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Roberta Carlini
Abolire il canone Rai fa paura a Mediaset
«La proposta di non pagare il canone Rai è una sciocchezza. Mediaset non vuole boicottare il canone. Berlusconi sbaglia. Si sta dando delle martellate».
(Fedele Confalonieri, «La Stampa», 2 novembre 2009).
Chissà cosa ha spinto il solitamente fido Fidel a contraddire così platealmente il suo capo e a liquidare così nettamente la campagna di stampa che i media del gruppo stanno facendo contro il canone Rai. Motivi politici? Economici? Strategici? Forse Fedele Confalonieri, che è alla testa di Mediaset da una vita, ha fatto semplicemente due conti. Abbiamo provato a farli anche noi. Anticipiamo il risultato: la sparizione del canone Rai costerebbe a Mediaset qualcosa come 5-600 milioni di euro all'anno. Mezzo miliardo e più. Vediamo perché.
La Rai ha incassato dal canone, nel 2008, 1.603 milioni di euro. Molto di più di quanto non abbia ricavato dalle inserzioni pubblicitarie (1.092 milioni). Nello stesso anno, il gruppo Rti-Mediaset ha incassato in pubblicità 2.165 milioni. Se si descrive la faccenda disegnando la torta complessiva del mercato pubblicitario televisivo, si vede che la Rai ne ha preso uno spicchio poco più grande di un quarto (27,9%), mentre Mediaset ne ha mangiato più della metà (55,1%). Il resto si è diviso tra vari operatori «minori»: Sky, La7...
Stando così le cose, uno potrebbe dire: se la Rai perde il canone, chiude, venendo ad essa a mancare quasi la metà dei suoi incassi. Senonché, bisogna ricordare che l'esistenza del canone Rai richiede e giustifica la presenza di un tetto alla raccolta pubblicitaria della stessa azienda: se salta il canone, salta il tetto. E se salta il tetto, le cose cambiano per tutti, perché la Rai può raccogliere più pubblicità sul mercato. A meno che parallelamente il mercato pubblicitario non registri un inaudito boom, questo vuol dire che qualcun altro ci perderà.
Chi ci perderà, e quanto? In questi casi gli economisti fanno un esercizio, che si chiama di «statica comparata». A costo di banalizzare, lo spieghiamo come se fosse il conto del fruttivendolo. Mettiamo che la torta pubblicitaria, nel complesso, non cresca (nel 2008 era sui 4 miliardi). Mettiamo che, sparito il tetto, ciascuno si possa muovere in libertà cercando inserzionisti sul mercato. Mettiamo che ciascuna tv riceva pubblicità in base a quanta gente la vede (allo share medio dell'anno in questione). Mettiamo che, in un futuro senza canone, lo share tra le varie tv sia uguale a quello che è stato nel 2008: 42,2% Rai, 39,4% Mediaset. Facciamo i conti: alla Rai spetterebbe il 42,2% della torta pubblicitaria, dunque 1.657 milioni di euro, mentre a Mediaset finirebbe il 39,4%, ossia 1.547 milioni. La Rai guadagnerebbe, in pubblicità, 561 milioni. Mediaset perderebbe, in pubblicità, 617 milioni. Finora le reazioni e gli allarmi si sono concentrati su quel che succederebbe in casa Rai: anche con l'aumento delle entrate della pubblicità, il bilancio si troverebbe in rosso, visto che i maggiori incassi dagli spot compenserebbero a malapena un terzo delle mancate entrate da canone. Però anche in casa Mediaset si aprirebbe una voragine. Morale: l'abolizione del canone non si farà mai. Perché il bollettino che paghiamo ogni anno alla Rai va a finanziare, almeno per 4 euro su 10, Mediaset. E né il composito proprietario della Rai né il mero proprietario di Mediaset possono permetterselo. Per quest'ultimo, sarebbe come darsi delle martellate.
(Per la versione completa: www.sbilanciamoci.info)
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E' anche vero che NON ho la TV!!!
Tuttavia quelli della RAI insistono a mandare minacciose lettere
rivendicando un tributo che non gli spetta. L'ultima volta gli ho risposto che se non la piantavano li avrei denunciati per il loro
comportamento persecutorio. Per ora hanno smesso... chissà quanto durerà. Comunque mia madre,abbonata e affezionata telespettatrice
di RAI 1, ci si rincoglionisce davanti a certi programmi. Quando vado a trovarla dopo un po' mi sento male per le idiozie che mi tocca
sentire e vedere.
E trovo iniquo che mia madre, pensionata ed invalida, con il suo unico televisore, debba pagare quanto uno che magari ha una
TV 50" in ogni stanza dei suoi palazzi/ville. Mi pare un tantino iniqua. E poi che si decidano, o prendono i soldi del canone o dalla
pubblicità. Tenere i piedi in due staffe come fanno adesso è ipocrita. Se questo vuol dire ridurre i canali RAI che li riducano, ne
tengano uno pubblico (senza neppure un minuto di pubblicità), il resto li privatizzino completamente o in parte e solo su questi
ultimi facciano tutta la pubblicità che vogliono, senza limiti. Ecco che allora per quell'unico canale pubblico, privo di pubblicità e
con programmi di qualità sarei disposto a pagare in base alla mia capacita contributiva una percentuale sul reddito del tipo di quella
pagata con 5 per mille: se hai la tv, metti la crocetta e paghi con le tasse a giugno/luglio. Secondo me sarebbe più equo.
Oppure, visto che ci hanno forzatamente spinto, a nostre spese,verso il Digitale Terrestre, possono criptare i canali RAI e chi se li vuol guardare, liberamente sceglie di pagare. Senza obblighi o tasse per il mero possesso dell'apparecchio televisivo che uno ha già profumatamente pagato, IVA compresa! 11-12-2009 23:32 - Mike
tra il cattivo Berlusconi ed il
buono Confalonieri. 09-11-2009 12:02 - paolo bottoni
Anche per la faccenda canone RAI non è sufficiente che cambi il governo dato che destra e sinistra hanno interessi comuni.
Oltre ad essere scandaloso il pagamento del canone TV, ricordo che il cittadino è obbligato a pagare anche se non ha la televisione ma possidede una semplice radio.
A questo punto consiglio i nostri politici, che non si vergognano proprio di nulla, di abolire il canone e introdurre una tassa sostitutiva di pari importo denominata in altro modo, per esempio : tassa a sostegno dei programmi radio-televisivi, anche se non credo proprio che le emittenti televise abbiano bisogno di sostegno economico diretto, da parte dei cittadini! 09-11-2009 09:27 - Gian
Berlusconi non vuole abolire il canone RAI per legge. Berlusconi, che è un delinquente, sta semplicemente invitando i cittadini a non pagare il canone.
In questo modo, il tetto della pubblicità resta, e i soldi ricavati dal canone diminuiscono.
Abbiamo bisogno dei pasdaran della democrazia e Berlusconi DEVE stare in carcere. 08-11-2009 22:38 - Massimiliano