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Francesco Piccioni
Prove di piazza
La prova del budino si fa mangiandolo, quella del radicamento sociale scendendo in piazza. Anche stavolta la prova è riuscita, nonostante i timori per una situazione sociale difficile e le previsioni di pioggia torrenziale sulla capitale. Circa centomila persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dal «patto di base», ossia da RdB-Cub. Cobas, SdL intercategoriale, Snater e altre sigle meno note. Quasi due milioni invece, sarebbero i lavoratori che hanno incrociato le braccia in tutta Italia.
Difficile come sempre confrontare le diverse cifre date da sindacati e aziende, ma alcuni dati sembrano incontrovertibili. Molte scuole ed uffici pubblici sono rimasti completamente chiusi, così come molti problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale. A Roma, per esempio, l'Atac ha minimizzato la percentuale di bus rimasti nei depositi. Ma il Comune ha dovuto aprire i varchi ztl alle automobili private per sopperire al bisogno di mobilità. L'Alitalia aveva previsto su Fiumicino la cancellazione di soli 6 voli, durante le 4 ore cui era stato ridotto lo sciopero dall'intervento autoritario del ministro Matteoli. Non aveva fatto i conti con il personale di terra, cosicché poi sono stati 17 in partenza e 13 in arrivo, più altri 8 a Bologna, quelli effettivamente cancellati.
Piattaforma rivendicativa nutrita: si va dalla richiesta di un blocco immediato dei licenziamenti alla riduzione di orario di lavoro a parità di salario; dal «no» ai tagli sulla scuola pubblica al reddito minimo garantito per tutti. Su qesto punto, intorno alle 15, alcune centinaia di precari ha manifestato anche sotto le finestre del Ministero dell'economia.
Un grande pezzo di corteo è stato animato dal «mondo della scuola», sia precari che personale di ruolo. Nel pomeriggio si sono dati appuntamento davanti al ministero della Gelimini, «assediandolo» ancora una volta. Deludente stavolta, invece, la partecipazione degli studenti, mentre l'anno scorso - in piena «onda» - avevano dato un segno forte alla giornata del 17 ottobre. Visibilissimi i dipendenti della sanità e in generale del pubblico impiego. Come sempre applauditissimi i vigili del fuoco, che si muovono dando l'idea di un «corpo» molto solidale e abituato a lavorare come un collettivo organizzato scientificamente. I metalmeccanici erano rappresentati soprattutto da Pomigliano d'Arco e dalla Videocon di Anagni, che poi sono tornati ad occupare l'Autostrada del sole.
A Milano oltre 4.000 persone, tra lavoratori aderenti alla Cub, precari della scuola e studenti, hanno sfilato fin sotto il Provveditorato agli studi. Corteo dei precari anche a Palermo.
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Circa due milioni di scioperanti ed in questa fase di desertificazione a sinistra.
PENSATE SE per caso un terzo di questa gente avesse votato RIFONDAZIONE, rifondazione e la sinistra antagonista, con tutti i suoi grandissimi deficit, avrebbe il 5 o forse il 6%. URGE COMUNQUE UNA COSTITUENTE DI TUTTA LA SINISTRA ANTAGONISTA, COMPRESO SINISTRA CRITICA E LE ALTRE FORZE COMUNISTE. UN PARLAMENTINO DOVE DISCUTERE DI VOLTA IN VOLTA CERCANDO DI TROVARE UN COMUNE DENOMINATORE SU SINGOLE LOTTE. AUGURI. 24-10-2009 22:42 - michele lauria
Sono indignata per il silenzio su tale riuscitissima e
pacifica iniziativa da parte dei più autorevoli quotidiani odierni. Che devo pensare ?
Tutto il male possibile.
Daniela Urbanelli Ascoli Piceno 24-10-2009 20:17 - Daniela Urbanelli
Le cose che si dicono, le parole d'ordine, le analisi della situazione economica e sociale sono simili, quando non addirittura sovrapponibili.
La situazione politica è gravissima; cosa aspettiamo, compagni?
Non c'è altro tempo da perdere: provate ad immaginare se allo sciopero del 23 avessero aderito i metalmecanici, con tutte le grandi fabbriche del Nord bloccate!
Dobbiamo rilanciare con forza il conflitto di classe, e per farlo bisogna che le ( poche ) organizzazioni di classe si parlino e lavorino insieme. 24-10-2009 13:59 - Geronimo