come fa comodo a coloro che hanno svenduto diritti e salario per il proprio tornaconto.La Fiom deve continuare ora una propria battaglia legale, perchè, almeno quella in Italia, finora si può ancora fare.
    L'operaio non è una merce di scambio. 17-10-2009 19:13 - giovanni baron rsu fiom baxi bassano del grappa
  • Penso che la FIOM dovrebbe fare molta autocritica ed entrare nel merito delle questioni,
    invece di continuare in questo caparbio autoisolamento.
    Il contratto appena rinnovato in un contesto di forte crisi, rappresenta un bel successo
    per i lavoratori metalmeccanici perchè non solo porta aumenti salariali che entreranno in vigore dal primo giorno di validità (cioe' dal 1 Gennaio 2010), ma introduce importanti innovazioni positive, quali il fondo solidaristico di sostegno al reddito, l'incremento della quota contributiva dei datori di lavoro al fondo revidenziale integrativo Cometa, la nuova disciplina per i contratti somministrati e tempo determinato, la nuova disciplina sul part time,
    l'elemento perequativo (455 euro) per chi non ha contrattazione aziendale.
    Il contratto appena firmato ha una forte connotazione di sostegno ai più deboli senza essere costato niente ai lavoratori: senza un'ora di sciopero (tranne quello della FIOM contro gli altri sindacati), senza scambi.
    La qualità dei sindacalisti si vede dai risultati che portano:
    meno male che i lavoratori metalemeccanici non devono vivere dei risultati che porta loro la FIOM!! (che negli ultimi 10 anni ha firmato,
    ob torto collo, un solo rinnovo contrattuale). E' fin troppo facile dire che l'uva è acerba quando non si è in grado di ottenerla!
    Certamente i lavoratori che voteranno su questa ipotesi di accordo, premieranno questo rinnovo: speriamo che la FIOM non cerchi, nel rispetto del volere dei lavoratori, di
    non far applicare il contratto solo per dare testimonianza della sua esistenza.
    La testimonianza la dovrebbe dare, invece, sui tavoli negoziali. 17-10-2009 16:58 - Margherita Verdi
  • l'operato di Rinaldini nella gestione della trattativa o della non trattativa è risultato incomprensibile ai molti, si deve operare nel merito e abbandonare la "politica" quando in campo ci sono interessi dei lavoratori che meritano la massima attenzione e non il loro uso a fin propagandistici, non gli darei un secondo mandato. 17-10-2009 14:06 - Stefano Rossovino
  • Non lamentatevi perche il sidacato del solito non firmo protesta i lavoratori veri vogliono i soldi e basta 17-10-2009 13:52 - rusconi
  • non permetteremo che una minoranza sindacale ci imponga un contratto siglato per i padroni.
    come rappresentanti dei lavoratori della della Ferrari di Maranello esigiamo di decidere sul nostro futuro 17-10-2009 13:18 - RSU-FIOM-FERRARI
  • Se dovessi essere giudice dei comportamenti tenuti dalla FIOM in occasione della trattativa dell'accordo definito "separato" come delegato della stessa FIOM deciderei che la gestione è stata del tutto immatura, considero che il merito sia piu importante della "politica" soprattutto in materia sindacale. Si deve lavorare all'interno e non urlare dall'esterno. 17-10-2009 12:09 - Stefano Rossovino
  • Coraggio, occorre scioperare e lottare per riconquistare il nostro diritto ad una vita dignitosa, ed ad un lavoro umano. 17-10-2009 12:07 - Miria
  • POVERA MACCHINA MORTA
    Eri nella fatica assillante
    che nella massacrante cadenza
    ottenebrava il cervello
    e affiacchiva le membra.
    Al ritmo della catena di montaggio
    nella fabbrica prigione
    vegetavi invecchiando
    e alla sera avevi già sonno
    prima del “Carosello”.
    Ma il tuo era un altro mondo
    non quello illuso pari a te stesso
    che inerme subivi inconscio
    la violenza, il sopruso, l'inganno.
    Mai diventasti uomo.
    Neppure alla tua morte
    lasciasti una briciola di conoscenza
    del tuo stato di essere
    chè ti videro spegnere a poco a poco
    senza fare alcuna domanda,
    senza chiederti nessun perchè.
    Ed ora giaci povera macchina
    povera macchina morta
    senza un grido, senza un guaìto.
    Dedicata al crumiro. 17-10-2009 07:43 - renzo mazzetti
  • Come al solito i meccanici sono un baluardo della democrazia in Italia e cisl e uil non sono degni di essere chiamati sindacati 16-10-2009 22:17 - rolando
  • Il paese è in strada a manifestare e nessuno scrive nulla.
    Pare di essere sotto una di quelle dittature sud americane dove si ammazza la gente nei stadi, mentre, la televisione fa le telenovelas.
    Un capo del governo che vuole cambiare la costituzione e parla di fine della ricreazione.
    Vogliono la guerra di classe al massimo livello.
    Sono sicuro che l'avranno,ma non sarà come la vogliono.
    Questo paese è fatto da gente che sa modificare le sue strategie di lotta.Si sveglieranno con una triste realtà per loro.Credono che i comunisti sono morti e dispersi,perche non stanno in parlamento.
    Era in quell'aula che i comunisti stavano ammuffendo e si stavano allontanando dalla realtà.Quì per la strada si sta meglio e si possono fare cose con la massima libertà.I creativi stanno già pianificando percorsi e lotte.
    Tremate uno spettro sta arrivando.Lo spettro del comunismo! 16-10-2009 21:40 - maurizio mariani
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