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FUORIPAGINA
17/11/2009
  •   |   Alberto Piccinini
    Il NoBerlusconiDay e il popolo della rete

    «A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto fair play di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori». Così un mese fa si apriva l'appello di «un gruppo d blogger democratici» a proposito di «una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi». Insomma, il No Berlusconi Day. Per fare una foto un poco meno mossa di questo fantasma che si chiama «popolo della Rete», ripartiamo da qui. Intanto ci aiuta Emanuele, uno degli organizzatori, raggiunto al telefono, che mette subito le mani avanti: «Di Facebook ci si può fidare il giusto. - dice – Ora è importante il coinvolgimento di associazione strutturate: si tratta di uscire dalla Rete e andare nel reale». Emanuele lavora come consulente informatico ed è entrato in contatto con il nobday dopo il fallimento del Lodo Alfano. Si definisce un «dilettante allo sbaraglio». Conclude: «Forse non avremmo voluto arrivare a tutto questo, sarebbe stato meglio che prima di noi la politica avesse difeso la democrazia italiana».

    Detto questo, cominciamo il giro su Facebook. Martedì di buon mattino: «Ricordate il popolo dei fax che fecero togliere l'immunità parlamentare?». Così Filippo inizia il suo intervento nell'assemblea in tempo reale. Matteo si occupa invece dell'organizzazione logistica: «Quelli del noleggio dei bus sono peggio dei dentisti – avverte – Mi raccomando la fattura!». Stefano digita sornione il suo aforisma: «La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici». Non è il solo: «Il coraggio del rivoluzionario – compita Marco – non sta nell'andare a morire sui fucili del nemico, ma nel resistere quando la maggioranza gli ride dietro». A Marco e Tommaso, a Vittoria, a Filippo, Ilaria e Rossana e altri 11 piace quest'elemento.

    Entrata da qualche giorno nel circuito della grande informazione e nel cuore del dibattito politico, forte di una sessantina di comitati in altrettante città italiane e straniere, la manifestazione indetta per il prossimo 5 dicembre si costruisce anche su Facebook senza segreti per nessuno. Il contatore segnava 281.465 fans, - secondo il lessico di Facebook - alle 15.56 di ieri. «Ragazzi! - si preoccupa Angelo – La crescita degli iscritti è calata molto». Scorri la pagina e l'ottimismo sembra tutt'altro che in calo: «Arriviamo a 300.000 entro 2 giorni». Altri esibiscono un pessimismo aritmetico: «Gli iscritti a Facebook sono 12 milioni in Italia. Non siamo nemmeno il 2,5%.».

    Comunque tanti. Comunque «ragazzi».  «Bravi ragazzi, fatevi sentire, siete la nostra speranza», scrive la signora Annamaria. «Grazie signora – le risponde immediamente qualcuno – ma ci servono anche le persone come lei in piazza». Antonio Di Pietro in persona compare in un post pubblicato ieri mattina: «Ciao ragazzi, stanno facendo di tutto per destabilizzare la manifestazione (...) Io ho sempre ribadito di aderire». 429 risposte salutano l'apparizione di Tonino in Rete – con internet, i pc, e volendo con i fax, l'pm ha dimestichezza fin dai tempi di Mani Pulite come si ricorda – maledicendo in coro giornali e tv che «destabilizzano», e dicono che il nobday è organizzato dall'Idv. E allora? Allora «tempestiamoli di mail». Tempestiamo La7, il Corriere della Sera, il tg1. Anzi no, contattiamo i quotidiani internazionali, chè tanto i nostri «non ascolteranno mai la nostra voce». Di più: «Tv e giornali sono il relitto di un'epoca che sta per finire».

    Vero è che la pagina Facebook del nobday si increspa in occasione dei lanci dei principali siti internet, a cominciare da quello di Repubblica che è il più citato in assoluto: «Avete letto che l'8 per mille destinato allo stato finisce a parrocchie e monasteri?» Patrizia: «Ma che schifo!» Brando: «Mi viene il vomito». E poi: la mafia, le centrali nucleari, il destino dei terremotati dell'Aquila, la privatizzazione dell'acqua. Quelli che un tempo si sarebbero detti i contenuti della manifestazione si snocciolano a colpi di link, diffusi da un post all'altro in questo albero dell'indignazione e del non-se-ne-può-più. C'è solo una certezza, granitica: il colore della manifestazione sarà il viola. «Esporrò sul terrazzo un bel vessillo rosso», azzarda Massimiliano. «Viola, viola!» bacchetta Monica. «Lenzuola viola alla finestra e al balcone». Silvio azzarda: «Sarebbe da andarci in giacca e cravatta, ma con rigorosa camicia viola». «Dressing code da ufficio». «Così non potranno dire che siamo i soliti quattro gatti dei centri sociali».

    Nemici sono certi giornali, i telegiornali. Qualcuno è amico. Si spera: «Chiediamo a Santoro di fare una trasmissione su di noi. Tutti sulla pagina facebook di Annozero!». Ieri, nemici erano pure gli organizzatori del Sì Berlusconi Day, promosso lo stesso giorno alla stessa ora con tempismo sospetto e – apprendiamo - senza avere ancora richiesto alcuna autorizzazione alla Questura. «Temo che saranno presenti gli scagnozzi del Presidente», si era impaurito Giorgio. Manolo: «E questi allarmi di Maroni?» Claudia: «Telecamere a Roma. Voglio riprendere tutto». Oggi invece il nemico è Bersani, che alla manifestazione non aderirà perchè lezioni di antiberlusconismo «non ne prende da nessuno». «Tanto a prendere lezioni di berlusconismo – chiosa qualcuno – ci pensa già D'Alema». E allora? Allora tempestiamo di mail il sito del Pd. E se non ci ascoltano, passiamo ai fax: «Non possono bloccare i fax – incita Benedetto – Diciamo che sono destinati a scomparire e che ci hanno rotto il cazzo anche loro».

    L'assemblea continua. Con gli auguri di un tal Benito: «Vergognatevi merde comuniste…siete quattro gatti e volete andare in piazza a sovvertire il voto degli italiani! ma andate a lavorare!». Popolo della Rete, anche lui.


I COMMENTI:
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  • sono d'accordo con chi dice che attaccare berlusconi serve solo a rafforzarlo e a spostare l'attenzione fuori dai veri problemi. dobbiamo tornare a parlare alla gente e ad ascoltarne i problemi proponendo delle soluzioni. in una parola dobbiamo tornare a FARE POLITICA. Il PD sta acquistando tutte le "malattie" della vecchia balena bianca, ma almeno RICOMINCIAMO A FARE POLITICA: lasciamo stare Berlusconi e fermiamo i danni che sta facendo al paese!! 27-11-2009 15:58 - terzo marchetti
  • il cavaliere è solamente uno specchio dell'italiano medio. cafone un pò ignorante ambizioso e pieno di sè facendo fatica ad ammettere i propri errori come hanno sempre fatto tutti i politici, cazzo! in italia abbiamo dei politici che non sanno ammettere quando sbagliano, fanno skifo. ROMA 5 DICEMBRE 2009 IO VADO. 19-11-2009 17:03 - beppe vendramin
  • ripeto quanto scritto qualche ora fa in un messaggio scomparso: ha ragione maria francesca,dobbiamo muoverci; intanto, contro l'ultimo grave atto di questo governo,la privatizzazione dell'acqua, domani c'è un presidio in piazza della scala indetto da FP-CGIL, con l'adesione della federazione della sinistra, alle ore 16.30 (non 18.30).
    Facciamoci vedere in carne e ossa! 18-11-2009 23:35 - gabriella
  • Chi è di sinistra sa benissimo che prima le manifestazioni facevano cadere i governi, ora non è più così,ma per favore cerchiamo di non distruggere le cose prima che nascono. Bisogna fare in modo che il 5 dicembre ci sia un forte dissenso. Il solo posto dove esprimerlo, per la gente, è ancora la piazza, perchè se non stiamo attenti ci toglieranno anche quella. Non si può più perdere tempo col PD,non ha nessuna voglia di mandar via Berlusconi, continua a inciuciare senza riserve. 18-11-2009 21:22 - Cristina Giambuzzi
  • correggo: domani ore 16.30 in piazza della scala presidio 18-11-2009 19:30 - gabriella
  • Bravo Pamiat!! 18-11-2009 19:11 - Alan Ross
  • una manifestazione in più non fai male.
    il problema che spesso si aderisce sulla rete ma non si va alle manifestazioni vere,reali.
    molti pensano che basti stare comodamente a casa e poi si clicca ....et voilà la democrazia è difesa.
    vorrei ricordare soltanto una manifestazione vera,che è cantata anche da giovanna marini,quella per reggio nel70 0 71non ricordo.
    li gli operai in carne ossa sonopartiti in migliaia esono andati a reggio ,nonostante la rete ferroviaria fosse attaccata da vari attentati, per impedire la riuscita di quella manifestazione.
    durò 14,14, 15 ore quel viaggio senza contare il ritorno.
    ecco, questo soltanto per dire, che con i sacrifici si ottiene qualcosa,non basta internet. 18-11-2009 18:22 - angelo
  • Cari compagni, forse è giunto il momento di cambiare strategia.Le manifestazioni degli studenti sembrano sempre più folclore e sempre meno atti politici, ora arriva il No B Day. Non serve a nulla. Se c'è un'apertura di credito che si può fare a Bersani è quella di tornare ad un organismo politico strutturato che porti l'opposizione al nuovo peronismo sui fatti concreti e politici. L'antiberlusconismo in se stesso rafforza il caimano, non lo indebolisce. C'è qualcuno al di sotto dei 40 anni che legge ancora Gramsci? Vi ricordate concetti come egemonia? Ebbene i partiti leggeri e le menate sulla vita privata del nano non servono a nulla. Bisogna tornare tra la gente in particolare tra tutto quel lumpenproletariat che l'egemonia telecratica ha portato al razzismo e al peronismo. Il percorso non è facile e non è breve, ma il birignao degli unti dal signore della sinistra chic continuerà a portarci al ridimensionamento e a guardarci l'ombelico. Le classi sfruttate che oggi non sono più solo quelle operaie vanno riconquistate da un disegno politico e per fare questo ci vuole un partito vero, chiamatelo come vi pare ma lasciate stare le manifestazioni inutili quando non dannose. I terzinternazionalisti dicevano "Mai nessuno a sinistra". Oggi riscriverei "Non regaliamo l'opposizione a Di Pietro" che a modo suo è un altro populista. I temi non mancano:precarizzazione del lavoro, disoccupazione in aumento,pensioni impossibili,evasione fiscale,distruzione dell'ambiente e ora anche la privatizzazione dell'acqua. Qui c'è da lavorare e non continuare a consolarci con la satira a Berlusconi o con passeggiate nei centri storici. 18-11-2009 17:31 - pamiat
  • Analisi lucidissima quella di Riccardo, sono daccordo sulla necessita di andare al nocciolo della questione Italiana, basta con il folklore e la facile protesta, facciamo della rete un efficace strumento di controinformazione, iniziamo a discutere di modelli di sviluppo alternativi, di nuove forme di concivenza civile, e perchè no di nuove regole democratiche. Diamo all'opposizione dei contenuti e forse quel 50% di elettori che votano il B. perchè le racconta bene cambieranno opinione. 18-11-2009 15:46 - Pierolfo
  • Quello che fa più tristezza in questo genere di manifestazioni é pensare che B o il PDL siano i soli responsabili del degrado sociale di questo Paese. Non mi risulta che prima del 1994 non esistessero "evasione fiscale, amicizie, furberie, sopprusi, populismo accattone, raccomandazioni, prostituzione intellettuale, smutandamenti, bullismo, intimidazioni, minacce" (quotando il commento di un lettore qui sotto) e che ce li abbia inculcati lui e i suoi colleghi. Le sue TV hanno sicuramente contribuito ad amplificare un modello di società malato ma bastava spegnerle per prevenirlo. Non si é fatto e ora si organizzano queste insulse manifestazioni, inutili perché non sfiorano nemmeno il potere suo e dei burattinai del potere che lo manovrano, dannose perché distraggono dalle vere cause della crisi, demagogiche perché indirizzate ad un bersaglio sbagliato; il vero bersaglio é il 50% del Paese che lo segue, Mafie comprese. 18-11-2009 14:19 - riccardo
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