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FUORIPAGINA
29/10/2009
  •   |   Cinzia Gubbini
    Tutti i dubbi sulla morte di Stefano Cucchi

    I medici non avrebbero mai saputo che i genitori di Stefano Cucchi erano fuori dai cancelli del reparto carcerario per avere informazioni sul figlio. Che è morto
    dopo cinque giorni passati lì dentro, senza mai poter vedere un famigliare. Questo è quanto filtra dall’interno dell’ospedale Sandro Pertini. Stefano era stato fermato dai carabinieri la notte tra il 15 e il 16 ottobre. Lo denunciano per
    possesso e spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo l’arresto viene trasferito
    nel reparto carcerario del Sandro Pertini. I genitori si sono recati per tre giorni davanti al reparto. Parlavano con la polizia penitenziaria: chiedevano di entrare. O almeno di poter parlare con un dottore. Veniva risposto loro che serviva un’autorizzazione del pm, che sarebbe arrivata presto. Nessuno ha mai spiegato ai parenti che erano loro a doverla chiedere. Lo capiscono il martedì, il giorno dopo vanno in Procura e ottengono il benedetto permesso. Ma ormai è tardi: giovedì Stefano muore. Fanno in tempo solo a vedere il suo corpo e a rendersi conto che è successo qualcosa: il viso tumefatto, un occhio rientrato nell’orbita e dimagrito di cinque chili in pochi giorni. E’ vero che i medici non sono mai stati informati della richiesta di colloqui? E’ una posizione della direzione sanitaria per giustificare un comportamento irresponsabile e quanto
    meno poco umano da parte dei sanitari, oppure dimostra che la polizia
    penitenziaria ha fatto «muro», cercando di allontanare il momento in cui i genitori si sarebbero trovati di fronte al volto del figlio pieno di ecchimosi?
    E sulle cause delle tumefazioni e delle fratture ora spunta anche la versione della caduta. La voce era già girata nei primi giorni. Da ieri è «ufficiale». Lo ha riferito in parlamento il ministro della giustizia Angiolino Alfano rispondendo
    a un’interrogazione del deputato del Pd Roberto Giachetti. Alfano ha assicurato approfondimenti immediati: «Seguirò con estrema attenzione gli sviluppi della vicenda», ha detto, riportando in aula quanto fornito dal carcere di Regina
    Coeli, dove Stefano è stato portato il venerdì. Era già malconcio. Tanto che dopo un’ora nella sala matricole viene trasferito una prima volta al pronto soccorso dell’Isola Tiberina. Ma il ragazzo era arrivato in carcere già con un certificato medico: era stato visitato infatti anche in tribunale, su disposizione
    del giudice che si era accorto di qualcosa di strano. «Il medico dell'ambulatorio della città giudiziaria - ha riferito Alfano - ha riscontrato 'lesioni ecchimotiche in
    regione palpebrale inferiore bilateralmente’ ed ha avuto riferite dal Cucchi medesimo lesioni alla regione sacrale ed agli arti inferiori, queste ultime non verificate dal sanitario a causa del rifiuto di ispezione espresso dal detenuto». Passa quindi nelle mani del medico di Regina Coeli: «il referto redatto in istituto - continua Alfano - ha evidenziato la presenza di ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione e arti inferiori».
    Perché era ridotto così? Secondo quanto riferito dal medico del carcere Stefano avrebbe detto di essere caduto dalle scale il giorno precedente. Cioè il giovedì, quando è stato fermato dai carabinieri. Ma dove? Nella stazione di polizia
    di Capannelle dove è stato interrogato? Nella cella di sicurezza di Tor Sapienza dove ha passato la notte? Ammesso che la caduta sia vera queste sono le uniche due ipotesi plausibili, visto che dopo il fermo i genitori lo hanno visto a
    casa, dove il ragazzo era stato portato dai carabinieri per la perquisizione
    della sua camera. E stava bene. Il giorno dopo, in tribunale, invece il padre si accorge subito del suo viso gonfio. Ma le fonti dell’Arma finora non hanno parlato di alcuna caduta. Dicono che la notte in cella di sicurezza fu chiamata
    un’ambulanza, ma perché lui stava male e diceva di soffrire di epilessia.
    Epilessia, una caduta, oppure le botte, come sospettano i famigliari? Dove sta la verità?

    La relazione di Alfano prosegue puntualizzando quanto già si sa: al pronto
    soccorso vengono fatte delle lastre ed emerge «frattura vertebrale L3 dell'emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea». Stefano rifiuta il ricovero (eppure in tribunale aveva tentato in tutti i modi di evitare il carcere e di essere destinato a una comunità) e torna in cella. Il giorno dopo, però, i
    dolori sono talmente forti che viene di nuovo portato al pronto soccorso
    e quindi ricoverato in ospedale. Dove muore il 22 per «morte naturale». I risultati dell’autopsia parlano però di molto di più: sangue nella vescica, nello stomaco e un polmone compresso. Chi lo ha visto nel reparto carcerario racconta inoltre di un paziente cataterizzato, che non poteva neanche alzarsi dal letto. Con che codice è entrato Stefano in quella palazzina? Quel reparto non è pensato per le emergenze, non c’è la rianimazione, non c’è la Tac. I detenuti in condizioni gravi vengono normalmente trasferiti nei reparti «civili» delle palazzine A e B. Stefano non si è mai mosso dal reparto carcerario. Ieri il pm titolare dell’indagine, Vincenzo Barba, ha acquisito la cartella clinica, la trascrizione verbale dell’udienza e la sua registrazione. Ma soprattutto ha
    disposto una consulenza medico legale per fare luce sulle cause della
    morte.


I COMMENTI:
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  • vogliamo rendere loro (polizia) il giusto "ringraziamento" per educarne 100? 30-10-2009 14:33 - Andre
  • che paese di merda è questo???che paese sta diventando???le forze dell'ordine uccidono impunemente i giovani e le famiglie non possono neanche sapere perchè e non si saprà di certo MAI la verità!!!
    che paese di merda è un paese dove con la scusa della crisi si tagliano i precari, si taglia sull'istruzione sulla sanità e sui servizi...che paese diventerà??? quando, mi domando, il popolo sarà pronto per mandare a fanculo questa classe dirigente!!!!

    le nostre forze dell'ordine resteranno impunite, così come successo per il g8 a Genova, il nostro premier resterà impunito...puniti sono invece i ladri di galline, chi si fuma uno spinello, chi non conosce un politico o un prete per potersi garantire un posto di lavoro di mmerda!!!


    ps: x ki nn l'avesse capito lìintervento di maurizio mariani era ironico...nn può essere che tale 30-10-2009 14:23 - luca
  • La realta' e che i carabinieri son un corpo ad alta concentrazione di fascisti.
    Ricordate via Tasso? 30-10-2009 14:16 - murmillus
  • Bisogna cominciare ad aver paura a vivere in questo paese. 30-10-2009 14:04 - gastone
  • succede, purtroppo. Succede anche perchè molti dei nostri tutori dell'ordine non sono qualificati, e pensano solo ad avanzamenti di carriera, e x il loro tornaconto, infangando così anche quelli che lo fanno onestamente, e orgoglio. Povero ragazzo, poveri genitori, poveri tutti noi, che un giorno potremmo avere bisogno dei carabinieri....sperando che non arrivi quello sbagliato 30-10-2009 13:30 - alberto
  • come al g8 siete solo merde assassini pagherete, pagherete tutto prima o poi... 30-10-2009 13:29 - herrmann
  • assassini, che rispetto si può avere per le "forze dell'ordine"?
    Mi basta solo ripensare al G8..... 30-10-2009 13:11 - Andrew
  • Difficile capire i "moventi" di questo ammazzamento.Forse aveva fatto involontariamente uno sgarro nell'ambiente del piccolo spaccio che spesso e` collegato alla criminalita´organizzata che spesso e´collegata alle forze dell´ordine...O magari e' capitato per caso tra le vittime da immolare sull'altare della falsa sicurezza dei bigotti governi neoliberisti. Sta di fatto che questi crimini quasi sempre restano impuniti, anza, magari i colpevoli vengono anche premiati "in nero", cosa ne sappiamo? cosi' si insinua tra le forze dell'ordine la convinzione di sentirsi sentirsi "protetti" in casi del genere. Bene il Manifesto che dedica la prima pagina a questa notizia che invece gli altri media trascurano rendendosi "complici" di chi vuole insabbiare eventuali indagini che invece meriterebbero trasparenza e dovrebbero essere poste in primo piano in un paese democratico! 30-10-2009 13:01 - Agostino
  • una persona che conosco lavorara in carcere qualche anno fa e mi ha confermato di quante botte prendono i carcerati. ma crediamo veramente che sia fatta giustizia?? le forze dell ordine sono intoccabili!! 30-10-2009 12:44 - Vale
  • caro maurizio mariani ti rendi conto delle stupidagini che hai detto..vallo a raccontare ad una mamma che quelli sono fattarelli dopo che ha perso il figlio.. ma dai.. berlusconi uomo d'onore allora andasse in carcere come tutti e pagasse x i reati che ha commesso. Io penso sempre che i comportamenti dei poliziotti siano solamente una conseguenza a dei comportamenti sbagliati delle persone..ma ciò non giustifica i loro comportamenti.. non puoi picchiare xk uno spaccia un po di fumo..quando quasi tutti i parlamentali fanno uso di coaina..non puo calmare una rissa sparando ad altezza d uomo..e tu che ne sai che è inciampato?? ma che ne sai? non giustifichiamo l ingiustificabile.. e io sinceramente di questa politica mi sono stancata.. e tutti devono pagare a partire da berlusconi che va cn le escort a finire cn marazzo che va cn le tras..sono entrambi prostitute allo stesso modo.. non stiamo ai tempi di pretty woman e non t perfettere piu di chiamare fattarelli la morte di giovani ragazzi!!! 30-10-2009 12:37 - martina d'ovidio
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