mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/10/2009
  •   |   Cinzia Gubbini
    Ammazzato

    Magrissimo, segni rossi sulle spalle, una costola fuori posto, un volto che fa impressione. Non soltanto per il rigor mortis, ma per quei segni inequivocabili di violenza. Le immagini del corpo di Stefano Cucchi non lasciano dubbi sui traumi che ha dovuto subire. Per mano di chi, quando e come è ancora tutto da capire. Ieri i famigliari del ragazzo, morto il 22 ottobre nella struttura penitenziaria dell’ospedale Sandro Pertini, hanno deciso di rendere pubbliche le foto scattate dalle pompe funebri. Non ne hanno altre, d’altronde. Al momento dell’autopsia al consulente della famiglia non è stato consentito di scattare fotografie. «Una decisione sofferta quella di mostrare queste foto, che è arrivata alla fine di una lunga riflessione», ha detto Luigi Manconi, presidente dell’associazione «A buon diritto», che ieri ha organizzato una conferenza stampa sul caso al senato, ottenendo l’appoggio e la presenza di diversi parlamentari di tutti gli schieramenti politici. «Alla fine hanno acconsentito - ha continuato Manconi -
    Perché sono una rappresentazione efficace di quanto accaduto».

    Accanto a lui ci sono i genitori di Stefano e la sorella Ilaria. Il loro dolore traspare dagli sguardi, dalle parole che raccontano un incubo. Un incubo italiano, in cui è incappata una famiglia come tante. C’è anche il legale della famiglia, Fabio Anselmo, lo stesso che ha seguito il caso di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara per mano di quattro poliziotti. Quello di Stefano è un caso simile. Il ragazzo, aveva solo 31 anni, è stato fermato la notte tra il 15 e il 16 ottobre nella periferia est di Roma. Addosso gli hanno trovato 20 grammi di hashish. E’ finito in una cella di sicurezza dei carabinieri, e già il giorno
    seguente nell’aula giudiziaria dove si è svolta la convalida dell’arresto il padre
    lo ha visto con il viso pesto. Anche per questo Manconi ha chiesto espressamente che sulla vicenda intervenga anche il ministro della Difesa La Russa: «Occorre un’inchiesta anche sul comportamento dell’Arma». Ma la famiglia Cucchi e i legali sono molto cauti almomento: «Non accusiamo
    nessuno - ha detto Fabio Anselmo - ma osserviamo alcune cose. A partire
    dal fatto che a Stefano è stato negato il diritto più elementare: poter vedere i propri famigliari mentre stava morendo». E’ questo uno dei punti su cui la famiglia Cucchi non si dà pace. «Vorrei che capiste il lato umano di questa vicenda - ha detto Ilaria - mio fratello è stato fatto morire lentamente e in solitudine. Ci hanno detto che aveva chiesto una Bibbia, perché sapeva che stava morendo».
    Una volta tanto l’arco costituzionale è unito nel chiedere verità e giustizia sul caso. «È in gioco lo Stato, faremo tutto il possibile», ha detto Flavia Perina, direttora del Secolo d’Italia e deputata Pdl. Interviene anche Renato Farina (il famoso «agente Betulla», ora in parlamento) che ha parlato delle pessime condizioni del reparto penitenziario del Pertini, in cui recentemente ha svolto un’ispezione. Stessa richiesta di chiarezza da parte dei Radicali, del Pd, degli esponenti di Rifondazione, dell’assessore al bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri di Sinistra e Libertà. L’onorevole Perduca ha ipotizzato la possibilità di un’indagine da parte della Commissione parlamentare sui diritti umani.

    «Non si faccia passare troppo tempo, come è stato fatto in altri casi. In
    circostanze come queste la celerità delle indagini è fondamentale», ha detto Patrizio Gonnella, dell’associazione Antigone. La procura è al lavoro per cercare di fare luce sulle cause della morte. Il titolare dell’inchiesta, il pm Vincenzo Barba, avrebbe già ascoltato alcune persone informate dei fatti. Mentre ieri il capo dell'Amministrazione penitenziaria Franco Ionta ha annunciato l'apertura di un’inchiesta amministrativa. «Speriamo di poter collaborare con la Procura - ha detto l’avvocato Anselmo - non vorremmo avere notizie solo dai giornali. Mentre ai responsabili istituzionali chiediamo di risparmiare alla famiglia il valzer delle giustificazioni frettolose». Il riferimento è quanto detto in un question time dal Guardasigilli Alfano, e cioè che secondo i referti medici Stefano avrebbe giustificato le costole rotte con una caduta dalle scale. Ma quando è uscito di casa quel giovedì sera il ragazzo stava benissimo.
    «L’ho consegnato sano allo Stato - ha detto Rita Cucchi - me lo hanno riconsegnato cadavere. Voglio verità».


I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
  • anche con il linciaggio morale si può uccidere e accade quì per dare in pasto il mostro i cc e un .....non sò come definirlo condannarono a morte per loro totale mancanza di
    uso della ragione etica e professionale un caro giovane ribadisco disattese le regole a dispetto della figura di coloro che si definiscono giornalisti ,e tutori dell'ordine , parlo di una vicenda di qualche anno fà la vittima di questo omiciido si chiamava mercuriali alberto aveva 28 anni.quindi corrotti nei principi e traditi dalla presunzione di onnipotenza credendo di appartenere alla razza umana,cosa di cui dubito. ciao alberto spero che il tempo ti faccia giustizia ,abbraccio i genitori di Stefano Cucchi e della (SPERO)ULTIMA VITTIMA MORTO A VARESE. 22-03-2010 23:34 - gorra guseppe
  • Perchè non mettono la pena di morte?In Italia molta gente sta
    diventando dei veri assassini.Pr
    ima quando ero giovane,tutti spariti,tutti scappati via.E ora
    ?La delinquenza è aumentata il 60%.A morte gli assassini!!! 27-02-2010 17:39 - Claudio
  • Anche io stò aspettando di sapere chi l'ha ucciso....speriamo che almeno ci dicano il nome e non lo nascondano x salvare la faccia a qualche onesto lavoratore delle forze dell'ordine,è una vergogna fai i figli e poi si ci mettono anche loro ad ammazzarli. 25-02-2010 20:12 - max 11
  • auguro con tutto il cuore che quei bastardi faccino la stessa fine del mio angelo stefy, anzi spero che succeda la stessa identica cosa a i figli insomma a tutta la loro generazione. devono soffrire l pene dell inferno. spero che lo stato dato che ha ucciso faccia qualcosa x aver giustizia x stefy. ciao angelo mio sappi che sei entrato nel mio cuore x sempre resterai 27-11-2009 09:03 - silvia
  • quanti cucchi sono morti per mano di assassini autorizzati da noi ce ALBERTO MENGOZZI trdito e assassinato da un deficente non criminale ,perche non ne ha i requisiti .essendo un vegetale con turbe di sensazionalismo acute e totale mancanza di sensibilità 05-11-2009 00:31 - giuseppe gorra
  • Rispondo solo a Flora:
    LA SINISTRA DOV'E'?

    A CONTARE LA GENTE CHE E' STATA TIRATA FUORI GRAZIE ALL'INDULTO MIA CARA... E' GRAZIE ALLA SINISTRA SE I POLIZIOTTI CHE HANNO MASSACRATO E UCCISO ALDROVANDI NON SONO IN CARCERE... NON DIMENTICARTELO!!! 03-11-2009 18:08 - Daniele
  • davvero scioccante quello che è successo, che dolore poveri genitori rivedere il figlio in quelle condizioni come ci si puo accanire con tanta crudel ta e violenza gratuita picchiato ammazzato da chi ci dovrebbe garantire la sicurezza ,negare la bibbia in punto di morte ,è intollerabile inaccettabile morire cosi riposa in pace stefano 01-11-2009 00:21 - usai maria antonietta
  • Ulia, penso che non sia stato consentito ai genitori di vedere il figlio perché l'ospedale di cui si parla è un centro clinico penitenziario distaccato presso l'ospedale Sandro Pertini. Insiste all'interno dell'area dove risiede l'ospedale pubblico capitolino, ma, in pratica, per la cinta di assi metalliche che lo circonda, per il filo di ferro, per i cancelli spessissimi, per le porte blindate, per le grate alle finestre , per le stanze di degenza che in realtà sono celle attrezzate per garantire una certa assistenza medico-infermieristica, per le telecamere distribuite in ogni dove, è un carcere a tutti gli effetti. L'ingresso può pertanto avvenire solo dopo aver ottenuto tutti i permessi di rito. Quanto alla vicenda in sé e alle cause della morte del povero ragazzo, forse una chiave interpretativa a riguardo può essere quella offerta da Cinzia Gubbini nell'articolo pubblicato a pag. 2 de Il Manifesto di oggi. Si poteva fare qualcosa - si chiede la giornalista - per evitare una simile prostazione fisica, a dispetto del rifiuto delle cure manifestato dal paziente? Il rimando all'esperienza del caso Englaro mi pare (un pugno nello stomaco) calzante. Gli scioperi della fame accadono sempre più di frequente nelle nostre carceri: in alcuni casi - e per lettori di un certo colore politico - possono apparire pretestuosi, in altre circostanze - non poche, come denunciano numerose associazioni - rivelano lo stato di deterioramento dei nostri istituti di pena che dovrebbero saper coniugare espiazione e riabilitazione, ma, in tutta evidenza, per una serie di svariate ragioni, non riescono nello scopo. Ma, come detto, non voglio ulteriormente esprimere pareri su una vicenda che deve poter essere approfondita con gli strumenti che il nostro ordinamento possiede, rispettando il lavoro della Magistratura e non esercitando pressioni di alcuna sorta, in un senso o nell'altro.
    In questo modo, ne sono certo, la verità verrà fuori. Da questo punto di vista, il titolo di apertura del Manifesto di oggi è, a mio modesto avviso, nella migliore tradizione di questo giornale. 31-10-2009 18:09 - lo sciacallo
  • come si possono cambiare le cose? come posso io adoperarmi per cambiarle? il sistema è troppo marcio per poterlo cambiare? è troppo tardi? siamo tutti troppo presi da cose futili? vale la pena cambiare le cose e il sistema? a cosa serve lo stato se mi prendono con 20 grammi di hashish e mi massacrano di botte? cosa fanno a chi invece ruba miliardi e miliardi e miliardi? quale è il limite tra giustizia e denaro? la giustizia forse è al servizio del denaro? la giustizia si serve dei più forti o dei più giusti? stanco,arrabbiato e triste....è uno stato che non mi piace,è uno stato che non voglio,è uno stato a cui non mi sento di appartenere,troppa ingiustizia,troppi legami e intrecci sporchi,troppa TV,troppe parole soprattutto.......e infine mi chiedo,c'è qualcuno che la pensa come me? 31-10-2009 14:25 - stefano
  • DA FRANCO SERANTINI
    A FEDERICO ALDROVANDI
    SINO A STEFANO CUCCHI

    PERCORSO DI UNA POLIZIA SEMPRE MENO DEMOCRATICA E SEMPRE PIU' ARGENTINA
    MA COME MAI STE COSE NON SONO SUCCESSE A TOTO' RIINA, A BRUSCA
    AI VARI SANDOKAN O PROVENZANO CHE SIA?? PERCHE' CHI HA FATTO QUESTE COSE SONO DEI BASTARDI CHE SONO PEGGIO DEI MAFIOSI E CAMMORRISTIO PERCHE SONO SERVI E BASTARDI CHE SOLO CON I DEBOLI - SPERIAMO CHE AI LORO FIGLI SUCCEDA LA STESSA COSA
    E LA SINISTRA DOV'E???

    UN ABBRACCIO ALLA FAMIGLIA DI STEFANO 31-10-2009 13:09 - flora
I COMMENTI:
  pagina:  1/5  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI