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FUORIPAGINA
10/11/2009
  •   |   redazione
    Carcere di Livorno, 2003: un altro "massacro segreto"

    Marcello Lonzi, 29 anni, muore l’11 luglio del 2003 nel carcere delle Sughere di Livorno dove si trovava per scontare una condanna a nove mesi per il tentato furto di un’auto. Un caso drammaticamente simile a quello di Stefano Cucchi, al punto che oggi la madre di Marcello, Maria Ciuffi, dopo quanto accaduto al trentunenne geometra romano, torna a chiedere giustizia anche per suo figlio. Nonostante un refererto medico che attribuisce il decesso di Marcello a un infarto, il corpo del ragazzo presenta numerose ferite, non giustificabili con un attacco di cuore. In particolare è il viso di Marcello a presentare le lesioni più gravi. Tutto il lato sinistro è tumefatto, con fratture alla fronte, al sopracciglio e al labbro. Nel 2006, tre anni dopo la sua morte, grazie all’insistenza della madre, la procura di Livorno riapre l’inchiesta decidendo di riesumare il corpo. E una nuova autopsia, oltre alle ferite già diagnosticate, consente di scoprire anche otto costole rotte e numerose lesioni alla schiena. Nella sua perizia il medico legale nominato dalla procura di Livorno, riferendosi alla possibile causa delle ferite riscontrate sul viso spiega che potrebbero essere state pprovocate da «un oggetto contundente a forma allungata e sottile». Nei giorni scorsi Maria Ciuffi ha scritto al ministro della Giustizia Angelino Alfano chiedendo di fare luce sulla morte del figlio, senza però ricevere nessuna risposta. E la Questura di Roma le ha negato il permesso di distribuire le fotografie con la faccia ferita di Marcello davanti Montecitorio. «Volevo chiedere ai deputati –  ha spiegato - se è possibile che un ragazzo ridotto in quelle condizioni possa essere morto per cause ‘naturali’».

     

     


     

     

     

     


I COMMENTI:
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  • smarrimento e sofferenza davanti a queste immagini, e le vittime sono tante, non solo Marcello, non solo Stefano, a questo punto le famiglie di tutti gli assassinati in carcere hanno una sola strada da percorrere, piuttosto che agire individualmente dovrebbero unirsi, costituire un comitato, chiedere l'appoggio di alcune stimate personalità o associazioni garantiste che non mancano neppure in questo disgraziatissimo paese, fare appello a quella maggioranza o anche minoranza qualificata di italiani disgustati da queste reiterate vergogne, promuovere una raccolta fondi per l'assistenza legale alle famiglie, per la protezione dei testimoni,per l'avvio di campagne anche a livello europeo, per farci adottare, come stato, da un gruppo estero di Amnesty International, che ci studi e denunci le infamità italiane a tutto il mondo. Ne abbiamo umilmente bisogno. 11-11-2009 20:57 - circe
  • E non ci sono solo Stefano e Marcello...forza e coraggio...diamo voce a chi è morto per INGIUSTA CAUSA 11-11-2009 14:44 - Anna
  • putroppo non ci sono parole che possano far capire ciò che si prova dentro di noi nel vedere certe cose, immagino i genitori di quei poveri ragazzi ed il loro dolore, tutto questo non sfà altro che aumentare l'odio verso alcuni (non tutti per fortuna) poliziotti o chi altro è tenuto alla nostra sicurezza, se un dio esiste ed ho molti dubbi mi auguro che li faccia morire tra i più atroci dolori 11-11-2009 14:05 - anna maria
  • Curioso come, se si muoia per infarto, anoressia o tossicodipendenza quando si vedono le salme di questi poveri ragazzi a cui non è concesso sbagliare neanche una volta abbiano tutti gli stessi lividi, le stesse fratture. Costole, testa, viso, schiena..Sembrano quasi opera degli stessi picchiatori: il manganello e gli anfibi. Vedi i filmati del g8. Lo stato picchia e uccide così. Che schifo. Se questa è l'italia..Se questa è la democrazia.. Se questo è un uomo...Viva La Rivoluzione...Ma quando??? 11-11-2009 13:09 - Arianna
  • ci vuole una presa di posizione precisa e il ministro di giustizia , sempre che sia ancora una parola con qualche significato, deve esprimerla per primo senza fraintendimenti.
    coloro che attuano questi delitti devono essere immediatamente individuati giudicati e non possono più far parte delle forze di polizia.
    i cittadini hanno sempre minor fiducia nelle stesse e se succedono altri episodi alla sfiducia si potrebbero aggiungere altri manifestazioni.
    la pentola bolle ed il coperchio prima o poi bisogna alzarlo. 11-11-2009 12:57 - enrico ge
  • Qui a Pisa e Livorno la storia è nota (anche se a pochi). Una vergogna, dovrebbe far ribrezzo a tutti... 11-11-2009 12:43 - lorenz
  • Cucchi,Aldrovandi,Lonzi e chissà quanti altri...tutto coperto e nascosto nelle nostre carceri, che evidentemente sono l'espressione di un paese che non ce l'ha fatta a diventare "civile" e che dimostra sempre più di essere una democrazia fittizia. Dopo la scandalosa sentenza del G8, tutto è possibile, e già mi chiedo proprio a seguito di quella vicenda: a quando la promozione di questi assassini? Purtroppo tutta la nostra storia è piena di questi dejà vu. Ma siamo sicuri che il fascismo sia scomparso? o è sempre stato presente, ed ora più che mai, nel nostro paese? E del resto come si possono definire delle istituzioni che usano la violenza e la sopraffazione, quando sarebbero tenute per prime a rispettare la legge e i diritti dei cittadini? 10-11-2009 23:14 - elisabetta
  • mi chiedo se un giorno chi commette tali atrocità verrà finalmente giudicato e trattato come si merita. come si può arrivare a questo? chi permette di coprire questi fatti così atroci è colpevole più dei diretti responsabili.... 10-11-2009 23:06 - danielec
  • ma come è possibile? come siamo arrivati a tutto questo? 10-11-2009 22:32 - domenico lascala
  • Schifosi!! Se esiste un Dio di Giustizia, la loro morte dev'essere peggiore. 10-11-2009 21:51 - ER1310
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