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FUORIPAGINA
06/11/2009
  •   |   Emanuele Giordana
    Se ne va Diario, esempio di giornalismo orgoglioso
    Ci son tanti modi per «celebrare» la chiusura di un giornale. Uno di questi – il più nobile per noi - è fare la conta di chi perde il lavoro. Ma nel caso del «Diario mensile», già quindicinale e -ancora prima di una violenta cura dimagrante - settimanale (diretto e fondato da Enrico Deaglio e dallo scomparso Renzo Foa), si fa in fretta. Sette persone, compresi grafici, segreteria, direzione, redazione. Gli stessi, forse un po' meno, che in una trasmissione tv preparano un format che va in onda per un'ora. Gli stessi che, ai tempi d'oro del giornalismo, erano responsabili di far uscire tre pagine su un quotidiano. Pubblicità compresa.
    Proprio la pubblicità (mancata) è uno dei grandi registi di questo diaricidio, rivista di buone letture che aveva abituato i suoi collaboratori a due modelli che non si usano più, desueti ormai come la carta stampata, il giornalismo indipendente e le buone maniere: la bella scrittura – nel senso della scorrevolezza ma anche di una certa attenzione alla parola e alla sintassi – e l'inchiesta, un genere di cui si è ormai già celebrato, salvi rarissimi casi, più di un funerale. I lettori (7.500, seimila dei quali lo compravano in edicola) sono i meno colpevoli. Lo «zoccolo duro» di quel giornale, pur disorientato da quattro formule editoriali nel giro di pochi anni, avevano continuato a comprarlo pagandolo 7 euro (uno a redattore potremmo dire) e forse ne avrebbero pagati anche 10 per quelle 150 pagine di buona fattura incredibilmente impacchettate dai nostri magnifici sette.
    Ma non c'è stato appello, né il desiderio di sperimentare nuove vie e di trasformarlo – a prezzo di un'ennesima cura dimagrante – per garantirne la sopravvivenza.
    Il padre del «Diario», Luca Formenton, editore puro e assai attaccato alla sua creatura, questa volta non ha voluto sentir ragioni. Neanche indagare se ci fosse un signor Rothschild disposto a metterci qualche centone. Era così attaccato al suo bambino – dicono gli intimi - da preferire l'infanticidio alla condivisione. L'annuncio della chiusura sul «Diario» da oggi in edicola per la penultima volta. L'ultimo numero, a dicembre, avrà per titolo, ironia della sorte, «Futuro».

I COMMENTI:
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  • scusate se commento leggermente fuori tema.tra l'altro ho collaborato al Diario di Rebotti con alcuni fumetti,e quindi potete immaginare il mio stato d'animo...ma non volevo parlare di questo.

    Volevo dare la mia solidarietà ad Alessio Spataro riguardo al suo libro "La ministronza" attaccato da destra,da sinistra,e pure dal manifesto in un vergognoso trafiletto di poche righe.Accusato di essere volgare,sessista rozzo e ignorante nei confronti di Giorgia Meloni e di non far ridere(loro forse,a me ha fatto ridere eccome...mi sa che sono sessista???).
    Bene,i compagni del manifesto dimostrano di non comportarsi diversamente dagli stronzi in parlamento,quando si tratta di fare finta di difendere la dignità di una persona come la Meloni che è esattamente volgare ,rozza e ignorante come il fumetto che la ritrae...la satira è questa gente...ed è giusto che sia così.Uno dovrebbe difendere la Meloni solo e perchè in quanto donna?!
    ma ve lo ricordate il Male?!
    state facendo solo una figurina di merda e basta 13-11-2009 12:22 - graziano
  • Caro Emanuele, mi fa un po' senso pensare che la cacciata di una parte dei vecchi redattori (la vicenda è un po' complicata) per prendere dei nuovi redattori più giovani, meno costosi e forse per forza di cose più docili possa essere considerata "una cura dimagrante". Pensa che sfiga, Manuele! Quella cura dimagrante ci ha fatto perdere il posto, e noi che eravamo sovrappeso siamo pure rimasti grassi! 07-11-2009 21:24 - marina.morpurgo@gmail.com
  • Ciao Antonio, mi hai immaginato (purtroppo per me)totalmente sbagliato, ho quasi la tua età (60) e ho lavorato 41 anni prima di diventare invalido al 100% (vero!!!). Io però la storia la conosco, ho conosciuto tanti padroni (nessuno mi ha frustato) e vorrei chiederti: ma come ha vissuto un operaio francese, inglese, italiano ecc. ecc. in confronto ad un operaio rumeno, cecoslovacco, ungherese, russo? Ma perchè il comunismo è stato il più grande fallimento della storia? Perchè si sorvola sui gulag? Ma perche oggi la notizia dell'arresto e delle botte da parte della polizia comunista alla blogger cubana Sanchez passano quasi in silenzio e si fa un caso di una tragedia come quella del povero Bocchi? In quanto ai privilegi padronali io sono stato artigiano negli ultimi 17 anni, (1998-2005), nel 2001 mi è arrivato un ictus (leggero, per fortuna) ma che mi ha imposto la chiusura del mio negozio, e nessuno ha avuto il minimo riguardo per la mia sorte, mi hanno portato via tutto, ero in opsedale e l'ufficiale giudiziario mi sequestrava anche l'anima. Forse al peggio non c'è mai fine, ma non pensare di essere l'unico ad avere sofferto, voi non avete l'esclusiva. Ciao con amicizia Daniele 07-11-2009 20:48 - daniele
  • Ho ancora a casa moltissimi numeri di quando era settimanale.Davvero ottimo giornalismo.Spero che ci lavora possa trovare modo di esprimersi in altre realtà editoriali o in rete.Non possiamo permetterci di perdere altre voci alternative.Per Daniele e Gianni Sette se voi siete pecore del grande gregge che abbassa sempre la testa e ripete pedissequamente i proclami(!!!) del capogregge senza avere nemmeno l'idea di poter pensare in modo diverso ma soprattutto con la propria testa,restateci nel gregge.Ma non venite a farci la morale o la lezioncina sugli anti italiani e sul pensiero comunista. Vinicio 07-11-2009 19:50 - vinicio
  • il mondo e sopratutto l'italia e piena di cretini che non fanno distinzione dalla merda al gelato. Sono quelli che non capendo la perdita sociale che comporta la scomparsa di un giornale che li nutriva di sapere democratico dalla parte giusta ,non drogata come tutta quella stampa cialtrona inperialista e fascistoide che propina grandi fratelli, escort ,condita da una cozzalia di speudo giornalisti guitti leccaculi al potere ,quindi se proprio non avete ancora l'utimo neurone fulminato mettiamoci tutti assieme e sottoscriviamo un salvataggio estremis fate una fusione con il manifesto potrebbe in futuro essere una mossa vincente non diamola vinta a questo governo di merda sono alla frutta ,e poi non dimenticatevi che noi veniamo da lontano.... ulisse 07-11-2009 19:38 - ulisse rossi
  • l'ho comprato per parecchi anni , e confermo in tutto quanto scritto da Giordana .Frase abusata la mia , ma sicuremente oggi siamo più poveri di notizie e commenti onesti. 07-11-2009 19:13 - giangiacomo
  • Quando un giornale non riesce ad autofinanziarsi significa che trova pochi lettori attratti dalle convinzioni espresse.Ha convinzioni politiche anti italiane. 07-11-2009 19:03 - gianni sette
  • Quanto mi dispiace, era la mia rivista preferita! Anche l'ultima versione mensile del nuovo direttore Rebotti non vedevo l'ora che uscisse in edicola. Purtroppo è il prezzo che si paga in un paese in cui i giornali di destra li pagano i miliardari furbi e quelli di sinistra i miliardari annoiati. 07-11-2009 17:26 - michela
  • Ma non si può fare un accordo editoriale con Il Manifesto? Lo so che abbiamo solo gli occhi per piangere ma possibile che non si riesca a fare una 'lobby' di gente "per bene", ad usare il web in modi meno noiosi, a intercettare un pubblico più vasto e aziende che si muovono su proposte innovative (energie alternative, finanza etica, ecc.
    ecc.) ?? 07-11-2009 13:02 - gubert
  • Porca puttana. E' davvero un dramma quando si comprende che cosa significhi la minaccia del "Signor B", quando tuona invitando a dirottare la pubblicità lontano da certe testate.
    Si ha spesso la sensazione di poter esorcizzare la minaccia comportandosi da "buoni e militanti lettori".
    Poi, un giorno, ci si sveglia e nelle Edicole non trovoiamo più quello che ci piace!
    Qui, se non ci si sveglia, si va... a put....! 07-11-2009 12:46 - Roberto Bertoli
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