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Costantino Cossu
Piano casa in riva al mare
“Piano casa” secondo il centrodestra, “piano cemento” secondo l'opposizione di centrosinistra. Venerdì il consiglio regionale sardo ha approvato un disegno di legge che il presidente della giunta, Ugo Cappellaci, aveva messo al centro della sua campagna elettorale, quella che nel febbraio di quest'anno lo vide correre, e vincere, contro il governatore uscente, Renato Soru. Cappellacci promise agli elettori che una delle prime cose che avrebbe fatto sarebbe stata la modifica radicale delle norme urbanistiche approvate da Soru, quel “Piano paesaggistico” che il centrodestra indicò, durante lo scontro elettorale, come una delle cause principali, se non la principale, delle difficoltà dell'economia sarda. In una regione dove l'industria è al collasso e gli agricoltori sono strangolati dai debiti contratti con le banche, era gioco facile, per Cappellacci e soci, presentare turismo e sviluppo dell'edilizia come i toccasana per curare il crollo del pil regionale e l'impennata del tasso di disoccupazione. Ora la promessa viene puntualmente mantenuta. C'è voluto un mese e mezzo dalla presentazione del testo della giunta e due settimane di scontri molto aspri in consiglio regionale, ma alla fine, venerdì scorso a tarda sera, l'aula ha approvato il progetto con il voto compatto di tutta la maggioranza.
Inutili i tentativi dell'opposizione di introdurre parziali modifiche. Inutile il tentativo-provocazione dell'ex assessore Gian Valerio Sanna, principale collaboratore di Renato Soru nell’elaborazione e nella gestione del Piano paesaggistico, che ha presentato un documento per chiedere ai consiglieri regionali di impegnarsi a non usufruire personalmente dei benefici della legge. Né sono serviti a molto gli interventi dei capigruppo del Pd, Mario Bruno, della Sinistra, Luciano Uras, dell’Idv, Adriano Salis. Al vice presidente del consiglio, Giuseppe Cucca, che chiedeva di mettere da parte le contrapposizioni della passata legislatura e di aprire un confronto nel merito della legge, Chicco Porcu, uno dei consiglieri più vicini a Soru, ha replicato: “Se confronto deve essere sia sulle riforme vere, a iniziare dai conflitti di interessi”.
La battaglia più aspra è stata quella sull'articolo 13 della legge, che consente aumenti di cubature sino al 10 per cento dei volumi già esistenti “in strutture a finalità turistico-ricettiva” anche entro la fascia sinora protetta dei trecento metri dalla linea del mare. E questo senza la verifica prevista dal “Piano paesaggistico” attraverso il meccanismo dell'intesa preventiva tra enti locali, costruttori e assessorati all'ambiente e all'urbanistica. Un meccanismo che garantiva il controllo regionale sulla base delle norme generali dettate dal Piano paesaggistico. La cancellazione della procedura dell'intesa è uno stravolgimento palese del sistema di tutela voluto dalla giunta Soru, ma anche delle norme del Codice Urbani. Lo ha ricordato Gian Valerio Sanna. “Non si possono usare norme urbanistiche, come quelle approvate dal consiglio, per intervenire sulla tutela paesaggistica, garantita sia dal piano regionale sia dal Codice Urbani. La legge ora prevede che si potrà costruire entro i trecento metri dalla costa a condizione che venga concessa un'autorizzazione paesaggistica da parte di una commissione nominata, in pratica, dalla maggioranza. Ma non può essere concessa alcuna autorizzazione paesaggistica entro zone che sono, sia secondo la normativa regionale sia secondo quella nazionale, zone a vincolo integrale” .
Secondo il piano casa di Cappellacci, nelle aree non costiere, gli attuali indici di edificabilità potranno essere superati del venti per cento, ma solamente per fabbricati ad uso residenziale uni-bifamiliare (escluse le villette a schiera), con una premialità sino al trenta per cento di volumetria in più se si ristruttura casa con tecnologie che garantiscano un risparmio energetico. Sottotetti e seminterrati potranno ottenere l'abitabilità. I cosiddetti “vuoti tecnici” all'interno della facciate, in pratica verande e terrazzi, potranno essere chiusi se non danno in facciata.
Netta l'opposizione del fronte ambientalista sardo. Per Vincenzo Tiana (Legambiente), Fanny Cao (Italia Nostra) e Luca Pinna (Wwf) il consiglio regionale ha approvato una legge peggiorativa delle norme di salvaguardia paesaggistica: “La Sardegna è l'unica tra le regioni ad avere inserito nel disegno di legge del cosiddetto Piano casa casa norme relative, e peggiorative, al “Piano paesaggistico” vigente. Il rischio è palese e i sardi devono essere informati che attraverso un dispositivo di legge in teoria volto a rendere possibili e più semplici piccoli ampliamenti edilizi, si vuole far passare, grazie a maglie larghe e deroghe, una vera e propria modifica di fatto delle norme in vigore di tutela del paesaggio”.Sul manifesto di domenica 18 ottobre una intervista a Renato Soru
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1) Gli piazziamo un po' del nostro cemento (qui sul continente le nostre imprese di costruzioni non hanno più molto da fare).
2) Siccome si costruirà molto e si faticherà a vendere, noi del continente ci compreremo la seconda casettina in sardegna a prezzi da occasione, anzi, andremo in affitto a prezzi da case popolari.
3) Siccome i maggiori investitori saranno riciclatori di denaro sporco la prossima amministrazione sarda sarà ad infiltrazione mafiosa, 'ndraghetosa e camorrista, così altro che indipendenza, la Sardegna sarà una vera regione del sud del mondo.
4) Costruiamo nelle zone meno turistiche inceneritori per i rifiuti di tutta Italia, anzi, di tutta Europa. L'isola è abbastanza grande per poterli realizzare tenendoli lontano dalle spiagge.
5) Finchè ci siamo piazziamo lì anche piccole centrali nucleari (in effetti è la regione meno sismica di tutte). 19-10-2009 17:51 - Pepe
domanda: ma soru, che ci teneva tanto alla sardegna, sta facendo il consigliere regionale o si è defilato?
http://blog.libero.it/rigitans 18-10-2009 10:54 - Rigitans'