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FUORIPAGINA
19/10/2009
  •   |   Eleonora Martini
    La tragedia dell'Aquila e i suoi responsabili

    Marco Alviano, Luciana Capuano, Davide Centofanti, Angela Cruciani, Alessio Di Simone, Hamad Hussein detto Michelone l'israeliano. E Francesco Esposito. Finora sono gli unici nomi noti nel disastro della Casa dello studente de L'Aquila. Sono quelli dei sette giovani universitari e del custode morti sotto le macerie, nella notte del sei aprile scorso. I loro parenti, che hanno costituito un «Comitato dei familiari delle vittime», e i loro amici che si sono organizzati in un «Comitato dei sopravvissuti», stanno aspettando di conoscere anche i nominativi dei responsabili di quella che loro considerano una «tragedia annunciata». Ma nel frattempo non stanno zitti e da mesi pubblicamente denunciano inadempienze e incompetenze, puntando il dito contro amministratori, politici e istituzioni. Come ha fatto notare ieri anche il procuratore capo dell'Aquila Alfredo Rossini che di nomi, al momento, ancora non ne può fare.
    «Sappiamo che non è stato facile individuare i nomi di tutti quelli che hanno messo le mani sull'edificio adibito nel 1988 a Casa dello studente e che venne costruito nel 1968», racconta Antonietta Centofanti, portavoce del "Comitato dei familiari delle vittime", e zia di Davide, uno degli studenti morti. «Venne costruito dalla ditta di Miconi - continua Centofanti - ma quando venne acquistato dalla regione a metà degli anni '80 venne dato in comodato d'uso all'Adsu (Agenzia del diritto allo studio universitario). Da allora subì l'annessione di un intero corpo, quello crollato, e almeno tre ristrutturazioni, a nessuna delle quali seguì un ulteriore collaudo. Tutti i lavori di ristrutturazione hanno appesantito la struttura - è l'ipotesi formulata da Centofanti - come l'aggiunta dei pannelli solari montati sui serbatoi».

    Ragazzi e familiari si dicono «soddisfatti» di sapere che almeno dodici persone sono finite sul registro degli indagati, ma sperano di trovare in quell'elenco almeno un paio di conoscenti di vecchia data. L'architetto Piero Sebastiani, per esempio, direttore tecnico dell'Adsu, che il 30 marzo, «sei giorni prima della scossa fatale, fece un sopralluogo» nella Casa dello studente dopo che alcuni giovani residenti avevano denunciato la presenza di crepe e infiltrazioni, preoccupati anche dallo sciame sismico che non si attenuava. «Dopo una scossa di magnitudo 4.1, venne a controllare e disse che tutto era a posto, non c'era alcun pericolo», raccontano Giuseppina Carnevale studentessa sopravvissuta e la sua compagna di stanza, Marianna Vocino, che quella notte invece non c'era ma ricorda la crepa sulla parete davanti all'ascensore che correva dall'ultimo piano in giù. «Non credo che Sebastiani fosse in cattiva fede, anche perché aveva il suo studio al piano terra dello stabile -- aggiunge Marianna -- solo che non capisco in base a cosa abbia detto che non c'erano rischi». «Mai una prova d'evacuazione e poi non c'era uscita di sicurezza e nemmeno una scala antincendio», ricorda Gabriele Magrini, che la notte dopo aiutò i vigili del fuoco -- imbragato e appeso ad una gru col casco in testa e una torcia frontale -- a orizzontarsi tra le macerie per poter procedere agli scavi nel tentativo di salvare altri studenti. «Per aiutare i pompieri -- racconta Antonietta Centofanti -- quella notte cercai inutilmente di ottenere una piantina della Casa dello studente da Luca D'Innocenzo, presidente dell'Adsu, di Sinistra democratica, che due mesi dopo il terremoto diede le dimissioni dall'incarico ma mantenne la poltrona di assessore alle politiche sociali con delega alla residenza universitaria». «È una questione di responsabilità politica, non dovrebbe essere ancora lì», attacca Centofanti che non può non nominare anche il direttore dell'Adsu, Luca Valente. E che però chiarisce: «Questa vicenda ha intercettato tutti, comune, provincia e regione, da Pace a Del Turco, da destra a sinistra».


I COMMENTI:
  • CONVEGNO:

    RICOSTRUIRE NELLA DEMOCRAZIA
    RICOSTRUIRE LA DEMOCRAZIA
    - Emergenza e limitazioni della libertà -

    L’AQUILA – Venerdì 30 ottobre 2009, ore 14,30
    Centro Congressi "Aula Sericchi " Centro Direzionale Strinella 88, via Pescara n. 2/4


    Moderatore Augusto Frezza

    Saluto Paolo Mazzotta , Consigliere Ordine Forense l'Aquila


    Introduzione
    Gilberto Pagani, presidente di LTI


    Testimonianze dal terremoto

    Annalisa Taballione , Collettivo 99

    Stefano Frezza , Epicentro Solidale


    Interventi

    Simona Giannangeli, L'Aquila
    Le decisioni nel segno dell’emergenza

    Giovanni Incorvati , Giuristi Democratici Roma
    L’emergenza e la Costituzione


    Coffee break


    Geo Nocchetti, Giornalista RAI
    Il caso Napoli

    Mariadolores Furlanetto, CEAG – Legambiente Lazio
    Legge sviluppo: il ritorno del nucleare contro il parere di cittadini ed enti locali

    Ezio Menzione, Presidente Camera Penale Pisa
    Democrazia e rappresentanza nel paradigma dell’emergenza


    info:

    www.legalteamitalia.it
    augogo@libero.it 26-10-2009 01:27 - Giovanni Incorvati
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TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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