giovedì 18 marzo 2010
Siamo a quota 3.829
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 18 marzo 2010
Marzo 2010

In edicola
dal 16 Marzo

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni

 Trattato segreto sui beni immateriali
di Florent Latrive
Diavoli che fanno pentole e coperchi
di Serge Halimi
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
21/11/2009
  •   |   Benedetto Vecchi
    La distanza «viola» dal passato
    Il colore di una bandiera, come di una bandana esprime sempre un senso di appartenenza. Nel movimento operaio il rosso della bandiera o dei fazzoletti al collo esprimeva la condivisione di un progetto, ma anche di una stessa condizione. Tuttavia quel colore segnava, anche, una distanza e una differenza rispetto al potere dominante. Fin qui niente di nuovo. L'«affaire» si complica quando si sceglie un altro colore per marcare una critica rispetto ai comportamenti dominanti in quello che viene ritenuto lo stesso campo. È quanto è avvenuto in Italia nel tumultuoso inverno del 1976, quando i «circoli del proletariato giovanile» scrissero, in una delle loro fanzine, la scelta del viola come colore del loro movimento. Viola, da violare. Viola come invito a rompere il confine invisibile tra le fetide periferie di Milano, Torino, Bologna e Roma, per invadere il centro delle città. Un testo, quello, che suscitò un piccolo scandalo, ma anche un effetto. La sfida ai partiti del movimento operaio era stata lanciata, e l'appartenenza a «l'altro movimento operaio» dichiarata. Testo effimero, ma le vicende dell'anno successivo - il Settantansette - tutto sono state meno che transitorie. Fu la scelta del viola che risultò, quella sì, effimera. Durò il tempo di un autunno e terminò con i violenti scontri a Milano per l'inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Eppure quel colore è tornato più volte nelle vicende della sinistra. Alcuni gruppi di donne rivendicarono il viola per segnare simbolicamente la distanza dalla sinistra. E i femminismi hanno sempre dato un grande valore all'analisi del «simbolico». La scelta del viola per l'appuntamento del No-B Day discende forse da altri discorsi, ma segna comunque una differenza e una distanza dalle culture politiche della sinistra. La piazza del 5 Dicembre sarà per questo anche visivamente non confondibile da altre piazze del passato remoto e di quello prossimo. Una scelta che ragionevolmente provocherà spaesamento per gli uomini e donne di sinistra. E che si colloca agli antipodi, ad esempio, dall'uso del verde fatto nelle ultime manifestazioni degli studenti, colore scelto per esprimere vicinanza, empatia con i giovani che nelle strade di Teheran hanno manifestato contro gli ayatollah conservatori. Anche in questo caso è stato privilegiato un colore diverso da quelli «tradizionali». Ma sia il verde che il viola, sottolineano l'intenzione di un'appartenenza. Si mette in campo un tratto distintivo che indica il confine tra il noi e gli altri, cioè quella divisione del campo tra amici e nemici che continua ancora a costituire un passaggio obbligato per l'agire politico.

I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • non volevamo la russia (loro avevano già i loro casini) e nemmeno l'america. avevamo un bel sogno che presto ci hanno dirottato su play stations, internet (ormai c'è...) calcio, pornografia, partiti della violenza assassina) movimenti. forse religiosi e gruppi di preghiera. religioni orientali vecchie di seimila anni, e, giliegina, nella droga. magari dovevamo appoggiare e ascoltare con umiltà quei timidi socialismi tipo Ungheria del '56 e di Praga 68, invece di rinchiuderci in lerce cellule ad aspettare cosa ne diceva il nostro prete rosso caposezione di turno
    io i sessantottini li ho frequentati 10 anni e mai che abbiano nominato la russia una volta. Volevamo solo sognare, e magari perchè no? fare 35 ore alla settimana e lavorare di meno e tutti. era la proposta più rivoluzionaria fra i denti che il sindacato riuscisse a dire, timidamente.
    ora ne ho 67 e vi dico a voi giovani di non farvi strumentalizzare e di vigilare che loro la sanno molto più lunga di voi...non vi dico di non votare, ma scegliete il meno peggio a sinistra alberto67 05-03-2010 11:10 - alberto67
  • Facciamo crescere l'incontro del 5 dicembre. Portiamoci dentro i temi che portiamo avanti nel paese. Io portero' la bandiera della pace e insieme dovremmo fare conoscere l' azione nonviolenta di Turi Vaccaro a Vicenza, lo spreco di risorse per gli armamenti, le atrocita' dell' Afghanistan di cui sono complici lo stato italiano ed il nostro silenzio. 24-11-2009 07:30 - marco
  • Io credo che l’idea è buona in una situazione di “opposizione esplosa”: si fa blocco, UNITI contro B, sotto 1 colore simbolico. Poi insomma, è una manifestazione per un obiettivo concreto, e nessuno chiede di rinnegare la rivoluzione del 1917. 23-11-2009 18:21 - marc miot
  • Viola? ma che e' stata organizzata dalla CIA? o dall'Opus Dei? 23-11-2009 16:42 - murmillus
  • Distacco dai partiti di sinistra !!??

    Ma all'autore risulta che il pd abbia preso il 27,5% dei voti e che però non abbia aderito al 5 dicembre?
    E non riesce proprio a fare due più due?

    Quelle sul colore delle bandiere sono solo provocazioni di qualche sfigato e frustrato piddino, che rosica perchè il suo partito non aderisce e basterebbe farsi un giro sui loro network per rendersene conto.

    Io andrò con una bandiera rossa grossa come 'na casa altro che viola!!!
    Oltretutto quando vedo viola me tocco alla grande! 23-11-2009 15:14 - Roberto
  • Un solo colore? Ma chi se frega!
    Una sola bandiera?!!Rossa.Senza stemmi o stemmini. Una sinitra unita, solida, come nel 1917. Solo così avremo qualche speranza di buttar giù questo schifo di populismo fascistizzante. E se incontriamo i sig. Ferrero, Vendola, Mussi e company..calci in culo a tutti quanti. 23-11-2009 13:43 - paolo
  • io andro' alla manifestazione nero dentro e fuori. Perchè sono incazzato nero per quello che sta' succedendo in Italia. ... ma con il foulard rosso. 23-11-2009 12:09 - ulisse
  • viola? contro i partiti operai? ma andate a quel paese! io ci sarò con la mia bandiera rossa! 23-11-2009 06:50 - piero
  • Mi sanno tanto di vecchio, e di sospetto queste rivoluzioni tipicamente colorate.
    Nei paesi dell'ex URSS, queste rivoluzioni colorate hanno uno sponsor, in occidente oggi ben definito. Speriamo che non sia lo stesso, anche qui da noi.
    Saluti 23-11-2009 00:18 - gianchi
  • Se il sig. Benedetto Vecchi avesse seguito (è ancora in tempo) il movimento del no b day, capirebbe che il colore va oltre tutto. Si è scelto il viola nn per distanziarsi dall asinistra in italia, anche se forse ce ne sarebbe bisogno per la sterilissima opposizione fatta, ma appunto per cercare un colore non presente i9n nessun partito. Pensare che il colore sia una presa di distanza del movimento dalla sinistra è qlquanto "fazioso"! Qui sembra tanto che un aparte della sinistra/centro voglia avere il primato dell'opposizione. Non mi sembra che il movimento abbia rifiutato l'adesione di Rifondazione. Cmq ormai si è capito che forse anche al Pd caccia comdo Berlusconi al governo.
    Cmq consiglio a chi scrive su testate autorevoli come "il Manifesto" di informarsi meglio prima di esprimere giudizi erronei! Cmq mi auguro che il sig. Benedetto Vecchi sia in piazza il 5 con il movimento, e stia tranquillo che se vorrà essere vestito tutto di rosso alla gabibbo nessuno la caccerà e sarà il benvenuto!!! 22-11-2009 23:11 - norberto alfe
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
marzo 2010 [ 39 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Tagli e ritagli della Gelmini
     
       Mentre la maggior parte del paese sembra non rendersi conto di quello che sta accadendo, proviamo a ricordare quello che ancora attende la scuola (provvedimenti di durata triennale previsti dall´art. 64 della Legge Finanziaria 133/2008 Tremonti e perfezionato dai regolamenti della Gelmini). Saranno tagliati 25.600 docenti e 15.000 lavoratori del personale ata.
    15 marzo 2010
  • El Battallon San Patricio
    Il giorno di San Patrizio, santo patrono d’Irlanda, che ricorre oggi viene festeggiato come festa nazionale degli irlandesi d’America. Si tratta di una delle festività etniche più universalemnte popolari dato che la giornata è dedicata soprattutto all’assunzione di massicce dosi di bevande alcoliche in onore allo stereotipo diffuso dell’irlandese come gioviale ubriacone.
     17 marzo 2010
MANIFESTO BLOG
POPOCATÉPETL a cura di Gianni Proiettis
freccia
ROVESCI D'ARTE a cura di Arianna Di Genova
freccia
AUTOCRITICA a cura di Francesco Paternò
freccia
LOSANGELISTA dall'Occidente Estremo
freccia
PERFIDALBIONE a cura di Paolo Gerbaudo
freccia
ESTESTEST notizie dall'ex impero del male
freccia
FRANCIAEUROPA notizie da Parigi
freccia
DAL GIAPPONE CON FURORE di Pio D'Emilia
freccia
ISLAMISMO a cura di Giuliana Sgrena
freccia
PACI POSSIBILI a cura di Orsola Casagrande
freccia
SOTTOSOPRA blog overground
freccia
BABELBLOG a cura di Cinzia Gubbini
freccia
SERVIZI