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Raffaele Mastrolonardo
Banda larga, abbiamo scherzato
Scusate tanto, avevamo scherzato. Dopo mesi di rinvii, tentennamenti, dichiarazioni imbarazzate e rassicurazioni poco credibili, finalmente l'ammissione: i soldi promessi dal governo nel giugno scorso per lo sviluppo della banda larga nel nostro Paese non arriveranno. Con buona pace dell'obiettivo di garantire una connessione da 2 megabit al secondo a tutti gli italiani entro il 2012.
A togliere ogni dubbio residuo è stato Gianni Letta in persona: gli 800 milioni che l'esecutivo aveva stanziato a giugno nell'ambito del cosiddetto “Piano Romani” (dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani) sono rimandati a data da destinarsi. «Lo stanziamento – ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – era stato previsto prima dell'avvento della crisi». Dopodiché il governo «ha dovuto riconsiderare le cose dando la precedenza a questioni come gli ammortizzatori sociali».
I soldi – ha precisato Letta – arriveranno «una volta usciti dalla crisi». Un orizzonte temporale che mette la parola fine ad un “giallo” che sempre più appariva come un segreto di Pulcinella. Tra gli addetti ai lavori, infatti, lo scetticismo serpeggiava da tempo. «Purtroppo lo prevedevo», è stato il commento del presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò.
A fugare le perplessità del numero uno dell'Agcom non erano evidentemente bastate le dichiarazioni del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta che poco più due settimane fa scommetteva su una svolta positiva a breve: «Il piano è già pronto. Ho parlato con il viceministro Paolo Romani. E' un problema di investimenti, ma manca ormai solo l'ultima spinta. Nell'arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera dal Cipe», aveva detto.
Bisognerà, invece, aspettare tempi economici migliori. Contattato dal manifesto il ministro Brunetta ha declinato ogni commento. Ma certo la notizia non deve avergli fatto piacere visto che gli 800 milioni previsti erano un puntello importante per il suo piano di e-government che prevede una pubblica amministrazione più digitale e informatizzata.
Anche quei 7,5 milioni di italiani che si devono accontentare di obsolete connessioni inferiori a 1 megabit al secondo hanno poco da rallegrarsi. A loro non resta che sperare, ancor più di prima, che la crisi passi presto. Mentre l'Italia sembra condannata a rimanere in quella mediocrità digitale nella quale la fotografano le ricerche internazionali. Secondo il recente Broadband Quality Index, studio condotto dalle Università di Oxford e Oviedo, il nostro Paese si colloca al 38simo posto (su 66 stati analizzati) per la qualità delle connessioni Internet. Un risultato che consente agli abitanti dello stivale di utilizzare in modo appena adeguato i servizi web odierni ma impedirà, dice lo studio, di sfruttare le applicazioni che popoleranno l'universo online di qui a 5 anni.
E proprio il futuro è la prima vittima dell'annuncio di Letta. Il “Piano Romani” era già di per sé figlio dell'opzione meno ambiziosa tra quelle proposte nel “Rapporto Caio”, l'indagine che Francesco Caio ha realizzato per conto dell'esecutivo. Il governo rinunciava a una stratega di sviluppo di reti di nuova generazione capaci portare nelle case di tutti gli italiani connessioni da almeno 50 megabit al secondo per concentrarsi su un obiettivo più limitato: 2 megabit al secondo per tutti entro 2 anni. Ora, anche questa ipotesi minima subisce uno stop. Solo dopo la crisi, dice Letta, «si potrà riprendere l'ordine delle priorità».
Posizione discutibile visto che altrove l'innovazione delle reti è vista come un'opportunità proprio per uscire dalla recessione. Due giorni fa il ministro delle comunicazioni svedese Asa Torstensson ha annunciato che il governo varerà un piano per portare connessioni da 100 megabit al secondo al 90% della popolazione entro il 2020 (il 40% nel 2015). «Gran parte della futura crescita economica - ha spiegato - dipenderà dalla rete». Ancora più radicale la Finlandia che a metà ottobre, in piena crisi, dunque, ha sancito il diritto alla banda larga: per legge, entro il 2010 tutti i finlandesi dovranno poter andare in rete alla velocità di almeno 1 megabit al secondo, che diventeranno 100 nel 2015.
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E infatti (dati estratti da CBC News <http://www.cbc.ca/technology/story/2008/09/18/tech-finland.html>) i finlandesi stimano di potercela fare con una spesa COMPLESSIVA di 200 milioni di euro, circa un terzo dei quali verrà tirato fuori dal governo. Una bazzecola.
Ora, e mi ripeto, non è che con questo io voglia giustificare il governo: non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello! Possiamo infatti dire, e mi pare che su questo siamo tutti d'accordo, a cominciare da Mastrolonardo, che questa rischia di essere l'ennesima occasione sprecata da parte della compagine berluscona, la quale - come tutti i governi che l'hanno preceduta - per rilanciare lo sviluppo economico non sa inventarsi di meglio che altro mattone e altro cemento, anziché investire sulle, chiamiamole così, "tecnologie abilitanti avanzate per l'interconnessione dei cittadini". Una visione dell'economia che definire arcaica sarebbe eufemistico.
Tuttavia, da un giornale di sinistra, com'è il manifesto, io mi aspetterei critiche MOLTO più circostanziate del solito "piagnisteo" della serie "i finlandesi hanno la banda larga e noi no, governo ladro!"...
Questo era, in sostanza il mio punto. 08-11-2009 01:30 - Alan Ross
Io invece vorrei ribaltare il tuo punto di vista: in paesi come la Finlandia e la Svezia è più difficile portare a tutti la banda larga proprio perchè la densità per kmq è minore.
E' vero che più gente c'è da raggiungere più risorse servono (ma è anche vero che +popolazione +tasse riscosse (in teoria...) +soldi a disposizione quindi in percentuale, è la stessa cosa
se con una popolazione 1000 per portar la banda larga spendo 10 equivalente a X%, con una popolazione 6000 spendo 60 ed equivale sempre a X%, quindi in teoria il problema non è nei dei grandi numeri.
Ma il problema principale che ci viene opposto quando cerchiamo di farci portar la banda larga (abbiamo cercato di contattare più aziende che operano con hiperlan) è che la densità di popolazione è troppo bassa per rientrare con l'investimento in tempi non biblici perchè per raggiungere tutti bisogna posizionare più antenne; ecco che quindi la scarsa densità di popolazione rappresenta più un problema che un elemento che facilita il raggiungimento di tutti con banda larga, perchè se spendendo X con alta densità di popolazione raggiungo 100 persone, con bassa densità se spendo X ne raggiungo solo 10, ecco che il costo pro-capite aumenta con bassa densità. E se a noi non vengono a coprirci perchè non rientrano con i costi pensa in Svezia e Finlandia quanto deve costare (non in termeni a assoluti, ma in termini di spesa pro-capite) raggiungere tutti inquei paesi.
Quindi non è affatto vero che farlo in Italia è più difficile per i motivi che hai detto. Anzi è vero il contrario. In E' vero che in Italia è più difficile portar la banda larga a tutti rispetto a Finlandia e Svezia, ma è più difficile per colpa dell'ottusità (e dalla mancanza di volontà) di chi ci governa, non per altri motivi. 07-11-2009 09:49 - Mirco Baldini
Giusto. In altri tempi, però: i tempi in cui qualunque fosse il colore del governo, i soldi - sia nel bene che nel male - li si spendeva per la cosiddetta "modernizzazione" del paese. I tempi in cui la SIP era pubblica, ed era considerata ANCHE una risorsa economica per il paese.
La "critica" che esprimevo all'articolo, marco, più che quella della bassa densità abitativa, prendeva in considerazione la questione del basso numero assoluto di abitanti. La tesi dell'articolo più o meno è: "il governo italiano ha deciso di non spendere più quanto aveva promesso d'investire per colmare il 'digital divide' italiano. Siamo alle solite: il solito paese sottosviluppato, la solita sottovalutazione di dove va il futuro e la tecnologia! In Svezia e in Finlandia, invece...".
Il mio punto era che il confronto fra Italia e Svezia/Finlandia è un confronto fra entità incommensurabili, proprio perché in entrambi i paesi il problema è OGGETTIVAMENTE più facile da risolvere da parte di una qualsiasi compagine governativa, quale che sia la maggioranza politica che l'esprime.
Col che, chiaramente, non intendevo dire che allora "tutto va bene, madama la marchesa!". Tuttavia, invece che le solite critiche generiche al governo che non tira fuori i soldi (che, in questo preciso nostro momento storico, sembrano un po' uno sfondare porte aperte. L'abbiamo visto tutti che questo governo non tira fuori un centesimo per nulla, salvo le missioni militari all'estero), dicevo, forse sarebbe meglio fare critiche più specifiche, e - perché no - anche dire cosa farebbe invece una eventuale Nuova Sinistra Ricostruita, qualora un giorno riuscisse a tornare al governo e magari ad occuparsi specificamente proprio di telecomunicazioni.
Altrimenti, mi pare che continuiamo a restare sempre nel "campo delle One Hundred Yards"... ;D 06-11-2009 19:57 - Alan Ross
scusa ma le linee telefoniche siamo riusciti a metterle anche in italia, non ci sono solo nei paesi a bassa densita' di poplazione, non capisco la tua posizione 06-11-2009 16:29 - marco
Date una valida alternativa e anche il più bove dei popoli la seguirà.
Quindi meglio che internet per tutti rimanga solo un buon proponimento da programma elettorale
RESISTERE RESISTERE RESISTERE 06-11-2009 16:20 - Michele
Svezia: 9.082.995 abitanti [21.9 /kmq] con un PIL pro-capite di 34.409 USD
Finlandia: 5.336.458 abitanti [15.5 /kmq] con un PIL pro-capite di 35.041 USD
Italia: 60.177.551 abitanti [199.7 /kmq] con un PIL pro-capite di 30.581 USD. Dati Wikipedia.
L'impresa di portare la banda super-larga a popolazioni dell'ordine di un decimo di quella italiana (anche se sparse su territori dello stesso ordine di grandezza di quello italiano) non mi pare quindi affatto paragonabile a quella - incommensurabilmente più difficile - che un qualunque governo italiano - sia esso di dx. "illuminata" o di sx. - si troverà a fare nei prossimi anni.
Poi, che il governo attuale ci aggiunga il suo carico, diciamo così, "ciurlando nel manico", ovviamente non fa che peggiorare la situazione.
Ma la critica io inizierei a farla da un'altra parte. Il problema potrebbe cominciare ad attaccarsi da un altro lato.
Ad esempio: già Bassanini (e Cassese, se non erro) aveva(no) cominciato quella straordinaria opera di semplificazione della P.A. che si è concretizzata, per dire, nella possibilità di autocertificazione dei dati personali presso le pubbliche amministrazioni, nello snellimento di molte pratiche, nell'accorpamento di molti uffici ed enti. Peccato che quella lodevolissima iniziativa poi abbia finito, dopo gli inizi enfatici dei primi anni, per venire sostanzialmente abbandonata e restare lettera morta. Ma questo è un altro discorso.
Comunque: oggi, alcune amministrazioni locali parrebbero intenzionate, autonomamente, a tornare sulla questione, per esempio "mettendo in rete" gran parte degli atti, dei documenti pubblici, dei certificati, e soprattutto dando la possibilità - a chi lo desideri - di svolgere le proprie pratiche (pagamento di imposte, richiesta e ottenimento di certificati anagrafici, compilazione di moduli...) direttamente sul web.
Bell'intento, molto lodevole. Peccato che, appunto, in mancanza di connessioni decentemente capaci e veloci in ogni casa, è un po' come dare dei libri ad un analfabeta, sperando che poi per pura e semplice osmosi qualcosa succeda.
Allora, perché non dire che le amministrazioni locali intenzionate a procedere su quella via dovrebbero poi fornire anche - tanto per cominciare - quanto meno punti PUBBLICI di accesso A BANDA LARGA al web (per esempio, all'interno dei municipi, nelle biblioteche comunali, o comunque in locali decentrati nei quartieri e però sempre di proprietà dell'amministrazione pubblica), in modo da mettere TUTTI i cittadini (a cominciare dagli anziani e i disabili) in condizione di poter DECENTEMENTE usufruire di tali "nuovi" servizi? Punti PUBBLICI di accesso, che oltre a funzionare da canali VELOCI di accesso al web per chi la "rampa di lancio" in casa non ce l'ha, fungano anche da luoghi di "aggregazione" di tipo diverso dal solito bar o circolo rionale...
Ma forse, quello che in fondo in fondo interessa è solo che ci siano le "porte" per la web-televisione multimediale ad altissima definizione in tutte le case...
____________________________
P.S.: io, dove vivo, accedo alla rete tramite una connessione ad 8 Mbit/s, fornitami - tanto per la cronaca - da un provider che recentemente è stato al centro della ribalta per vicende, diciamo così, di "raccolta non autorizzata di dati personali dei propri utenti". Sempre per la cronaca, con 8 Mbit/s si scarica l'immagine ISO/DVD di una qualsiasi distribuzione Linux in circa 1h 20m.
Certo: con 80 Mbit/s basterebbero 8 minuti, e in pochi secondi si farebbero cose per cui ora magari servono minuti.
Eppure, è comunque un enorme passo avanti rispetto ai tempi - epici! - della connessione "a consumo", in cui bisognava stare attenti a quanto si stava collegati (e però, tutto sommato, proprio perché la banda costava ed era un bene scarsissimo, si leggevano in giro per il web molte meno baggianate ;D). E poi, io tutta questa cattiva qualità generalizzata "del segnale" - come paventato dall'università di Oxford - sinceramente non la vedo. Vedo ancora, invece, una cattiva qualità media del servizio (in generale) fornito dai provider, a cominciare dal servizio di assistenza alla clientela.
Ma poi, per fortuna, mi pare ci sia altro d'interessante, oltre al web.... 06-11-2009 12:23 - Alan Ross
Questa notizia mi ha deluso fino ad un certo punto, perchè sinceramente immaginavo che, come al solito (ormai c'ho fatto il callo), ai proclami non sarebbero seguiti i fatti...
Quello che più mi sta deludendo è il WiMax, perchè è su quello che puntavo per risolvere il mio problema di digital diviso; speravo che le aziende che hanno vinto l'asta di inizio 2008, dopo tutti soldi pesi per vincere le licenze d'uso delle frequenze, si sarebbero velocemente attivate per inidiziare a distribuire il servizio e poter cominciare a rientrare con l'investimento. A quanto pare invece, anche su questo fronte i passi sono minimi, certo qualcuno si è mosso, ma ancora in maniera del tutto insufficiente; ma soprattutto, delle 3 aziende che hanno vinto la licenza dalle mie parti, una ha fatto proclami (dalle altre silenzio di tomba), ma in sostanza nessuna ha fatto ancora un bel niente.
A questo punto spero che potenziono il prima possibile la copertura HSDPA, che al momento arriva, ma in maniera così debole da non essere ne veloce, ne stabile e affidabile.
Per quelli come me, costretti a modem analogici a 56kbps o ISDN a 64kbps, già anche l'adsl "farlocca" a 640kbps sarebbe una rivoluzione...
...e invece devo continuare, ancora per chissà, quanto a immattirmi con i webmaster che se ne fregano di quelli come me e continuano a fare siti sempre più pesanti...
...e intanto chi governa non ha ancora capito che lo sviluppo (economico, culturale e sociale) passa anche per l'accesso alla con una banda larga tale da permetterti di sfruttarne tutte le potenzialità. 06-11-2009 09:33 - Mirco Baldini