domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
25/10/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Bersani segretario Pd ma non stravince

     

    Ha vinto, ma non con il risultato netto che si augurava. E che avrebbe messo la sua vittoria al sicuro da un futuro di quelli che per settimane Ignazio Marino ha chiamato “inciuci” e “accordicchi”. Pierluigi Bersani è segretario del partito democratico. Nella notte, mentre lo scrutinio procede, i suoi consensi si stabilizzano intorno al 52 per cento, quelli di Franceschini al 34,1 e al 13,8 quelli di Marino. Ha aspettato parecchio prima di brindare al suo comitato, con Rosy Bindi, Massimo D'Alema ed Enrico Letta. Nelle sue prime parole, l'orgoglio di quasi tre milioni di elettori mobilitati per i gazebo (“un fatto eccezionale”), la festa per una vittoria collegiale (“nella vittoria di tutti c'è anche la mia”), e qualche dichiarazione programmatica: il Pd sarà un partito “dell'alternativa”, aprirà subito “il confronto con le altre forze di opposizione”. Nella serata il primo a dichiararsi sconfitto è Dario Franceschini, che intorno alle 23, quando ancora i dati ufficiali sono pochissimi, si presenta davanti alle telecamere per un appassionato passaggio del testimone. Un gesto di stile, ma anche una mano tesa verso una 'gestione collegiale' del partito. Ai suoi avversari interni Bersani infatti propone subito: “lavoreremo insieme”. La sua intenzione è di “fare il leader, ma a modo mio. Non il partito di un uomo solo ma un collettivo di protagonisti”.

    E' stato uno dei suoi cavalli di battaglia, durante la campagna per le primarie, ma il risultato di misura che ha ottenuto lo consiglia alla gestione il più possibile condivisa. Almeno sulla carta, il 52% lo costringe a fare i conti con le variegate anime democratiche che lo hanno sostenuto. E anche con quelle che lo hanno avversato. Molto presto Bersani dovrà affrontare l'addio annunciato di Francesco Rutelli e lo scetticismo dei teodem. “I miei temi portati, come i diritti civili per tutti, la difesa dell' ambiente, la lotta contro il precariato, entrano di diritto nel dna del Pd”, dice soddisfatto Ignazio Marino, pronto a far pesare i suoi voti sulla linea del partito. Primo banco di prova, intanto, le presidenze dei gruppi parlamentari. Stamattina, come gesto di cortesia istituzionale, i capogruppo alla camera e al senato (il franceschiniano Antonello Soro e la dalemiana Anna Finocchiaro) rimetteranno il loro mandato. Alla Camera potrebbe andare proprio Franceschini, che quell'incarico ha già ricoperto ai tempi dell'Unione.

    Altro banco di prova per il nuovo segretario, il rapporto con i suoi ingombranti grandi elettori, principalmente al sud, dove si combattono le battaglie per le candidature alle regionali. In Calabria la mozione 1 si avvia verso l'80 per cento dei consensi. Stesso trend, anche se con un dato meno marcato, in Campania e in Puglia. Intanto, come primo atto della sua segreteria, oggi Bersani incontrerà i lavoratori di Prato. La proclamazione ufficiale arriverà però solo il 7 novembre all'assemblea nazionale.

    In tutto, secondo i responsabili dell'organizzazione,hanno votato tre milioni di elettori, una cifra non lontana da quella delle primarie del 2007 che incoronarono Walter Veltroni con oltre il 70 per cento dei consensi.


I COMMENTI:
  pagina:  2/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • caro enricolibero, siamo alle solite. "salotto". "duri epuri" ecc. Ma non si sa dire nulla sul fatto che berlusconi non è un'escrescenza del "sistema" e che fu proprio la politica di prodipadoaschoppa e c. a far vincere la destra? Aspetto prese di posizioni e azioni contro i padroni, confindustria e c.D'accordo invece con Andrea B. 26-10-2009 15:54 - renato sala
  • Non credo sia il caso di polemizzare e appellarsi a percentuali reali e non del tutto soddisfacenti. Piuttosto interroghiamoci sul vero perché la sinistra, quella che codesto quotidiano rappresenta che è comunque di alta qualità, non sia più al governo e non riceve più molti consensi. Facciamo un po' di autocritica ogni tanto. Ormai la vera sinistra, quella idiologicamente e concretamente vicina al popolo è finita con il grande Enrico Berlinguer, diamo almeno il merito al pd di aver saputo lanciare delle idee, a quanto pare recepite fortemente da una buona fetta di italiani, non soddisfatti della destra, ma anche di una vera sinistra che non c'é. "Il potere logora chi non ce l'ha" , ma come dico io devia chi lo ottiene! 26-10-2009 15:18 - paola
  • Due domande al nuovo segretario del PD
    1) E' in grado di porre al centro del programma la "questione morale" all'interno del partito.
    2) E' in grado di mantenere in piedi una politica non demagogica a costo di sfidare l'impopolarità 26-10-2009 14:51 - Tommaso Marotta
  • non mi sembra il momento dei rivoluzionari da salotto. se siamo convinti che l'italia berlusconiana è una jattura dalla quale libersi si può immaginare un'alternativa che prescinda dal PD? via siamo seri. ad oggi, a sinistra, fuori da questo partito c'è il nulla. sorprendersi poi che il manifesto dia spazio ad un atto politico come l'elezione di popolo di un grande partito - mentre tutti gli altri sono padronali o leaderistici è spiazzante. ma che volete? l'impressione è che vipiaccia berlusconi così potete lamentarvi e fare i puri e duri. ma basta.. 26-10-2009 12:44 - enricolibero
  • sappiamo tutti cos'è il pd.
    quindi non facciamoci troppe illusioni.
    una delle cose posistive di bersani è che non è particolarmente affetto dal neomaccartismo (come lo è veltroni, franceschini, rutelli...).
    speriamo coinvolga rifondazione e sinistre. 26-10-2009 12:27 - Andrea B
  • @Marco:
    condivido in pieno il suo intervento.
    gli altri mi sembrano i soliti commenti da sinistra con la puzza sotto il naso,pieni di invidia anche.
    Lo siento, ma ancora no avete capito che fare le primarie è un primo passo verso la democrazia. Grazie a tutti quelli che hanno votato a quelli che si sono impegnati per permettere a chi voleva , di esprimere la sua opinione...Ah, la mia famiglia ha votato per MArino, ma comunque sosteniamo il segretario eletto. 26-10-2009 12:09 - Sofia
  • Scusate l'ignoranza...io non ho capito bene quale è la posizione di Bersani nei confronti della Binetti. Bersani ha dichiarato circa 10 giorni fa: "Non credo a un segretario che dice chi esce e chi entra. Credo alle regole. Chi sgarra due o tre volte va fuori" Quindi la Binetti è fuori giusto? 26-10-2009 11:34 - Paola
  • Le scelte di fondo del Partito Democratico, che e' un partito con il 26% dei voti, sono per la precarieta' del lavoro, le privatizzazioni (prossima la Compagnia navale Toremar in Toscana), i centri di detenzione per i migranti, la base USA di Vicenza, i rigassificatori, gli inceneritori. Occorre un' altra sinistra, che e' al momento spezzettata e dovra' essere per forza "plurale" come identita', ma che si unisca su queste questioni di fondo. Troppa attenzione del Manifesto al Partito Democratico. 26-10-2009 10:45 - marco
  • “Mi sento di indicare un obiettivo per il futuro: lavorare per l'unità. Lavorare per l'unità sapendo di essere diversi senza pretendere di essere uguali. E rispettando le differenze che stanno alla base del progresso umano."
    Queste parole di Vittorio Foa compongono la ‘striscia rossa’ dell’Unità di questa mattina.
    Ho avuto l’onore di conoscere il compagno Foa in anni assai lontani, neppure ricordo esattamente la data (1974 ?) ma la circostanza sì: a Milano, congresso di unificazione tra Manifesto, MPL, spezzoni di Psiup. E ricordo, nitidamente, una sua sfolgorante battuta verso un compagno che si era lamentato del linguaggio blasfemo di parecchi interventi che urtavano la suscettibilità delle coscienze cattoliche (il problema, allora, era, tra l’altro, quello di conciliare una componente laica della sinistra extraparlamentare con una componente dichiaratamente cattolica).
    Alla rimostranza Foa rispose più o meno così : “il compagno che si lamenta ha perfettamente ragione e quindi invito tutti a moderare il linguaggio, tuttavia faccio presente a questo compagno che non vi è alcun intento offensivo nei confronti dei cattolici qui presenti anche perché sono certo che i compagni che usano come intercalare la bestemmia si riferiscono esclusivamente al Dio dei ricchi”.
    La saggia ironia unitaria di Vittorio Foa non mi fu allora di grande insegnamento, ero molto giovane, e dopo pochi mesi abbandonai il Manifesto (divenuto Pdup) parendomi del tutto insopportabile la ‘visione del mondo’ introdotta nel nuovo partito dalla ‘corrente cattolica’, appunto.
    Da allora in poi ho assistito – senza prenderne parte attiva – ad infinite e inconcludenti aggregazioni e disgregazioni sino all’odierno imbarbarimento morale e intellettuale della sinistra, TUTTA.
    Tutto ciò per dire che non capisco e non mi piace il sarcasmo del Manifesto e della più parte dei suoi bloggisti nei confronti delle primarie del Pd. E non perché mi piaccia il Pd ma proprio perché non mi piace esattamente come non mi piacciono tutte le altre formazioni della sinistra, ugualmente corresponsabili dello sfascio e della assoluta non credibilità della sinistra, TUTTA, di nuovo.
    Non mi piace, soprattutto, un’idea della diversità fasulla, proclamata e non praticata, che confonde il diverso con l’identico (come spiegare altrimenti l’irresistibile compulsione a creare aggregazioni, sette, per meglio dire, sempre più minuscole e sempre più composte da gente che condivide il medesimo pensiero o, più esattamente, le stesse fobie?).
    E non mi è piaciuto –e questo molto mi dispiace- il fondo di ieri di Valentino Parlato, di cui ho antica stima.
    Cosa significa vado a votare perché è meglio che il numero dei votanti sia elevato, per dare un ‘segno’, quindi, però sulla scheda il ‘segno’ non lo metto? Che ragionamento politico o etico è questo? Un ragionamento dalemiano, a me pare, una pratica che, un tempo, si sarebbe chiamata opportunistica, se la memoria non mi inganna.
    E tralascio di commentare l’articolo di Daniela Preziosi, a metà tra la cronaca di una tappa del giro d’Italia e quella dell’andamento della giornata borsistica.
    Il Manifesto dispone, almeno nel suo DNA ( come s’usa dire oggi), di elementi di intelligenza politica e, perché no?, etica che non sono e non dovrebbero essere così mediocri. Tuttaltro. Ed è appunto di questo ‘tuttaltro’ che la sinistra, TUTTA, o quantomeno la democrazia e, in ogni caso, chi non voglia morire berlusconiano, ha bisogno.
    Non è tempo di rancorose demarcazioni di identità, di saccenti aventinismi, di ingiustificabili puzze sotto il naso. E’ tempo di unità e di diversità, vere e costruttive. 26-10-2009 10:15 - gubert
  • si va bene bersani....ma che dice sul nucleare,sulle pensioni,sulle leggi anti sciopero,ecc ecc?
    QUANDO ERA MINISTRO DI PRODI anche lui era d'accordo sui vari regali che quel governo fece agli industriali e nulla fece per i lavoratori e pensionati 26-10-2009 08:57 - angelo
I COMMENTI:
  pagina:  2/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI