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FUORIPAGINA
20/11/2009
  •   |   Marina Zenobio
    Violenza contro le donne: anche gli uomini in piazza
    In attesa della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 novembre, per la ricorrenza della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne (che sul calendario dell'Onu cade il 25 novembre) già da sabato 21, nella capitale e a Brescia, i primi eventi. Nella provincia lombarda l'Udi ha organizzato una «Staffetta di donne contro la violenza sulle donne» con appuntamento alle ore 15 in Piazza della Loggia per raccontare con parole, suoni e immagini un anno di lotta e di staffetta  che ha avuto numerose tappe in giro per l'Italia (info www.udinazionale.altervista.org). A Roma la street parade (partenza ore 18,30 da Piazza Vittorio con arrivo a Piazzale del Verano) organizzata da donne di vari movimenti di lotta cittadini con la consegna «Take back the night- Riprendiamoci la notte» perché «nell'immaginario comune - si legge nell'appello di convocazione -  la notte è sempre stata associata all'insicurezza, alla violenza, alla paura e col tempo noi stesse abbiamo imparato a introiettare l'idea del pericolo del mondo esterno» hanno quindi deciso che è arrivato il momento di riprendersi la notte perché «dopo anni di politiche sempre più restrittive per la libertà di tutti ma soprattutto di tutte, abbiamo pensato di dover ribadire cosa vuol dire sicurezza per noi». (info sulla rete http://takebackthenight.noblogs.org).
    Ma l'evento straordinario è rappresentato dall'altra manifestazione romana che, per la prima volta vede in piazza gli uomini. L'associazione nazionale MaschilePlurale nata nel maggio del 2007, ha infatti organizzato un sit-in (piazza Farnese dalle 15,30 alle 19) aperta anche alle donne  - hanno aderito  in molte, singole e organizzate e gruppi e Lgbt – ma rivolta soprattutto agli uomini, perché riflettano sulle loro responsabilità di genere, perché – come  scrivono «da uomo a uomo» sull'appello di convocazione «Non ci basta dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Desideriamo e crediamo in un'altra civiltà delle relazioni tra persone, una diversa qualità della vita, libera dalla paura e dal dominio. Vogliamo vivere una sessualità che sia altro dalla conferma della propria virilità e del proprio potere». In una lettera pubblicata sul sito www.maschileplurale.it  e inviata a numerosi gruppi di donne in giro per l'Italia, l'associazione ha voluto anche esplicitare le ragioni della scelta di una loro manifestazione autonoma, specificando che con le manifestazioni nazionali di Brescia il 21 e di Roma il 28, con le donne, i gruppi e le associazioni femministe che li hanno organizzati o aderito, gli uomini di MaschilePlurale sono e vogliono continuare ad essere in un rapporto fecondo di scambio e collaborazione. «Facciamo vivere insieme tutte e tutti - scrivono sulla lettera - una grande giornata di mobilitazione, riflessione, impegno, desiderio e libertà contro la violenza sessuata che colpisce ogni giorno donne, gay, lesbiche, trans, immigrati e che opprime ogni diversità e singolarità e che rende le vite di molti uomini inutilmente e pericolosamente misere, oppressive e violente».
    Sabato 28 a Roma (appuntamento ore 14 a Piazza della Repubblica), si terrà la manifestazione nazionale convocata attraverso un appello dal sito www.torniamoinpiazza.it ed al quale hanno risposto associazioni, collettivi, centri antiviolenza e singole donne (tra cui la Casa internazionale delle donne e l'associazione nazionale dei centri antiviolenza «D.i.Re Donne in rete contro la violenza») per ribadire l'impegno nel combattere la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. La manifestazione nazionale, si legge sulla convocazione, sarà «indipendente dai partiti, per la civiltà della relazione tra i sessi, per una informazione libera e non sessista, contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici, contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse, per una responsabilità condivisa tra uomini e donne». Parole d'ordine non del tutto e da tutte condivise, in particolare dalle realtà di donne, lesbiche e trans riunite il 31 ottobre scorso a Bologna, in un'assemblea che ha stabilito «di non poter aderire tout-court al testo perché privo di alcune parole per noi imprescindibili e perché non scaturito da una pratica politica condivisa». Ritenendo però che la denuncia della violenza maschile contro donne, lesbiche e trans è tema centrale e continuativo del lavoro politico di molte, ed interesse certo di tutte, non faranno comunque mancare la loro presenza al corteo che arriverà fino a Piazza San Giovanni.


I COMMENTI:
  • La Rai ha "anticipato" la manifestazione con la trasmissione ITALIA sul 2 dove la conduttrice Lorena Bianchetti ha consentito alla pseudogiornalista Donatella Papi di fare apologia di reato esaltando l'innocenza dei massacratori del Circeo esprimendo la solidarietà alle loro famiglie. Incredibile!!!
    Tutto con la complicità eclatante della Bianchetti. Altro che solidarietà alle donne. 21-11-2009 17:49 - Giancarlo
  • Grazie di dare questo spazio a notizie di questo genere. Importante partire dal basso, dare voce ai cittadini, ascoltare ciò che hanno da dire. 21-11-2009 06:37 - chiara
  • Vogliamo il libero sviluppo di ciascuno,ma...altrettanti aspetti di una società di classe nascondono sotto sovrastrutture i rapporti sessuali e famigliari.Il manifesto ci evolve ed i media strutturano l'io.Si parla di modellamento(una certa psicologia;Bandura?)la stessa famiglia è un apparato ideologico dello stato (AIS)così la scuola, riflesso dei rapporti economici di produzione.Ho ripreso L.Althusser, che è attuale.Il posto dei sessi è costruito culturalmente nella società.Non credo al concetto liberale di agenticità, siamo mossi da forze economiche e sociali.La violenza sulle donne, donne ora costrette da proletarie salariate, certo conquistano l'indipendenza economica.Ma la violenza stessa dei rapporti economici le ributta indietro.Non lasciare un compagno o marito, perchè schiavi delle banche si deve pagare un mutuo.Psicologie parassitarie, sfruttatrici o laboriose, troviamo donne o uomini con queste psicologie.Dietro ciò il fatto che la società si divide in salario(chi lavora)rendita e profitto, aggiornati mi direte.Certo cronica disoccupazione.Ci vogliono i pacs, le unioni civili.Proletari uomini proletarie donne, nudi sul mercato.Siamo separati, grazie al manifesto giornale dei colti almeno c'è una ricomposizione ideologica.Io vivo solo non ho donne, sono contento, leggendo il manifesto ed il caso Berlusconi ho capito le violenze che subiscono le cosiddette prostitute, sigarette spente addosso atti di coprofilia,vendono una prestazione ma sono sfruttate da papponi, capisco le femministe che combattono queste cose criminali.E lo stato ed i suoi apparati ideologici che fà accettare queste cose.L'individualismo per cui i liberali nell'iperliberalismo sono soli come il bigotto cristiano con DIO vuole ciò.Cambio discorso e finisco, il libero sviluppo di ciascuno mia madre doveva studiare, leggeva in francese non metteva l'idrolitina nell'acqua come la madre di Ragozzino forse amico di Vendola e Weltroni.Non creiamo un monopolio del discorso sulla sessualità, i comunisti ed il femminismo che è di casa non pensa che uomini e donne siano le statuine del presepe di qualcuno come scriveva Ragozzino.Anche io vivo a Monteverde forse lo andrò a trovare.Donne donne -Ammuccula cannula!ma lu satù è di mammuro e nun sura.Vogliamo delle future nobel.non sono femministo. 20-11-2009 18:20 - fred buscaglione
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