domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
02/11/2009
  •   |   Giuseppe Caliceti
    Gelmini due: smantellare le scuole superiori

    Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l'assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, "corretti" al peggio. 

    Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori.... 
    Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l'informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più. 
    Bambini o ragazzi che siano, l'idea base sull'educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall'offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria. 
    È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l'allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell'offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.


I COMMENTI:
  pagina:  2/3  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • Meno male che di di tutto quersto dramma se ne accorge l'autore dell'articolo, che altrimenti noi poveri genitori (idioti per definizione o, al più disinteressati dei nostri figli) non ce ne saremmo accorti. La scuola italiana era al collasso, e questo è un dato incontestabiloe, perchè le scelte venivano fatte per garantire posti ad una massa di docenti che, senza alcuna forma di selezione, venivano avviati a questa gigantesca fucina senza progetti strategici. Potrebbe essere interessante vedere quanti insegnanti assunti appena giunti ad insegnare chiedevano unicamente ditornare al paese, o quanti praticamente a scuola non si vedevano mai (alla faccia degli studenti, veri destinatari e fruitori del lavoro di costoro. Adesso la musica cambia; certo, è ancora presto per dire se la scelta è giusta. Ma in tutto l'articolo, come in tutti quelli che criticano le scelòte della Gelmini, non c'è neanche l'ombra di una proposta, se non quella di aumentare a pioggia i finanziamenti e le spese, perchè per alcuni non è importante come si spende, ma quanto, indipendentemente dalla qualità della spesa. Sembra di rivedere i programmi dell'economia statalista di vecchio stampo sovietico.Il vero problema della scuola sono oggi i precari, che non sono stati creati dalla Gelmini ma illusi, ad arte, da una coro di voci tra le quali spiccano quelle populiste di molti esponenti della sinistra. Anche Prodi voleva tagliare i posti, perchè aveva capito che il meccanismo era prossimo ad incepparsi, ma qualcuno della sua coalizione di governo glielo ha impedito, per non lasciare a casa i precari. Illudendoli ancora. Nessuna riforma è stata fatta con l'entusiasmo dei riformati, ma la scuola italiana ne aveva veramente bisogno. Attendo fiducioso di leggere le ricette miracolose del signor Caliceti, che, coniugando miglioramento didattico, contenimento della spesa, bisogni sociali di genitori ed insegnanti ed equità sociale saprà certamente estrarre dal suo cilindro una soluzione alla quale noi genitori distratti ed indifferenti (e un pò coglioni, diciamolo, perchè magari riteniamo che la Gelmini abbia toccato interessi veramente notevoli e provocato l'ira di numerosi "sancta sanctorum") no eravamo nè saremmo arrivati.
    grazie per averci aperto gli occhi.
    distinti saluti
    Antonio 02-11-2009 11:42 - antonio
  • Ma vi è qualche seria argomentazione in questo articolo? Dove? Badate, non stimo la gelmini, né questo governo. Ma se questo è giornalismo. Lo scentifico tecnologico senza latino c'era già anni fa; ben vengano gli insegnamenti di musica, assolutamente bistrattati nella scuola, e ben venga anche l'artistico a 5 anni. Che poi ci siano dei problemi allora chiedo a voi giornalisti addetti di parlarne veramente, affrontarli con dati e argomentazioni, non semplicemente con il classico "urlo" ai tagli, tanto facile quanto inutile. 02-11-2009 10:46 - marco
  • ORmai al peggio nella scuola non c'è più fine....
    Basta vedere come viene gestito il personale scolastico...
    E pensare che ormai nei paesi anglosassoni stanno usando la didattica per livelli...
    E noi siamo fermi a modelli educativi praticamente ottocenteschi... 01-11-2009 19:59 - RInaldo D.+M.
  • Purtroppo con la riforma Gelmini è d'accordo la Confindustria e quindi non c'è niente da fare.Il Pd non è stato capace di dire una parola e fra i sindacati la cgil è in minoranza.avsnti cosi. 01-11-2009 19:39 - mario
  • Noto con sommo dispiacere che la Gelmini ha colto al volo l'invito della Mercegaglia di tagliare la spesa pubblica per ridurre le tasse alle imprese, ovviamente mai ai lavoratori grazie ai quali lo stato si mantiene. La scuola è uno spreco pre lo stato quindi va tagiata. Chiudiamola definitivamente e "che non se ne parli più". 01-11-2009 18:41 - paola
  • Finalmente! Finalmente qualcuno che ricorda come alle origini delle follie gelminiane ci sia la mano di Berlinguer! Complimenti! Non sarò solo io l'unico fesso che tenta di ribadire questa triste verità! In realtà non si comprendono gli ultimi colpi inferti alla scuola se non si identifica il punto iniziale, che è appunto quello costituita dal tristemente famoso 'compagno' Berlinguer. 01-11-2009 18:09 - Bartolo Anglani
  • sono un'insegnante e devo dire che purtroppo da alcuni anni la scuola non fa (più) la differenza.
    l'allarme è dell'ocse.
    i figli di famiglie svantaggiate, dopo i (pochi) anni di percorso scolastico non avanzano a livello sociale o economico (di conseguenza, spesso culturale, perchè i problemi di sopravvivenza sono più urgenti).
    il risultato è sotto gli occhi di tutti: quanti ragazzi figli di famiglie immigrate o socialmente disagiate trovate nei licei?
    pochissimi.
    la maggioranza resta fuori dalla società che cresce e decide, e spesso finiscono per ingrassare le file degli emarginati sociali quando non della criminalità, con grave danno per la società e grandissima sofferenza individuale.
    togliere denaro alla scuola (pubblica) è un modo per agevolare questo immobilismo.
    invece di investire sulle scuole (soprattutto quelle che sono situate in quartieri difficili) si preferisce lasciare tutto com'è.
    quanti potenziali einstein stiamo lasciando fuori? a quale prezzo la società (italiana) resta immobile? 01-11-2009 17:47 - |ulia
  • Il modello di scuola anglossas-
    sone sta per essere attuato definitivamente. Questa, non è naturalmente, una pensata della Gelmini,ma un progetto ben preciso (bipartisan) che al ministro Berlinguer non è stato possibile gestire a causa della caduta del suo governo. Forse lui lo avrebbe realizzato meglio, (per far meglio di questa pseudo ministra non è che ci voglia tanto),ma la sostanza rimane quella che è. Non sono d'accordo che gli insegnanti sono inconsapevoli, che tutto viene fatto a loro insaputa. Io lavoro a scuola nel centro sud e vi posso assicurare che quelli che sono coscienti di quello che succede,non parlano,perchè aono sempre pochi e si sentono impotenti difronte ad una maggioranza che è pronta solo a difendere il proprio orticello,fa comodo così, è inutile fare discorsi, non ti ascolta nessuno. 01-11-2009 17:30 - Cristina Giambuzzi
  • Così avverrà. Tutto è pronto: alle famiglie importa un fico secco, agli studenti più o meno lo stesso, ai docenti più meno che più. Intendo dire che la "riforma" appare nel momento opportuno. Parlo da insegnante sull'orlo della pensione: alla ministra preme eseguire gli ordini: tagliare la spesa pubblica, certo, ed anche (forse più, ma non lo può dire apertis verbis) cacciare dalla scuola quelli/quelle della mia generazione: in sintesi, i "sessantottini". Prego, s'accomodi. I giovani e le giovani colleghe sono pronti/e ad ubbidire alla maestrina, anelano ad eseguire gli ordini, perché sono la generazione del "merito" e intendono forgiare la "meritevole" scuola del domani. Buon viaggio, Italia mia. 01-11-2009 17:09 - merula
  • "Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore...".
    Come al solito dimenticati. Ricordo che i tagli maggiori di personale e risorse della riforma Gelmini sono stati nel settore della scuola media, quella con il maggior numero di precari da quest'anno senza contratto e, a quanto pare, anche senza voce 01-11-2009 16:56 - giada
I COMMENTI:
  pagina:  2/3  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI