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FUORIPAGINA
10/11/2009
  •   |   Francesco Piccioni
    Bande paramilitari contro i lavoratori

    Prove tecniche di fascismo. Non tanto ideologico quanto padronale. Ma anche gli squadristi non sono più quelli di una volta, e quindi un padrone – in questo caso Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia – è costretto ad affittarli da una delle tante agenzie private che gestiscono la «sicurezza».
    Ieri mattina, alle 5 e un quarto, una quindicina di bodyguard in assetto «teste di cuoio» (divisa nera, passamontagna, piedi di porco e maxitorce bi-uso in mano) sono penetrati all’interno dello stabilimento romano, sulla via Tiburtina. All’interno dormivano una ventina di lavoratori che presidiano da giorni – qui come in tutta Italia – gli impianti del gruppo. Un’irruzione pianificata in modo militare, da due ingressi contemporaneamente, con compiti prefissati per ognuno degli uomini all’assalto, supportati da un furgone Ducato attrezzato in stile «swat» (tipo Ocean Eleven...).
    Al grido di «carabinieri, tutti fuori» hanno aggredito i dipendenti che dormivano, puntando loro le torce in faccia. Il primo ad essere fermato, però. era un cameraman della Rai – al lavoro per un’inchiesta – rimasto in fabbrica la sera prima causa l’ora tarda. «Chi cazzo sei, perché stai qua dentro, dammi i documenti». La possibilità di uno sgombero era stata ovviamente valutata dai lavoratori, e non prevedeva resistenza. Consegnato il documento, però, è aperti davvero gli occhi, diventava chiaro che l’alto energumeno alla testa del «commando» non indossava nessun simbolo delle forze dell’ordine. Controrichiesta: «lei non è un carabiniere, mi faccia vedere il tesserino». Che non esce fuori. Anzi, i dipendenti tirati fuori dalle varie stanze riconoscono il «capo» e la tensione sale. Urla, spintoni. Il cameraman chiama la polizia, accende la telecamera e comincia a girare. Gli aggressori si fanno più cauti, pur se sempre minacciosi. Costringono i lavoratori a restare nell’atrio, senza potersi muovere nemmeno per andare in bagno. Il più esaltato e sprezzante di tutti è sempre Landi, che ordina ai suoi spetznaz di raggiungere le «postazioni prestabilite». Poi si sentono rumori di porte sfondate e scrivanie forzate, come se stessero cercando documenti.
    La polizia arriva nell’arco di 40 minuti dall’inizio dell’irruzione. E non fatica a capire cosa è accaduto. I 15 mercenari vengono identificati e trattenuti in una stanza, mentre Landi viene portato in questura. A quel punto le «teste di cuoio» – tranne due o tre che più tardi si rifiuteranno di abbandonare gli uffici – appaiono per quel che sono: ragazzi, quasi tutti, a parte gli «anziani» che manifestamente condividono col «capo» trascorsi comuni tra i paracadutisti. Lavorano per il Barani Group, specializzato in sorveglianza privata. Davanti ai poliziotti veri si qualificano come «addetti al portierato».
    La Fiom convoca una conferenza stampa dai toni durissimi. «Avevamo presentato un esposto alla procura di Milano» per chiedere verifiche sul gruppo Agile-Omega, che avrebbe acquisito l’ex Eutelia. Da settimane chiedono al governo un tavolo per discuetere non solo della condizione dei dipendenti (da tre mesi senza stipendio), ma anche della pericolossima deriva di una società che gestisce servizi informatici vitali per lo stato (ministeri chiave come gli interni, la difesa, Banca d’Italia, ecc). Denunciano le intimidazioni mafiose a un sindacalista di Catanzaro (sede di un altro stabilimento). Gianni Rinaldini fa notare che non è il primo episodio del genere (un precedente ad Ascoli Piceno, addirittura con i cani); «non vorrei fossimo di fronte ai primi segnali di uso di strumenti impropri e inaccettabili, che mettono a rischio la democrazia in questo paese». Rievoca persino la Pinkerton, antesignana della polizia privata antisindacale negli Usa.
    Sembra evidente, nella tempistica, un legame diretto tra l’esposto al tribunale e l’irruzione nella sede romana. Passato il primo momento, in cui i lavoratori hanno pensato che gli aggressori stessero facendo danni per poi incolpare loro, è apparso chiaro che stavano invece cercando di recuperare qualcosa di molto importante. La stanza blindata in cui sono custoditi i server strategici delle attività più delicate (quelle per lo stato, da cui dipende l’80% del fatturato), non è stata però toccata. Cosa cercavano i più maturi tra gli squadristi a cottimo? L’ipotesi che puntassero soltanto a buttar fuori quanche dipendente e «reimpossessarsi» dell’impianto, a sentir tutti, non sta in piedi. Da quando questo gruppo fantasma ha preso in mano l’azienda, infatti, di tutto si è occupato tranne che di farla funzionare. Anzi, ha perseguito con tenacia l’obiettivo esattamente opposto.

     

    Servizi e commenti sul manifesto in edicola mercoledì 11 novembre


I COMMENTI:
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  • Se quello sucedeva a Cuba,volevi sentire TUTT'i giornali del mondo. 11-11-2009 15:31 - carpette
  • Mi chiedo se sia davvero sensato, a questo punto, il rifiuto aprioristico della violenza. Cioè: in un caso come questo, se fosse volato qualche ceffone in faccia ai "parà" (Para?! Ma dico...) ci saremmo scandalizzati? Fino a quando diremo che non dobbiamo fare il loro gioco, fino a quando continueremo a giocare in difesa? 11-11-2009 12:32 - Emiliano Ceredi
  • Questi sono avvenimenti di una gravità straordinaria.I fascisti si prendono la libertà di fare quello che vogliono,addirittura sono invitati a rimettere al loro posto i lavoratori in lotta. Così oltre al fargli pagare la crisi a caro prezzo, gli mandano pure le squadracce in fabbrica. Il sindacato continua a concertare e Bersani si barcamena per mediare anche su l'ultima bella trovata sulla riforma della giustizia.La Fiom, naturalmente,si ritrova sempre da sola. Sembra come se ci fosse un'intesa a far passare tutto sotto silenzio,in questo momento il problema più importante è che D'Alema vinca la sua battaglia per l'Europa. 11-11-2009 12:24 - Cristina Giambuzzi
  • La lotta di classe è archiviata? Le lotte operaie sono archiviate? Lotta dura senza paura...era un detto??
    Mai come adesso sono ATTUALI!!!!
    Ricominciamo.....dove eravamo rimasti???
    Uniti si vince....solo così si vince!!! 11-11-2009 12:23 - AugustoImperatore
  • E pensate che a questo delinquanete filibustiere è stata affidata l'assistenza informatica dei Tribunali.
    Massima repressione contro questi bambocci che gestiscono l'informatica italiana, senza morale e senza vergogna. La durezza deve essere massima, questi industrialotti devono cominciare a riempire le carceri di massima sicurezza, con lo stesso trattamento che si riserva a un pedofilo. Tra loro e i pedofili differenza non ce n'è. 11-11-2009 12:08 - Fausto Mamberti
  • Scandalosa è la costante ondata di silenzio dei media nazionali. La malafede è certa.
    Non so... spesso ho mandato mail di protesta a questo o quel giornale, forse illudendomi che, se sommersi da proteste, i giornalisti avrebbero iniziato a lavorare. Però quali sono le alternative a una inutile protesta civile? 11-11-2009 11:55 - Simo
  • caro giorgio io la penso come te,ma tu dici un"eresia"quando parli di obbligare a riportare le aziende al luogo d`origine,perchè questo possa accadere non dovremmo evere al governo un" imprenditore"....FORZA LAVORATORI siamo con voi non mollate 11-11-2009 11:09 - antonietta
  • Ogni tanto si riaccende la faccenda "siamo al fascismo". Oggi repubblica scopre lo stato di eccezione, ecc. Queste cose dell'uso di vigilantes privati (e dell'uso di violenza contro lavoratori), in realtà, sembrano essere state la norma degli stati liberali per lungo tempo, per esempio Pinkerton negli Stati Uniti. Che ora si sia tornati a questi metodi è abbastanza logico considerando lo stato delle cose. 11-11-2009 10:29 - dc
  • Vi sono segnali evidenti, ma evidenti a pochi, che una pesante locomotiva sta acquistando velocità.
    Le bande paramilitari, la giustizia "fai da te", le ronde, le uccisioni nelle carceri, i politici che usano un certo tipo di linguaggio per convincere chi li ascolta, dell'esistenza di ragioni inesistenti.
    Se seguirà a quello presente un altro governo similare, quei pochi ne vedranno veramente delle brutte ! 11-11-2009 10:28 - Gian
  • Quando capiremo che dobbiamo tornare "all'antico" su certi aspetti della difesa dei lavoratori ?...loro usano gente prezzolata e servile al loro soldo...noi usiamo l'amore e la forza per la difesa della nostra gente,essere troppo buoni con certi squali ci si fa male...una volta avevamo i servizi d'ordine,bene,che ritornino nelle fabbriche,nei posti di lavori...basta a subire...con chi ha una mentalità fascista bisogna usare un pugno chiuso pieno d'amore...per la giustizia,per l'antifascismo,per la libertà,per la democrazia. 11-11-2009 10:02 - marcos
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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