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FUORIPAGINA
13/11/2009
  •   |   Matteo Patrono
    A Roma gli ultras contro la tessera del tifoso

    Con qualche ora d'anticipo rispetto alla manifestazione della Cgil, gli ultras di circa 300 squadre da tutta Italia sono scesi in strada ieri mattina a Roma per continuare la protesta contro la Tessera del tifoso. Altre motivazioni, altri slogan, altro percorso. In 10mila (la metà secondo le forze dell'ordine) hanno sfilato dall'Esquilino fino alla Bocca della verità, srotolando striscioni, intonando cori, accendendo fumogeni e petardi avvolti da una nuvola bianca. Obiettivo del corteo il famigerato provvedimento del ministro Maroni per la regolamentazione dell'accesso agli stadi. Che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio ma è in stand-by causa le rimostranze dei club, molti dei quali non si dicono pronti a far partire il tesseramento dei tifosi per le trasferte. La Lega calcio ha chiesto a Maroni di posticipare alla prossima stagione la messa a regime della contestata misura, il ministro ha ribadito ieri che «gli stadi si devono riempire di persone per bene che vanno a vedere la partita, non di tifoserie organizzate che vogliono governare gli stadi».
    Gli ultras, che contestano le restrizioni eccessive imposte dalla tessera, l'impossibilità di esporre striscioni e suonare i tamburi, hanno marciato senza sciarpe e senza colori. C'era una prevalenza di tifosi di Roma, Lazio e Inter, di gruppi dalle note simpatie politiche, ma la parola d'ordine era «Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti», una strofa presa in prestito dagli Who e stampata sullo striscione che apriva il corteo. Molte maglie bianche con su scritto «No alla tessera», qualche politico amico (Cento, Cochi, Perduca), lo striscione «Tesserate i parlamentari». Niente incidenti, con gli agenti in tenuta anti-sommossa a controllare i manifestanti. Che hanno dedicato loro (e a Maroni, ai giornalisti, all'agente Spaccarotella) cori di odio, invocando giustizia per Gabriele Sandri ma anche per Stefano Cucchi. La protesta si è sciolta alle spalle del Circo Massimo, dove i tifosi hanno lasciato appesa la scritta «Cucchi, Aldrovandi, Gabbo. Vittime della polizia».
     


I COMMENTI:
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  • Tranquillo, sapessi quante cazzate sparo io al giorno!
    Ma sai, gli Sham 69 sono uno dei miei gruppi preferiti e quindi... 17-11-2009 21:05 - Roberto
  • ha ragione ahimé, mi sono fidato dell'ansa e di repubblica appunto, ammetto di non essere gran conoscitore degli sham 69 (e nemmeno degli who se è per questo) mea culpa, mea maxima culpa 17-11-2009 17:41 - matteo patrono
  • Una canzone degli Who...degli Who !!??

    La canzone è degli Sham 69, chi diavolo ha scritto l'articolo !!!

    "If the Kids are United, they will never be divided!"

    Uno sfrondone da Repubblica, non da Manifesto! 17-11-2009 16:36 - Roberto
  • "E poi a me sembra che gli ultras sono l'unico gesto di ribellione di una gioventù assopita e priva di ideali" vai nelle fabbriche nei movimenti ecologisti e contro la guerra, gli ideali sono sempre vivi e non in vendita! quella gioventù di cui parli è il marcio dell'Italia 17-11-2009 11:03 - Andrea
  • Non è lo stadio. L'ultras è uno dei pochi movimenti spontanei, autonomi, liberi, che coinvolgono persone da tutte le fasce sociali, in tutto il mondo.

    Che siano fascisti o comunisti che cambia?

    Andando poi a guardare nel dettaglio la norma in oggetto, che dire: la tessera del tifoso è solo una trovata commerciale - tral'altro sulla falsa riga dei vari decreti "della sinistra"-(Amato) che non ha nessuna velleità di se non quella di poter controllare i tifosi e garantire la fidelizzazione alla "impresa calcio"

    La violenza nel calcio è stata già ridotta drasticamente, gli unici che subiscono ancora botte, ingiurie e violenze di tutti i tipi, sono gli ultras.

    A te, non frega niente del calcio, ma devi considerare che per tanti, quella è l'unica famiglia, l'unica passione, a volte l'unica via di uscita. Credo vada rispettata.

    E poi a me sembra che gli ultras sono l'unico gesto di ribellione di una gioventù assopita e priva di ideali. (me compreso) 16-11-2009 21:24 - luca
  • scusATE SE E' UN COMMENTO QUALUNQUISTA
    MA CHI SE NE FREGA DI CHI VA ALLO STADIO !! 16-11-2009 19:33 - marco
  • il calcio, oddio io forse non me ne intendo...ma non era uno sport dove ragazzini, giovani e uomini con poche lire (il costo di un pallone) potevano divertirsi a giocare, imparare delle regole o andare alle partite negli stadi coi compagni di classo,le fidanzate, le mogli, i figli e qualche volta il nonno? Ma tutto ciò di cui si parla e si urla oggi cos'é? 16-11-2009 18:30 - nadia castelletti
  • Anche gli squadristi del 20 erano ignoranti galeotti. Non per questo Gramsci chiedeva agli operai di sfilare con loro anzi!..
    La favola del tifoso di destra operaio raccontatela ad altri. Quelli con le società sportive ci mangiano e anche bene.



    Per favore basta con i populisti di "sinistra" che per avere un palco sputano sull'antifascismo. 16-11-2009 16:42 - Paolo
  • e' chiaro che la maggior parte degli ultras non ha una cultura universitaria magari e' di destra (antisistema pero') e non legge un libro manco a sparargli però..
    però con il suo antagonismo verso la societa' ( non quella calcistica) e versO la polizia esprime un malessere che il sistema accortamente devia sul calcio: se indagassimo la composizione sociale ed economica degli ultras magari scopriremmo che sono classe operaia in maggioranza, una classe operaia incosciente che va ricoondotta alle sue radici e ai suoi obiettivi.. 16-11-2009 14:47 - pietro
  • Li ho visti sabato a Roma che sfilavano orgogliosi.. Tutti con il braccio destro alzato a cantare: "La rovina dell'itaila siete voi" ai manifestanti della cgil che avevano le Bandiere Rosse.. Ce ne sarà qualcuno buono ma la manifestazione squadrista non se la sono fatta scappare!!!! 16-11-2009 11:08 - Arianna
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