giovedì 18 marzo 2010
FUORIPAGINA
21/11/2009
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Benedetto Vecchi
La distanza «viola» dal passato
Il colore di una bandiera, come di una bandana esprime sempre un senso di appartenenza. Nel movimento operaio il rosso della bandiera o dei fazzoletti al collo esprimeva la condivisione di un progetto, ma anche di una stessa condizione. Tuttavia quel colore segnava, anche, una distanza e una differenza rispetto al potere dominante. Fin qui niente di nuovo. L'«affaire» si complica quando si sceglie un altro colore per marcare una critica rispetto ai comportamenti dominanti in quello che viene ritenuto lo stesso campo. È quanto è avvenuto in Italia nel tumultuoso inverno del 1976, quando i «circoli del proletariato giovanile» scrissero, in una delle loro fanzine, la scelta del viola come colore del loro movimento. Viola, da violare. Viola come invito a rompere il confine invisibile tra le fetide periferie di Milano, Torino, Bologna e Roma, per invadere il centro delle città. Un testo, quello, che suscitò un piccolo scandalo, ma anche un effetto. La sfida ai partiti del movimento operaio era stata lanciata, e l'appartenenza a «l'altro movimento operaio» dichiarata. Testo effimero, ma le vicende dell'anno successivo - il Settantansette - tutto sono state meno che transitorie. Fu la scelta del viola che risultò, quella sì, effimera. Durò il tempo di un autunno e terminò con i violenti scontri a Milano per l'inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Eppure quel colore è tornato più volte nelle vicende della sinistra. Alcuni gruppi di donne rivendicarono il viola per segnare simbolicamente la distanza dalla sinistra. E i femminismi hanno sempre dato un grande valore all'analisi del «simbolico». La scelta del viola per l'appuntamento del No-B Day discende forse da altri discorsi, ma segna comunque una differenza e una distanza dalle culture politiche della sinistra. La piazza del 5 Dicembre sarà per questo anche visivamente non confondibile da altre piazze del passato remoto e di quello prossimo. Una scelta che ragionevolmente provocherà spaesamento per gli uomini e donne di sinistra. E che si colloca agli antipodi, ad esempio, dall'uso del verde fatto nelle ultime manifestazioni degli studenti, colore scelto per esprimere vicinanza, empatia con i giovani che nelle strade di Teheran hanno manifestato contro gli ayatollah conservatori. Anche in questo caso è stato privilegiato un colore diverso da quelli «tradizionali». Ma sia il verde che il viola, sottolineano l'intenzione di un'appartenenza. Si mette in campo un tratto distintivo che indica il confine tra il noi e gli altri, cioè quella divisione del campo tra amici e nemici che continua ancora a costituire un passaggio obbligato per l'agire politico.
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io i sessantottini li ho frequentati 10 anni e mai che abbiano nominato la russia una volta. Volevamo solo sognare, e magari perchè no? fare 35 ore alla settimana e lavorare di meno e tutti. era la proposta più rivoluzionaria fra i denti che il sindacato riuscisse a dire, timidamente.
ora ne ho 67 e vi dico a voi giovani di non farvi strumentalizzare e di vigilare che loro la sanno molto più lunga di voi...non vi dico di non votare, ma scegliete il meno peggio a sinistra alberto67 05-03-2010 11:10 - alberto67
Ma all'autore risulta che il pd abbia preso il 27,5% dei voti e che però non abbia aderito al 5 dicembre?
E non riesce proprio a fare due più due?
Quelle sul colore delle bandiere sono solo provocazioni di qualche sfigato e frustrato piddino, che rosica perchè il suo partito non aderisce e basterebbe farsi un giro sui loro network per rendersene conto.
Io andrò con una bandiera rossa grossa come 'na casa altro che viola!!!
Oltretutto quando vedo viola me tocco alla grande! 23-11-2009 15:14 - Roberto
Una sola bandiera?!!Rossa.Senza stemmi o stemmini. Una sinitra unita, solida, come nel 1917. Solo così avremo qualche speranza di buttar giù questo schifo di populismo fascistizzante. E se incontriamo i sig. Ferrero, Vendola, Mussi e company..calci in culo a tutti quanti. 23-11-2009 13:43 - paolo
Nei paesi dell'ex URSS, queste rivoluzioni colorate hanno uno sponsor, in occidente oggi ben definito. Speriamo che non sia lo stesso, anche qui da noi.
Saluti 23-11-2009 00:18 - gianchi
Cmq consiglio a chi scrive su testate autorevoli come "il Manifesto" di informarsi meglio prima di esprimere giudizi erronei! Cmq mi auguro che il sig. Benedetto Vecchi sia in piazza il 5 con il movimento, e stia tranquillo che se vorrà essere vestito tutto di rosso alla gabibbo nessuno la caccerà e sarà il benvenuto!!! 22-11-2009 23:11 - norberto alfe