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FUORIPAGINA
02/11/2009
  •   |   Cinzia Gubbini
    L'ospedale Pertini: "per parlare con i medici non serve il pm"


    «Non c'è bisogno di alcuna autorizzazione per parlare con i medici della struttura penitenziaria del Sandro Pertini». Lo afferma Antonio D'Urso, direttore sanitario della Asl Rm/B dalla quale dipende l'ospedale romano Sandro Pertini. Qui, giovedì scorso, è morto per cause ancora da accertare Stefano Cucchi. 31 anni, il ragazzo era stato fermato una settimana prima dai carabinieri per il possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. E' morto dopo cinque giorni di ricovero nel reparto di medicina protetta del Pertini, dove era arrivato con due costole rotte e alcune tumefazioni al viso. Nella storia di Stefano si intrecciano diversi problemi: chi gli ha procurato quelle ferite, come è stato curato all'interno dell'ospedale ma anche perché la sua famiglia si sia scontrata contro il «muro» della polizia penitenziaria che gestisce la sicurezza del reparto di medicina protetta del Pertini. Per tre giorni di fila - hanno raccontato Rita e Giovanni Cucchi - si sono recati al reparto angosciati e disperati, dicendo che non pretendevano di vedere il figlio senza l'autorizzazione del pubblico ministero. Ma che volevano soltanto parlare con i medici, per sapere come stava Stefano. Gli agenti glielo hanno impedito, sostenendo che anche per parlare con il personale sanitario bisognava attendere l'autorizzazione del pm. Ma non era vero, come conferma D'Urso.

    Direttore, quali sono le procedure che i famigliari dei detenuti ricoverati nella struttura penitenziaria devono seguire per ricevere informazioni dai medici?
    Bisogna distinguere: per poter fare visita al proprio congiunto è necessario avere l'autorizzazione della Procura. Quel reparto, pur trovandosi in una palazzina dentro l'ospedale, funziona come un carcere. Ma essendo un reparto ospedaliero è ovviamente possibile conferire con i medici.

    Come si fa?
    Ci si reca al reparto dalle 12 alle 14 di tutti i giorni e si chiede alla polizia penitenziaria di parlare con i medici
    I coniugi Cucchi denunciano che ciò è stato loro impedito.

    E' la prima volta che mi capita di sentire una cosa di questo tipo. Non ho mai ricevuto lamentale né dai famigliari dei detenuti, né dai sei medici del reparto, tutti appartenenti al personale della Asl

    Quindi secondo lei cosa è accaduto?
    Non lo so dire. Lì la sorveglianza è affidata alla polizia penitenziaria.

    Cosa dicono i medici a questo proposito?
    Hanno dichiarato di non essere mai stati informati della richiesta di colloqui da parte della famigliari di Stefano Cucchi.

    Il reparto in cui è stato ricoverato Stefano è attrezzato per le emergenze?
    Di certo non è un ospedale, è solo un reparto. Solitamente, e con una procedura ormai consolidata, se un detenuto ha bisogno di qualsiasi tipo di analisi o intervento che non può essere garantito lì viene trasferito negli altri reparti ospedalieri.

    Ci sono dubbi anche sull'assistenza prestata a Stefano durante il ricovero.
    Io sarei molto cauto nel fare qualsiasi tipo di valutazione in questo senso. Conosco i medici che operano in quella struttura. Sono molto bravi, hanno salvato diverse persone. Io so soltanto che il decesso è sopraggiunto in modo repentino, inaspettato. C'è un'indagine in corso. Da parte nostra c'è e ci sarà la massima collaborazione. Esprimiamo, inoltre, la nostra vicinanza alla famiglia Cucchi e il massimo rispetto per il loro dolore.


I COMMENTI:
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  • Più passa il tempo ed è evidente che ci sono dentro TUTTI.

    -caramba: con ogni probabilità gli autori del pestaggio iniziale, vallo a capire per quale ragione

    -pula carceraria: hanno detto una cazzata imperiale impedendo ai familiari di parlare con i dottori (sic)

    -medici: gente che di grazia potrebbe curare le pecore, altro che gli esseri umani!

    -giudici: ma come xazzo è possibile che lo hanno detenuto in quanto 'senza fissa dimora'??? Adesso, con i parenti in tribunale, a seconda di come gira il vento, si possono definire 'barboni' chiunque sia messo in galera e pestato dagli sbirri? Sarà mica che lo hanno tenuto 'dentro' perché avevano paura che parlasse delle botte che gli hanno dato?

    -politici: La Russa e Alfano. Ricordiamoci delle loro sante parole, le scale e la massima fiducia 'all'Arma'.

    Non riesco a capacitarmi. Già è incredibile quel che è successo a Bianzino (e a tanti altri), ma adesso si passa ogni limite.

    Mi viene in mente Caparezza:''se non ti chiami Savoia scordati i domiciliari''. Questa legge repressiva, gente che sfoga i suoi istinti di sopraffazione solo contro i deboli e i marginali, e potremmo essere tutti noi! Anche a casa nostra, incredibile.

    Bisogna abolire la Fini-giovanardi, mi sembra il minimo. Specie con politici che si portano in giro 8 kg di cocaina e si pippano a manetta. Criminalizzare stranieri e ragazzi (ma attenzione: se vanno in giro con il SUV e ammazzano qualcuno, allora i figli di papà non hanno conseguenze: devono beccarti a piedi con un paio di spinelli, se sei uno spacciatore allora va tutto bene lo stesso, mica se la pigliano con i professionisti). Che orrore senza fine. Non vorrei che Stefano sia stato ucciso perché non parlasse, chiudendolo in cella fino a farlo morire disidratato. Allora l'omicidio premeditato sarebbe il minimo capo d'imputazione. MA con i caramba che ricattano MArrazzo, vi rendete conto in che mani siamo finiti? Una volta era la pula con i Savo, adesso è tutto uno schifo, non ti salvi da nessuna parte, altro che forze dell'ordine. 04-11-2009 00:07 - Raniero
  • la polizia penitenziaria che impedisce di incontrare i medici ai parenti. ma questi devono essere messi alla sbarra. c'è tutta una serie di complicità . se non ci foste voi che avete per primi pubblicato in prima pagina questa atroce notizia sarebbe stato come vivere in argentina ai tempidella dittatura . questo è stato un tentativo di desparecido. han tentato di far sparire la persona stefano dopo averla uccisa .non 'era , non esisteva ,non si poteva vedere .ma quale orrore ci stanno facendo sopportare questi organi polizieschi , queste leggi liberticide come la fini giovanardi che come qualcuno ha detto saggiamente prima ha derubato il popolo di un referendum che avrebbe fatto d 20 grammi di innocua marjuana un reato amministrativo. Quel fini fascista che oggi tutti ammirano è sempre della stessa pasta dei fascisti che ci governano e premia che tortura a genova , a napoli , nelle carceri , nei centri per immigrati tutti i giorni mentre ci facciamo rimbambire dai torbidi gossip del potere che si nutre della spettacolarizzazione dei suoi eccessi e della sua arroganza sulla pelle della povera gente dei comuni mortali,dei proletari. 03-11-2009 23:32 - roberto
  • assurdo morire per 20 grammi di marjuana a 30 anni quando hai tutta una vita davanti a te grazie fini grazie giovanardi che avete abrogato un referendum votato dal popolo italiano senza la vostra genialata ora stefano sarebbe qui perche il suo era un reato amministrativo chissa se ogni tanto penserete a quello che avete combinato ne dubito perche probabilmente la coscienza non fa parte del vostro DNA legalizzare per evitare morti inutili 03-11-2009 14:44 - gianfranco sguaizer
  • ...MA IN QUALE PAESE VIVIAMO!!!!!!!!!!!!! VERGOGNA!!!!!!!! 03-11-2009 13:51 - talod
  • Credo che oramai sia ora di organizzarsi in gruppi di appoggio giuridici di cittadinanza attiva. Un po una sorta di Human Rights Watch o Amnesty su base locale per poter controllare in caso di violazioni di diritti umani. Insomma perché lo facciamo in Africa e in Oriente e non possiamo farlo a casa nostra?? 03-11-2009 13:46 - alberto
  • Come al solito si fa dell'omertà quando succedono queste tragedie. Sono sempre più convinta di trovarmi in un regime dittatoriale dove ti sbattono in cella se non delinqui ad alti livelli. Al danno s'aggiunge la beffa: non sai se ne esci vivo. Se questa non è dittatura! 03-11-2009 13:22 - annalisa pastore
  • Come è possibile che per venti grammi di erba si venga solertemente arrestati e torturati fino a morire? Importa sapere se è stato in caserma, in carcere o nell'ospedale carcerario? In un paese dove scorre a fiumi la cocaina, dessert che si accompagna al piatto forte del sesso a pagamento; in un paese dove i ricchi non piangono mai e men che mai si sognano di rispettare le leggi; in un paese come questo la rabbia cieca dei tutori della legge, immola sull'altare della legalità un ragazzo sfortunato.
    E' questa la legge? 03-11-2009 12:18 - maria francesca
  • Secondo me, MENTONO TUTTI ! Medici, carabinieri, polizia penitenziaria, ministri e funzionari vari. Tutti a pararsi vicendevolmente il culo ed a prendere in giro quei poveri disgraziati dei genitori di Stefano Cucchi. Ma dove è andata a finire la GIUSTIZIA ? 03-11-2009 12:08 - gianni
  • Un ragazzo che spacciava droga è stato arrestato e dopo una "misteriosa"passata di manette è morto.
    Morto per le botte in caserma?
    Morto per le botte in cella?
    Morto per le botte nell'ospedale Pertini?
    Morto sotto le mani del dott.D'Urso?
    Io penso che è morto dove nessun detenuto nero o bianco potesse vedere.
    Come regolamento interno!
    Codice rosso! 03-11-2009 10:53 - maurizio mariani
  • c'è un complice silenzio da parte di tutti, strutture sanitarie, penitenziarie e istituzioni, e un ragazzo purtroppo è MORTO! ma in quale Italia "democratica" viviamo ! 03-11-2009 10:42 - vincenzo
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