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FUORIPAGINA
21/11/2009
  •   |   Benedetto Vecchi
    La distanza «viola» dal passato

    Il colore di una bandiera, come di una bandana esprime sempre un senso di appartenenza. Nel movimento operaio il rosso della bandiera o dei fazzoletti al collo esprimeva la condivisione di un progetto, ma anche di una stessa condizione. Tuttavia quel colore segnava, anche, una distanza e una differenza rispetto al potere dominante. Fin qui niente di nuovo. L'«affaire» si complica quando si sceglie un altro colore per marcare una critica rispetto ai comportamenti dominanti in quello che viene ritenuto lo stesso campo. È quanto è avvenuto in Italia nel tumultuoso inverno del 1976, quando i «circoli del proletariato giovanile» scrissero, in una delle loro fanzine, la scelta del viola come colore del loro movimento. Viola, da violare. Viola come invito a rompere il confine invisibile tra le fetide periferie di Milano, Torino, Bologna e Roma, per invadere il centro delle città. Un testo, quello, che suscitò un piccolo scandalo, ma anche un effetto. La sfida ai partiti del movimento operaio era stata lanciata, e l'appartenenza a «l'altro movimento operaio» dichiarata. Testo effimero, ma le vicende dell'anno successivo - il Settantansette - tutto sono state meno che transitorie. Fu la scelta del viola che risultò, quella sì, effimera. Durò il tempo di un autunno e terminò con i violenti scontri a Milano per l'inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Eppure quel colore è tornato più volte nelle vicende della sinistra. Alcuni gruppi di donne rivendicarono il viola per segnare simbolicamente la distanza dalla sinistra. E i femminismi hanno sempre dato un grande valore all'analisi del «simbolico». La scelta del viola per l'appuntamento del No-B Day discende forse da altri discorsi, ma segna comunque una differenza e una distanza dalle culture politiche della sinistra. La piazza del 5 Dicembre sarà per questo anche visivamente non confondibile da altre piazze del passato remoto e di quello prossimo. Una scelta che ragionevolmente provocherà spaesamento per gli uomini e donne di sinistra. E che si colloca agli antipodi, ad esempio, dall'uso del verde fatto nelle ultime manifestazioni degli studenti, colore scelto per esprimere vicinanza, empatia con i giovani che nelle strade di Teheran hanno manifestato contro gli ayatollah conservatori. Anche in questo caso è stato privilegiato un colore diverso da quelli «tradizionali». Ma sia il verde che il viola, sottolineano l'intenzione di un'appartenenza. Si mette in campo un tratto distintivo che indica il confine tra il noi e gli altri, cioè quella divisione del campo tra amici e nemici che continua ancora a costituire un passaggio obbligato per l'agire politico.


I COMMENTI:
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  • Io preferirei un rosso carminio con sfumature violacee per rappresentare anche la componente che la pensa un po' così e un po' colà, e ovviamente non possiamo fare a meno di chi ama il porpora altresì chiamato rosso mattone dalle frange più estremiste del 1974.
    ...
    Ma come siamo ridotti? 22-11-2009 21:16 - Matteo, Ravenna
  • siamo sicuri che il nuovo sia un valore assoluto? credo invece che l'elogio del nuovo in quanto tale sia il miglior modo di rimarcare un legame col vecchio. senza parlare del fatto che il viola porta male nel mondo dello spettacolo. 22-11-2009 18:39 - ema
  • Ma...e se uno volesse criticare anche se stesso, quale colore dovrebbe scegliere? Come simboleggiare la volontà di divisione interiore tra i frammenti di una strategia volontariamente perdente. Ed infine; se uno volesse, oltre che criticare il campo amico, criticare anche se stesso che critica il campo amico dovrebbe dunque convenire che la manifestazione è contro il campo amico. Quindi a chi gioverebbe? Ragazzi...non c'è chiarezza 22-11-2009 18:04 - l'upereri
  • Penso che cercare nel viola un nuovo colore di sinistra sia quanto meno celebrale e intellettuale nel senso deteriore del termine. C'è già un colore a rappresentarci: il rosso. Non ne servono altri. Mi dispiace molto vedere un quotidiano che si proclama comunista ridursi a queste posizioni che io non capisco affatto. Al posto di questi sofismi si dovrebbe invece ricordare che il 5 dicembre nel mattino nasce la Federazione della Sinistra alle ore 9.30, al Teatro Brancaccio di Roma. Sarebbe bello e significativo partecipare prima a questa nascita e poi alla manifestazione per dare un segnale forte. 22-11-2009 14:27 - Luca
  • viola, rosso, magliette gatto-comuniste, l'onda studentesca...ma, siete sempre voi, sempre i soliti, sempre più anziani e per fortuna sempre di meno. L'indignazione che scatta a comando, per colpire il nemico di turno, ormai non convince più nessuno. Rivedremo le solite facce la solita indignazione a senso unico, fatta solo per convincervi che esistete ancora e non essere quel cavaliere che ancora combatteva senza accorgersi di essere già morto 22-11-2009 12:53 - giovanni L.
  • Credo che se la manifestazione è spontanea nessuno dovrebbe blindarla quindi l'imposizione del colore viola denota una forzatura che sminuisce la libertà di tutti i cittadini che vogliono partecipare a pieno titolo con le loro convizioni politiche, abbiamo avuto già esempi del genere i girotondini i grilletti e partiti che volevano monopolizzare la partecipazione volontaria dei cittadini. io parteciperò con il colore dei contadini di Portella della Ginestra degli operai assassinati ad Avola, Modena, Montescaglioso, Reggio Emilia ed altri ancora il colore rosso e manifesterò pacificamente con i verdi, gialli viola e turchini per cacciare il populismo il berlusconismo dal nostro Paese.
    Auguri e buona manifestazione a tutti. 22-11-2009 01:36 - Irma Timidei
  • Chiunque è libero di usare il colore che preferisce durante la guerra di liberazione partigiani garibaldini,matteottiani, giustizia e libertà cattolici ed altri hanno combattuto con i propri colori per liberare il Paese dai fascisti e nazisti oggi si chiede la fine del berlusconismo potranno unirsi vari colori personalmente andrò in piazza con il mio fazzoletto rosso tramandatomi da mio padre che lo ebbe da mio nonno. In questi ultimi tempi troppi colori anno invaso le piazze manifestando per la libertà ma a mio avviso, spesso, sovvenzionati dalla CIA direttamente o indirettamente.Incontriamoci pure e in tanti nelle piazze d'Italia nel rispetto dei colori con i quali ogni uno vorrà esprimersi. buonlavoro a tutti 22-11-2009 01:14 - Luciano Coletti
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