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FUORIPAGINA
25/10/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Bersani segretario Pd ma non stravince

     

    Ha vinto, ma non con il risultato netto che si augurava. E che avrebbe messo la sua vittoria al sicuro da un futuro di quelli che per settimane Ignazio Marino ha chiamato “inciuci” e “accordicchi”. Pierluigi Bersani è segretario del partito democratico. Nella notte, mentre lo scrutinio procede, i suoi consensi si stabilizzano intorno al 52 per cento, quelli di Franceschini al 34,1 e al 13,8 quelli di Marino. Ha aspettato parecchio prima di brindare al suo comitato, con Rosy Bindi, Massimo D'Alema ed Enrico Letta. Nelle sue prime parole, l'orgoglio di quasi tre milioni di elettori mobilitati per i gazebo (“un fatto eccezionale”), la festa per una vittoria collegiale (“nella vittoria di tutti c'è anche la mia”), e qualche dichiarazione programmatica: il Pd sarà un partito “dell'alternativa”, aprirà subito “il confronto con le altre forze di opposizione”. Nella serata il primo a dichiararsi sconfitto è Dario Franceschini, che intorno alle 23, quando ancora i dati ufficiali sono pochissimi, si presenta davanti alle telecamere per un appassionato passaggio del testimone. Un gesto di stile, ma anche una mano tesa verso una 'gestione collegiale' del partito. Ai suoi avversari interni Bersani infatti propone subito: “lavoreremo insieme”. La sua intenzione è di “fare il leader, ma a modo mio. Non il partito di un uomo solo ma un collettivo di protagonisti”.

    E' stato uno dei suoi cavalli di battaglia, durante la campagna per le primarie, ma il risultato di misura che ha ottenuto lo consiglia alla gestione il più possibile condivisa. Almeno sulla carta, il 52% lo costringe a fare i conti con le variegate anime democratiche che lo hanno sostenuto. E anche con quelle che lo hanno avversato. Molto presto Bersani dovrà affrontare l'addio annunciato di Francesco Rutelli e lo scetticismo dei teodem. “I miei temi portati, come i diritti civili per tutti, la difesa dell' ambiente, la lotta contro il precariato, entrano di diritto nel dna del Pd”, dice soddisfatto Ignazio Marino, pronto a far pesare i suoi voti sulla linea del partito. Primo banco di prova, intanto, le presidenze dei gruppi parlamentari. Stamattina, come gesto di cortesia istituzionale, i capogruppo alla camera e al senato (il franceschiniano Antonello Soro e la dalemiana Anna Finocchiaro) rimetteranno il loro mandato. Alla Camera potrebbe andare proprio Franceschini, che quell'incarico ha già ricoperto ai tempi dell'Unione.

    Altro banco di prova per il nuovo segretario, il rapporto con i suoi ingombranti grandi elettori, principalmente al sud, dove si combattono le battaglie per le candidature alle regionali. In Calabria la mozione 1 si avvia verso l'80 per cento dei consensi. Stesso trend, anche se con un dato meno marcato, in Campania e in Puglia. Intanto, come primo atto della sua segreteria, oggi Bersani incontrerà i lavoratori di Prato. La proclamazione ufficiale arriverà però solo il 7 novembre all'assemblea nazionale.

    In tutto, secondo i responsabili dell'organizzazione,hanno votato tre milioni di elettori, una cifra non lontana da quella delle primarie del 2007 che incoronarono Walter Veltroni con oltre il 70 per cento dei consensi.


I COMMENTI:
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  • Ma quanto ci rosicate che tre milioni di persone siano andate a votare per le primarie dell' "odiato" PD?! Intanto, Bersani, il "liberalizzatore", il nemico del lavoro, si è passato il primo giorno della sua segreteria nel distretto tessile di Prato. Ma voi, i lavoratori ve li ricordate ancora? Ne aveta mai visto uno da vicino? 27-10-2009 12:15 - Tommaso Sorbetti Guerri
  • Non ho votato perché essendo iscritta a Rifo non volevo interferire nelle vicende di un partito che non voterò e poi sono contraria alle primarie per il segretario. Tuttavia a me sembra evidente che Bersani sia il miglior segretario non perché sia "più di sinistra" ma più vicino a problemi del mondo del lavoro. Anche la sinistra a cui faccio riferimento potrebbe - stasera è il momento di sperare - un clima migliore. Ma mi domando come tanti elettori di Rifo e tanti lettori del Manifesto non condividano questa analisi per me e per tanti amici e compagni ovvia e addirittura preferissero Marino. Me lo spiegate? 26-10-2009 21:21 - irisblu
  • 2 notizie buone in un giorno non si leggono spesso il pd dimostra un pò di democrazia perchè ultimamente stava riproducendo meccanismi berlusconiani e poi rutelli se ne và quello che ci ha fatto perdere le politiche e ha regalato roma ai fasci di alemanno perchè ricordatevi che zingaretti ha avuto più voti di rutelli a roma e sarebbe stato sindaco se non ricordo male al primo truno e mi dispiace che il manifesto stia facendo le pulci su qaunti voti sui personaggi e così via oggi si festeggia domani si ANALIZZA e casomai si critica 26-10-2009 19:57 - francesco
  • la vittoria di Bersani è la prova che il PD è un partito vecchio, conservatore e parassita. Bersani non cambierà nulla proprio perchè il suo partito non è riformista e tantomeno progressista. Da oggi la sinistra è ancora più orfana e abbandonata e la parola "sinistra" nel panorama politico vale sempre meno. 26-10-2009 19:00 - Renato
  • Ho rispetto di chi ha votato alla primarie ma questo non significa dover tacere sulle posizioni del PD.La guerra in Afhanistan, la base USA di Vicenza, i centri di detenzione per i migranti,rigassificatori e inceneritori.C'e' una sinistra che lotta contro queste scelte a favore di altre piu' giuste. Che Berlusconi sia da sconfiggere non giustifica appoggiare tutto questo. Ma avete sentito parlare della TAV, della Val di Susa, di cosa ne pensano Chiamparino e Bresso?Forse dovreste leggere piu' il Manifesto e Carta e meno la Repubblica !!! 26-10-2009 18:53 - marco
  • se la maggioranza di Bersani fosse stata più ampia, qualcuno avrebbe tirato in ballo i brogli, i capibastone campani, ecc. credo che Bersani rappresenti la più credibile proposta politica che la sinistra (o il centrosinistra) possa mettere in campo in questo momento. chiederei almeno tre quattro mesi di osservazione per capire se la proposta ha futuro oppure no. 26-10-2009 18:41 - alberto
  • Il migliore dei tre, ovvero quello più innovativo e con più attributi di sinistra, ha ricevuto la percentuale più bassa, mentre Bersani, il vecchio politico ancorato ad una politica arcaica e chiusa, ha preso più del 50%. Questo risultato rispecchia chiaramente la vera faccia del popolo piddino: il nuovo mi fa paura!

    Sempre e per sempre dalla parte di Rifondazione Comunista. 26-10-2009 18:18 - Alessandro
  • Bersani non è la rivoluzione che alcuni aspettavano, anche se conosco gente che è invecchiata aspettando una rivoluzione che non avverrà mai.
    Bersani ha vinto, il PD ha mostrato all'italia e a chi vuole vedere e ascoltare, che c'è la possibilità di creare un partito veramente democratico. Un partito di sinistra che chiede a tutta la sinistra, naturalmente a chi vuole partecipare gli altri rimangano in salotto, come vorrebbe che sia il PD.
    Non conosco altri partiti che lo facciano. Non vedo a sinistra un partito che faccia altrettanto, neanche in minima parte.
    Lo snobismo dei rivoluzionari da salotto, che guardano schifati chi prova a fare qualcosa, non ha mai cambiato un ciufolo, è lo snobismo che campa nella critica e nel non fare. Una posizione comoda, coerentemente a sinistra, perennemente inutile. 26-10-2009 17:49 - Edoardo
  • Che non abbia stravinto a me poco importa. Poche cose per dare subito un'impronta decente e duratura: il lavoro, la questione etica, un partito PULITO, e soprattutto CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL GAGA' BRIANZOLO. 26-10-2009 17:41 - Sgarbozza
  • Vince ma non stravince ?!?!?!
    Ma siete matti, che vuol dire stravince ? Andate in Bulgaria, forse la troverete un candidato da 80%.
    Alora votate per un altro partito, non so ... il PC di Berlinguer. Si buonanotte, troppo tardi, avete sprecato 50 anni do lotta operaia. 26-10-2009 17:07 - Igor
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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