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FUORIPAGINA
11/11/2009
  •   |   Nicola Angrisano*
    Nella valle del Sele, maxisgombero di braccianti immigrati

    Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino (guarda il video). Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e perfino la  forestale per procedere allo sgombero coatto dell’insediamento di immigrati marocchini a  San Nicola Varco, 10 km da Eboli. Quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant’anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro - meno tre che trattiene il caporale.  La colpa di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale, costata miliardi di vecchie lire per la realizzazione di un mercato agroalimentare mai inaugurato. Una favela di lamiere e baracche sorte come funghi intorno alle carcasse di silos ed edifici. Pochissimi i bagni, ancor meno le docce.
    San Nicola Varco è una straordinaria metafora dello sfruttamento: di fronte al ghetto si estendono a perdita d’occhio i campi e le serre delle multinazionali dell’agroalimentare, che questa manodopera sfruttano a piene mani.
    Sarà per questo che le voci dello sgombero si rincorrono sin da ieri nel primo pomeriggio. E’ sembrato quasi che la Questura auspicasse la dispersione dei braccianti nel territorio. Non voleva la retata di quel 60% di immigrati irregolari che lì vivevano. Ma non per umanità: perché c’è da lavorare. Senza la manodopera marocchina si ferma l’agroindustria del Sele: ora è il tempo dei carciofi e c’è da tirar su quelle serre che ormai garantiscono raccolti a ciclo continuo, senza bisogno delle stagioni.
    I lavoratori marocchini molto spesso non arrivano sui barconi, ma con un regolare visto d’ingresso. Vengono prima truffati e poi “clandestinizzati” in loco per sfruttarli al nero. E’ la stessa legge Bossi-Fini a suggerire la strada: l’unico modo per avere un visto è la chiamata nominale da parte delle aziende del settore. Che ovviamente non può che avvenire tramite intermediatori (caporali) della stessa nazionalità dei migranti. Paghi 5-6000 euro che si dividono azienda e caporale. Quando poi arrivi ed hai otto giorni per convertire il visto in permesso di soggiorno, l’azienda scompare. Conviene di più che ti riassuma clandestino e in nero. E’ una truffa che attraversa tutta l’Italia: lo scorso anno su 8000 domande verificate dalle prefetture, migliaia si riferivano ad aziende fittizie che non avevano nessuna possibilità di assumere.

    Nell’operazione di oggi centocinquanta posti erano stati comunque “prenotati” nei CIE di Lamezia e Crotone. Alla fine le persone che la polizia trova nel campo sono circa duecento, quelle portate in questura per accertamenti sui documenti di soggiorno una quarantina. Li seguono gli avvocati della rete antirazzista, qualche sindacalista della Cgil, gli attivisti di Radio Vostok e InsuTv, ma al momento non si sa ancora nulla sulla loro sorte.
    Di sgombero del ghetto si è cominciato a parlare più di un anno fa, quando il potentissimo (ex) assessore alle attività produttive, Andrea Cozzolino, ha reperito i finanziamenti per la realizzazione di un nuovo polo dell’agro-alimentare proprio in quella struttura. Un affare a molti zeri. E da oltre un anno si parla di progetti per ridislocare questa comunità che è diventata un caso simbolo, attraversata e raccontata da tv e giornali. Ma gli abitanti di San Nicola Varco tentennano, sono confusi, discutono, litigano anche. Ci si mettono pure i caporali, che temono di perdere la fonte di ricchezze “se te ne vai non sarai più pagato”. Così la maggior parte rimane a San Nicola, sbandata e dispersa nei campi, per vedere cosa succede.
    Lo sgombero di oggi nasce da un provvedimento dell’autorità giudiziaria: un sequestro preventivo pare per ragioni di igiene e di tutela della salute. Dopo oltre un decennio. Ma ci sono altri attori che da tempo facevano pressione sul ghetto di San Nicola: proprio a fianco è nato il progetto per la realizzazione di un enorme Outlet commerciale, uno dei più grandi del mezzogiorno: il “Cilento Village”.  Centinaia di migliaia di metri quadri e un investimento immobiliare da oltre 80 milioni di euro, per una struttura che promette un fatturato di circa 60 milioni e lavoro per 500 persone. Per gli italiani, si è precisa… Un’operazione in grande stile, anche nelle zone d’ombra: per esempio nel coinvolgimento dei fratelli Negri, legati a doppio filo attraverso un fitto castello di imprese a un commercialista stabiese ampiamente citato nelle relazioni dell’antimafia...
    Nomi che ricorrono in operazioni simili e sinistre come la famosa costruzione, all’inizio degli anni ’90, di Città Mercato (poi centro Auchan) a Pompei, e poi dell’Ikea di Afragola -un'operazione esemplare in cui un bene confiscato dall’antimafia al clan perdente (dei Magliulo), viene rilevato da attori economici vicini al clan vincente (dei Moccia), ripulito e infine ceduto a Ikea, con una cospicua speculazione.
    Sarà ovviamente un caso ma da quando è nato il progetto dell’Outlet si sono moltiplicati anche i guai del ghetto, con un incendio dopo l’altro in pochi mesi…
    *InsuTv


I COMMENTI:
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  • X FRANCO, LA STASI NON HA NULLA A CHE FARE CON LA CIVILTA' E LEI LO SA BENE,PROVOCA SOLO PER MANCANZA DI IDEE,NON STANDO SUL TERRITORIO NON CONOSCENDO FATTI,PERSONAGGI E LUOGHI,IN + INTERESSI,LATENTI E PALESI DELLA PIANA DEL SELE(IPERMERCATO & SFRUTTAMENTO BRACCIANTI)SI ARROGA LA CINICA LIBERTA' DI SBEFFEGGIARE! BELLA PERSONA DAVVERO... 12-11-2009 16:30 - MARCO NAPONIELLO
  • Anni fare la raccolta almeno al nord era un lavoro da studenti,
    ma venta'anni fa sono cominciati ad arrivari gli stranieri piu'
    sfuttabili.
    Il problema e' che non vengono mai puniti chi sfrutta i lavoratori, e quindi l'andazzo continua.
    Poi se io fossi un immigrato, dovrei essere idiota a cercare un lavoro, mentre facendo una vita da deliquente guadagno di piu' e vengono trattato meglio . 12-11-2009 15:54 - Alessio
  • Quante lezioni di civiltà dai nostalgici della Stasi. 12-11-2009 14:53 - Franco
  • Egregio Sign. Marino, capisco che ormai in Italia non abbia piu' nessuna importanza, pero' vorrei ricordarle che esistono delle leggi che regolano il lavoro...e la prima cosa e'avere un regolare contratto...Non verrei dire, ma non e' obbligatorio avere un'impresa o avere dei dipendenti nella propia impresa...se uno non se lo puo' permettere pagando cio' che la legge dice, bhe', che si dedichi ad altro o continui con una gestione familiare!!!!!! 12-11-2009 14:42 - Antonella
  • Con la ricetta dell'articolista si eliminerebbe per sempre il problema dell'immigrazione clandestina.....permesso a tutti....niente piu' irregolari....Che scienziati!!!! Ma se siemo tutti uguali perche' i marrocchini non se ne stanno a casa loro? Forse nella piana del sele li abbiamo chiamati noi? Se manca la manodopera non si preoccupino lor signori!!! Sono problemi nostri!!!! Per ogni lavoratore ci sono 5 spacciatori e 5 nullafacenti!!! se li prendano Vaticano e marxisti vari!!!!!
    Saluti compagneros 12-11-2009 14:25 - Derio63
  • sono di eboli e oggi purtroppo mi vergogno, dal profondo del cuore, d'esserlo,la disumana situazione di questi migranti e' vecchia quanto il cucco, ma sia destra che da sinistra- centro hanno fatto finta di niente pr sordidi motivi.Tranne l'ex sindaco Rosania, attento sia alla legalita' che e alla bonifica del territorio,in senso anche morale, dagli altri solo parole anche sprezzanti.la destra di oggi che nella piana si scandalizza ieri dove era? cosa ha proposto? il"nulla incartato"! 12-11-2009 13:58 - MARCO NAPONIELLO
  • Ennesima prova di una deriva liberticida che colpisce le vittime invece dei carnefici che sfruttano le pieghe di una legge (bossi-fini, hai detto tutto!) la cui ratio risulta eccessivamente rispondente ai bisogni degli imprenditori criminali che sfruttano manodopera a costo zero. La cosa triste è che un buon 60 per cento degli esimi cittadini italiani è d'accordo con questa situazione ma non si rendono conto che la legalizzazione del caporalato riguarda anche loro, vedi lavoro flessibile (si a 90 gradi).Attenzione che con le riforme criminali della giustizia di b. nessuno finirà più in galera e allora sarà troppo tardi! SVEGLIA 12-11-2009 13:43 - Mr Pink
  • X Marino,
    per ché invece di rispondere delle catzatte, non chiede che le razzie siano fatte ai padroni che sfrutano le persone in nero(stragnieri e non), e li mandano in galera, quelli sono i veri criminalli.
    Schoenen Tag 12-11-2009 12:23 - Kleiner Adolph
  • Egregio signor Maurizio Mariani,ma perchè non se li assuma lei e li paga in regola!! 12-11-2009 10:06 - Marino
  • Ci siamo.
    Siamo arrivati i rastrellamenti e alle razzie.
    Piano piano questo paese diventa fascita.
    Non ve ne accorgete nemmeno.
    In 5 anni questo paese è passato dalla tolleranza cristiana e progressista, a una dittatura, di idioti, di una destra campanilista e paesana.
    Nemmeno,l'onore di un fascismo nazionalista.Ma un fascismo di classe piccolo borghese,terrorizzato del nuovo.
    Hanno cacciato le badanti,e ora le cercano come il pane.
    Cacciano i stranieri,ma poi li cercano per le loro fabbriche.
    Schizzofrenici,che vorrebbero i stranieri,solo per il tempo del loro lavoro e poi devono sparire.
    Come accendere e spengere una lampadina.
    Ma questa è un'assurda utopia.
    Vedrete,si scontreranno con la realtà e sarà una tragedia per tutti! 12-11-2009 08:18 - maurizio mariani
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