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FUORIPAGINA
21/11/2009
  •   |   Guglielmo Ragozzino
    Un nuovo modo di fare politica

    Lavori in corso a Firenze. Alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia è in corso da sabato 21 e si conclude domenica il «Forum della rete@sinistra». «Lavori in corso…» è poi proprio il titolo della riunione e del progetto. Una presa di contatto iniziale tra esperienze sopravvissute, a sinistra, a una stagione politica avversa e molto sofferta; un gruppo di promotori, come la Sinistraplurale Umbra di Perugia e la Sinistra Unita e Plurale di Firenze, l’associazione «Franco Sartori» di Genova e Potenzattiva di Potenza per non citare che le prime quattro sigle di un elenco di 14 che si firmano insieme rete sinistra@gmail.com.
    Il significato della riunione sta nell’inventare un nuovo modo di fare politica. L’obiezione è scontata. Un’esigenza del genere è stata più volte richiamata all’ordine del giorno, anche se troppo spesso si è rovesciata nel suo contrario, risolvendosi una politica sterile, priva di obiettivi e più separata che mai dalle persone vive, dal momento che tutto l’interesse verteva su come ottenere i voti per un successo elettorale. Nel caso della proposta di Firenze, la politica è intesa come partecipazione di tutti. Non di massa, di tutti. Inoltre vi sono almeno due punti rilevanti, o quanto meno insoliti. Uno è che tutto l’interesse è dedicato alla discussione e alla formazione di un testo in cui vi è un tema soltanto, la democrazia delle decisioni. Questa riceve la sua forma se tutti, oggi, partecipano alla pari, si occupano di questo soltanto e non si pongono altri obiettivi, neppure quelli che stanno di certo a cuore a tutte le persone presenti che discutono: non si tratta oggi di meno tasse, giustizia migliore, la galera a questo o a quello. Non la pace, non giustizia per gli stranieri, non più lavoro.
    Tutte le persone presenti che discutono. La novità è proprio nel fatto che tutti e tutte dicono la propria idea. Si deve decidere come si costituirà il nodo, locale o tematico di una rete di partecipazione democratica. Si deve decidere come si decide e come si attuano le decisioni, come si sceglie chi avrà il compito di portarle all’esterno, quanto durerà in carica, come si rappresenterà il nodo in un’organizzazione più ampia, come si terrà conto del dissenso, senza che questo divenga l’embrione di una corrente e senza cadute in un pericolo di centralismo democratico che nessuno ricorda con piacere, neppure il portavoce del tavolo numero 6 - frequentato da chi scrive - un ragazzo dell’università che ha conosciuto il centralismo solo sui libri.
    Il «tavolo» è l’embrione della democrazia, della democrazia partecipata. Alla discussione sono presenti, richiamate dalla rete, un buon numero di persone. All’arrivo ognuna ha ricevuto un numero, corrispondente a uno di dieci o quindici tavoli, intorno ai quali si formavano i gruppi di discussione, comprendenti ciascuno una dozzina di partecipanti. Le discussioni dei tavoli vicini erano certo appassionate, ma non come quella nostra, al tavolo 6, nella quale abbiamo rovesciato la democrazia piramidale come un calzino, per costruirne un’altra, semplice, umana, adatta al tempo presente, capace di offrire a figli e nipoti una proposta di felicità.


I COMMENTI:
  • Conosco il gioco. Appassionante!L'ho vissuto in Germania ai tempi del pacifismo, dei pershing, di Gorleben (scorie radioattive) delle case sugli alberi. Il rispetto delle idee di ognuno, il procedimento per raccoglierle e portarle a tutti, le decisioni che sono tali solo quando universalmente condivise (!) hanno la forza dirompente che potrebbe fondare una nuova democrazia di persone libere. Ohimè! Poi viene l'entropia e vengono i giochi di potere, vengono le lusinghe dei partiti e le delusioni del quotidiano. Gli "arcobaleni" e le "federazioni". Ma val la pena ricominciare. Sempre. Almeno come ginnastica democratica. 22-11-2009 19:24 - Nicolo Gueci
  • Le due giornate di Firenze sono finite. Sono davvero contento per la partecipazione, lo spirito, il modo di lavorare e e stare insieme. Persone che non si conoscevano e non si erano mai viste prima, che hanno discusso e si sono confrontate su un tema importante come le forme della politica. Sono contento perchè alla fine abbiamo prodotto qualcosa di concreto, di condiviso, dove dentro c'è un pezzettino di tutti i partecipanti. L'articolo di Gugliemo Ragozzino coglie bene lo spirito, da Firenze le persone se ne vanno contente e si rivedranno presto, speriamo in un numero ancora maggiore.
    Auguro a chi sogghigna di continuare a farlo soprattutto se lo fa star bene con se stesso.
    Jacopo Landi 22-11-2009 17:04 - Jacopo Landi
  • vogliamo il nome del direttore! se c'è. 22-11-2009 14:21 - stefano
  • Giuro che non ho capito l'intervento che mi precede e un pò mi preoccupa che il sito del manifesto sia diventato il campo di battaglia di sfoghi di questo tipo... 22-11-2009 13:15 - irisblu
  • "Come hai risolto con le due rate inps che hai da pagare?"chiese il cliente al tappezziere.

    "Tre giorni fa sono andato all'inps per parlare il direttore della baracca.Ho incontrato il bidello,e quello dello sportello."

    "...E allora?"

    "..hanno detto che il direttore era occupato."

    "....quindiii... niente?"

    "gliel'ho detto sia al bibello che allo sportello che avrei pagato quando potevo e che per quanto mi riguardava avevo parlato con l'inps.....li ho visti guardarsi e sogghignare...mah" 22-11-2009 07:56 - t.o.
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