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Jordi Mumbrú
Family day alla spagnola
Le strade di Madrid si sono riempite ieri di manifestanti provenienti da tutta la Spagna che intendevano mostrare la loro opposizione frontale alla nuova legge dull’abordo del governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero. 600 pullman erano partiti di mattina presto dalle diverse città spagnole con destino Madrid che ieri si è convertita nella capitale internazionale contro l’aborto o, secondo lo slogan della manifestazione, «la capitale della vita».
La protesta era stata convocata dal Foro Español de la Familia, integrato da 40 gruppi cattoliche e contava anche con l’appoggio esplicito della Conferenza episcopale e del Partito popolare. Alcuni esponenti popolari hanno partecipato alla protesta a titolo personale, come la segretaria generale del Pp, Maria Dolores de Cospedal e uno dei suoi uomini più emblematico, l’ex-premier José Maria Aznar. Acclamato dal pubblico come una star di Hollywood, l’ex-capo del governo ha detto che la legge «rappresenta un enorme salto all’indietro» e ha assicurato che «fare dell’aborto un diritto e permettere di abortire alle minorenni senza il consenso dei genitori oltrepassa ogni limite». A differenza di Aznar, l’attuale leader del Pp, Mariano Rajoy, non ha presenziato alla protesta.
Secondo il Foro spagnolo della famiglia, la protesta contava anche sulla solidarietà di organismi di 45 paesi, fra cui Stati uniti, Messico, Germania e Italia. Di fronte a una convocazione così massiccia , i fedeli hanno risposto. Impossibile dare cifre certe (gli organizzatori hanno parlato di più di un milione e mezzo di persone), ma non c’è alcun dubbio che ieri la chiesa è riuscita a mobilitare la sua base. In migliaia e migliaia hanno fatto sentire la loro voce e la loro preoccupazione contro quello che chiamano «un assassinio». Secono loro, la nuova legge «priverà la donna del suo diritto alla maternità e non farà nulla per evitare l’aborto».
In un limpido e soleggiato giorno di autunno, la gente che si sente estranea all’attuale governo ha vissuto il suo momento di gloria e avuto il suo megafono per tutto il pomeriggio di ieri nel centro di Madrid. Bandiere spagnole e cattoliche al vento, t-shirts con slogan anti-abortisti e un’infinità di cartelli hanno inondato la Puerta del sol. Uno dei momenti più passionali è stato quando hanno liberato centinaia di palloncini bianchi verso il cielo. La parola d’ordine della protesta era «Ogni vita è importante» e, dal loro punto di vista, la manifestazione di ieri doveva difendere «la vita, la donna e la maternità». Durante la protesta si sono sentite invocazioni a «una Spagna unita, insieme per la vita» e a «sì alla vita, no all’aborto».
La manifestazione, che è la seconda di quest’anno, si è conclusa con i discorsi di alcuni giornalisti e attori cattolici e con un concerto del cantautore del Costa Rica martin Valverde, autore di dischi come Cuba con mucha fe e Rockinsurreción. Dopo il loro giorno di gloria, i manifestanti sono ritornati ai loro pullman per tornare nelle rispettive dittà di provenienza.
Alla fine di settembre il consiglio dei ministri ha approvato la riforma della legge sull’aborto, che deve ancora passare al vaglio delle Cortes. Il testo, che ha suscitato polemiche fin da quando si cominciò la sua redazione, consente l’aborto nelle prime 14 settimane di gravidanza e consente alle ragazze, a partire dai 16 anni, di interromperla senza consultare i genitori. In casi eccezionali, quando la vita della madre è a rischio o esistono anomalie nel feto, si permette l’aborto fino alle 22 settimane di gravidanza. Il Partito popolare ha annunciato già che dopo l’approvazione della legge in parlamento, presenterà un ricorso al Tribunale costituzionale.
Il ministro dello sviluppo, il socialista Josè Blanco, ha approfittato ieri di un evento politico in Galizia per criticare la posizione dei popolari che durante i governi di Aznar non hanno voluto regolamentare l’aborto. «Alla destra preoccupa l’aborto solo quando al governo è la sinistra», ha detto ricordando che «durante gli anni di Aznar ci sono stati 500 mila aborti e la destra non ha detto una parola». Per Blanco questa posizione dimostra «la ipocrisia» della destra spagnola.
In contemporanea con la manifestazione anti-abortista di ieri, una corte di Madrid ha disposto l’archiviazione di una causa promossa contro una clinica della capitale accusata di praticare aborti illegali.
L’inchiesta era cominciata dopo una denuncia anonima e la Guardia civile si era presentata alla Clinica Isadora e avera sequestrato tutti i feti per provare quante settimane avesserso. Inoltre gli agenti avevano interrogato le donne che avevano abortito da poco. La decisione del giudice che è stata resa pubblica ieri sostiene che non esiste «il minor indizio» di una violazione della legge e che le investigazioni degli agenti poggiavano solo «su meri sospetti soggettivi carenti di ogni fondamento, e per di più erano state condotte con una riprovevole presunzione colpevolista».
La portavoce della Clinica Isadora ha detto che adesso saranno loro a decidere se aprire una causa contro la Guardia civile.
- Il probelma resta sempre quello di trovare vie alternative, risorse concrete perché nessuna donna sia costretta a ricorrere alla violenza dell'aborto. La vita è un valore assoluto per tutti, cattolici, musulmani, ebrei, atei, attivisti di destra e di sinistra. 19-10-2009 10:52 - Liber
- La chiesa ha sempre cercato di imporre la propria volonta'. Con l'inquisizione o senza, la chiesa rimane una della piu' retrograde forze presenti. 18-10-2009 17:34 - murmillus
- La chiesa cattolica non perde occasione per dimostrare la propria ipocrisia e credo che nel nostro paese basti vedere i comportamenti della Binetti per rendersi conto che l'oltranzismo tanto criticato nella religione musulmana, non è poi cosa troppo diversa da quello cattolico. 18-10-2009 09:37 - fabio artosi
- Molto rumore su una legge che come ha detto il PSOE, non obbliga nessuno ad abortire. Forse il PP vuole ricordare che è lui che difende i valori della famiglia ... proprio nel momento in cui è scosso da grossi scandali di corruzione (si parla di decine di milioni di euro di denaro pubblico) che toccano gli alti dirigenti del PP delle comunita di Valencia, Canarie e Madrid. 17-10-2009 22:56 - IVAN
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