-
|
Giuseppe Caliceti
Gelmini due: smantellare le scuole superiori
Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l'assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, "corretti" al peggio.
Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori....
Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l'informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più.
Bambini o ragazzi che siano, l'idea base sull'educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall'offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria.
È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l'allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell'offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.
- 30/11/2009 [9 commenti]
- 30/11/2009 [6 commenti]
- 28/11/2009 [20 commenti]
- 28/11/2009 [7 commenti]
- 28/11/2009 [2 commenti]
- 28/11/2009 [2 commenti]
- 28/11/2009 [24 commenti]
- 27/11/2009 [5 commenti]
- 27/11/2009 [3 commenti]
- 26/11/2009 [28 commenti]
- 26/11/2009 [2 commenti]
- 25/11/2009 [9 commenti]
- 24/11/2009 [8 commenti]
- 24/11/2009 [4 commenti]
- 23/11/2009 [8 commenti]
- 23/11/2009 [2 commenti]
- 21/11/2009 [5 commenti]
- 21/11/2009 [17 commenti]
- 20/11/2009 [16 commenti]
- 20/11/2009 [3 commenti]
- 19/11/2009 [7 commenti]
- 19/11/2009 [3 commenti]
- 19/11/2009 [0 commenti]
- 18/11/2009 [4 commenti]
- 18/11/2009 [6 commenti]
- 17/11/2009 [7 commenti]
- 17/11/2009 [28 commenti]
- 16/11/2009 [5 commenti]
- 16/11/2009 [3 commenti]
- 14/11/2009 [15 commenti]
- 13/11/2009 [14 commenti]
- 13/11/2009 [14 commenti]
- 13/11/2009 [8 commenti]
- 13/11/2009 [3 commenti]
- 11/11/2009 [22 commenti]
- 11/11/2009 [16 commenti]
- 11/11/2009 [1 commenti]
- 10/11/2009 [18 commenti]
- 10/11/2009 [11 commenti]
- 10/11/2009 [21 commenti]
- 09/11/2009 [14 commenti]
- 08/11/2009 [18 commenti]
- 08/11/2009 [12 commenti]
- 07/11/2009 [0 commenti]
- 07/11/2009 [10 commenti]
- 06/11/2009 [23 commenti]
- 06/11/2009 [3 commenti]
- 06/11/2009 [16 commenti]
- 05/11/2009 [11 commenti]
- 05/11/2009 [10 commenti]
- 05/11/2009 [7 commenti]
- 04/11/2009 [5 commenti]
- 03/11/2009 [6 commenti]
- 03/11/2009 [10 commenti]
- 03/11/2009 [13 commenti]
- 02/11/2009 [35 commenti]
- 02/11/2009 [14 commenti]
- 02/11/2009 [23 commenti]
- 01/11/2009 [17 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











grazie per averci aperto gli occhi.
distinti saluti
Antonio 02-11-2009 11:42 - antonio
Basta vedere come viene gestito il personale scolastico...
E pensare che ormai nei paesi anglosassoni stanno usando la didattica per livelli...
E noi siamo fermi a modelli educativi praticamente ottocenteschi... 01-11-2009 19:59 - RInaldo D.+M.
l'allarme è dell'ocse.
i figli di famiglie svantaggiate, dopo i (pochi) anni di percorso scolastico non avanzano a livello sociale o economico (di conseguenza, spesso culturale, perchè i problemi di sopravvivenza sono più urgenti).
il risultato è sotto gli occhi di tutti: quanti ragazzi figli di famiglie immigrate o socialmente disagiate trovate nei licei?
pochissimi.
la maggioranza resta fuori dalla società che cresce e decide, e spesso finiscono per ingrassare le file degli emarginati sociali quando non della criminalità, con grave danno per la società e grandissima sofferenza individuale.
togliere denaro alla scuola (pubblica) è un modo per agevolare questo immobilismo.
invece di investire sulle scuole (soprattutto quelle che sono situate in quartieri difficili) si preferisce lasciare tutto com'è.
quanti potenziali einstein stiamo lasciando fuori? a quale prezzo la società (italiana) resta immobile? 01-11-2009 17:47 - |ulia
sone sta per essere attuato definitivamente. Questa, non è naturalmente, una pensata della Gelmini,ma un progetto ben preciso (bipartisan) che al ministro Berlinguer non è stato possibile gestire a causa della caduta del suo governo. Forse lui lo avrebbe realizzato meglio, (per far meglio di questa pseudo ministra non è che ci voglia tanto),ma la sostanza rimane quella che è. Non sono d'accordo che gli insegnanti sono inconsapevoli, che tutto viene fatto a loro insaputa. Io lavoro a scuola nel centro sud e vi posso assicurare che quelli che sono coscienti di quello che succede,non parlano,perchè aono sempre pochi e si sentono impotenti difronte ad una maggioranza che è pronta solo a difendere il proprio orticello,fa comodo così, è inutile fare discorsi, non ti ascolta nessuno. 01-11-2009 17:30 - Cristina Giambuzzi
Come al solito dimenticati. Ricordo che i tagli maggiori di personale e risorse della riforma Gelmini sono stati nel settore della scuola media, quella con il maggior numero di precari da quest'anno senza contratto e, a quanto pare, anche senza voce 01-11-2009 16:56 - giada