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FUORIPAGINA
02/11/2009
  •   |   Giuseppe Caliceti
    Gelmini due: smantellare le scuole superiori

    Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l'assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, "corretti" al peggio. 

    Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori.... 
    Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l'informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più. 
    Bambini o ragazzi che siano, l'idea base sull'educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall'offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria. 
    È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l'allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell'offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.


I COMMENTI:
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  • Scusate, già si fa disinformazione da destra, perché anche voi la fate? nelle bozze di regolamento che ciascun giornalista si può leggere sul sito (anche della Chil scuola) del ministero della Distruzione pubblica, non è vero che tutte le scuole si chiameranno licei, esisteranno 6 licei e diversi indirizzi dei tecnici.. e, soprattutto, vedetevi che si dice a proposito dei 'consigli di amministrazione' nelle scuole, con 'esperti esterni' e potere di assunzione.. alla faccia dei regolari concorsi...insomma, alla stampa di opposizione possiamo chiedere un minimo di informazione corretta? di questi tempi è fondamentale. Grazie e buon lavoro (difficile lo so, ma ne vale la pena).
    cordiali saluti 01-11-2009 16:21 - ermanno
  • Mariastella Gelmini e' il ministro che si e' posto il problema dei libri di testo per i ragazzi che come tutti sanno da 20, 30 anni sono aumentati enormemente in termini di peso, di volume e di costo.

    Ma non vi sis tringe il cuore quando vedete ragazzini e ragazzine andare a scuola caricati come muli? non vi sfiora il sospetto che dietro vi sia solo speculazione, rednita parassitaria e frose corruzione ? (i benefit delle case editrici alle insegnanti affinchè' cambino i libri di testo ogni anno)

    Credo che nessuno in buona fede puo' negare che dietro a questa superfetazione abnorme vi sia non necessità didattiche ma solo un mercato artificiale; un libero di testo, che per definizione ha pochissimo contenuto originale, ha un prezzo per pagina di molto superiore ad un libro di autore, di qualunque contenuto sia ( scientifico, romanzo ecc)

    Ai miei tempi andavamo a scuola con 1, 2, massimo 3 libri tenuti legati con un elastico; eppure forse, anzi senza forse, abbiamo imparato molto di più dei ragazzi di oggi, che a volte fanno errori di ortografia e di grammatica anche all'università. 01-11-2009 16:18 - aiace
  • rispondo qui a Pippo che in risposta ad un mio commento all'articolo "mobilitazione per l'università", ormai passato in archivio, mi chiedeva se dopo la privatizzazione delle ferrovie, delle poste e dell'alitalia (cai) avessi rilevato un miglioramento.

    Posso portare solo le mie impressioni personali

    ho viaggiato per ferrovia in Francia, Germania, Svizera e UK e non c'e' paragone con la qualità (pessima) del servizio in Italia; certo i prezzi italiani sono, ancora per poco, più bassi, ma ne vale la pena? dò atto che la dirigenza ferroviaria attuale (Moretti, un ingegniere entrato in FS per concorso e che vi ha passato l'intera vita di lavoro) sta facendo tutto il possibile per migliorare il servizio ma evidentemente le resistenze corporative che incontra sono fortissime.

    2) le poste: rispetto alla situazione di 10 - 15 anni fa e' un altro mondo; in alcuni settori ( bancoposta) le Poste italiane sono alla avanguardia nel mondo; anche il personale si comporta diversamente, per quello che ho potuto constatare: attento, premuroso, rispettoso del pubblico

    3) ma il cambiamento maggiore ho avuto modo di verificarlo nel campo della sanità: sono stato ricoverato in un opedale pubblico e davvero non posso fare altro che ringraziare medici e infermiere ( e l'ho fatto); al di là dell'aspetto professionale era tutto il modo di comportarsi del personale che era cambiato rispetto ad degrado di 20 anni fa (lo ricordo perche' sono anziano); per esempio, le infermiere durnate la notte passavano di loro iniziativa, senza essere chiamate, a verificare continuamente le mie condizioni e non ero affatto grave; e durante un delicato intervento chirurgico (in anesstesia locale) mi sentivo veramente al centro delle attenzioni di tutto il personale della sala operatoria che si prodigava al massimo; forse sono stato particolarmente fortunato o forse sono fortunato solo perche' abito in Lombardia, ma questa e' la realtà che ho vissuto

    Anche l'università deve cambiare, ma per farlo e' necessario usare, in un primo tempo, il bastone contro tutti i nullafacienti ed i parassiti, grandi e piccoli, che la infestano.

    E' quello che cerca di fare Gelmini, spero che ci riesca; e sbaglia la sinistra a sostenere per partito preso tutti coloro che vi lavorano senza una riflessione critica sul rapporto costi / rendimento. 01-11-2009 15:57 - aiace
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