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FUORIPAGINA
27/10/2009
  •   |   Andrea Fabozzi
    Rutelli se ne va, addio o arrivederci?

    "Davanti a noi abbiamo un tragitto differente". La formula è già neo democristiana: così Francesco Rutelli ha annunciato la sua uscita dal partito democratico. Aveva detto che ci avrebbe pensato un po', ma ieri ha già rotto gli indugi e domani addirittura presenterà il documento di fondazione del suo nuovo partito. Il quinto, contando radicali, verdi, margherita e pd, ma non è il genere di critica che Rutelli è disposto ad accettare. Al contrario, ha spiegato ardito che i veri voltagabbana sono gli ex comunisti che hanno cambiato tante volte partito: pci, pds, ds e pd. Ha detto davvero così. Ma quante divisioni ha Rutelli? Non molti dei suoi amici nel Pd lo seguiranno, neanche tutti i teodem (Paola Binetti sì, però). Follini no. Fioroni no, al momento. L'ex sindaco di Roma conta di raccogliere qualcosa dall'altra parte, Pisanu ha già risposto presente, c'è poi tutto il partito di Casini e Cuffaro. Tra loro sarà solo un problema di posti al sole. Lo sbocciare di un nuovo fiore centrista è stato accolto con grande soddisfazione, in Vaticano. Non che non ne fossero informati: il dopo Berlusconi prima o poi arriverà e Oltretevere il problema è ben presente. E qui sta il punto. Perché per quanto non ci sia da versar lacrime per l'addio di Rutelli, a sinistra potrebbe non essere nemmeno il caso di sorridere.
    "Bello ciao" avevamo titolato con affrettato entusiasmo una copertina del manifesto nel 2002. Ma tra Rutelli e il centrosinistra non è mai finita. E pensando alle alleanze future è difficile che finirà adesso.


I COMMENTI:
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  • Ma a me sembra che l'operazione compiuta da Rutelli, rientri nello schema di una ricomposizione di un area di centro cattolico , sponsorizzato dalla Chiesa e che si prepari al dopo berlusconi, passsando da Montezzemolo, via Draghi ( se prima non va alla BCE) con appunto Cacciari, Casini e Buttiglione. Il PD con o senza Rutelli non ci quadagna nè ci perde visto che la Binetti pare che rimani 29-10-2009 17:19 - Zag(c)
  • Da anni denunciate giustamente la crisi della democrazia rappresentativa, l'autoreferenzialità dei partiti, lo scollamento della classe politica dalla società, l'insignificanza delle schermaglie quotidiane fra esponenti del ceto politico. Poi fate prime pagine col faccione di Rutelli che lascia il PD, come se si trattasse di una notizia importante. Non vi sembra di essere un po' incoerenti? 29-10-2009 15:58 - Salvatore
  • ma uno che ha già percorso tutto l'arco costituzionale e non, può riscuotere consensi? Avere credibilità? Uno che ha perso le ultime due volte che ha messo il faccione per delle elezioni? Io non credo, una volta era simpatico (non a me) lo chiamavano piacione, io lo vedo finito, credo che per lui sia arrivato il momento di amo, esche e lenza. 29-10-2009 15:55 - IZNIF
  • Dunque, Rutelli lascia il PD...

    Ma, un rotondo e sonoro "E CHI SE NE INFISCHIA!!!" non sarebbe più adeguato al personaggio e all'evento? ;) 29-10-2009 14:56 - Alan Ross
  • avrebbe potuto restare senza tradire se stesso. E' difficile trovare un partito più anticomunista del PD. Non so dove e che cosa cerca. 29-10-2009 14:17 - pietro ancona
  • Il caso di Rutelli è emblematico della confusione totale, del vero e proprio casino ideologico e programmatico che ha partorito il PD.
    E' talmente evidente che il "nostro" cerca sbocchi per qualche incarico che non vale neanche la pena di parlarne. Da questo punto di vista Bersani, che non è certo il leader migliore che ci sia, è fortunato di essersi tolto dalle scatole una persona che da mesi aspetta il momento per tradire e ricomnciare da qualche altra parte (indovina dove?). Rutelli, Veltroni, Mastella, ... sono tutti fratelli: basta che se magna o ci si siede! 29-10-2009 13:18 - David
  • Finalmente si fa ordine!... che Rutelli se ne vada non mi sembra un dramma, dato l'apporto politico di cui è capace. Ma il PD si è reso conto che non ha scalfito di un punto percentuale la UDC nonostante le velleità centriste di esponenti alla Rutelli o alla Veltroni? Quest'ultimo oggi dice che il ritorno al socialismo sarebbe una catastrofe e non si rende neppure conto che la sua "vocazione maggioritaria" la catastrofe l'ha già provocata. Veltroni a che punto sta 'sto grande partito maggioritario che avevi nella capoccia? Ma quando te ne vai in Africa! ... e 'nvedi de nun fa guai pure là! 29-10-2009 12:11 - giandomenico
  • Capisco l'entusiasmo per la fuoriuscita di Rutelli & company. Ma (no, va urlato): MA qualcuno avrebbe la bontà a questo punto di rispiegarmi perché è nato il Pd? Come tutti sanno, c'era una volta il Pci, poi, una volta caduto il muro, Occhetto ha pensato bene di trasformarlo in Pds, Partito Democratico della Sinistra. Poi hanno tolto la parola Partito, che faceva pensar male, e sono rimasti Ds, Democratici di sinistra. Infine si sono fusi con la Margherita di Prodi, MA ANCHE di Rutelli, hanno rimesso il Partito ma hanno definitivamente fatto fuori la Sinistra (e non c'è bisogno di lezioni di semantica per capire). Ora esultano perché Rutelli (e, si spera, Binetti con la sua corte di teodem neocon) se ne va. No, ma dico, vi pare valesse la pena di fare tutto 'sto casino per far entrare nel partito Madonna Rosi Bindi (santa subito: sono pressoché certa che sia più a sinistra di Bersani o, se non altro, che sia meno liberale), il signor Romano Prodi, Harry Potter-Franceschini e qualche altro pugnetto di ex democristiani di sinistra? Perché il neosegretario non spiega che il progetto sul quale hanno chiesto il voto alle primarie di due anni fa (e che, fino a ieri, dunque anche fino alle primarie del 2009, era valido) è fallito? E qual è il nuovo progetto? E cos'è il Pd? 29-10-2009 11:29 - paola
  • Evvai....vedremo quanti adepti di porta dietro...mi spiace solo per Dellai... se lo segue non puo' che rimetterci 29-10-2009 10:55 - motley
  • quasi quasi me metto a piagne fino a domani mattina...se ne va Rutelli, embè? nun semo contenti?? 29-10-2009 09:55 - lorenzo foschi
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