mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
19/10/2009
  •   |   Jacopo Storni
    Le colpe di Viareggio

    Oggi, ripercorrendo quel binario maledetto, pendolari e macchinisti vengono accolti alla stazione di Viareggio da un mega striscione che campeggia sopra le loro teste, srotolato lungo il cavalcavia che sovrasta la ferrovia: "Giustizia e verità per la nostra città". "Giustizia" perché - nonostante ordinanze milionarie, rimborsi annunciati e ricostruzioni sbandierate - le vittime della strage ferroviaria non hanno ancora ricevuto un solo euro. "Verità" perché, a quasi quattro mesi dalla tragedia, nessun nome è ancora iscritto nel registro degli indagati. Non avere indagati significa anche non poter aprire le pratiche assicurative da parte delle aziende responsabili e, conseguentemente, avviare le procedure di rimborso alle vittime. Che attendono impotenti tra speranza e rassegnazione. Senza più casa, senza più familiari, senza più lavoro. E adesso, senza più soldi. «Se non fosse per la beneficenza della Misericordia e della Croce Verde di Viareggio non avrei neppure i soldi per andare a trovare mia madre al Centro grandi ustionati di Torino» racconta Antonio Lunardi, abitazione e ufficio squarciati nella notte del 29 giugno e i cui genitori, salvi per miracolo, sono ricoverati da oltre tre mesi al centro specializzato piemontese. «Ho perso il lavoro e non ho più entrate. Continuo a pagare i dipendenti e sto esaurendo i miei risparmi. Ogni tre giorni vado a Torino con la macchina che mi ha ricomprato la Misericordia ma le spese sono insostenibili e i rimborsi non arrivano». Molti cittadini, nonostante la disgrazia avvenuta, stanno continuando a pagare le bollette della luce, i mutui e i leasing delle case andate in fumo. Ma c'è chi sta peggio. Mario Orsi, affetto da Sla, il 29 giugno ha perso la moglie e la figlia di 23 anni. Ora, in quanto non autosufficiente, vive nell'agonia di una clinica privata a Lido di Camaiore. «Voglio vedere in faccia chi ha ucciso tutta la mia famiglia. Esigo giustizia prima che si verifichi un'altra strage. Il mio futuro? Per vivere ho bisogno di assistenza: resterò in clinica».
    Nel frattempo all'ufficio stampa di Ferrovie continuano ad arrivare richieste di interviste a Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Fs. Ma lui glissa, o perlomeno, come ci dicono gli addetti alla comunicazione, «sta valutando le varie richieste dei giornalisti». A ridosso della strage Moretti affermò che «non abbiamo ancora attivato la nostra assicurazione perché non ci sentiamo responsabili». Secondo l'ad di Ferrovie «la responsabilità dell'incidente è da attribuirsi alla società privata americana Gatx Rail, proprietaria della carrozza e, in quanto tale, addetta alla manutenzione del mezzo ferroviario». L'azienda americana, a sua volta, rimpalla le colpe sugli affittuari del mezzo, la Fs Logistica (società del gruppo Ferrovie dello Stato). Secondo i dirigenti della Gatx, una volta affittato il vagone, la sua gestione e manutenzione ricadono sotto la responsabilità di chi lo affitta. In ogni caso, ci ha detto il numero uno dell'azienda americana, Johannes Mansbart, «è ancora prematuro parlare di responsabilità. Ad oggi non ci sono risultati disponibili per permettere una seria valutazione delle cause dell'incidente. Non è ancora chiaro cosa ha contribuito alla rottura dell'asse. Tutto quello che è disponibile al momento - ha concluso Mansbart - sono report mediatici e voci speculative». Intanto, per mettere le mani avanti, ha donato un milione di euro al conto corrente "Pro disastro Viareggio".
    Lo scaricabarile delle colpe è grottesco e a rimetterci sono soltanto i cittadini di Viareggio, vittime innocenti di una strage evitabile e attori passivi di un ping pong di accuse senza indagati. «Non è normale che a quattro mesi dalla tragedia non sia ancora emerso il nome di nessun colpevole - afferma Graziano Maffei, l'avvocato delle vittime della strage - Si tratta di un fatto assolutamente inusuale. Sul caso sta indagando la Procura della Repubblica di Lucca, che ha deciso di affidare il caso a due consulenze tecniche, le quali hanno richiesto sei mesi di tempo per il verdetto. Ma chiederanno sicuramente una proroga e le attese si allungheranno ulteriormente».
    Con l'intento di fare pressione sulla magistratura il 28 settembre sono state consegnate alla procura di Lucca, alla polizia e ai carabinieri di Viareggio un centinaio di denunce contro ignoti per strage e disastro colposo da parte di cittadini di Viareggio, parenti e conoscenti delle vittime: un tentativo, spiegano i promotori dell'iniziativa, per imprimere un'accelerazione alle indagini che devono chiarire cause e responsabilità. L'ordinanza varata dal commissario Claudio Martini (anche presidente della Regione Toscana) e dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso prevede uno stanziamento di 15 milioni da parte del Governo. Secondo Maffei «la cifra non è sufficiente per sanare le tragiche e gravi problematiche delle vittime». Sembra d'accordo anche il ministro ai trasporti Altero Matteoli, in visita mercoledì scorso a Viareggio: «Sappiamo che i 15 milioni stanziati fino a questo momento non sono sufficienti, ma il governo metterà a disposizione le risorse necessarie mano a mano che si faranno i lavori» ha assicurato Matteoli.
    L'ordinanza prevede anche un rimborso del 100% delle spese sostenute per il trasloco degli uffici e un massimo di 366 mila euro di rimborso per ogni imprenditore. Ma gli imprenditori, quando sentono parlare di questi dati, scoppiano a ridere. Qualcuno rimane fiducioso, altri stanno perdendo le speranze. «Ci sentiamo vittime di serie B» affermano in molti. «In Abruzzo alcune case sono state assegnate dopo pochi mesi, ma a Viareggio nemmeno l'ombra» dice Gianni Bini, che in via Ponchielli aveva uno studio di registrazione dal quale sono passati anche celebrità della musica italiana. Il 29 giugno ha perso tutto, almeno 400 mila euro andati in fumo tra apparecchiature e strutture.


I COMMENTI:
  • La faccia di Moretti è tutto un programma. Fa compagnia a quella dei vari 'salvatori' che ci vendono case e tappezzerie in occasione di tanti altri disastri che stanno sfiancando l'Italia (Berlusconi porta sfiga..). Fosse per me dovrebbero fucilarli sul posto, non è possibile che Viareggio si ritrovi invece addirittura un sindaco forzista che nega ai concittadini di poter fare carri allegorici sulle recenti vicende politiche e di cronaca. Incredibile a cosa ci siamo ridotti: la censura pure sui carri di Viareggio. MA cosa deve subire il popolo italiano? 1.000 morti? 10.000, prima di iniziare a farsi sentire sul serio? 21-10-2009 17:18 - SM
  • ''Moretti affermò che «non abbiamo ancora attivato la nostra assicurazione perché non ci sentiamo responsabili»''

    Con che faccia questo figuro fa ancora l'AD di Trenitalia? E poi va a parlare in TV delle magnifiche sorti progressive delle 'ferrovie più sicure del mondo?' Con che faccia!

    Basta con le Crevalcore, i Viareggio e mille altre simpatiche occasioni di sottolineare che 'trenitalia è la più sicura del mondo'. E se era per loro, la stazione di Viareggio stava chiusa la notte per via dei tagli, visto che devono reperire risorse per l'A.V.

    Basta con con la concezione stalinista del potere (il proprio) e del dovere (altrui).

    Fosse per me, solo per quello che disse mesi fa, questo farabutto sarebbe da fucilare (e non mi frega niente se passo per stalinista anche io, quando ce vòò, ce vòò). La sua svergognata attitudine a ignorare ogni responsabilità ed etica, una volta al potere, è veramente INDECENTE. 20-10-2009 20:26 - Graziano
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI