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redazione
Carcere di Livorno, 2003: un altro "massacro segreto"
Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio del 2003 nel carcere delle Sughere di Livorno dove si trovava per scontare una condanna a nove mesi per il tentato furto di un’auto. Un caso drammaticamente simile a quello di Stefano Cucchi, al punto che oggi la madre di Marcello, Maria Ciuffi, dopo quanto accaduto al trentunenne geometra romano, torna a chiedere giustizia anche per suo figlio. Nonostante un refererto medico che attribuisce il decesso di Marcello a un infarto, il corpo del ragazzo presenta numerose ferite, non giustificabili con un attacco di cuore. In particolare è il viso di Marcello a presentare le lesioni più gravi. Tutto il lato sinistro è tumefatto, con fratture alla fronte, al sopracciglio e al labbro. Nel 2006, tre anni dopo la sua morte, grazie all’insistenza della madre, la procura di Livorno riapre l’inchiesta decidendo di riesumare il corpo. E una nuova autopsia, oltre alle ferite già diagnosticate, consente di scoprire anche otto costole rotte e numerose lesioni alla schiena. Nella sua perizia il medico legale nominato dalla procura di Livorno, riferendosi alla possibile causa delle ferite riscontrate sul viso spiega che potrebbero essere state pprovocate da «un oggetto contundente a forma allungata e sottile». Nei giorni scorsi Maria Ciuffi ha scritto al ministro della Giustizia Angelino Alfano chiedendo di fare luce sulla morte del figlio, senza però ricevere nessuna risposta. E la Questura di Roma le ha negato il permesso di distribuire le fotografie con la faccia ferita di Marcello davanti Montecitorio. «Volevo chiedere ai deputati – ha spiegato - se è possibile che un ragazzo ridotto in quelle condizioni possa essere morto per cause ‘naturali’».
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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coloro che attuano questi delitti devono essere immediatamente individuati giudicati e non possono più far parte delle forze di polizia.
i cittadini hanno sempre minor fiducia nelle stesse e se succedono altri episodi alla sfiducia si potrebbero aggiungere altri manifestazioni.
la pentola bolle ed il coperchio prima o poi bisogna alzarlo. 11-11-2009 12:57 - enrico ge