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FUORIPAGINA
16/11/2009
  •   |   Antonio Peduzzi
    L'eroica resistenza dei dipendenti Angelini

    Vincenzo Angelini è, si potrebbe dire, un uomo della strada: ieri pomeriggio l'imprenditore è piombato ad Avezzano, di fronte alla clinica Santa Maria i cui dipendenti sono in lotta. Cinque di loro, quattro donne e un loro collega, stanno sul tetto dalla sera di sabato 14, dopo sette mesi senza stipendio. E Angelini, tra la folla per strada, ha detto di non avere soldi. Ha chiesto una settimana di tempo per racimolare qualche soldo e dare qualcosa come 500 euro a testa, e ha preteso che entro ieri sera le lavoratrici in lotta dessero una risposta. «Decidiamo insieme», ha detto. 
    La proposta di Angelini non è piaciuta alle lavoratrici, le quali hanno fatto sapere che se oggi il consiglio regionale non adotterà una decisione, domani occuperanno la clinica. Finora la casa di cura funziona regolarmente. Da sabato sera c'è il presidio sul tetto giorno e notte. Ogni 24 ore c'è il cambio. Dalla via su cui si affacciano i cinque, colleghe e colleghi commentano, sostengono la lotta. La gente si ferma. Per strada vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri in giubbotto antiproiettile.
    Questa è la casa di cura Santa Maria, un pezzo dell'impero Angelini, che ha 1600 dipendenti. Un anello del sistema di salute privato che opera in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale, e che qui, con i suoi 118 dipendenti, fa tremilaseicento ricoveri l'anno ma, soprattutto, ogni anno fa nascere 600 bambini. Una clinica specialistica. 
    La sanità pubblica abruzzese non paga da tempo le prestazioni effettuate in convenzione. C'è una discussione: il gruppo Angelini dice di essere creditore di 160 milioni di euro; l'amministrazione regionale replica che il credito di Angelini è solo di 6 milioni di euro. Una differenza da nulla. La sanità di altre regioni paga le prestazioni effettuate dalla clinica, e Angelini fornisce il cibo per i degenti, i medicinali per tirare avanti - anche se, va detto, per strada qualche dipendente osserva che quanto a medicinali vi è scarsità - ma da sette mesi non paga lo stipendio e non versa i contributi.
    Mesi fa, esasperati, i dipendenti avevano imboccato la strada dei decreti ingiuntivi. Così erano riusciti a incassare individualmente un pacchetto di stipendi arretrati. Ma ora di tornare su questa strada non se ne parla: un decreto ingiuntivo presuppone soldi in cassa oppure crediti esigibili, e appunto sui crediti la Regione non dice niente di chiaro. 
    «Non ci abbandonate» è scritto su uno dei lenzuoli appesi al cornicione. I cinque sul tetto hanno con sé coperte, sul terrazzo hanno montato una tenda. Ieri una delegazione di lavoratrici ha incontrato il prefetto. Poco credito, invece, viene dato alla «solidarietà» dei politici: del Prc, ad esempio, perché era nella giunta di Ottaviano Del Turco quando si adottavano decisioni non estranee al disfacimento di oggi. Del Pd, pure in orbita «delturchiana». O del Pdl, che si presenta con Filippo Piccone.


I COMMENTI:
  • Il Sig. Angelini i soldi li ha. Basterebbe chiudere "Libero" (e magari anche "Il Riformista") se è lui il soggetto in questione. Che faccia solo il suo mestiere di imprenditore della Sanità. Oh no?!? 17-11-2009 16:36 - Marco Antoniotti
  • Questi lavoratori, così come quelli che stanno manifestando questi giorni, hanno una sola colpa, e cioè quella di dover lavorare per sopravvivere ed avere una vita dignitosa. Da tempo i lavoratori non hanno più qualcuno che li rappresenta, e che faccia una politica anticapitalista nel senso letterale del termine. Il capitalismo ha ormai reso i lavoratori dipendenti come della merce usa e getta. Per i pochi fortunati che riescono a trovare lavoro, la precarietà prevista dalle nuove forme contrattuali è all'ordine del giorno. Tuttavia, neanche coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato possono stare tranquilli col privato. Come se non bastasse, si continua a privatizzare senza sosta, perfino l'acqua, come stiamo vedendo in questi giorni. Mi chiedo se ciascuno di noi ha mai votato democraticamente per scegliere se avere un sistema capitalista oppure no. La risposta è chiaramente no, visto che siamo in una vera e propria dittatura capitalista, la quale è appoggiata ormai sia a destra che a sinistra. 17-11-2009 15:52 - K
  • la mia solidarieta' a voi. ma mettere sullo stesso piano prc e altri partiti in questa vicenda mi sembra una forzatura fatta in mala fede. perche' sappiamo benissimo chi e' angelini e perche' conosciamo benissimo i suoi rapporti con pdl e pd. il prc non fece altro che denunciare il malaffare. detto questo, quali sono le vostre proposte?
    perche' non chiedete che sia la regione a prendere in mano e gestire le cliniche angelini, viste che queste sono nate e cresciute con i soldi pubblici? 17-11-2009 10:41 - valerio
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