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Emanuele Giordana
Se ne va Diario, esempio di giornalismo orgoglioso
Ci son tanti modi per «celebrare» la chiusura di un giornale. Uno di questi – il più nobile per noi - è fare la conta di chi perde il lavoro. Ma nel caso del «Diario mensile», già quindicinale e -ancora prima di una violenta cura dimagrante - settimanale (diretto e fondato da Enrico Deaglio e dallo scomparso Renzo Foa), si fa in fretta. Sette persone, compresi grafici, segreteria, direzione, redazione. Gli stessi, forse un po' meno, che in una trasmissione tv preparano un format che va in onda per un'ora. Gli stessi che, ai tempi d'oro del giornalismo, erano responsabili di far uscire tre pagine su un quotidiano. Pubblicità compresa.
Proprio la pubblicità (mancata) è uno dei grandi registi di questo diaricidio, rivista di buone letture che aveva abituato i suoi collaboratori a due modelli che non si usano più, desueti ormai come la carta stampata, il giornalismo indipendente e le buone maniere: la bella scrittura – nel senso della scorrevolezza ma anche di una certa attenzione alla parola e alla sintassi – e l'inchiesta, un genere di cui si è ormai già celebrato, salvi rarissimi casi, più di un funerale. I lettori (7.500, seimila dei quali lo compravano in edicola) sono i meno colpevoli. Lo «zoccolo duro» di quel giornale, pur disorientato da quattro formule editoriali nel giro di pochi anni, avevano continuato a comprarlo pagandolo 7 euro (uno a redattore potremmo dire) e forse ne avrebbero pagati anche 10 per quelle 150 pagine di buona fattura incredibilmente impacchettate dai nostri magnifici sette.
Ma non c'è stato appello, né il desiderio di sperimentare nuove vie e di trasformarlo – a prezzo di un'ennesima cura dimagrante – per garantirne la sopravvivenza.
Il padre del «Diario», Luca Formenton, editore puro e assai attaccato alla sua creatura, questa volta non ha voluto sentir ragioni. Neanche indagare se ci fosse un signor Rothschild disposto a metterci qualche centone. Era così attaccato al suo bambino – dicono gli intimi - da preferire l'infanticidio alla condivisione. L'annuncio della chiusura sul «Diario» da oggi in edicola per la penultima volta. L'ultimo numero, a dicembre, avrà per titolo, ironia della sorte, «Futuro».
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Io non lo so se Diario era bello o brutto non l'ho mai comprato e non so quanto erano comunisti i suoi fondatori ma devi sapere una cosa tu che disprezzi in modo sarcastico i comunisti. Io sono comunista e ho 67 anni e abito a Torino proveniente dalla Puglia da ben cinquantanni per guadagnarmi un pezzo di pane, come si diceva allora.Tu sicuramente non sai che cosa vuol dire avere fame e mancarti il necessario.Io sono comunista perché ho conusciuto la brutalità e l'immoralità dei padroni.Io credo in una società più giusta dove tutti possano vivere dignitosamente.Tu puoi parlare così di certi cosiddetti comunisti, come quelli che corrono dietro a Berlusconi per i propri affari e non quelli di tutti.Tu non sei degno neanche di nominarli i veri comunisti.Studiati un pò la storia del movimento operaio, visto che,(beato te) non l'hai vissuta sulla tua pelle come è capitato a me.
Penso che sei molto giovane e spero che gli anni ti insegneranno a non parlare genericamente su problemi importanti.
Ti saluto e ti auguro un buon avvenire.
Antonio 07-11-2009 11:11 - Antonio Limonciello
Ricordo come dava senso a giornate grigissime di studio o di lavoro, di fronte alle stupidità e alle cattiverie collettive. Ricordo le rubriche (fantastica l'enciclopedia dei matti!) e ricordo le mie (ormai datate) polemiche mai pubblicate: Perché con gli amici e anche con i fratelli ogni tanto ci si litiga pure. 07-11-2009 09:19 - vives
Perche' non renderlo un giornale online?
Con stima e affetto.
F. 07-11-2009 03:20 - FedericoG.
Per quanto riguarda le ragioni della chiusura, mi secca il solo citarlo, ma non è stato Silvio Berlusconi, ogggigiorno il perentorio nostro Presidente del Consiglio, a dare un giorno sì e un altro pure il Perentorio consiglio ai nostri industriali, artigiani e quant'altri di non fare più pubblicità sui 'giornali di sinistra', ovvero pensanti e dissidenti dal suo pensiero unico?... 07-11-2009 00:57 - giuseppe