domenica 14 marzo 2010
FUORIPAGINA
30/10/2009
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redazione
Niente veleni in mare. Ma chi si fida?
Nessun veleno in mare, come non essere felici. Le parole del procuratore Grasso e del ministro Prestigiacomo hanno voluto allontanare la paura che il mare di fronte al piccolo porto di Cetraro potessero essere contaminati da rifiuti tossici o, peggio ancora, radioattivi. Il dubbio ora è se fidarsi del governo. Lo potremo fare quando i tantissimi dubbi che ancora inquinano questa storia verranno allontanati.
Vorremmo, ad esempio, avere finalmente una risposta alla prima domanda che abbiamo posto due mesi fa al governo, per l'esattezza alla protezione civile: che fine hanno fatto i 10.500 fusti velenosi della nave Zanoobia? Vorremmo poi sapere quali sono i «soggetti istituzionali di governi europei ed extraeuropei» che secondo l'ex ministro Carlo Giovanardi avrebbero coperto o addirittura promosso il traffico delle navi dei veleni. Sarebbe interessante avere l'elenco delle 55 navi a perdere di cui avrebbe parlato il direttore dei servizi militari, l'ammiraglio Branciforte. È intenzionata la ministra Prestigiacomo ad approfondire la questione? Qualcuno cercherà i relitti? Verranno recuperati?
Per arrivare al più recente episodio del relitto di Cetraro, ci piacerebbe chiedere al governo e alla Marina Militare perché l'ordinanza di interdizione della pesca emessa nel 2007 venne ritirata un anno dopo. Ci piacerebbe avere la copia delle analisi che all'epoca vennero fatte in mare, visto che nell'ordinanza si citavano sostanze pericolose come il cadmio, il mercurio e il cobalto. E infine, perché i consulenti della Procura di Paola affermarono - mai smentiti - che il relitto di Cetraro aveva le caratteristiche tipiche di un cargo degli anni '50?
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Tutte le istituzioni a seguito delle delegittimazioni continue del "noto P2" non fanno altro che gettare sfiducia in tutto e creare sospetti a 360 gradi contro tutti per cui non sono certo ottimista sul futuro del ns. paese 31-10-2009 11:16 - orfeo
Ma allora il capitano Natale De Grazia, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, che stavano sulle tracce di queste navi, si sono sognato tutto e come nella migliore tradizione italiana, morti invano.
Io sono di quelle parti, ed ho conosciuto bambini morti a 9-10 anni per tumori e leucemie.
E' facile chiudere un caso come questo, la cosa preoccupante e che a farlo è lo Stato...Pesca e turismo in cambio di morte e menzogne. Io non mi sento tutelato, le navi ci sono, e vanno trovate, che siano a Cetraro a Maratea o in qualsiasi altro posto. 31-10-2009 10:58 - michelangelo
nella frettolosa chiusura del caso "navi dei veleni" sono tante le contraddizioni su cui riflettere.
Aggiungo che l'impressione è che le rivelazioni di Fonti siano troppo "ingombranti" per lo Stato e per l'economia nazionale: se fossero confermate ufficialmente non solo si scoprirebbero coperture e connivenze dei governi passati (e magari di personaggi ancora in attività) sul traffico dei rifiuti tossici, ma il governo dovrebbe rendere conto all'opinione pubblica (anche internazionale, non secondaria per il turismo...) di un disastro ambientale immane e della mancanza di risorse intellettuali, tecniche e finanziarie per farvi fronte. La conseguenza sarebbe devastante sul PIL nazionale, dato l'impatto sui comparti turistico e alimentare. Di fronte ad un tale scenario apocalittico, nei panni del governo, cosa avreste fatto voi? Troncare, sopire e traccheggiare forse è davvero la soluzione realisticamente più ragionevole. Confidando nella bontà del calendario Maya, si tratterebbe poi solo di tirare avanti con la farsa fino al 21 dicembre 2012, dopo di che tutto si risolverà da sé. Questo, almeno credo, deve aver pensato il ministro Prestigiacomo. 31-10-2009 02:16 - Alessandro B.